La Società dei Giardinieri Pazzi

di Lucia Riccardi

Vi appartengono i giardinieri ossessionati dalla loro passione per le piante; capaci di fare vere e proprie follie per esse; tormentati giorno e notte dal pensiero di giardini e terrazze; occupati in tutto il tempo libero a curare piante, leggere libri di giardinaggio, e lanciati nelle sperimentazioni più audaci...

È indetta una selezione pubblica, per soli titoli, per l'assunzione di alcune unità presso la S.G.P., ovvero Società dei Giardinieri Pazzi. Per partecipare alla selezione, è necessario essere iscritti al forum della Compagnia del Giardinaggio. I candidati devono presentare un curriculum specifico, con descrizione dettagliata delle follie compiute a scopo puramente giardinicolo.

La Commissione esaminerà i titoli presentati, esprimendo per i migliori candidati un giudizio di idoneità all'iscrizione presso la SGP.

L'orchidea nelle mutande - giulio.f
Girare per tre ore a Chichen Itzà, a mezzogiorno, con trentacinque gradi all'ombra e un'orchidea infilata nelle mutande. Per la cronaca ... era una Oeceoclades maculata, originaria dell'africa, invasiva che sta colonizzando tutte le foreste tropicali della terra. Il fatto è che mi piaceva portarmi via un ricordo di un sito archeologico che ho sognato per anni di visitare ... un sasso no, se lo facessero tutti addio piramidi. Vista anche la mia passione, cosa meglio di un'orchidea (pur insignificante come questa bestiaccia)? Non sono un "depredatore", ma il fatto di riconoscerla come infestante non autoctona e che fosse in cima ad una piramide (un campo di pelota probabilmente) non ancora restaurata, mi ha dato il coraggio di compiere il gesto sacrificale. Salvo poi non sapere dove metterla ed utilizzare l'unico (scomodo) nascondiglio che avevo a disposizione.

Prigioniero nel giardino botanico - giovanni
Durante una visita al Giardino botanico di EZE (Francia, Costa Azzurra) adocchiai alcune piantine di Carpobrotus edulis (o fico degli ottentotti, credo che sia quela piantina che si trova un po' ovunque nelle spiagge..ma li' era enorme e bellissima) e soprattutto il Drosanthemum Hispidum bello rigoglioso ciccione. Aspettando il momento buono per asportarne un pochino (e senza coltellino era un po' difficile) sono rimasto chiuso nel giardino botanico!!! I miei amici sono usciti, ero senza cellulare, la mia ragazza pensava fossi andato avanti e mi hanno abbandonato li! Dopo un po' sono tornati indietro: ero appeso alla ringhiera del cancello. Però ne è valsa la pena!

Tuffo nel cassonetto - eliss
Qualcuno di voi già conosce il mio tuffo nel cassonetto per recuperare i crisantemi buttati dal vivaio la sera prima. Erano le sette di mattina stavo andando al lavoro, e il tuffo a testa in giù nel cassonetto vuoto è avvenuto sotto gli occhi attoniti di quei poveracci che di prima mattina aspettavano l'autobus lì a fianco.

Tuffo nel filo spinato - alevin
Salire su una scaletta a pioli fatiscente, perché era impellente potare proprio in quel preciso momento una rosa bracteata, e finire a testa in giù, con la scala rotta, infilzata come San Sebastiano dalla Bracteata, nella sua vicina Blue Magenta e nel filo spinato a quattro linee. Niente punti, ma le cicatrici ancora visibili.

Notte nella bufera - alevin
Uscire in piena notte nella bufera, sottozero, in pigiama e pantofole, per ripristinare la copertura del limone che era volata via, e prendersi la bronchite. Una settimana ad antibiotici.

900mila di carrozziere - alevin
Sbattere con la macchina nuova perché, mentre facevo manovra, la mia attenzione è stata reclamata da un pino che mi sembrava fosse sofferente: £. 900.000 di carrozziere.

La macchina - emaymon e Lilio apulo
Nella mia macchina dispongo di una postazione di pronto intervento: cesoie, vasetti, terriccio, acqua, torba, sabbia, argilla espansa, tutto in confezioni mignon sistemato in una cassetta per la frutta: non si sa mai...

