Naturale risveglio, spontanei sviluppi

di Alessandro Salvalaio

Vedi la prima parte dell'articolo: Una bordura al naturale


A marzo, finito l’inverno, ci aggiriamo per il giardino, ci avviciniamo alle aiuole, guardiamo bene i nostri vasi nel terrazzo. Rimaniamo li fermi, magari seduti, o magari a guardare da certe angolazioni per immaginarci quello che sarà il risultato dei nostri lavori fatti nelle stagioni precedenti, oppure cerchiamo di cogliere l’istante in cui tutto ricomincia. Laddove invece ancora non abbiamo operato, ci affrettiamo per realizzare quello che ancora ci balena nella mente.

È la passione di chi fa giardinaggio, questa. E il fossato, che fare? Ormai è una ‘bordura naturale’, può essere lasciata totalmente al caso? Che fare, come muoversi?

Sono queste le domande che mi sono fatto quando, iniziata la primavera, ho cercato di capire come avrei dovuto comportarmi in quest’angolo del mio giardino. Mentre passavo avanti e indietro per cogliere i primi segnali di ripresa, mi sono chiesto se avrei dovuto far qualcosa. Starmene li a guardare, senza saper come operare, mah!

C’è sempre quel desiderio di voler ‘giardinare’, di metterci l’impronta, ma in una bordura naturale ci si dovrebbe limitare, penso. Dove sta il limite? La risposta non ce l’ho, e allora ho scelto di farmi guidare dall’istinto.

Tempo al tempo, ho smesso di pormi questi quesiti e giorno dopo giorno ho fatto ciò che il caso mi ha suggerito di fare e anche questa volta qualcosa è successo. Mi sono lasciato andare spontaneamente e ora che la primavera è passata, è arrivato il momento di ripercorrere il risveglio della natura.

Gli arbusti e le erbacee con i primi tepori sono tornati al lavoro. A marzo, tra le prime fioriture interessanti, il ranuncolo ficaria merita sicuramente un posto d’onore.

  
Ranunculus ficaria

Era rimasto in attesa a lungo sfruttando l'inverno tiepido, le spalle coperte dal pendio e al calduccio sotto le foglie secche di platano, così al finire dell'inverno i fiori semplici ed appariscenti sono spuntati e con loro sono cresciute le foglie belle grassocce.

Il Carex elata ha preparato la sua fioritura, mentre il fogliame degli Iris pseudoacorus è rispuntato. Anche il sambuco ha mostrato le sue nuove foglie, e a guardarlo ho avuto la riconferma che non merita di essere relegato a coprire solo zone incolte ed abbandonate.

Ho trovato pure un cuscino basso di foglioline verdi con steli rosso-bruni su un vecchio ceppo di salice. È il Gallium mollugo tanto compatto all’inizio, quanto esuberante appena la stagione avanza. I suoi fiori sono delle piccole nuvole tra la vegetazione.

   
Carex elata (foglie) Iris pseudoacorus e Carex remota Sambucus nigra

Le temperature con il passare dei giorni sono aumentate, quest'anno in modo sostenuto e così le erbacee hanno iniziato a prosperare mostrando presto i loro fiori e il fogliame. Affacciandomi a guardare i progressi ho visto Veronica persica e Lamium purpureum in quantità, ancora ranuncolo ficaria nel suo miglior sviluppo e altri ranuncoli.

  
Lamium purpureum Ranunculus bulbosus

Di nuovo a guardar la crescita del carice, ormai i suoi fiori sono sbocciati e il cespo è davvero decorativo. A fianco ce n'è un altro, non è la specie "elata", ma il "remota" di dimensioni ridotte e dal fogliame più morbido.

  
Fioritura di Carex elata Cespo di Carex elata

In aprile il sambuco ha preparato i suoi fiori che sembrano delle nuvole. A essere un insetto si potrebbe saltare da un fiore all'altro come fossero dei cuscini d'ovatta. Il più interessante, se pur molto diffuso è sicuramente l'Iris pseudoacorus. Ogni giorno possibile ho controllato la crescita per trovare il primo dei suoi fiori e spesso mi sono ritrovato accovacciato, per cercare tra le erbe cresciute qualsiasi spontanea finora sfuggita.

  
Thalictrum flavum Fiori di Cornus sanguinea

È così che spontaneamente ho iniziato a vivere questo spazio come un momento di studio e ricerca. Vi ricordate all'inizio passavo con il decespugliatore, ci credereste se ora vi dico che il taglio dell'erba l'ho fatto a mano e con il falcetto dopo aver osservato le varie essenze per lasciarle crescere e studiarne il comportamento e riconoscerle? Proprio così!

  
Fiori di Sambucus nigra Iris pseudoacorus

Uno spontaneo sviluppo che mi ha portato a considerare la possibilità di sfruttare questo spazio per provare le spontanee, cercarle, identificarle e magari inserirne delle altre che in queste condizioni possano prosperare. Sto considerando seriamente l'idea di catalogare e annotare su un diario le varie specie, le caratteristiche, i tempi di crescita e le fioriture.

  
Stellaria acquatica Calepina irregularis

Ecco che ho scovato piccoli fiori come la Stellaria aquatica e la Calepina irregularis, varie graminacee belle da guardare al tramonto. Il fiore del rovo, quello più appariscente del finocchio acquatico comune (Oenanthe pimpinelloides), mentre quasi nascosta l'Aristolochia rotunda anch'essa decorativa.

  
Rubus caesius Oenanthe pimpinelloides
  
Aristolochia rotunda Graminacee

Con soddisfazione poi ho visto crescere l'unica talea vegetata di Rosa canina, e la prima fioritura del Solanum dulcamara che ho trapiantato. Anche il Physalis alkekengi sta crescendo bene, l'ho trovato in un vivaio dimenticato tra altre erbacee.

  
Solanum dulcamara Clematis viticella

A maggio ho continuato a cercare per scovare ogni spontanea che possa esprimersi, come la Clematis viticella che ho districato per farla arrampicare su una robinia. L'intento è sempre quello di valorizzare questa zona e sto facendo uno sforzo per farlo capire al vicino proprietario dell'altra sponda, per recuperare anch'essa.

Non credo di farcela, io quest'inverno ho messo uno steccato di sicurezza dal quale mi piace affacciarmi per le osservazioni, lui già prima aveva piantato la Photinia per nasconder tutto. Ad ogni modo da un po' di tempo un paio di nuove persone passeggiano col cane al mattino presto e spesso si fermano sul ponticello di attraversamento e con un piede sul muretto di protezione guardano qua e là.


Un ringraziamento a tutti quelli che mi hanno aiutato nel riconoscimento delle spontanee, in particolare Roberto Pellegrini, markinus e tere.


Riferimenti


21 giugno 2007 in

Commenti

  1. Vitalba, 21 giugno 2007:

    Bell’articolo e bella esperienza, Alessandro.
    Non è così povera di “diversità” la pianura, dunque.

  2. acerobis, 22 giugno 2007:

    Un’altro articolo dal “sapore” diverso dal solito e tipico di Alessando. Complimenti!

  3. Polarsun, 24 giugno 2007:

    Ottima idea, una riselezione degli ambienti spontanei, da fare con cautela come stai facendo tu. Se lo fai bene ottieni un arricchimento di certe specie che altrimenti sarebbero in netta minoranza, un inserimento di nuove e una diminuzione di quelle più aggressive e selvagge

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