Allarme palme
Dopo la Spagna, ormai da molti anni anche in Italia è entrato in vigore uno stato di allerta permanente per via di un insetto che nuoce gravemente alle palme: si tratta del Rhynchophorus ferrugineus – un curculionide chiamato comunemente "Punteruolo Rosso" – il cui ciclo vitale si svolge in parte all'interno di queste nobili piante.
Non è una novità che nel corso degli ultimi trent'anni molti parassiti e fitofagi siano stati introdotti accidentalmente in Italia a causa della leggerezza di vivaisti e rivenditori di piante, che fanno sbarcare sul continente grosse quantità di esemplari adulti, privi di adeguata certificazione fitosanitaria.
Le larve di curculionidi si trovano all'interno dell'apice vegetativo delle palme, dentro il quale scavano gallerie e nidi, rosicchiando il legno spesso in maniera udibile senza stetoscopio, e una volta completamente sviluppate invadono letteralmente l'ambiente circostante, contaminando altri esemplari.
Sembra che in questo periodo (inverno 2006-2007), grazie anche alle temperature innaturalmente miti, la virulenza dell'attacco sia aumentata. Molte regioni italiane a clima dolce, come Campania, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, hanno infatti dato segnalazione di piante attaccate.
Esemplari storici, che da diversi decenni danno una precisa connotazione a molte belle città italiane, potrebbero essere completamente spazzati via. Anche in questo caso si assiste ad una tragica ed irritante passività delle autorità che dovrebbero essere competenti della materia. Per ora infatti non sono stati posti né vincoli né controlli alle piante importate dall'estero, né vengono presi – se non occasionalmente e a livello comunale – dei seri provvedimenti per prevenire un futuro disastro.
Purtroppo la lotta è molto difficile, e se l'individuo contaminato è adulto, pare non ci sia al momento altro rimedio che estirparlo e bruciarlo il più presto possibile. In esemplari giovani è stato tentato un trattamento d'urto, irrorando la corona foliare dall'alto e avvolgendo la pianta in un grande telo di plastica, a mo' di camera a gas. Ma risulta evidente che questo tipo di azione non può essere eseguita su esemplari già cresciuti.
Per ora è invece importante la prevenzione, anche se su questo tema non sembra che ci sia molto accordo: le trappole feromoniche, da alcuni giudicate un alleato, da altri vengono considerate invece come peggiorative della situazione.
Pare che l'uso di neem e naftalina a scopo preventivo, dia qualche risultato. I vivaisti etnei per la maggior parte usano il Dursban o Pyrinex in dosi massicce, più il Confidor . Bisogna bagnare completamente il cuore della palma: l'ideale sarebbe riempire un secchio del prodotto e gettarlo sulla pianta irrorando la parte centrale. Il trattamento va ripetuto ogni 15 giorni. Ovviamente le difficoltà aumentano quanto più l'esemplare è maturo.
È importante dire che il "Punteruolo Rosso" predilige la Phoenix dactylifera e la Phoenix canariensis, ma attacca anche le Washingtonia, le Chamaerops e le Trachycarpus, per cui si raccomandano trattamenti preventivi su tutti questi generi di palma.
Inoltre sarebbe raccomandabile evitare la potatura delle palme, poiché il "Punteruolo" si infila all'interno delle piante attraverso i tagli. Tra l'altro la potatura in sé per sé non sarebbe affatto necessaria, anche se viene abitualmente eseguita a scopi estetici (spesso con risultati che di estetico non hanno nulla), o per questioni logistiche, di passaggio o di viabilità.
Esemplari attaccati
Il Rhyncophorus ferrugineus attacca oltre 180 specie di Arecaceae (le palme) in modo estremamente selettivo. Sebbene prediliga la Cocos nucifera, è stato osservato che attacca in maniera molto violenta anche le Phoenix, principalmente la specie canariensis, e le Washingtonia. Larve di Rhyncophorus sono state ritrovate persino nelle agavi, indice del fatto che qualunque pianta succulenta, con un parenchima di riempimento tale da poter ospitare le gallerie trofiche, ed un po’ di fibra per l’imbozzolamento, è potenzialmente vittima dell’insetto.
L’inverno è il periodo di minore attività, il che può forse far intravedere una possibile linea d’azione fitofarmacologica.
Durante gli abbattimenti di esemplari adulti attaccati, all’interno si è potuta constatare la presenza di individui a tutti gli stadi dello sviluppo: uova, larve, bozzoli, pupe di diverse dimensioni, adulti prossimi allo farfallamento, ed infine adulti già sfarfallati.
Gli esemplari più colpiti sono quelli lesionati da funghi, malattie, dalle intemperie o potati, e pare che ci sia una predilezione per quelli di sesso maschile ( il motivo tuttavia rimane tuttavia ancora in fase di studio, e non tutti gli specialisti concordano su questa ultimo dato, che riportiamo per amore di precisione). Teniamo a sottolineare che questo non significa che esemplari di sesso femminile, ben tenuti e non potati, siano immuni, poiché il curculionide si dimostra particolarmente aggressivo: se non trova palme di suo gradimento è ben capace di attaccare altre specie che trova un po' meno appetibili.
Ciclo vitale
Il parassita riesce a portare a termine anche tre generazioni in un anno e può volare anche per diversi chilometri. Appena trova una palma adatta alla colonizzazione, si ferma ed “avverte” lo sciame. In genere è l’insetto maschio a compiere le esplorazioni, e si crea un nuovo harem di femmine che attira con un feromone di aggregazione.
Dopo l’accoppiamento le femmine scavano tunnel e gallerie per deporre le uova, ed assicurare alla nuova progenie molta sostanza nutritiva. Gli accoppiamenti si protraggono anche per 25–30 giorni, ed ogni volta la femmina depone 10–15 uova. Nella sua vita una femmina di Rhyncophorus ferrugineus arriva a deporre oltre 300 uova.