Hihihi, quelli sono attrezzi da manicure. Nella mia macchina ci sono: picconi, seghe, coltelli da innesti, accette, forbici per potare, corde, tubi di ferro, a volte scale ... dipende dai tipi di incursioni, oltre a semi sparsi sul cruscotto, nei portaoggetti, spore, ragni che hanno preso dimora abusivamente, resina di Encephalartos permantemente attaccata al tappetino.

Guida pericolosa - Lidia
Per me è normale amministrazione spaventare i passeggeri quando guido, indicando questa o quella pianta, o rallentando di botto, o fermandomi per fare retromarcia.

Palma nella biancheria - niknik962
Io mi sono fatto un viaggio in aereo da Creta con un cucciolo di palma avvolto nella biancheria usata... L'avevo vista abbandonata e semisecca su di un cumulo, destinata a diventare compost o ad essere incenerita e il mio amore di papà mi ha impedito di lasciarla al suo destino... Ora è in vaso da quattro anni e ogni inverno trasloca sul terrazzo riparato e sta crescendo.

Furto al cimitero - Lidia
Il mio massimo è stato un mezzo furto al cimitero. Una magnifica rosa color ciliegia....poi però la talea non m'è venuta...

Furto di talee di montagna - Genepy82
Ero in montagna nella Val Varaita, e arrivati già la mattina nel paese di Chianale, in una casetta vicino al sentiero, ho visto tra i vasi millimetricamente disposti in file e sulle mensole, a livello strada, anzi proprio sulla strada, un vaso enorme con una fucsia rosa-bianca con fiori enormi. Dalla dimensione della pianta e dalle condizioni del vaso, ho dedotto che non fosse stata comprata ma che avesse già passato tutta l'estate in quel posto. Quindi non era forzata.

Il proprietario, un signore anziano del posto era seduto sulle tipiche panche di legno a prendere il sole degli ultimi giorni di agosto. Beh, sapete che cosa ho fatto, al posto di farmi la solita camminata fino in cima al colle dellagnello, ho girato attorno al paese, tenendo d'occhio il signore, che alle 18.00 di sera è andato a messa. L'ho pedinato per essere sicuro che stesse ben bene in chiesa per tutta la funzione. Il paese, vista l'ora, si stava svuotando di turisti e la gente del posto, composta prevalentemente da anziani, era quasi tutta in chiesa. A quel punto io, con scatto felino, sono andato alla casetta e ho preso in prestito a lungo termine tre talee semilegnose della fucsia. Naturalmente sono stato accorto nel scegliere rami che lasciassero poi la pianta in uno stato molto simile a prima.

Furto di talee a Canazei - Bletilla
La storia di un'altra fucsiomane: nella mia turbolenta adolescenza, adocchiai con cupidigia un bell'insieme di fuchsie pendule rosse (che solo anni dopo conobbi come Marinka) che il comune di Canazei aveva disposto su un treillage al centro di una piccola rotonda stradale. Con prontezza degna di miglior causa, chiesi ai miei genitori di coprirmi, mentre con rapidità tagliavo con le unghie almeno tre talee della pianta. Ricordo l'espressione dei miei, che non credevano di avere generato una ladra con tanto sangue freddo (lassù non scherzano con chi deturpa il verde pubblico...). Purtroppo la Marinka è un po' carogna e malgrado i ripetuti taleaggi, l'ho perduta definitivamente in pochi anni

Albero di Bouganvillea in metropolitana - Macquà
Trasportare in metropolitana (piena), per regalarla ad un' amica, una bouganvillea alta un paio di metri.

Ciliegio in motorino - Traudi
Trasportare una pianta di ciliegio in motorino.

Tagliare il prato con le forbici di cucina - MorrisNoor
Tagliare TUTTO il prato del giardino con le forbici...non le forbici da giardino, quelle da cucina!!!!

Rubare la talea dal bouquet della sposa - MorrisNoor
Rubare la talea dal bouquet della sposa...

