Il fascino delle Clematis, tra grazia e versatilità

di Elisa Severi

Con questo articolo, ho inteso riunire quante più informazioni possibili relative alle clematidi; le ho attinte e tradotte sia da alcuni siti di associazioni internazionali, sia dalle esperienze dirette degli appassionati del forum, cercando di farne una base di riferimento utile per la corretta e proficua coltivazione di queste splendide piante.


Le Clematis appartengono alla famiglia botanica delle Ranunculaceae, la stessa di Peonie, Ellebori, Anemoni e Aquilegie; sono piante perenni e possono essere rampicanti, erbacee o legnose; a foglia caduca o sempreverde.

Si tratta di un genere che comprende centinaia di specie e varietà originarie delle più svariate zone del globo. Unitamente ai numerosissimi ibridi, nati dalla dedizione di appassionati come Henderson e George Jackman già a metà del 1800, e successivamente introdotti da altri ibridatori, le Clematis offrono agli amanti del giardino circa un migliaio di scelte possibili, differenziate per colore, forma del fiore, tipo di fogliame, profumo, portamento e periodo di fioritura.

Inoltre, se si lasciano andare a seme, molte clematidi rimangono attraenti anche dopo la fioritura, in quanto la capsula che si forma al posto del fiore è molto decorativa.

La vera caratteristica comune a tutte le Clematis è l'enorme profusione di fiori, che hanno una particolarità piuttosto affascinante per i botanici: quelli che attraggono i nostri occhi, così come quelli degli insetti, non sono i petali, bensì sepali. I sepali delle clematidi, infatti, invece di essere le 'classiche' foglie modificate di colore verde a formare il calice, assumono le colorazioni e le forme più svariate.

Clematis 'Mrs Cholmondeley' con Dahlia rossa

Il termine Clematis deriva dal greco klema che significa "viticcio". Proprio come un viticcio, il picciolo delle loro foglie subisce modificazioni tali da avvolgersi al supporto che gli viene fornito, per rimanerci ben saldo.

Capita che non trovando altro sostegno, i vari tralci, nella loro crescita giornaliera, si avvolgano tra di loro, ma senza potersi difendere poi dai venti o dalle più avverse condizioni atmosferiche, da cui l'importanza di fornire loro posizioni e sostegni adeguati.

In Italia, l'utilizzo di queste piante nei giardini è ancora molto limitato. Spesso ci si sofferma esclusivamente sugli ibridi con grandi fiori appariscenti, trascurando – ed è un peccato – le specie, le loro varietà, e le erbacee che sono comunque molto generose in fioriture e profumazioni, nonché facili da coltivare.

È solo da pochi anni che alcuni vivai hanno cominciato a prendere in considerazione le Clematis in modo apprezzabile, offrendo ampie ed interessanti scelte per tutti i giardini, grandi e piccoli, e per tutte (o quasi) le località.

Una caratteristica molto importante di queste piante è, infatti, la loro capacità di adattamento alle condizioni climatiche più disparate del nostro paese. Gran parte delle clematidi resiste benissimo alle temperature invernali molto rigide del nord Italia (fino a diversi gradi sotto lo zero) così come alcune si adattano alle roventi temperature estive del nostro Sud.

Nel resto dell'articolo troverete alcune indicazioni su come scegliere e come coltivare con soddisfazione le Clematis. Il primo passo e' quello di scegliere una varietà adatta al clima e alla posizione scelta. Dopodiché, vedremo come effettuare un buon impianto, e come procedere alle cure colturali per mantenere la pianta in salute. Per concludere, troveremo indicazioni su come moltiplicare le Clematis per talea, per per propaggine e per seme.


In vaso

Clematis 'Miss Bateman'

Molte varietà di Clematis sono eccellenti per crescere in contenitori, quindi la possibilità di coltivarle è data anche a chi non possiede un giardino, o a chi voglia disporle sul balcone, sul marciapiede intorno a casa, in cortile, ecc...

Il contenitore utilizzato dovrebbe essere piuttosto capiente, di profondità e diametro non inferiori rispettivamente a 45 cm e a 30 cm circa. Più grande è meglio è ovviamente. I materiali preferibili sono la terracotta, il legno e la pietra, perchè questi offrono una buon isolamento alle radici dalle calde temperature estive, e dalle gelate invernali. Il fondo del contenitore deve avere ampi fori per la fuoriuscita dell'acqua; nel caso non fossero sufficientemente ampi, sarà meglio allargarli.