Consigli per prevenzione e cura
L'individuazione del parassita è bene che sia il più possibile precoce. Controllare se l’apice vegetativo è sofferente, che solitamente, ma non sempre, è la prima porzione ad essere attaccata in quanto costituito da tessuti teneri, facili da perforare con il rostro del curculionide femmina. La naftalina sarebbe utile perché interferirebbe con i segnali biochimici lanciati dagli insetti per aggregarsi (si usano dei sacchetti di almeno tre palline di naftalina appese ad ogni ramo, da sostituire dopo 60 giorni). Tuttavia la naftalina è pericolosa anche per la palma poiché contiene naftalene, e a sua efficacia è ancora da dimostrare.
I feromoni sono ampiamente usati in Spagna da almeno dieci anni con scarsi risulati (si otteneva solo uno spostamento del curculionide, senza poter procedere ad una cattura di massa di tipo abbattente). La Spagna inoltre ha taciuto sull’infestazione per almeno per otto anni (dal 1994 al 2002), non seguendo le normative dell’Unione Europea.
Dal punto di vista chimico – a livello curativo – i migliori risultati li sta dando il fosforo, che però è molto pericoloso per la salute pubblica, e quindi non può essere impiegato che su scala ridotta, e con grande cautela.
Nel suo paese di origine, l’India, il Rhyncophorus ha numerosi nemici naturali, come acari, funghi, entomoparassiti, nematodi entomopatogeni. Forse la strada potrebbe essere quella della lotta biologica.
In paesi tropicali e sub-tropicali, dove le palme da cocco e da olio sono una base dell’economia di produzione, il Rhyncophorus è stato combattuto con mezzi improponibili in Europa (fosforganici e clororganici).
Relativamente da poco si sta provando con l’endoterapia, meno costosa ed invasiva rispetto ai trattamenti esterni, a "doccia", che richiedono volumi notevoli di insetticida, la distribuzione dall'alto con piattaforma aerea (palma per palma), ogni 15 giorni, e che comportano un grave impatto ambientale e l’inapplicabilità in ambiente urbano. L'endoterapia si pratica da terra con iniezioni al tronco, richiede minori quantità di insetticida, interventi ogni 4 o 6 mesi, e si può arrivare a trattare 200 palme al giorno. Inoltre si tutela l'ambiente circostante e l'applicazione è consentita anche in ambiente urbano.
Riferimenti
Punteruolo rosso:
- Allarme palme [Rhynchophorus ferrugineus]
- Allarme palme - triste appendice: Chamaerops humilis
- Prima segnalazione in Italia del curculionide delle palme (Ce.Spe.Vi)
- Palme: attenzione al punteruolo rosso (Regione Campania)
- Il punteruolo rosso è alle porte! (Centro Studi e Ricerche per le Palme)
- Il sesso fa la differenza? (Centro Studi e Ricerche per le Palme)
- Alcuni filmati interessanti
- The Red Palm Weevil in the Mediterranean Area
- Gallerie di foto: Redpalmweevil, Gobierno de Canarias
- Nota informativa della Regione Lazio (pdf)
- S.T. Murphy and B.R. Briscoe - The red palm weevil as an alien invasive: biology and the prospects for biological control as a component of IPM (pdf)
- Articolo su Repubblica (gennaio 2008)
Insetticidi:
- Uso della naftalina (Centro Studi e Ricerche per le Palme)
- Palm Guard Insecticide (Austrahort)
stefania, 5 febbraio 2007:
Vivo in una casa circondata di palmacee in Sicilia. Necessito di ulteriori informazioni su prevenzione dagli attacchi di tale coleottero il prima possibile. Grazie
tazzina, 5 febbraio 2007:
Ciao Stefania.
Se vuoi puoi partecipare alla discussione sul forum
Longo Santi, 7 marzo 2007:
La Washingtonia in figura non è attaccata da Punteruolo rosso, che, attualmente, in Italia infesta quasi esclusivamente le Palme del genere Phoenix (97% P. canariensis maschio, 2% P. canariensis femmine e 1% P. dactylifera maschi di età superiore a 50 anni o piante in grave stato di stress) . Riguardo all’impiego di naftalina non sono state finora condotte sperimentazioni scientificamente attendibili. All’interno di palme trattate con gli insetticidi citati sono state prelevate larve vive e pertanto vanno prese con cautela le indicazioni relative all’efficacia di tali agrofarmaci. La mortalità degli adulti e delle pupe nei bozzoli di piante trattate, rilevata in varie località delle province di Catania e di Ragusa si aggira su valori medi del 70%, contro il 60% rilevato nei bozzoli di palme non trattate. Purtroppo le trappole innescate con il feromone di aggregazione in commercio non sono risultate in grado di segnalare tempestivamente la presenza degli adulti anche in piante che sono morte a seguito degli attacchi tardivamente rilevati. Su 32 trappole esposte in Sicilia orientale, dal maggio 2006 al febbraio 2007 solo 21 hanno catturato un totale di appena 169 adulti. Dal mese di ottobre 2005 quando è stata accertata la presenza dell’insetto ad Acireale, sosteniamo l’esigenza di avviare seri progetti finalizzati allo studio della biologia ed etologia del Punteruolo nei nostri ambienti mediterranei (ben diversi delle aree tropicali e subtropicali dove infesta principalmente le Palme dattilifera e da cocco) e alla messa a punto di idonei sistemi di monitoraggio e di intervento. Senza tali elementi conoscitivi non è possibile attuare adeguati metodi di lotta.
Prof. Santi Longo,
ordinario di entomologia agraria,
Università degli studi di Catania
luca, 14 marzo 2007:
Ringraziamo il Prof. Longo per il gradito contributo.