Sveglia all'alba di domenica - PaolaM
Svegliarsi alle 5 di domenica mattina pensando a dove piantare i bulbi.

Grattare il terriccio ghiacciato - beren76
Periodo: metà Gennaio. Ora: 21.00. Situazione: talee gentilissimamente inviatemi da due anonimi donatori da invasare prima possibile. Tre gelide ore di tramontana passate per effettuare l'operazione precedentemente descritta; ma perchè tre ore? Perchè il terriccio era congelato, praticamente un blocco unico, e ho perso la maggior parte del tempo usando la paletta a modo di scalpello per poterne ricavare, di volta in volta, briciole utilizzabili ai miei fini....

Lo stallatico "ben maturo" - dodi
A questo punto racconto la mia impresa, di fronte alla quale la rapina di qualche seme, talea o anche piante intere scompaiono. Scenario: una landa carsica desolata in febbraio; vento che tira a 100 all'ora, temperatura sotto lo zero (come si deduce dalle pozzanghere ghiacciate). Non un fiore ma solo stentati ginepri (pungentissimi), erba giallastra raso suolo e pietre aguzze. Mentre cammino per un sentiero con mio marito vedo all'improvviso materializzarsi davanti ai miei occhi l'oggetto del desiderio di questi mesi: una rosa inglese? una delicata pianta esotica? una seducente essenza nostrana? Macché: un mucchietto di escrementi equini discretamente secchi! E così al grido di "stallatico ben maturo" mi sono lanciata al recupero del prezioso 'oro del giardiniere'. Sotto gli occhi allibiti di mio marito sono strisciata sotto i reticolati, armata di null'altro che che le mie mani (per fortuna coperte di guanti, vista la temperatura), ho cominciato a raccogliere il letame e a metterlo nello zaino (meno male che avevo un sacchetto di plastica con me). Tanta gioiosa foga ha attirato anche i produttori del preziosissimo materiale, dei pelosissimi asinelli, che devono aver pensato che lì ci doveva essere senz'altro qualche meraviglia, forse mangereccia. E invece, non trovando altro che la sottoscritta, hanno cominciato ad 'assaggiare' il sacco dello stallatico, lo zaino e la giacca a vento. È seguita fuga vergognosa inciampando nelle pietre, ma – felix culpa – ciò mi ha fatto trovare altri 'depositi' di materiale (anzi, ci sono quasi caduta dentro). E così, gridando "tornerò", ho abbandonato il luogo del delitto. A questo punto anche mio marito rideva come un matto. Un unico dispiacere: essendo ormai stati aboliti i controlli di confine con la Slovenia (dove si è svolta la vicenda), alla rituale domanda dei finanziari "ha qualcosa da dichiarare?" non ho potuto rispondere con un veritiero, quanto impertinente "solo mer**"...


Entra anche tu a far parte della Società dei Giardinieri Pazzi: raccontaci la cosa più folle che hai fatto per le tue piante, lasciando un commento con il modulo che trovi qui sotto...


1 aprile 2008 in

Commenti

  1. Sebby, 14 settembre 2006:

    Umbria – Settembre 97: abitavo nella zona colpita dal terremoto ed ero sfollata a causa dei danni riportati dalla casa dove vivevo.
    Nei giorni dello sciame sismico (decine di scosse al giorno, un inferno), dopo diversi minuti di indecisione, mi sono avventurata all’interno della rimessa semi-diroccata per salvare un sacchetto di bulbi…...beh…..proprio in quel momento è arrivata una scossa!!!!

  2. delia, 20 settembre 2006:

    viaggio dal portogallo in aereo con lo zainetto pieno di talee di piantine avvollte in foglie e giornali umidi, piccole piantine assetate trovate sulla spiaggia (erano giovani aloe variegate che si sono riprese e cresciute benissimo).
    ricerca ossessiva e raccolta di tutte le piantine figlie di arbusti od alberi tipici della zona di pianura e fluviale in cui faccio le mie passeggiate, specie quelle piu’ rare tipiche della campagna e che non vengono piu’ coltivate nei giardini. (es. pioppi, gelsi, biancospini, ecc..