Per l'impianto in vaso, va benissimo un substrato poroso arricchito con materia organica (letame, compost, ecc.). Ai fini di un ottimo drenaggio, si provveda a sistemare sul fondo uno strato di ghiaia o di argilla espansa, dopo aver protetto i fori di scolo con dei cocci o con una retina plastificata.

La pianta va sistemata al centro del vaso, lasciando che il colletto giaccia per 5/10 cm sotto il livello del terreno. Si devono lasciare circa 5 cm di bordo superiore vuoti, sia per facilitare un'innaffiatura abbondante, sia perché tutta la superficie andrà ricoperta con uno strato di ghiaia, pomice, o argilla. Questo permetterà di tenere protette le radici, e di preservare il più al lungo possibile l'umidità sottostante.

Terminato l'impianto, occorre immediatamente sistemare un supporto per l'arrampicata della clematide. Se il vaso si trova in una posizione isolata e solitaria, il supporto potrebbe essere un cono di canne di bambù o vimini. Se il vaso è accostato ad un muro, andranno bene un traliccio di legno o di vimini, oppure una rete o dei fili plastificati.

Le cure di mantenimento della Clematis in vaso sono le stesse indicate per quelle in piena terra, che vedremo in seguito, ma in questo caso occorrerà essere meticolosi e costanti nell'effettuare le necessarie innaffiature e concimazioni. Infatti, al contrario di quanto accade per gli impianti in piena terra, le clematidi in vaso non hanno alcuna possibilità, di soddisfare eventuali esigenze idriche o nutritive a cui noi non abbiamo provveduto.

Per una buona coltivazione in vaso, possono essere utili ancora un paio di consigli. In estate, occorre impedire il surriscaldamento del contenitore: questo può essere ottenuto circondando il contenitore della Clematis con altri vasi contenenti piante di altezze adeguate a limitare il periodo di soleggiamento. In inverno, occorre fare in modo che le radici non gelino: se questo rischio esiste, è bene proteggere il vaso con pannelli di polistirolo o di compensato, qualora non fosse possibile spostarlo in un luogo riparato. Infatti, per quanto la maggior parte delle clematidi sopporti benissimo temperature rigide, il gelo alle radici (più facile in vaso che in piena terra) potrebbe creare danni letali.

Infine, la cosa più importante è scegliere con attenzione la varietà giusta. Alcune tra quelle idealmente più adatte allo sviluppo in vaso sono: 'Comtesse de Bouchaud', 'Dr Ruppel', 'Etoile Violette', 'General Sikorski', 'Hagley Hybrid', 'Jackmanii', 'Madame Julia Correvon', 'Madame Le Coultre', 'Monte Cassino', 'Mrs. Cholmondeley', 'Multi Blue', 'Nelly Moser', 'Niobe', 'Polish Spirit', 'Rouge Cardinal', 'Royalty', 'Snow Queen', 'The President', 'Ville de Lyon', 'Vino', 'Warszawska Nike, 'William Kennet' e tutte le cultivar del gruppo atragene e del gruppo viticella.

Sono invece da evitare le Clematis montana, a causa del loro vigorosissimo sviluppo.


Sulle recinzioni

Clematis 'Ville de Lyon' con Clematis 'Jackmanii' (di Gianni)

Le Clematis sono rampicanti ideali per adornare le recinzioni di confine, di frequente costituite da reti metalliche o plastificate (supporto perfetto, quindi). Alcune varietà sono in grado di coprire diversi metri di recinzione nell'arco di un solo anno, creando in questo modo un magnifico riparo dagli occhi indiscreti, ma anche dalla polvere delle strade.

Il vantaggio delle clematidi non riguarda solo la velocità di sviluppo, ma anche il ridottissimo spazio che necessitano nel senso della profondità. Sono quindi un candidato ideale per i piccoli giardini, che non riuscirebbero a contenere una siepe arbustiva.

Ovviamente, se si vuole un aspetto affascinante durante l'intero anno, occorrerà prediligere le clematidi sempreverdi, quali le C. armandii e le C. cirrhosa. Tenete comunque presente che la bellezza del loro fogliame si preserva solamente nei climi miti, o comunque in zone riparate da venti freddi e gelate. Se si scelgono clematidi non sempreverdi, potrebbe essere una buona idea alternarle lungo la recinzione con altri tipi di rampicanti sempreverdi.