Ciufoli Giampiero, 3 aprile 2007:
Vivo a Roma, ho 57 anni abito ad Ostia antica ho 5 canariensis dell’età di circa 30 anni alte al colletto oltre 4 metri, le ho seminate io con mia madre dove abitavo primaa Roma, quando ho cambiato casa le ho portate con me, le curo da solo perchè sono appassionato di giardinaggio. Nella zona Casalpalocco AXA distante circa 2/3 km da casa mia ho visto molte palme con la caretteristica malattia portata dall’insetto (dell’articolo allarme palme) molte sono morte e molte sono gravemente malate, le mie le controllo spesso e fin’ora non ho visto segni ed avvisaglie anche se non ho potuto vedere bene l’apice vegetativo che comunque sembra in ottime condizioni vegetative (guardando con la scala ). Non ho avuto notizie su cosa il reparto giardini di Roma stia facendo per cura o prevenzione nella zona. Per il momento seguirò il Vostro consiglio usando la naftalina e continuando i controli. Vi prego cortesemente di tenermi informato di ogni eventuale nuovo rimedio Vi ringrazio e cordialmente Vi auguro Buona Pasqua
Giampiero
Gilberto Amaducci, 22 agosto 2007:
Siamo sulla strada giusta all’individuazione del fitosanitario idoneo al controllo del coleottero.
giuseppe mannino, 12 ottobre 2007:
lavoro per l’Azienda Foreste di Catania nell’Ufficio fitosanitario diretto dal dott. Agatino Sidoti che dal 2005 si sta prodigando per sensibilizzare e cercare di circoscrivere questo fenomeno che si allarga a macchia d’olio nonostante tanti sforzi e sacrifici. Allo stato stiamo abbattendo le piante gia’ segnalate e monitorate nei mesi scorsi, provvedendo alla distruzione della parte infetta. Purtroppo la lista è destinata ad aumentare.
valentina, 1 novembre 2007:
ho paura che questa dilagante invasione non possa essere arrestata, sia per l’aggressività del punteruolo rosso sia per la scarsa informazione, specie televisiva, dello stato di fatto.
la sicilia rischia di essere “sfigurata” da questo attacco, data la minaccia al patrimonio culturale, paesaggistico e ornamentale rappresentato dalle nostre palme. poichè l’unico intervento che finora si compie, se si compie, è l’abbattimento che risulta efficace solo se tempestivo, perchè non si diffondono i numeri da chiamare nel caso di avvistamento di esemplari attaccati? ancora adesso la gente non sa come comportarsi difronte alla “palma a forma di ombrello”.
saluto tutti
valentina
Giorgio Di Fede, 7 novembre 2007:
Le mie palme sono stale le vittime di questo maledetto coleottero.
Ma con un agronomo del mio paese siamo riusciti a trovare la medicina giusta per uccidere le larve non appena ci si accorge che la pianta sia stata attaccata. La medicina si chiama AGORAL e noi l’abbiamo abbinata ad un fungicida e poi irrorata a pressione all’interno delle palme . Ciao Giorgio
Danilo Bitetti, 29 novembre 2007:
l’orrenda malattia delle palme ha colpito anche quelle bellissime di una mia amica a Palo Laziale. Due splendidi esemplari di circa 80 anni morti e secondo me la colpa è anche della splendida potatura fatta a giugno per renderle “estetiche”. Sono salito con un cestello a vedere il misfatto e dopo aver potato le foglie rimaste (poche), il vento aveva fatto cadere le altre, ho cominciato a scavare all’interno di questa specie di vaso di terriccio risultato del lavorio delle larve. Prima con le mani e poi con una zappa sono arrivato al cuore con una puzza tremenda data dalla fermentazione (il terriccio era pure molto caldo all’interno!). Era pieno di larve e di adulti che ho bagnato abbondantemente con secchi di reldan (Chlorpirifos metile).
Anche i rimasugli a terra, pieni di insetti li ho trattati ma con malathion che avevo finito il reldan. Dopo mezz’ora era tutto morto! Una palma sospetta ho trattato con reldan dato nel cuore e con confidor che temo possa essere pericoloso per gli uccelli e così ho tolto i frutti. La via di abbattere e bruciare mi sembra poco pratica ovvero abbattere gli individui palesemente compromessi mi sembra giusto ma quasi impossibile lo smaltimento nei modi prescritti dai comuni (incenerimento o interramento!) oltre che costosissimo. Basta trattarli come si deve una volta abbattuta la palma. Vi farò sapere come andrà a finire. Ciao a tutti Danilo
Claudio, 3 dicembre 2007:
Io abito a Ragusa, e devo dire che qui la situazione è TROPPO ALLARMANTE: quasi tutte le palme del lungomare stanno facendo la stessa fine: il problema è che il Comune della mia città non sta facendo proprio un bel niente per risolvere il problema.
Il mio unco desiderio è che a questo punto qualcuno di buona volontà divulghi la notizia e la renda pubblica (non tanto per l’immobilità del Comune di Ragusa) soprattutto per informare i cittadini tramite i media, e prendere le decisioni necessarie.
bruno, 5 dicembre 2007:
Anche a Pescara è arrivato il punteruolo rosso ma chi conosce come si puo prevenire
Antonello Iurato, 8 dicembre 2007:
Abito a Palermo, in una delle poche zone ricche di verde (e di palme) della città , quartiere Zappalà-Geraci. Negli ultimi mesi almeno 5 vecchie palme della zona ( canariensis ) alte 7-10 metri sono state rapidamente assalite e qualcuna è già morta . Non vedo l’intervento di NESSUNO ! Qualche vicino volenteroso accatasta le foglie staccate vicino ai cassonetti propagando così l’ attacco ad altre aree. Dobbiamo attendere impotenti alla distruzione totale di tutte le piante appetite dal parassita ? Attendo risposta dai responsabili Ville e Giardini del comune di Palermo
mirta, 9 dicembre 2007:
In realta’ pensavo l’allarme fosse un altro.
Abito a torino,ed a causa dei cambiamenti climatici ho una miriade di palme che nascono spontanee in giardino.Mai successo prima,fa una certa impressione.
Enrico, 9 dicembre 2007:
segnalo la presenza del puntuerolo rosso anche a Trigoria Roma già diverse palme adulte sono morte!!!