  3. verdario, 8 ottobre 2006:

    ossessionato dalla terra, sono sempre alla ricerca di quella migliore per le mie piante. Una domenica, dopo che nei giorni precedenti avevo studiato bene il piano, ho riempito alcuni sacchi da cumuli di terra preparati dai giardinieri comunali e destinati ad un’area cittadina di prato e palme. Ad aiutarmi c’era mia moglie in veste di sentinella, attenta a segnalare l’arrivo di vigili o simili…..ed è successo proprio questo! ma ho fatto in tempo a nascondermi dietro un oleandro rosa.

  4. Cinzia e Massimo, 20 marzo 2007:

    Mio marito ed io abbiamo la passione dei bonsai. Siccome vediamo bonsai ovunque nelle piante che ci circondano, quando andiamo nei garden o in qualsiasi altro posto dove si trovano piante, armati di mini cesoie e ormone radicante nascosti nel passeggino, prendiamo talee da far sviluppare e far divenire tra 20 anni degli esemplari di bonsai. Della serie, LA SPERANZA è L’ULTIMA A MORIRE, siamo 2 ottimisti.

  5. Apricot, 1 aprile 2007:

    Scusate, esiste una graduatoria speciale per i figli di Giardinieri Pazzi?
    Io appartengo a questa categoria…
    Quando ero piccola, mia madre mi regalava solo libri di piante.
    Qualcuno si ricorda le “Piccole Guide Mondadori” (lire 600 in edizione economica, lire 650 in edizione lusso con copertina rigida) o i “Documentari dell’Ist.geogr.De Agostini”?
    Ecco, quelli sono stati i libri della mia infanzia. Giuro di non aver mai letto Pinocchio, ma in compenso non ho mai confuso un Galanthus nivalis con un Leucojum vernum…
    Un capitolo a parte si meriterebbero le mie vacanze estive quando, oltre ai normali bagagli, mia madre riempiva l’auto di cassette di piante, a suo dire bisognose di cure costanti e particolari e che perciò dovevano venire in vacanza con noi…

  6. polarsun, 1 aprile 2007:

    accompagnando un amico al cimitero, tornare con rametti di siepe e un apice di echeveria rosseggiante per far talee! la rottura dell’echeveria è stata preceduta da un momento di silenzio e di rispetto per il defunto, sicuro della sua trascendentale comprensione del mio innocuo ma pazzo gesto

  7. Rock&Roses, 2 aprile 2007:

    Gennaio 2007, Romania, Curtea de Arges, in visita a parenti di amici, siamo stati invitati a pranzo, sono rimasta impressionata dalla povertà e dalla cortesia ed ospitalità. Fuori c’era un metro di neve, un freddo terribile, ma le rose avevano ancora le foglie, era buio, ma sono riuscita a farmi dare delle telee (che mi hanno tagliato con un coltello da cucina!). Il viaggio in aereo con le talee spinose in mano, non ve lo racconto! Lo lascio alla vostra immaginazione! Laura.

  8. Tiziana, 3 aprile 2007:

    La giardiniera pazza nel mio caso non sono io ma la mia dolcissima zietta! Ha fatto di recente un viaggio in Madagascar e innamorata delle bellissime fioriture del posto non ha saputo resistere: ha fatto delle talee e per farle arrivare qui in Italia le ha messe (tagliate) a mò di cartuccera nella mutande, per poter passare la dogana. Matta vero? Sapete….ha ottantuno anni!!!

  9. polarsun, 3 aprile 2007:

    una delle prime avventure: stare un pomeriggio a spaccare col martello l’endocarpo dei frutti di un “lauroceraso” e mettere i semi su un foglio da cucina bagnato, per scoprire che non usciva nulla e che non era neanche un lauroceraso ma l’albero vicino

  10. polarsun, 3 aprile 2007:

    durante un viaggio in Europa – perdere e far perdere al mio amico l’unica corsa di autobus verso un castello, per sradicare una tappezzante in un grande vaso bianco, che poi qui ha ripreso poco e poi è seccata

  11. francesca, 4 aprile 2007:

    Tornando a casa, sentire odore di fiori di limone, allora, di seguito: – bloccarsi in mezzo alla strada a naso in su tipo cane che segue una traccia; – studiare la direzione del vento che porta l’odore; – sempre annusando controvento cercare la terrazza col limone.
    Non trovata terrazza, trovati conoscenti che nel frattempo si scompisciavano per le risate.
    :(

  12. PaolaM, 4 aprile 2007:

    .. nuova nuova: talea “proletaria” di convolvolus cneorum e nepeta faassenii asportata con destrezza dai giardini del Casino di Montecarlo. In seguito ci hanno spiegato che ogni centimetro è videosorvegliato… ehm ehm…

  13. Michy77, 4 aprile 2007:

    L’anno scorso siamo stati in Messico in viaggio di nozze, e come sapete in quei posti è assolutamente vietato portarsi via conchiglie, animali e semi o piante di qualsiasi genere. Poichè come ben sapete la cucina Messicana è famosa per la sua piccantezza (loro usano ovunque il peperoncino più forte che ci sia e si chiama Habanero) e a mio marito piace, abbiamo comprato dei semi di questo peperoncino perchè volevamo piantarli e vedere se riuscivamo a coltivarlo qui da noi. Così non vi dico la trafila per passare i controlli, i semi dentro una bustina dentro la scatola dei pres….. la quale a sua volta era avvolta dentro un fazzoletto che abbiamo messo nella tasca interna del k-way dentro la valigia.
    Insomma un caos…meno male non ci hanno scoperti ma comunque, li abbiamo piantati e non è spuntato nulla… in compenso mio marito per precauzione ha buttato via la scatola….non si sa mai….

  14. Maria Rita, 5 aprile 2007:

    Ritrovarmi fra i miei simili è per me consolatorio, anche perchè a casa con una certa condiscendena mi ritengono piuttosto “originale”. Di situazioni ad hoc credo di poterne riferire parecchie, scegliete voi quella che ritenete migliore.
    Avevo addocchiato in vivaio un bell’esemplare abbastanza grande di osmanthus, che andai a comprare cinque minuti dopo la partenza di mio marito per motivi di lavoro. In campo la pianta non sembrava così grande ma una volta zollato e disteso dentro la macchina la riempì tutta. Mi era impossibile da sola toglierla di lì . Mi feci aiutare dagli operai che lavoravano in un cantiere vicino a casa. Il giorno dopo scavai una enorme buca per l’impianto, disposi il terriccio sul fondo, sbendai “la creatura”, la trascinai a fatica fin lì e ce la feci scivolare dendro cercando di frenare la caduta per non rischiare la rottura della zolla intorno alle radici. Fu uno sforzo al di sopra delle mie possibilità fisiche,si stirarono all’estremo tutte le vertebre , l’ultima cervicale con un gran botto sbattè contro la base cranica, sentii schioccare perfino il naso. Convinta di essermi procurata un tot di ernie al disco rimasi immobile, piegata in avanti, non osavo raddizzarmi, lo feci con cautela…tutto a posto, solo un fastidioso indolenzimento muscolare che mi irrigidì per tutta la settimana seguente.
    I “furti” dove non dovevo sono stati due: talee di pelargoni molto particolari a San Malo in Francia e due semenzali di tasso nel giardino botanico di Praga, strappati con le mani nude e portati con cura per tutta la vacanza fino ad una più idonea sistemazione a casa.
    I pelargoni, miei ed anche quelli di mia madre che passa le vacanze con me,ci seguono in montagna, motivo che ha determinato anche la scelta del modello dell’auto di famiglia, e tornano con noi alla fine delle ferie. Li ho visti spesso fotografati assieme a quelli dei locali nella serie di diapositive che ogni anno vengono proiettate alla festa dell’ospite.
    Ed infine: mio marito vorrebbe cambiare casa per andare a vivere più vicino alla figlia che si sposa, ho dato l’OK ma tutto il giardino deve traslocare con noi. Mi dispiace lasciare la mia casa ma a questo posso adattarmi, abbandonare le mie piante…MAI! Grandi arbusti ed albero compresi.