Se ci si attende un risultato di schermatura molto rapido, sono consigliate la C. orientalis 'Bill Mac Kenzie' e la C. vitalba 'Paul Farges' (eventualmente saranno necessarie potature di contenimento negli anni successivi, se le piante eccedessero l'area a loro destinata). Se invece si può pazientare due o tre anni, qualsiasi altra varietà di Clematis darà ottimi risultati.


Su supporti conici, pergole e pareti

Clematis 'Dr. Ruppel'

La bellezza di tutto il giardino può notevolmente essere aumentata coltivando clematidi sui vari generi di strutture quali pergole, supporti conici di bambù o vimini, tralicci, archi, cancelli, grate o treppiedi.

Essendo molto flessibili, le Clematis possono essere guidate facilmente per svilupparsi lungo la figura del supporto.

La loro attitudine a svilupparsi vigorosamente e l'alto valore ornamentale danno loro un ruolo prominente in un giardino, occupando poco spazio, e nello stesso tempo producendo rapidamente l'effetto desiderato.

Gli ibridi del gruppo tangutica, del gruppo vitalba e del gruppo di viticella sono perfettamente adatte a questo fine, se lo si vuole raggiungere in breve tempo, anche se in realtà, è la prerogativa di ogni clematide.


Su supporti naturali, quali arbusti, rose ed alberi

Clematis 'Piilu' tra roselline su tronco d'albero (di eliss)

Le clematidi sono perfette per crescere su supporti 'viventi' quali rose, arbusti, cespugli o alberi... sono compagni di vita anche in natura, quindi è certamente una modalità molto affascinante quella di replicare questa simbiosi anche nei nostri giardini.

Esse compensano le loro lacune stagionali di fiori, fornendo il colore quando altri fiori stanno difettando, oppure possono creare abbinamenti di colori fiorendo in contemporanea al supporto, creando effetti unici e molto originali.

Occorre, tuttavia, tenere presente le modalità ed i tempi di sviluppo di entrambi, onde evitare errori non solo estetici ma anche in grado di pregiudicare la vita di entrambi.

Dato che le Clematis gradiscono un terreno leggermente alcalino, sempre umido e ben drenato, se l'arbusto o l'albero utilizzati da supporto non avessero le medesime esigenze, quindi poca acqua ad esempio, non è necessario escludere l'abbinamento... sarà sufficiente interrare, in prossimità della Clematis, un vaso vuoto o un tubo con della ghiaia sotto l'estremita interrata, per poter effettuare delle innaffiature e delle concimazioni mirate esclusivamente alle radici della Clematis, creandole una condizione ottimale senza contrastare con le esigenze del suo supporto naturale.

Gli ibridi e le specie a fioritura tardiva, potate drasticamente a primavera (potatuta gruppo 3), sono l'ideale per questa modalità di coltivazione, in quanto la loro crescita stagionale, a partire da poco sopra il livello del terreno, si adeguerà autonomamanete allo sviluppo contemporaneo del supporto naturale, insinuandosi nella sua chioma, ma mettendo sempre in mostra i propri fiori che naturalmente si affacceranno per cercare il sole e la luce.

Piccoli arbusti

Le Clematis ideali sono quelle del Gruppo Integrifolia. Si tratta di un gruppo di Clematis erbacee perenni, i cui steli non lignificano, ma muoiono ad ogni inverno per poi rigenerarsi dalle gemme radicali ad ogni primavera (allo stesso modo di tutte le piante erbacee perenni quindi); quasi tutte le varietà appartenenti a questo gruppo si allungano da poco meno di 1 metro fino ad un massimo di 2 metri, e sono dotate di graziosi fiori di taglia piccola, in tantissime tonalità a seconda della cultivar. Alcuni esempi: C. integrifolia, C. integrifolia 'Alba', C. integrifolia 'Rosea', C. integrifolia 'Olgae', C. integrifolia 'Arabella' e, oltre ad altre, la bellissima Clematis x durandii (ibrido naturale tra C. integrifolia e C. 'Jackmanii')

Clematis montana (di eliss)

Arbusti e alberi di taglia media

Sono ottime le seguenti Clematis: C. 'Comtesse de Bouchaud', C. 'Duchess of Edinburgh', C. 'Ernest Markham', C. 'Etoile Violette', C. 'Polish Spirit', C. 'General Sikorski', C. 'Hagley Hybrid', C. 'Gipsy Queen', C. 'Jan Pawel II', C. 'Jackmanii', C. 'Star of India', C. 'Madame Julia Correvon', C. 'Ville de Lyon', C. 'Mad. Le Coultre', C. 'Warszawska Nike'; se non si desidera una copertura molto fitta del supporto, ma più delicata e leggera, si potrà scegliere tra le varietà del gruppo viticella (come 'Little Nell', 'Betty Corning', 'Emilia Plater', 'Kermesina' or 'Purpurea Plena Elegans'), ma anche tutte le cultivar del gruppo Atragene (Alpina), del gruppo texensis e del gruppo integrifolia (quelle a sviluppo più vigoroso come la C. integrifolia 'Hendersonii' e la C. integrifolia 'Blue Boy' ad esempio) .