Marco, 10 dicembre 2007:
Ho una casa in provincia di palermo .. . e da almeno 2 mesi una palma vicino casa mia (Phoenix, canariensis) è stata attaccata e ormai quasi del tutto morta. Per chi non lo sapesse le foglie cominciano ad appassire e cadere lentamente . ho cercato di sollecitare il mio vicino di casa ma la risposta è stata che non sa proprio chi chiamare.. esiste un numero di emergenza ? ho letto che se presa in tempo la palma può essere coperta da un grande telone per evitare lo spostamento degli insetti , è vero ?
rosario, 15 dicembre 2007:
Le mie palme che sono state attaccate dal Rhynchophorus , ne ho due in giardino bellissime che hanno impiegato 15 anni per crescere. allo stato attuale non sembrano molto danneggiate.Mi hanno consigliato e fatto alcuni interventi dall’alto,ho messo anche dei sacchetti di naftalina sulla cima ,ora ho provato a far fare un intervento direttamente alle radici che mi e’ costato quasi 400, €uro. e si fa ogni sei mesi. vorrei che qualcuno mi desse un parere se vale la pena o meno intervenire in tal senso, perche’ mi sono accorto che c’e’ molta speculazione. Un agrorivenditore mi ha consigliato di usare il TEMIC , MOLTO COSTOSO, veleno che viene concimato sulla base della radice della pianta, assorbe le sostanze e avvelena le larve che sono penetrate.
La Calla, 24 dicembre 2007:
Sono un perito agrario e giardiniere professionista e mio occupo anche di palme, vivendo in provincia di Roma. A Ladispoli c’è una moria di palme attribuibile al nostro coleotteruccio R. Ferrugineus, a Cerenova anche ho visto qualche esemplare morto e a S. Marinella 1 palma sull’aurelia, ma privata, è vicina a tirare le cuoia. Ho avvistato anche esemplari gia morti a Civitavecchia. Conosco un azienda a Roma , all’avanguardia. Mi informerò meglio.
Mauro, 7 gennaio 2008:
Abito a Latina e la mia città è stata presa d’assalto da questo insetto e la sua forza devastante è sotto gli occhi di tutti. Mi stupisce il fatto che le autorità locali non facciano nulla per informare la popolazione.
Cesare Mancinelli, 28 febbraio 2008:
Sono perito agrario, risiedo a Sabaudia (LT), lavoro nel Centro-Sud in qualità di fitoiatra da circa 35 anni ma non ho mai visto un fitofago con la capacità di distruggere vegetali così grandi in così poco tempo come il Punteruolo rosso delle palme!
Nel dicembre del 2005 tra Sabaudia e Pontinia fui chiamato ad osservare una palma collassata ed incappai per la prima volta nel R. Ferrugineus.
Durante l’ estate del 2006 notai due palme colpite nel centro di Sabaudia ed informai subito l’ amministrazione di allora ma, dopo aver ascoltato il mio allarme con un rischio di aumento esponenziale dell’ infestazione epidemia, mi fu risposto “di tacere in quanto stavo facendo terrorismo tra i miei concittadini”!
Durante i mesi successivi, vista l’ inerzia delle Istituzioni ed il peggiorare della situazione, iniziai a denunciare per iscritto la presenza dell’ epidemia (5 dicembre 2006).
Da allora, con l’ elezione della nuova Amministrazione di Sabaudia (giugno 2007), sono riuscito a produrre al Ministero della salute la richiesta (settembre 2007) dell’ attivazione dell’ iter di procedura d’ urgenza (art. 8 comma 3 del D.lgs 17 marzo 1995 n.194) che consente l’ utilizzo di principi attivi, già da me collaudati in aziende vivaistiche, sul verde pubblico per un periodo di 120 giorni al fine di poterne autorizzare poi anche l’ uso in caso di necessità.
Ad oggi 28 febbraio 2008 non abbiamo ancora ricevuto risposta mentre lo scenario della nostra città sta radicalmente cambiando perdendo settimanalmente altre palme vittime, secondo me, più dell’ ingessatura sulla quale ci siamo fermati a causa del buco legislativo che ancora non si è colmato, che del coleottero.
Sono graditi scambi di esperienze; opero attivamente con collaboratori ed attrezzature specialistiche tra Roma e Napoli.
giuseppe, 14 marzo 2008:
volevo fare chiarezza, gli enti abilitati a ricevere segnalazioni circa la presenza o il solo sospetto di Rhynchophorus Ferrugineus, è il Servizio fitosanitario regionale, presente in tutte le province d'Italia.
Questo non da' alcuna garanzia di successo, ne' come profilassi ne' come interventi curativi, ma sono loro i piu' competenti
francesco, 1 aprile 2008:
Il Glucophoenix è un glucoumato particolare,studiato per avere un effetto scudo sulle arecaceae,contro le infestazioni di punteruolo rosso.Manifesta una marcata forma di repellenza ed è di notevole persistenza.Applicato in fertirrigazione vicino al fusto,manifesta una sistemia che ne permette una veloce traslocazione all’interno delle piante con le sue sostanze attive.Il prodotto è composto da attivatori biochimici(auxine,citochinine),da complessi glucoumici,da polipeptidi,da alcaloidi estratti da piante come l’azadiractina e la karajna ad elevata titolazione attiva che determinano un’azione di repellenza ed una azione di antifeeding.Si sta cercando anche di valutare l’azione di inibizione nei processi di produzione dell’ecdisone nelle larve.Oltre a tutto ciò,essendo anche un nutriente determina una velocizzazione dei processi della sintesi clorofilliana.Ultima considerazione,l’utilizzo di un prodotto …pulito. La mia è semplicemente una informazione di carattere generale ,su cui stiamo già lavorando con ottimi risultati da qualche anno.Grazie per l’ospitalità e complimenti per le rubriche.
enrico, 28 maggio 2008:
é orribile; salvate le nostre palme!!!!!!!!!Non riesco ad immaginare la riviera della mia città senza le palme. La mia Pescara!!!!!!!!!
GIANPAOLO, 5 giugno 2008:
Ho incaricato una ditta che si occupa di vivai e piante di abbattere la mia Palma colpita dal Punteruolo ed ormai morta.
Non appena inaziata l’attività si è presentata una pattuglia del Corpo Forestale impedendo l’abbattimento.
Ora che ho letto sul vostro sito tutte le implicazioni derivanti da un non corretto abbattimento capisco l’intervento del Corpo.
Pensavo però che mi dicessero anche che, vista l’importanza del fenomeno, lo stato o la regione si fossero attrezzati per provvedere all’abbattimento di tutte le piante morte utilizzando procedure adeguate ed evitando così il propagarsi della malattia.