  15. polarsun, 16 aprile 2007:

    alla prima costituzione del giardino, dare disposizione di rivoltare e desassare tutto quanto ma di trapiantare 6 borragini fiorite spontanee, trattate a mò di piante sacre

  16. alessandra, 30 aprile 2007:

    Io detesto avere il giardino ”alla moda”, uguale a quello dei miei vicini, ed ho piantato io una per una tutte le siepi, rose, piante da frutto e cespugli che ora lo abitano… Naturalmente, non tutte le piante sono adatte al clima dell’alta pianura padana, e così, per mantenere in salute la mia bellissima mimosa di 4 metri 4 di chioma, ho un sistema brevettato ma che suscita le risate di tutti i suddetti vicini…
    Prima di tutto creo un po' di isolamento termico con uno strato di palline di carta a livello terra, poi copro con paglia e plastica nera spessa tutta l’area delle radici, poi avvolgo amorevolmente il fusto in una coperta militare di mio marito, di lana bella calda, poi copro questa con plastica e lego come un salame… Quando inizia a gelare , una volta alla settimana somministro un secchio di acqua bollente, così non muore di sete… E quando nevica, mi alzo anche 2 volte per notte, per scuotere gentilmente i rami con un rastrellone, e far cadere la neve fradicia che romperebbe i rami della mia bella! E’ ovvio poi che i vicini mi chiedano ogni tanto se ”ho coperto abbastanza il bambino verde” !!!!

  17. Angie, 10 maggio 2007:

    Spesso cambio idea sulle mie realizzazioni in giardino…. Così mi ritrovo di notte, tra le 21 e le 23, a rifare la decina di fioriere del mio terrazzo-ingresso, mentre mio marito dorme davanti alla TV, con la luce a spegnimento automatico che parte ogni 5 minuti, smontando con cacciavite e pinze le fioriere appese e trasferendone il contenuto (Pelargonium) in splendidi vasi in terracotta disposti sul pavimento in cotto. Ripulire tutto, dopodichè, soddisfatta, raccontarlo al forum. Peccato che non posso fare foto al buio!

  18. Monica Liguori, 5 ottobre 2007:

    portare in barca a vela con conseguente razionamento di acqua a tutto l’equipaggio, una piantina di cappero prelevata su un costone a picco sul mare dell’isola di Filicudi! Arrivata a destinazione sana e salva trapiantata…è morta!

  19. Kristian, 16 ottobre 2007:

    Mi accorgo di aver contratto il morbo del giardiniere pazzo da quando ho compiuto la seguente impresa:
    dividendomi per motivi di lavoro tra la mia vera casa con giardino sita in un paesino agreste e l’appartamento condominiale a Venezia non riuscivo a rinunciare all’idea di avere anche qui le mie amate rose da crescere ed accudire. Trovato il modo di sistemarle anche nel condominio di Venezia e fatto l’ordine delle mie preferite mi accorgo che la parte piu impervia doveva ancora arrivare….......i garden center a Venezia latitano….....e ora? I vasi adatti dove li trovo? i Concimi e lo stallatico di qualità chi me li fornisce? Per farla breve grazie ad una folle e accurata ricerca sono riuscito a farmi recapitare quasi tutto su ordinazione tramite INTERNET (sembre sia benedetta).......tranne lo stallatico!!! E qui e incominciata la pazzia, comprata quella idonea dal mio vivaio di fiducia del mio paesino l’ho trasportata poco alla volta dopo mille accorgimenti a Venezia. Inutile dire che gli accorgimenti per ovviare alla puzza a poco son serviti, sul treno ero trattato come un paria per non dire sui vaporetti…........unico vantaggio il posto a sedere vicino a me erano sempre liberi :-)

  20. giuseppe, 19 marzo 2008:

    la mia esperienza è di natura carnivora….. Erano gli anni 80 (1985 per la precisione) da quegli anni ho dipinto talmente tante piante carnivore nei miei acquerelli che alla fine sono rieuscito a farli pubblicare in un libro e a cambiare abitazione, da un appartamento mi ritrovo in una casina in campagna circondato da palme, non grazie alla vendita del libro che non mi ha fatto guadagnare nulla ma grazie alla mia orstinazione per il verde carnivoro…ora la mia casa e il suo giardino sono una sorta di giungla molto….molto pericolosa!!! Giuseppe