Alberi alti

La scelta migliore è quella di varietà molto vigorose come: C. 'Bill MacKenzie', C. 'Paul Farges', C. montana var. rubens, o C. 'Lambton Park'

Conifere e alberi sempreverdi

Certo che il tocco di colore che le clematidi possono dare a queste piante con i loro splendidi fiori, è davvero affascinante! Le varietà dovrebbero essere scelte abbinando il colore dei fiori al fogliame del supporto, ed il tasso di crescita di entrambe, secondo la regola generale che più debole è la conifera, meno vigorosa e densa dovrebbe essere la clematide scelta.

Le piante con fogliame verde-cupo si sposano piacevolmente con le varietà di Clematis dai colori pallidi quali: C. 'Comtesse de Bouchaud', C. 'Hagley Hybrid', C. 'Mrs. Cholmondeley', C. 'Nelly Moser'; inoltre tutte le cultivar del gruppo viticella o del gruppo di atragene creeranno una scenografia spettacolare.

Le conifere e i sempreverdi con fogliame argenteo daranno un effetto splendido se intrecciate con le varietà dai colori brillanti, come la C. 'Kardynal Wyszynski' dai fiori rossi

Le piante a foglia gialla si mescoleranno armoniosamente con le Clematis a fiore blu come la C. 'Mrs Cholmondeley' e tantissime altre.

Poi il resto lo fa la nostra fantasia e il nostro gusto...la scelta non manca! Una cosa tecnica importante però bisogna rispettarla: occorre piantare la clematide possibilmente sulla facciata nord dell'albero, questo le consentirà di avere la base sempre all'ombra e d è fondamentale, come poi vedremo in seguito. Inoltre, occorre sempre tenere presente una distanza d'impianto che andrà dai 40 ai 100 cm, a seconda delle dimensioni e della forma dell'apparato radicale dell'albero. Questa distanza sarà 'colmata' da un sostegno di raccordo tipo canne di bambù o altro, purchè la Clematis possa raggiungere l'albero agevolmente soprattutto nei primi anni di crescita, poi con il tempo, quando la chioma della Clematis si sarà intessuta con quella dell'albero, si auto-sosterrà senza problemi (ovviamente stiamo parlando di Clematis legnose o semi legnose, non di quelle erbacee!).


Come copri-suolo

Clematis 'Niobe' (di Gianni)

L'utilizzo delle clematidi come copri-suolo è davvero insolito dalle nostre parti, mentre in Inghilterra e in altri paesi nordici, dove queste piante sono ben più note ed utilizzate, vengono impiegate anche con questa funzione ottenendo risulati magnifici. Basta scegliere le varietà erbacee o semierbacee e farle crescere senza supporti, dopo aver ripulito accuratamente il suolo dedicato da erba, infestanti, impurità, ecc. In alcuni punti del giardino possono sostituire con successo il prato, adornare la base di alberi e arbusti, arricchire splendidamente bordure e aiuole, creando insolite moquette ricche di colori.

Tuttavia, per realizzare i risultati migliori, occorre tener conto della posizione, dell'esposizione, del formato della zona da ricoprire e della crescita delle piante vicine. A seconda dei nostri bisogni, potremo scegliere tra Clematis piuttosto vigorose o Clematis a portamento simile a quello di piccoli cespugli.

La Clematis heracleifolia 'Praecox' è considerata tra le migliori per questo utilizzo; si tratta di una semi-erbacea molto resistente sia per luoghi soleggiati, sia per la semi-ombra, nonchè pochissimo esigente di cure e attenzioni, che creerà un tappeto denso di fogliame verde scuro, in grado di sopprimere la crescita delle erbe infestanti, e che in estate si colorerà di lilla con tantissimi fiorellini riuniti in grossi panicoli. Se l'area da coprire non è molto grande, potranno essere utilizzate anche le cultivar del gruppo integrifolia come la C. 'Arabella'.