Invece mi è stato fornito un’elenco di quattro ditte specializzate ed autorizzate all’intervento.
Interpellata, una prima ditta mi ha chiesto l’altezza della Palma, la mia è alta circa 4 metri, e poi mi ha fatto un preventivo preliminare di 2500 Euro.
Non mi sembra certo questo il modo giusto per risolvere un problema.
Chi può permettersi questa spesa?
Fatemi sapere cosa ne pensate.
Grazie anticipato
Annarita, 16 luglio 2008:
Abito a Cerenova. Qui da noi la situazione sta diventando sempre più insostenibile. Le palme colpite, tra Cerenova e Campo di Mare, hanno superato la quindicina (almeno). Sono gli esemplari maschi a essere maggiormente attaccati, ma anche le femmine corrono seri rischi. Di fronte a casa mia c‘è ormai uno scheletro di quella che fino a pochi mesi fa era stata una delle più belle palme della mia cittadina (una femmina).
Quello che non riesco a spiegarmi è il silenzio quasi totale dei media su questa emergenza che ha tutta l’aria di diventare una vera e propria catastrofe naturale.
Chi ha palme nel proprio giardino deve essere informato su come agire, deve sapere tempestivamente che l’albero va tagliato e la parte infestata distrutta prima della “migrazione” degli insetti adulti. In pochi sanno che è questo il provvedimento da prendere in caso di attacco conclamato e molti si limitano semplicemente a eliminare le foglie con la speranza che possano crescere di nuovo…
PAOLO, 29 ottobre 2008:
Purtoppo in Italia ci si accorgerà del danno solo quando non ci sarà più rimedio . Sicuramente ogni Regione,Provincia e Comune paga( profumatamente) chi dovrebbe interessarsi e far qualcosa per questa calamità.Sicuramente le palme moriranno.A questo punto non è ragionevole mandare via queste persone (definitivamente,come già è successo alle palme)e con i soldi risparmiati procedere all’impianto di nuovi alberi,magari OGM,per sostituire i precedenti ? Cosa hanno fatto i preposti alla salvaguardia del Patrimonio floreale ? Quali interventi hanno attuato ? Quali rimedi hanno suggerito ? E io pago…
Annarita, 4 novembre 2008:
Il mio precedente post è datato 16 luglio. Avevo detto “quindicina” di esemplari… ora sono più della metà. Ovunque si vedono palme colpite e su tutto il litorale nord sono ormai centinaia gli alberi attaccati, una vera ecatombe. Passando per Cerveteri, ieri ho visto delle persone irrorare con una speciale pompa una gran gran quantità di liquido sulla sommità di alcune palme ancora sane, ma non mi sono fermata a chiedere quale sostanza stessero usando. Chissà, magari riescono ancora a salvarle… Certo è che la situazione è gravissima e se si lascia passare ancora del tempo, la conclusione sarà la totale estinzione di questa specie. Purtroppo!
Luciano, 5 novembre 2008:
da Portici (Na), quasi tutte le bellisiime palme sono morte e le altre… purtroppo c‘è disinformazione e mancanza di controlli, in questo modo le cose peggioreranno! Qui si vede il punteruolo volare per strada, entrare nelle case o sbattere sul parabrezza dell’auto!
patito, 28 novembre 2008:
Non credo ci sia un solo metodo per il controllo del punteruolo, ma sicuramente c’è tanta politica; peccato che il punteruolo non la capisca.
Intanto parliamo di prevenzione. Qualche cliente mi chiede:”Allora è già ora di iniziare?” E io guardo intorno osservando la catastrofe delle palme morte attorno e mi chiedo se parlo un’altra lingua. Prevenzione (cito lo Zingarelli minore):”Attuazione dei provvedimenti più adeguati per impedire che si manifesti qlco. Di dannoso…)
1° Partiamo dal presupposto che una pianta, così come una persona, reagisce meglio agli stress se mangia bene ed è in salute. Ok? Perfetto. Io uso un fertilizzante brevettato con lo scopo di rendere la pianta più resistente e fornirgli le sostanze utili a repellere l’insetto o a rallentare l’attività trofica, cioè di nutrizione. Inoltre a tutti degli effetti positivi e sinergizzanti sulla resistenza a qualsiasi insetto, come la Paisandisia a. Il trattamento è periodico ma molto semplice, alla portata di tutti ed il prezzo adeguato alla sua semplicità. Comunque semplice non è sinonimo di inadeguato
2° E’ necessario a questo punto avere un azione rapida e duratura sulle larve allo stadio giovanile e non solo, ma di tipo abbattente. Nel caso si dovesse verificare un attacco dal cielo con conseguente ovo deposizione, le piccole larve troverebbero un potente insetticida che può avere una persistenza di 3 / 4 mesi e sia ammesso in ambito pubblico. In questo Galileo arrivò prima del punteruolo: iniezioni al tronco. Ma attenzione a chi avesse l’intenzione di fare della vostra palma il vostro prossimo scolapasta o che ricicla le confezioni usate dei succhi di frutta. Attenzione anche ai metodi e i prodotti proposti. Costo? Il mio meccanico dice che una motosega buona si paga una volta sola. Io sono d’accordo con lui ma credo che l’endoterapia debba essere alla portata di tutti.
3° Trattamenti in chioma. Efficaci contro gli adulti sia a livello abbattente che repellente, il prodotto deve avere una spiccata attività residuale. Sono necessari da 2 a 4 trattamenti a seconda della stagione e del clima. Nella maggior parte dei casi si può evitare l’uso dell’autoscala che rappresenta il costo maggiore, al meno che non abbiate 200 palme.
Ricordo inoltre che la lotta alla bestia è regolata da un decreto che prevede l’abbattimento e lo smaltimento secondo una determinata prassi. Costo dell’abbattimento? Se vi chiedono molto meno di 1000 €, vi suggerisco di controllare i cassonetti dell’immondizia nei dintorni il giorno dopo, mentre se vi chiedono molto più di 2000 € chiedetevi se hanno un laser tipo guerre stellari che incenerisce le piante sul luogo. Comunque queste cifre sono puramente indicative e riconosco che alcuni casi sono veramente complicati.