  21. lucia, 21 marzo 2008:

    siete veramente forti! Mi avete fatto morire dal ridere…io in fatto di
    follie ho un’esperienza decennale…..l’estate scorsa per non far cuocere
    al sole le mie rose da poco trapiantate, ho pensato bene di piazzare
    degli ombrelloni da spiaggia per ripararle….mi piangeva il cuore vederle
    sfiorire sotto il sole cocente!....Sono anche più volte corsa sotto un fiume di grandine per riparare i miei germogli di nasturzio, con ombrelli
    e teli…ma invano! Ha vinto mi ha distrutto le piante e io mi sono ritrovata piena di lividi, perchè piovevano palline di grandine grosse
    come noccciole…che fanno un male cane!! Una grandinata è la cosa peggiore che possa succedere a un giardino in primavera. Ho finalmente trovato “una tribù” che mi accoglierà, senza minimamente
    mettere in dubbio la mia sanità mentale….visto che nella mia pensano
    che ormai sono andata…..
    Ciao a tutti, siete simpaticissimi.

  22. natalia, 27 marzo 2008:

    ladra di talee con passo furtivo da pantera rosa,...rubai una talea di hibiscus a ibiza, ma per farlo mi alzai prestissimo attorno alle 5 di mattina, per essere sicura di farla franca, il giardinetto era vicino al mio albergo,quando vidi l ‘hibiscus decisi che ne volevo uno uguale a quello percio’ho dovuto farmi forza e coraggio, tra tante peripezie sono riuscita a farlo diventare una bellissima pianta,è un’ hibiscus rosa sinensis rosa confetto stradoppio di petali frastagliati ,lo curo molto,sembra una rosa antica. ciao natalia

  23. tiziana74, 1 aprile 2008:

    avevo appena comprato una nuova casa con un grande giardino, molto rustico ma pieno di bulbi di ogni genere, ho iniziato così a scavare a destra e a manca alla ricerca di nuovi bulbi da trapiantare a mio piacimento, mio marito era vicino a me, e io euforica al massimo, per ogni bulbo che trovavo (aprofittando anche della sua ignoranza), mi spacciavo da super esperta di bulbi dando una identità a ciascun bulbo che trovavo dicendo “questo è sicuramente narciso, questo è un tulipano e questo è ornitogallum”...insomma alla fine tiro fuori un paio di “tuberi” e dico a mio marito “guardaaaa questo è sicuramente un tubero di dalia” di fronte a lui e a mani nude lo tasto per benino quando alla fine il “pseudotubero” si spezza….dentro era marron e puzzava di ….cacca! che bella figura di …...

  24. riccardo, 2 aprile 2008:

    come pazzo giardiniere vi racconto questa storia divertente, dolorosa o non so che …...beh alla mia mamma regalarono una pianta grassa di quelle a palla che una volta al massimo due all’anno fioriva solitamente a primavera e a fine estate. aveva dei fiori bellissimi che duravano tre giorni e la cosa bella che ne fiorivano quasi una ventina con lo stelo lungo una ventina di cm e il fiore grande quanto un pugno, praticamente un pallone enorme di fiori (bellissimi). è successo che un’anno questa pianta ha smesso di fiorire e preoccupato della tristezza di mia mamma nel non vedere più fiorire questa pianta decisi di capire il perchè......il problema era che aveva tanti di quei figlioletti attorno che le impedivano la fioritura oppure non le davano la forza di fiorire e decisi di separare in altri vasi tutti i suoi figli. ne tolsi più di venti e la cosa divertente o meglio dolorosa che durante la separazione uno di questi figli mi cadde sulla mano penetrandomi non sò con quanti aculei, so soltanto che per togliere solo quelli in superfice ci ho messo mezza giornata mentre quelli sotto pelle o meglio sotto carne mi sono usciti ancora dopo un mese ….. comunque la pianta ha ripreso ha fiorire per la gioia di mia mamma ma io non dimentichero mai le bestemmie e soprattutto il dolore che ho provato in quel momento…..............