In caso di siti più ampi, è meglio utilizzare le varietà del gruppo atragene, viticella e tangutica, ma si tratta di varietà un pò più esigenti in termini di posizione, esposizione, ecc.


Per fiori recisi

Forse non ce lo aspettavamo, ma le clematidi possono essere ottime anche per i fiori recisi. Le loro ricche tonalità, unite a steli delicatamente sinuosi, possono arricchire i vasi dentro casa, o galleggiare in ciotole trasparenti colme d'acqua, creando un effetto molto sofisticato ed elegante.

Per prolungare la durata dei fiori recisi occorre prepararli con cura: selezionare steli legnosi o semi-legnosi con nuovi fiori aperti per non più del 70% circa; eliminare la maggior parte del fogliame, per limitare la traspirazione, ed immergere tutto il ramo scelto (fiore compreso) in una grande ciotola piena di acqua fredda per circa 10-12 ore, prima di metterle definitivamente nel contenitore scelto per loro. La durata di questi fiori poi, può variare da 3 a 14 giorni anche in funzione della varietà scelta.

Le migliori varietà per il fiore reciso sono:

Bianco

C. 'Duchess of Edinburgh', C. 'Isago', C. 'John Huxtable', C. 'Marie Boisselot' ('Mevrouw le Coultre'), C. 'Toki', C. 'Snow Queen'.

Azzurro

C. 'General Sikorski', C. 'H.F. Young', C. 'Lasurstern', C. 'Mrs. Cholmondeley', C. 'Vyvyan Pennnell', C. 'William Kennet'.

Clematis 'Warszawka Nike' (di Gianni)

Viola e porpora

C. 'Daniel Deronda', C. 'Julka', C. 'Monte Cassino', C. 'The President', C. 'Warszawska Nike', C. 'Xerxes'.

Rosa

C. 'Barbara', C. 'Caroline', C. 'Carnaby', C. 'Comtesse de Bouchaud', C. 'Dr Ruppel', C. 'Hagley Hybrid', C. 'Hania', C. 'Nelly Moser', C. 'Piilu'.

Rosso

C. 'Kardynal Wyszynski', C. 'Niobe', C. 'Ville de Lyon', C. 'Westerplatte'.

Capsula decorativa

Alcune varietà, come ad esempio tutte le specie botaniche di Clematis e le erbacee perenni, sono inoltre adatte ad essere recise anche per le attraenti capsule di semi che prendeno il posto dei fiori a fine stagione, e che costituiscono elementi molto affascinanti delle composizioni di fiori secchi, con la loro forma globosa e il loro effetto setoso al tatto.

Tra le Clematis dalla capsula più decorativa, si possono trovare esempi in alcuni ibridi a grande fiore, in alcune specie botaniche ed erbacee. Negli ibridi a grande fiore, C. 'Asao', C. 'Capitan Thuilleaux', C. 'Kacper', C. 'Lasurtern', C. 'Mrs. Cholmondeley', C. 'Nelly Moser', C. 'The President', C. 'Vyvyan Pennell'). Tra le specie botaniche, C. atragene 'Blue Bird', C. atragene 'Cecile', C. atragene 'Frances Rivis', C. atragene 'Markham's Pink', C. atragene 'Pamela Jackman', C. atragene 'Pink Flamingo', C. atragene 'Ruby', C. atragene 'White Swan', C. atragene 'Willy', C. sibirica, C. tangutica 'Aureolin', C. tangutica 'Bill MacKenzie', C. tangutica 'Lambton Park'. Tra le erbacee, C. integrifolia 'Alba' e C. integrifolia 'Rosea'.


Nell'ombra

Le Clematis hanno un bisogno fisiologico di ombra alla base, poiché le radici devono rimanere sempre fresche e dipanarsi in un terreno umido e fertile. Secondo gli studi dell'International Clematis Society, esistono comunque alcune varietà che possono adattarsi sufficientemente bene anche all'ombra totale, purchè molto luminosa, sulla chioma.