Cordiali saluti e complimenti per il sito.
Gennaro, 10 dicembre 2008:
abito a Ponticelli quartiere orientale di Napoli ,qui ormai si comincia a vedere l’ecatombe delle Phoenix canariensis ,c’e solo da sperare che dopo la strage che si sta consumando in tutta Italia,la popolazione del punteruolo naturalmente diminuisca da sola per “mancanza di cibo”…infatti al punto in cui siamo solo le palme piu giovani e forti e le femmine resisteranno di piu’ ,chissa quante Phoenix che ora ci appaiono sane e belle hanno gia la morte “dentro”….,consiglio di proteggere quelle che si puo’ con tutti i mezzi,ma non mi faccio illusioni ,solo la mixomatosi fermo’la devastante invasione dei conigli in australia (Negli anni Cinquanta in Australia tale malattia fu diffusa artificialmente nelle popolazioni di conigli per contrastarne l’eccessiva espansione).
,intanto dovro abituarmi a vedere il paesaggio di Napoli Mutato,forse sara’Syagrus romanzoffiana ,ultimamente stradiffusa e di moda a prendere il posto della cara Phoenix c. nei parchi giardini e nel cuore dei Napoletani amanti del verde,a meno di un miracolo che puo’ sempre avvenire….
ricordo una bella frase del libro-film di Michael Crichton “jurassic Park”
“la vita (in questo caso del punteruolo che ormai fa parte della fauna italiana)vince sempre…..,il punteruolo trovera’ un’equilibrio con l’ambiente ,bisogna solo capire…a quale prezzo….
Roberto, 9 gennaio 2009:
Qui a Palermo ormai siamo all’agonia, è vero che qualche palma viene abbattuta per evitare che il punteruolo si propaghi ma troppo spesso noto che a brevissima distanza da quelle appena abbattute ne rimangono altre che mostrano tutti i segni devastanti della presenza del punteruolo, insomma, sembra che se ne tagli qualcuna perchè proprio non se ne può fare a meno ma non si elimina il problema in maniera radicale.
Mi piacerebbe pensare che si possa attuare una campagna di sensibilizzazione che porti l’intera popolazione a riscoprire il senso della proprietà di queste piante, magari una campagna per l’adozione delle palme … “Adotta una Palma”, con un contributo aiuti a prevenire l’attacco del punteruolo alle palme del tuo quartiere . Ci sono già una serie di prodotti e soluzioni che possono aiutare la prevenzione, e se costano bisogna pure trovare chi paghi.
Non c‘è da sperare che un’amministrazione locale già vessata da enormi problemi di bilancio trovi la volontà di affrontare anche questo … utopia! Qui ci vuole la partecipazione della popolazione che deve essere invogliata a riprendersi cura delle cose di casa sua!
Non si riesce a trovare il denaro per salvarle tutte? Facciano una stima del budget disponibile, ne riusciamo a salvare la metà, un quarto, un decimo? Bene, operiamo al massimo per salvare quelle; siamo realisti, se disperdiamo le risorse senza una direzione ferma qui di palme non ne rimane più neanche una!!!!!
elisa, 12 febbraio 2009:
Io mi trovo in pieno accordo con il Sig.Roberto di Palermo…………qui a Roma è uno spettacolo demoralizzante!Nel nostro giardino ne abbiamo dovute abbattere gia tre…..ma in tutto il quartiere si evidenzia una vera e propria devastazione!Che peccato,bisogna davvero correre ai ripari.
Dott. Agr. Enrico Chiarot, 22 febbraio 2009:
ricordo a tutti l’obbligatorietà di tagliare la palma qualora infetta!! la legge è chiara in questo senso e chi non lo fa è perseguibile…
la ricerca di metodi fatti in casa e senza alcun fondamento scientifico sono stati una delle cause che hanno permesso al punteruolo di svilupparsi ….
ma voi immaginate: se ci fosse stato un rimedio sicuro pensate che gli osservatori fitosanitari non avrebbero introdotto l’obbligatorietà nel fare i trattamenti?? Io sono responsabileagronomo di un consorzio dove curo oltre settemila esemplari arborei…. la lotta contro chi si ostinaa curare palme infette e collassate è quotidiana… colpa in parte dei proprietari che, nella buona fede cercano di salvare le palme… e colpa della grossa speculazione che ruota intorno al punteruolo dove molti tecnici e ditte propongono lotte curative….
La lotta contro il punteruolo è solo preventiva!!!!!!
Umberto Ponzo, 2 marzo 2009:
Sono in linea di massima d’accordo col dr. Chiarot con l’inutilità di trattare piante collassate e per la necessaria pronta distruzione delle stesse, ma il consiglio deve valere solo per le piante il cui “cuore” sia stato “inequivocabilmente” attaccato. Per l’esperienza acquisita (mi occupo con buoni risultati di trattamenti alle palme) esiste la possibilità nella quali l’insetto quando non abbia visibilmente attaccato l’inserzione fogliare bensì la parte mediana della foglia dove una terapia a base deltametrina ed azadiractina per irrorazione ed abamectina per via endoterapica, dà risultati davvero confortanti. Questo tipo di attacco che io reputo “parziale” si evidenzia con tagli obliqui al margine fogliare o con la recisione degli apici. In questo particolare caso di attacco credo di aver arginato il problema con trattamenti poco più che mensili per l’esoterapia e semestrali con l’iniezione interna. Attenzione a non confondere l’attacco da rhincophorhus con la fusariosi che si manifesta con il disseccamento centripedo delle foglie per il quale vale la pena di porre una certa attenzione nella disinfezione degli attrezzi da taglio; l’inoculazione di phosfito potassico con l’endoterapia rappresenta un buon sistema di profilassi.
Suscita una certa ilarità ricoprire gli apici delle palme ormai prive di foglie da diverse settimane con teli per impedire il volo degli adulti: “non serve mettere le porte di ferro solo dopo aver subito il furto !”
lino, 18 marzo 2009:
oggi è venuto il giardiniere a potare le mie due bellissime palme ormai alte piu’ di 7 metri e ha trovato su una delle due l’invasione del malefico punteruolo.
