Coltivare le piante in vaso: i materiali, le forme, i colori
di Maria AcquariaLa versatilità di una cosa apparentemente molto semplice.
Parlare di tutti i possibili materiali con cui un vaso può essere costruito, di tutte le forme e di tutti i colori che può assumere, non appare in questa sede come un esercizio che offra qualche vantaggio, considerata l’enorme quantità di informazioni reperibile sull'argomento presso le fonti più svariate.
Rapidamente, si possono comunque sintetizzare alcuni punti.
I materiali
Ecco il primo, fondamentale quesito: quanto peso è in grado di sopportare il balcone (o terrazzo) e quanto sono disposto a spendere? A seconda della risposta, si può fare una prima distinzione fra i più comuni materiali pesanti (e.g., terracotta, pietra, cemento) e quelli più leggeri (plastica, resina, polistirolo…), i cui possibili problemi di estetica possono essere facilmente risolti ingentilendone l’aspetto con una bella ricadente o realizzando un rivestimento di legnetti o cannucce.
Fra l'altro, un rivestimento di questo genere fungerebbe da isolante, migliorando l'habitat per le piante coltivate: soprattutto se si usano contenitori di dimensioni ridotte, infatti, bisogna evitare che in estate il calore del sole asciughi senza speranza il terriccio, cosa che accade assai facilmente su un balcone esposto a Sud o Sud-Ovest.
Molto efficace può rivelarsi anche il sistema di disporre i vasi in gruppi, nascondendo dietro quelli più grandi e mettendo nella parte frontale ciotole più basse, dove si coltiveranno piante con portamento decombente o strisciante. Chi farà più caso ai vasi che stanno sotto?
Ecco alcuni esempi in cui i vasi sono stati resi quasi invisibili grazie all'uso di piante ricadenti o di un semplicissimo gatto nero (nella foto un esemplare adulto, molto furbo):
| Vaso quasi completamente occultato da Lysimachia nummularia e gatto nero. | La Tulbaghia violacea convive con una piccola edera a foglie variegate, che riveste completamente la parete esterna del vaso. |
Di un altro materiale – la resina – molto interessante se si coltivano piante in spazi ridotti, si è parlato sul forum: vasi di resina, cerco ma trovo poco.
Da ricordare che quando si usano contenitori di plastica o resina, soprattutto se si coltivano specie particolarmente sensibili agli eccessi di umidità (come gli agrumi ad esempio), occorre avere l'accortezza di curare molto, ma molto bene il drenaggio (ancor meglio di quanto si farebbe con un vaso costruito con un materiale traspirante come la terracotta), ponendo sul fondo del vaso uno strato consistente di argilla espansa e mescolandone una certa quantità anche al terriccio.
Il legno merita un discorso a parte. È un materiale prezioso, ottimo isolante, dà una grande sensazione di naturalezza. Però dovrebbe essere messo in risalto da spazi adeguati (non lo trovo adatto agli ambienti troppo piccoli, anche perché è di suo ingombrante) e richiede una certa manutenzione per durare nel tempo. Infine, è piuttosto costoso, a meno che non si seguano i suggerimenti di Ely quelli di Gino e Tazzina!
Ovviamente, la dimensione dei vasi dovrà essere determinata in proporzione a quella delle piante che si vogliono coltivare, tenendo presente quello che dovrebbe essere il loro futuro (e auspicabile) sviluppo.
Orientativamente, come misure di riferimento medio-minime, contenitori alti 60/70 cm., con un diametro di 50/60 cm., potranno ospitare per un certo numero di anni arbusti di media grandezza, piccoli alberi o rampicanti; contenitori di dimensione inferiore vanno bene per i piccoli arbusti, le erbacee perenni o i bulbi, ciotole o altri contenitori larghi e bassi si adattano alle composizioni o ad essenze con scarso sviluppo radicale.
Il colore la forma
Per un giardino-non-giardino (quale è un balcone o un terrazzo) è anche importante scegliere i vasi che per colore e forma si adattino maggiormente alla casa, al tipo di pavimentazione, all’atmosfera che vogliamo ricreare nella nostra piccola oasi domestica, oltre che alle piante che abbiamo scelto.
In generale, bisognerebbe evitare di mescolare tanti colori o forme diverse: si rischierebbe di creare confusione.
Volendo privilegiare le piante rispetto ai contenitori, dovrebbero essere preferiti vasi dalla forma semplice e dal colore neutro, le tonalità legno o terracotta sono a mio avviso quelli più appropriate, anche perché consentono di inserire qua o là, senza stonature, elementi particolari, sfiziosi.