Le varietà con cui si può tentare un tale habitat sono: tutte le C. alpina e le C. macropetala; C. 'Barbara Jackman', C. 'Bees Jubilee', C. 'Comtesse de Bouchaud', C. 'Dawn', C. 'Dr. Ruppel', C. 'Fairy Queen', C. 'General Sikorski', C. 'Guernsey Cream', C. 'Hagley Hybrid', C. 'H.F. Young', C. integrifolia, C. 'Jackmanii' (non Rubra o Alba), C. lanuginosa Candida, C. 'Lincoln Star', C. 'Margaret Hunt', C. 'Miss Bateman', C. montana rubens, C. 'Moonlight', C. 'Mrs. Cholmondeley', C. 'Nelly Moser', C. 'Niobe', C. 'Perle d'Azur', C. 'Silver Moon', C. 'Snow Queen', C. 'The President', C. 'Twilight', C. 'Victoria', C. 'Wada's Primrose', C. 'Will Goodwin', C. 'William Kennett'


Clematidi per climi mediterranei

di Alessandra Vinciguerra

Clematis armandii 'Apple Blossom' (di Maria Acquaria)

Ecco quello che ho appreso dall'esperienza.

Innanzitutto, quando io parlo di clima caldo o meglio mediterraneo "pieno", intendo dire il clima di quelle zone dove non gela mai, o lo fa solo sporadicamente; diciamo per capirci i climi e i microclimi in cui i limoni rimangono fuori tutto l'anno.

'Mediterraneo fresco' sarebbe il clima in cui vivono gli olivi, ma può farci anche freddo (-1/-5°). Questa è una divisione molto rozza ma pratica. Il dibattito su cosa sia davvero mediterraneo si trascina da tempo, intendiamoci, solo un pazzo taglierebbe fuori le colline toscane o l'entroterra della Provenza. Ma diciamo che le mie riflessioni sulle clematidi in questo caso sono destinate proprio alle zone calde; zona 9-10 della carta USDA (che però è molto generica, di solito per l'Italia da Bologna in giù mettono un'unica zona, accorpando le vette degli Abruzzi con la costiera Amalfitana).

Molto spesso sento amici e colleghi di mania giardinistica lamentarsi perché, a loro dire, nei climi caldi (diciamo al Centro-sud, con il massimo delle lamentazioni concentrato nel Sud e nelle isole) le clematidi proprio non vengono, niente da fare. È in linea di principio vero che le Clematis, per la maggior parte, siano piante da climi freschi. Tutti abbiamo negli occhi le immagini dei giardini inglesi con cancellate e pergole grondanti clematidi nei più affascinanti toni del viola, del blu, del rosa.

Clematis 'Ville de Lyon' su Cotoneaster (di Gianni)

Eppure, due delle specie abbondantemente usate per le ibridazioni sono originari dei climi caldi: la Clematis texensis, che come dice il nome viene dal Texas, e la Clematis viticella, che non per niente è nota ai giardinieri del Nord come Clematis mediterranea o italiana. A queste possono aggiungersi alcune specie di origine orientale, (la migliore è C. terniflora, Sweet Autumn Clematis per gli americani, erroneamente chiamata C. paniculata, dalla Nuova Zelanda) poco note e quasi irreperibili da noi, ma protagoniste di giardini in climi molto simili al nostro.

Andiamo con ordine. La prima cosa come sempre è iniziare dal terreno. Tutte le Clematis vogliono ottimo drenaggio e abbondanza di materiale organico, quindi bisogna provvedere a fornire entrambi, aggiungendo alla buca di impianto ghiaia, rocce, lapillo (o comunque quello che si ha, che possa evitare letali ristagni) e materiale organico; nonché, come tecnica di routine, pacciamatura abbondante.

Ricordo che quando ero a Ninfa i vecchi giardinieri usavano coprire il piede di tutte le Clematis ogni inverno con uno strato solido di letame neanche tanto maturo (forse di 6 mesi). È una pratica piuttosto pericolosa, perché si rischia di innescare il mefitico disseccamento (il Clematis Wilt), ma se questo non subentrava, che clematidi ne uscivano! Stiamo , è vero, parlando di un posto con un microclima simile all'Inghilterra, ma questa tecnica arcaica potrebbe essere comunque seguita, da chi ha la materia prima a disposizione, con l'accortezza di usare letame ben maturo e di non toccare mai gli steli della pianta.

Comunque: materiale organico nella buca d'impianto, ben mischiato. Pacciamatura, sempre, fondamentale per evitare gli improvvisi colpi di caldo estivi (aumento di temperatura più brusca asciugatura del terreno) che ammazzano le Clematis nel giro di pochi minuti. Pacciamare con foglie, sfalcio di erba del prato (rigirato spesso!), composto, rifiuti del giardino sminuzzati, pietre e ghiaia: tutto va bene purchè la base sia coperta.