Sono di San Benedetto del Tronto meglio nota come Riviera delle Palme e anche da noi dove le palme sono più di 15.000 il numero delle infette cresce in maniera esponenziale.
Umberto Ponzo, 1 aprile 2009:
Qualcuno sa spiegarmi perchè a volte il curculonide attacca le foglie sul margine e non sull’inserzione. I tagli sono rettilinei e sembrano effettuati con una forbice.
Bruno Di Guglielmo, 1 maggio 2009:
Rispondo a Umberto Ponzo: Nella fase iniziale di attacco del Punteruolo si possono notare dei tagli alle gemme (le foglie piu tenere) come se fosseso state tagliate con una forbice. Il taglio è in realtà il risultato dell’azione di alcune larve di punteruolo che si nutrono. Ho osservato la stessa cosa su una delle mie palme e se ti puo’ confortare sembra che quando si manifestano questi tagli la palma non è stata ancora infestata in maniera compromettente (in pratica le poche larve presenti non hanno ancora attecchito all’interno del colletto non trovando probabilmente una ferita o un punto piu’ debole dove entrare). Ti consiglio di provvedere subito innanzitutto con sacchetti contenenti Naftalina (cosi da disturbare il richiamo di altri punteruoli: nulla di certo però) e poi con una irrogazione usando il RELDAN (si acquista anche su ebay). Sto provando sulla mia palma che mostra questi tagli ad usare anche insetticidi comuni Spray in commercio nei supermercati che contengono Cipermetrina e Tetrametrina cosi da capire il livello di efficacia. Lo scopo è quello di trovare una prevenzione all’attacco del punteruolo che comporta spese irrisorie e alla portata di tutti.. quello che occorre è solo un po’ di pazienza e passione..
Umberto Ponzo, 1 maggio 2009:
Caro Bruno Di Guglielmo, sono daccordo sulle tue conclusioni.
Nel frattempo anche io sono arrivato a delle considerazioni di una certa affidabilità. In effetti come anche tu hai potuto notare, il taglio preciso alle foglie è da imputare ad un attacco intervenuto quando la stessa è allo stato primordiale, in pratica la larva dà “un assaggio” alla gemma e …si ferma (non so esattamenteper quale ragione, ma me ne rallegro per ovvi motivi); quando cresce la lamina composta intaccata, questa presenta un grosso taglio che altro non è che quello relativo “all’assaggio” che per accresciute dimensioni del lembo diventa evidente (per questa ragione perfettamente lineare). La cosa che ignoro è perchè le larve non abbiano completato il lavoro. Presumibilmente erano pochissime e/o successivamente non hanno completato il ciclo biologico.
In tutti i casi dove ho riscontrato “solo” questi tagli alle foglie sono riuscito a fermare il dannato insetto. Sono intervenuto sia con endoterapia (abamectina ed azadiractina) e con irrorazione al cuore delle inserzioni fogliari (con deltametrine e cipermetrine) con trattamenti ogni 40 – 50 gg.
In tutti gli altri casi di attacco centrale, le terapie non hanno effetto in quanto già in fase troppo avanzata dove hanno veicolato altri altre patologie (in qualche caso però sono stato fortunato e sono riuscito nel miracolo).
La profilassi ha dato confortevoli risultati in quanto con le due terapie interne ed esterne ho trattato una settantina di esemplari senza perderne nessuno.
Mi è capitato solo di riscontrare sporadici attacchi a foglie perimetrali a cui ho dato questa spiegazione: qualche adulto è riuscito ad ovodeporre in qualche foglia …e poi è scappato alla ricerca di vittime più “gradite”, nel frattempo il foro procurato … ed il vento hanno fatto il resto.
Sono arrivato alla conclusione che l’endoterapia a base di sistemici e citotropici possiede un’ ottima azione larvicida, ma questa deve essere coadiuvata sempre dall’irrorazione alle foglie per scoraggiare l’ovodeposizione. Ben vengano anche altri sistemi di deterrenza rappresentati dalle esalazioni naftaliniche.
Nicola, 11 maggio 2009:
Salve a tutti.
Sono un tecnico disinfestatore (e non solo) con parecchi anni di esperienza in campo.
Fermo restando che, il trattamento (calendarizzato ogni 15 giorni nel periodo Aprile/Settembre con diminuzione nei periodi eccessivamente caldi) con biocidi eseguito sullo stipite della Palma, (Cipermetrina, tetrametrina e Piperonyl butossido all’1,5%) comporterebbe non so che livello di inquinamento ambientale, poiché, il periodo è relativamente lungo.
Tuttavia, è noto che, attraverso schede tecniche si evince che i biocidi di ultima generazione sono molto meno “pericolose” rispetto ai famigerati clororganici, carbammati ed esteri fosforici, pertanto, poiché, la formulazione da me sopra consigliata è costituita da piretroidi (al di là del sinergizzante P.B) quest’ultime sostanze tra l’altro dette di copertura e non sistemici, (sostanze non fitotossiche) dotati di ottima residualità, a mio avviso potrebbero dare buoni risultati e cagionare pochi danni. (al di là dei costi, naturalmente).
Gli obbiettivi potrebbero essere raggiunti mediante impregnamento (di biocidi)di pretarsi e tarsi dei coleotteri, con conseguenza di penetrazione cuticulare (lipofilia) con raggiungimento dell’obbiettivo (snc) attraverso il sistema emolinfatico, oppure per ingestione, sia mediante alimentazione e/o accidentale o infine per svolgimento di pulizia dello stesso.
Se tutto ciò non risultasse solo teoria, si otterrebbero due risultati, sterminio di massa dei coleotteri soprattutto femmine, nel periodo di proliferazione e contestualmente salvataggio delle ultime palme superstite.
Spero che, ciò da me consigliato possa risultare utile ai fini di salvare il “nostro patrimonio”. (palme)
Arriscriverci!!!!!
Nico.
Giovanni, 21 giugno 2009:
La soluzione contro il punteruolo potrebbe essere l’uso del sale grosso nei germogli delle palme, come usano anche contro altri insetti in Brasile per le palme in genere. Lo stesso usava in Sicilia mio nonno tanti anni fa.