  25. gamolero, 2 aprile 2008:

    Forse non sarà poprio una follia ma…sono nandato in Brasile, dal Brasile all’Amazzonia dove ho trascorso tre giorni con gli indios locali che gentilissimi, data la mia passione, mi hanno lungamente spiegato natura e utilizzo di molte piante officinali e non; attraversando la giungla con 40°C e 99% di umidità, tra un incontro con un piccolo caimano, vari pappagalli e due belle tarantole giganti..ho approfittato di un attimo di distrazione della guida indio per raccogliere e nascondere nello zaino della macchina fotografica un grosso seme di una splendida palma (lo so che no si fà..ma come resistere..e non ricordo il nome della pianta, ahimè). Con cura ho tenuto il semone per tutto il resto del viaggio; poi tornato a casa l’ho dimenticato per un pò, e, ora sono mesi che lo cerco…dove diavolo è finito???

  26. laura, 4 aprile 2008:

    Domenica di giugno di parecchi anni fa, io presidente di seggio elettorale, mattina soleggiata splendida, dopopranzo addensarsi di nubi, pirmo pomeriggio qualche goccia, h 18 pienone di elettori…grandina. Un urlo lacera il seggio:” I pomodoriniiiiiii!!!!” Fuga del presidente a gambe levate tra elettori a boccaperta e carabinieri sgomenti, per andare a salvare i 3 vasoni di gustosi frutticini da breccole grosse come arance… Ritorno inzaccherata ma felice. Mormora la fila : “ciavrà nazienda?”

  27. isabella, 23 aprile 2008:

    oggi dopo una settimana di nuvole e sacra pioggia per la nostra terra
    è ricomparso il sole e inizio a fremere
    la casa in campagna dista un ora e mezza da torino e io non riesco a fare a meno di pensare alle mie piante,
    mi chiedo se sta crescendo il trifoglio nano piantato due settimane fa, e se il gelsomino e la pervinca si sono ambientate bene a già e il caprifoglio?
    Insomma come voi vedo quel poco verde che ho qui intorno in città e sfavello di gioia…
    che bello incontrare dei pazzi come me
    buongiorno a voi
    sono anche io un giardiniere folle!!!
    anzi sono una badola del gruppo guerrilla gardening

  28. Andrea, 18 maggio 2008:

    Dai bulbi raccolti nei dintorni delle mura di antiche ville alle talee di rosa lunghe un metro portate a casa in mano con l’aiuto di una sfilza di mezzi pubblici, passando per le varie erbacee spontanee che riporto a casa dalle vacanze amorevolmente racchiuse in bottiglie e scatole di gelato, oramai ogni mio viaggio (o quasi) svela qualche risvolto botanico. In un’occasione convinsi il guardiano dell’orto botanico di una capitale europea a cedermi i semi di cardi e rose eglanterie.
    l’apice di questa abitudine? anni fa me ne tornai a casa in autobus con un enorme vaso ospitante una canna da zucchero, racchiuso in doppi e tripli strati di sacchetti di plastica multicolori: me l’aveva ceduta l’orto botanico e – al diavolo! – pazienza se dovetti pagare un biglietto in più per il posto occupato dal vegetale!

  29. Arianna, 19 maggio 2008:

    Torcia e forbici e il favore delle notte per raccogliere ogni tipo di esemplare verde da far ripartire a casa; un viaggio in Belgio per avere le bacche delle Rose rugose che crescono lungo il circuito di Spa, seminarle e ora vederle crescere; “salvare” le mie giovani piantine da una gelata improvvisa di maggio portando tutti i vasi (del 10!!!!) in camera da letto!

  30. teresa, 28 maggio 2008:

    marzo 2008: in un fossato melmoso ho intravisto un ramo di rosa con delle foglioline nuove: ho convinto mio marito ad entrare con gli scarponi di campagna (stavamo andando nell’orto e io avevo i sandali aperti) e raccogliermi la rosa dalla fanghiglia e dalle alghe!

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