Poi bisogna avere alcune accortezze per la posizione, ed è qui che spesso noi giardinieri mediterranei commettiamo errori fatali. Il vecchio detto "piedi all'ombra e testa al sole" va preso con cautela, perché se è vero che collocare le radici all'ombra è fondamentale, il sole mediterraneo, come sappiamo, può dare alla testa.

Mai collocare una clematide contro un muro, magari imbiancato, che rifletta il sole implacabile, arrivando a creare intorno a sé una sacca di aria calda che per molte ore è sui 40°. Mai su una bella ringhiera che guarda ad esempio verso ovest, perché il sole arrostirà lentamente la povera Clematis da mezzogiorno alle sette di sera. E la ringhiera, se è in ferro, diventa incandescente! Fate la prova, prima di piantare: collocate in estate un termometro da esterno – di quelli che hanno minima e massima – nella posizione che vi piacerebbe, e controllate! Le temperature a mezzogiorno possono essere tragiche. I muri a nord e ad est sono i migliori nei nostri climi. Va bene una pergola dove magari la Clematis cresca con altri rampicanti che la aiutino; va bene un portico luminoso, una mezz'ombra, una ringhiera che prenda qualche oretta di sole magari di mattina.

Sono molto belle anche sugli alberi, ma attenti: le Clematis non amano la competizione di fitte radici superficiali.

Tra gli alberi vanno bene, anzi benissimo come effetto ornamentale, il tronco di un ulivo, o la base di un cipresso, ma poi dovete ingegnarvi a dare alla clematide l'umidità di cui ha bisogno, che è maggiore di quella richiesta dall'ulivo e dal cipresso (in questi casi tenetevi minimo a mezzo metro dal piede dell'albero!) ma l'accoppiata con olivi e cipressi appunto va bene; infatti questi due alberi non competono con la Clematis come sviluppo radicale (profondo il cipresso, che non la disturba; l'olivo forma un ciocco anche enorme sotto il tronco, ma lascia sacche di spazio a qualche distanza dallo stesso in cui si possono piazzare clematis strategiche) quello che può creare problemi sono le diverse esigenze idriche.

Ancora: i disseccanti venti caldi, le sciroccate (ma anche le libecciate, le maestralate...) sono nefasti per le nostre clematidi. Scegliete una zona riparata, o intessetele con altre piante che le proteggeranno; le erbacee perenni, i cespuglietti etc. non creano competizione perchè comunque la clematide ha le radici più profonde.

Insomma, interpretando il detto con saggezza, collochiamo la Clematis in una posizione molto luminosa, ma non la sottoponiamo a lunghe ore di sole cocente. Ricordiamoci che per molte piante i 30° (non nell'aria, ma sulla loro superficie fogliare) sono il limite al di sopra del quale iniziano i danni fisiologici da caldo, e se l'esposizione è prolungata e coinvolge buona parte della pianta questi danni si manifestano subito con appassimento, bruciature, deperimento generale dopo di che gli enzimi che controllano la crescita si disattivano e la pianta muore.

Infine, al caldo molti dei pigmenti che determinano i colori dei fiori iniziano a subire mutazioni varie, o si scompongono, per cui molte colorazioni non sono stabili al sole, e questo è particolarmente visibile in molte delle varietà a grandi fiori. Ancora una volta, le varietà che hanno la Texensis e la Viticella fra i genitori si mostrano più affidabili per noi giardinieri mediterranei in questo senso; ma una posizione di luce filtrata, o di ombra pomeridiana, sarà sempre da preferire per non far sbiadire i fiori.

Provate!


Segue: le Clematis nella pratica

19 aprile 2007 in

Commenti

  1. Giovanni, 19 aprile 2007:

    mammamia l’ho letto tutto d’un fiato. tra libri, i viaggi nell’ex-impero austro-ungarico e la compagnia del giardinaggio vedo che i risultati non tardano ad arrivare

  2. didi, 19 aprile 2007:

    molto interessante, carino, utile, e scrupoloso. Siete state davvero generose, tanto impegno non può che discendere da una grazia speciale.

  3. Maria Rita, 21 aprile 2007:

    Molto esauriente e davvero interessante. Un grazie all’autrice e complimenti a Gianni per il suo magnifico giardino

  4. Nadia, 6 maggio 2007:

    Linguaggio molto chiaro, foto bellissime. Grazie a voi ho potuto aggiungere, al mio bagaglio, nuove ed utili notizie.