Catia, 8 agosto 2009:
Salve a tutti,
ho una palma in giardino della specie Canariensis, adulta di circa 40 anni, che è stata attaccata dal punteruolo rosso.
Preciso che a fine marzo ho fatto fare il trattamento “preventivo” con queste “iniezioni” al tronco oltre alla “doccia” alla sommità della palma, quando la palma non presentava ancora alcun sintomo di sofferenza.
Due settimane fa circa mi sono accorta che la sommità della palma era in sofferenza… ho avuto il dubbio immediato ed ho chiamato subito il tecnico perito agrario che mi aveva fatto il primo trattamento a marzo. Ha ripetuto la “doccia” alla palma con non so che cosa assicurandomi che al 90% si sarebbe salvata e che avrei dovuto vedere nell’arco di qualche gg. il punteruolo a terra morto e che le foglie della palma sarebbero cominciate a seccare per poi, dopo circa un mese, veder spuntare il primo germoglio vegeto.
Dopo una settimana dal trattamento ho visto i punteruoli a terra stecchiti ma ieri ne ho visto uno a terra sano e vegeto…. ho richiamato e mi ha risposto che quello vivo non è uscito dalla palma ma che c‘è la zona infetta e che bisogna ripetere il trattamento.
Preciso che abito in Sicilia in una località balneare, sembra che sia una Regione molto colpita da questo coleottero.
Qualcuno ha qualche suggerimento da darmi per salvare la mia adorata palma?
Temo che questo trattamento sia poco efficace.
Grazie.
anna, 10 agosto 2009:
nel giardino di casa mia che si trova dentro la città ho una palma altissima la cui chioma supera la mia abitazione su due piani. Mi sono accorta che qualcosa non andava perchè oltre a cadere i semi già maturi cadono adesso anche quelli acerbi. Avendo saputo dell’esistenza del punteruolo non ho proceduto a pulire la palma come facevo abitualmente negli anni passati. Ma penso che questo non sia servito a nulla. Tra l’altro nel mio giardino ci sono alcuni esemplari di Kentia molto alti. Desidero sapere cosa posso fare per cercare di salvare la palma e soprattutto se sono in pericolo le kentie.
grazie
Milvia, 28 agosto 2009:
2 settimane fa ho trovato un adulto di punteruolo rosso nel mio giardino e l’ho catturato. La mia palma canariensis di 10 anni appariva perfettamente sana. Ho cominciato a consigliarmi in giro sul da farsi e ho trovato tanti pareri discordanti oppure trattamenti costosissimi che non posso permettermi. Stamattina la pianta appare visibilmente colpita! Incredibile nell,arco di 48 ore ha cambiato aspetto. Le foglie stanno assumendo la caratteristica forma ad ombrello e non vedo giovani foglie al centro. Cosa mi consigliate? Abito nel litorale di Latina e la mia zona è piena di Palme, ma qui usano tutti lotta chimica ed io non voglio. Pensate che nel mio giardino ho cercato di creare un microecosistema con nidi di uccelli, piante autoctone, non ho mai potato la palma subendo le critiche di tutti i vicini (perchè così era sporca). Sopra di essa hanno trovato ancoraggio una rosa canina ed un glicine. Sono davvero avvililta anche per avere avuto tutte queste accortezze invano. Sono anche perito agrario.
Grazie a chi mi risponderà.
daniele, 9 novembre 2009:
Salve.
Purtroppo proprio oggi ho visto una Washingtonia con tutti i segni dell’attacco del punteruolo.
Se occorre posso scattare qualche foto..
Daniele – Palermo
Carmine Cusano, 10 novembre 2009:
Volevo notificarvi che le palme di Ostia Lido -Roma sono al 90 x cento attaccate da questo punteruolo…. le piante sono tutte collassate… non mi pare che siano stati presi dei provvedimenti
giorgio, 22 dicembre 2009:
Come al solito chi deve trovare i rimedi non si preoccupa
del problema.Uff fitosanitario comune ed altri. Per lo smaltimento
quale soluzione si consiglia senza svenarsi più di tanto?
Daniele Bianchino, 31 dicembre 2009:
ROMA_palme: purtroppo come gia’ detto, la comune palma delle Canarie, Phoenix Canariensis, sta venendo decimata dal punteruolo rosso. Nel mio quartiere l’80% delle palme è scomparso e praticamente nessuno leva la pianta malata nel proprio giardino, aiutando cosi’ la diffusione di questo gravissimo male. Secondo il servizio fitosanitario del Lazio non c’era pericolo per Roma, dato che il punteruolo non era ancora entrato nel raccordo e sarebbe stato fermato al di fuori di questo. Niente di piu’ falso.. il punteruolo sta uccidendo palme anche dentro Roma da almeno un anno, dopo averne devastato la costa (Tarquinia, Ladispoli, Ostia, Sabaudia ecc.) e le colossaili specie delle ville di Roma sono in pericolo. La rimozione dai propri giardini delle palme affette è ormai considerata obbligatoria ma nessuno lo fa. Ma nemmeno in molte piazze di Roma ed Ostia lo stanno facendo, è una vergogna.
Avevo inviato (sotto loro consiglio trallaltro-fitosanitario) almeno 10 palme affette da punteruolo rosso, con tanto di vie e numeri civici in ordine lungo la via Tuscolana da Frascati alla mia zona (La Romanina), ma dopo quasi un anno le palme, ormai marce, sono li, ancora potenziali diffusori del male.
Le palme meno affette dal punteruolo rosso sono la palma nana Chamaerops humilis come gia’ detto, ma anche la Butia Capitata e la Washingtonia, quest’ultima la mia palma preferita, verdissima e con un altissima rapidita’ di crescita, la consiglio vivamente nei giardini (due gemelle magnifiche di questa specie svettano dai fori imperiali, alte piu’ di 30 metri e datate 1870 ca.).
Riccardo Muolo, 30 gennaio 2010:
Sono arrabbiatissimo! negli unltimi mesi ho perso 3 maestose palme! comunque grazie per i consigli