Ma non dimentichiamoci che se siamo in possesso di una pianta piuttosto "banale" o comune, questa, inserita in un vaso più pregiato o originale, acquisterà improvvisamente un fascino tutto nuovo e molta attrattività
| Una minuscola Aloe si pavoneggia in un vaso decorato con mosaico. | Il Pelargonium di Luca è valorizzato dal bellissimo vaso smaltato. |
La variante imprevedibile (ovvero, i vasi inventati)
Abbiamo parlato finora dei contenitori che si trovano già pronti , costruiti per essere dei vasi per piante. In realtà, qualunque cosa può diventare un vaso, basta tenere presente il posto dove si deve mettere e la pianta che ci si vuole piazzare dentro. E quello che non può diventare vaso, può sempre funzionare come porta-vaso.
Si parte sempre dal concetto base di vaso, che è il seguente. C'è un contenitore, che può essere più o meno alto e largo, chiuso sul fondo ma con un foro per consentire lo sgrondo dell’acqua di innaffiatura. Eppoi si può ad esempio riciclare un vecchio tavolino di plastica, in questa maniera:
Occorrente: un vecchio tavolo di plastica, un trapano/avvitatore, viti varie (in ottone, per resistere all'acqua), un rotolo di paletti - di quelli che si usano per delimitare le aiole -, terriccio, argilla espansa, verdurelle a piacere. Ah, se lavorate all'aperto, in estate, una racchetta fulmina-zanzare. Il costo dell'opera finita si aggira intorno ai venti euro. Durante la lavorazione, specie quando si usa il trapano, tenete lontani i bambini e gli animali, che potranno essere coinvolti successivamente, al momento di porre a dimora le piantine.
- Dunque, un vecchio tavolo di plastica, di quelli che si usano per fare un pic-nic. Bruttino, certo, però utile in tante occasioni. Smontare le zampe e girarlo sottosopra. Il piano del vaso sarà la base del contenitore. Per tenerlo sollevato da terra, consentendo all'acqua delle future innaffiature di sgrondare con maggiore facilità, disporre le zampe in orizzontale e fissarle al piano con delle viti.
- Il contenitore (in questo caso destinato ad ospitare un orticello) sarà davvero piccolo, e occorre aumentarne la profondità, fissando con delle viti al bordo del tavolo un rotolo di mezzi paletti, in vendita nei vivai (servono per delimitare le aiuole).
- Per proteggere e isolare i paletti, rivestire la parte interna con una fascia di tessuto impermeabile, che aiuterà anche a trattenere meglio il terriccio, evitando che si disperda.
- Poi praticare nel tavolo dei fori per il drenaggio (attenzione: il piano del tavolo capovolto presenta varie costolature in plastica, che servono per rafforzarne la struttura. Queste costolature formano delle aree separate fra loro e bisognerà badare di forarle tutte, per evitare pericolosi ristagni d'acqua! Coprire i fori con il solito coccetto, distribuire uno strato di argilla espansa e quindi riempire con del buon terriccio. Infine, piantare l’insalatina all’uopo predisposta (le piantine già pronte si trovano in vendita nei vivai per pochi centesimi). I bambini potranno divertirsi ad aggiungere piccoli girasoli e magari uno spaventapasseri di pezza...
| Le fasi preliminari della realizzazione del tavolorto. | Ecco il lavoro finito e collocato in un simpatico gruppetto. |
Oppure, come hanno fatto alcuni utenti del forum. Usando solo un vecchio copertone, Eliss ha realizzato un affascinante ciotolone, che sembra fatto di metallo antico: il vaso-pneumatico!. Laura (Rock&Roses) ha avuto la bella idea (che mi sono subito affrettata a copiare) di “mansardare” i vasi diventati ormai troppo piccoli, aggiungendo un bordo rigido per aumentare l’altezza del vaso e poter aggiungere terriccio fresco, a tutto vantaggio della pianta ospitata; Gigi ha dipinto una vecchia cisterna di plastica per dar dimora ad uno splendido Loto.
Tante altre idee erano state descritte su questo topic, che si è occupato proprio di insoliti contenitori, mentre Gino e Tazzi hanno creato la loro aiuola sperimentale in terrazza.
Come accennato prima, alcuni sono riusciti, grazie all'arte del bricolage, a realizzare in modo divertente ed economico dei contenitori in legno belli e originali, come ad esempio le fioriere di Ely e quelle di Filippo. L'ingegnosa Ely ha trovato anche il modo di risparmiare non poco, realizzando dei contenitori molto funzionali, anche se davvero brutti, che si potrebbero rivelare utilissimi, ad esempio, nelle posizioni più arretrate di una composizione di vasi, in quanto sono alti ma stretti e quindi si infilano un pò ovunque.