  5. silvia, 22 maggio 2007:

    Ho poca confidenza con le clematis e il vostro articolo mi ha dato una quantità di indicazioni utili, precise, invitanti. Complimenti e grazie.

  6. Anna Maria, 29 maggio 2007:

    Ho comperato una piccola pianta di clematide “Miss Bateman” e ora, grazie ai vostri esaurienti consigli, penso che la collocherò nella giusta posizione e le riserverò le cure appropriate.

  7. natalia, 27 dicembre 2007:

    le mie clematidi sono per me una delusione ho la ville de lyon la nelli moser la nike la vyvyanpennell in autunno le ho tolte dal giardino e le ho piantate in grandi vasi vedremo come va’ la prossima stagione ciao da nat

  8. il golfista, 29 marzo 2008:

    Gli articoli sono molti utili e ben fatti.
    Peccato che li abbia letti dopo che ho piantato la mia clematide.
    E’ appoggiata ad un muro bianco e prende il sole fino a mezzo giorno, speriamo bene.
    Complimenti per il bel lavoro.

  9. Norma, 11 aprile 2008:

    Stupendo! me ne hanno regalato due ora so come trattarle al meglio grazie per tutte le informazioni.
    Norma

  10. moncip, 21 aprile 2008:

    Non conoscevo assolutamente la clematis…avevo bisogno di qualche consiglio per una bella pianta rampicante da balcone…son rimasto affascinato dalle foto e dalla completezza deglii articoli…
    ne comprerò una…sperando che nel mio balcone in piena ombra ma molto arieggiato possa attecchire e svilupparsi nel modo giusto….
    Bel lavoro!Grazie infinite

  11. livio, 30 aprile 2008:

    Gli articoli mi sono utilissimi, un grazie a tutti.
    La mia clematis è bellissima, spero cresca in fretta.
    Anche se sono un ragazzo di 44 anni i fiori mi piacciono tantissimo.

  12. natalia, 1 maggio 2008:

    la mia clematide montana fa bella mostra di sè arrampicata fra i ramidella quercia rubra ,è l’ unica clematide piantata in terra ,la altre 4sono in vasi capienti poichè in terra erano deludenti ,pero’ ho avuto difficolta’ nel trovare un posto giusto per loro,le ho fatte arrampicare su degli arbusti.la nelly moser sulla yucca,la nike sull’ ibiscus siriacus bianco, le altre 2 non sono ancora fiorite e le ho fatte arrampicare su un traliccio di fronte alla rosa nahema. comunque no n mi sembrano collocate bene,vedro’ il risultato in seguito sono parecchi anni che ho clematidi ,ci sono signore che non le conoscono e mi chiedono il nome di queste belle piante, belle ma non facili ,io per esempio sbaglio nella potatura ,durante l ‘inverno non mi piace il secco percio’ taglio basso,per questo non saranno mai belle come dovrebbero essere. cioè sempre di media statura , non come quelle delle foto che ho visto ciao natalia

  13. koki, 25 luglio 2008:

    Consiglio come coprisuolo la ‘John Warren’ (gruppo 2), che sto coltivando da due anni. Porta fiore rosato con striature centrali porpora e stami rosso/porpora. Lo sviluppo è contenuto, prestandosi a coprire il suolo più che ad arrampicarsi tra reti o graticci.

  14. nena, 28 luglio 2008:

    ho scoperto solo ora il vostro sito, anche perchè è da poco che ho internet, e lo trovo molto interessante ed esaustivo…peccato averlo scoperto dopo ever perso la mia clematis!!!
    Messa a dimora in terra l’anno scorso ha dato ottimi risultati, soprattutto questa primavera quando s‘è riempita di splendidi, enormi fiori viola. Poi nel giro di pochi giorni è seccata completamente.
    Vivo a circa 700mt d’altezza con clima tipicamente montano con inverni che possono toccare temperature anche molto basse. Anche se negli ultimi anni a dire il vero sono molto più miti. La clematis era stata collocata vicino ad un rampicante molto energico (poligonum) anche se a dovuta distanza, in zona abbastanza soleggiata. Dopo il disgelo è stata concimata con materiale organico Mi piacerebbe sapere dove probabilmente ho sbagliato. Grazie e complimenti ancora

  15. patrizia, 28 agosto 2008:

    complimenti ! è veramente bello, semplice da capire ed esauriente. ho molte clematis, ma sono appena all’inizio e quindi con tanti timori !
    vi chiederò presto aiuto

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