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    Enciclopedia dei Fiori e del Giardino

    di lucis

    Non avrete difficoltà a reperire la Garzantina nelle librerie: si tratta infatti di uno dei libri più diffusi e venduti. La parte più corposa dell’opera è costituita da una serie di schede informative sulle principali piante da esterno, presentate in ordine alfabetico, per un totale di circa 900 pagine, in cui l’autore, Ippolito Pizzetti, descrive per ogni pianta: caratteristiche principali, tecniche colturali, metodi di riproduzione e, per le più importanti specie, note storiche, aneddoti ed usi medicinali.

    Nella parte finale del libro l’autore riporta invece nozioni pratiche generali sulla coltivazione, sui parassiti, sulle malattie più comuni e sulla riproduzione delle piante.

    Alla fine dell’opera è presente inoltre un prezioso elenco di piante profumate, con indicazione dell’intensità del profumo e delle parti profumate.

    Non vi sono fotografie, ma quasi tutte le piante presentate nel libro sono raffigurate con illustrazioni talvolta a colori, talvolta in bianco e nero.

    Molti altri libri presentano impostazione e contenuti simili a quelli della Garzantina, ma quest’ultima è unica ed inimitabile per lo stile informale e ricco d’umorismo con cui è scritta.

    Nel descrivere le piante, Pizzetti non segue rigidi schemi, ma arricchisce l’esposizione con racconti, esperienze personali, aneddoti e sincere dichiarazioni di simpatia o antipatia nei confronti di alcune specie. Questi contributi informali s’intrecciano armoniosamente con le nozioni tecniche, rendendo la lettura fluida, piacevole, mai noiosa.

    Lo stile informale di Pizzetti è peraltro noto a tutti sin dai tempi in cui egli curava una rubrica di giardinaggio intitolata “Pollice Verde” su l’Espresso, tra gli anni ’70 e ’80. Da allora Pizzetti ha pubblicato diversi libri di giardinaggio, alcuni dei quali ormai quasi introvabili. La Garzantina è l’unica sua opera presente in tutte le librerie.

    Ve la consigliamo con decisione: compratela, se potete, e non ve ne pentirete, perchè la Garzantina insegna ad amare le piante prima ancora che a coltivarle.


    27 giugno 2006 in Oltre il giardino

    Commenti

    1. s., 5 gennaio 2007:

      Concordo pienamente con il tuo giudizio, l’approccio al giardinaggio è, per forza di cose, “enciclopedico” ma ogni voce è “personalizzata” dall’autore che non ha paura di dichiarare apertamente le sue preferenze e idiosincrasie in fatto di piante.

      Alla semplice erudizione (quella di quanti ti snocciolano a perdifiato nomi scientifici di piante di cui poi, a conti fatti, ignorano il “carattere” e le esigenze) subentra quindi una “cultura” del giardinaggio fatta di aneddoti, curiosità e episodi accaduti all’autore.

      Godibile quindi come un libro di lettura, mano a mano che lo vai consultando ti rendi conto della filosofia del giardinaggio che sottende il discorso dell’autore e ne informa l’opera, conferendole l’unitarietà che troppo spesso manca a un lavoro enciclopedico se ridotto a mera compilazione di diverse voci disgiunte fra loro.

      Ecco, qui non si corre alcun rischio del genere! io la consulto anche per il solo piacere di leggerla di quando in quando. e se mi capita di essere scoraggiato o demotivato per qualche “insuccesso” o perché ho passato tutto il pomeriggio a “pulire” il terrazzo quando avrei voluto spostare-piantare-invasare-potare “ma ormai s’è fatto buio” (non so se vi è mai capitato), ritrovo sempre motivi di ispirazione e buon umore! ;-)

    2. Lidia, 13 settembre 2007:

      Ottimo pezzo, è giusto dare risalto all’opera più sommersamente importante che l’editoria “made in Italy” abbia visto sinora.
      La “garzantina dei fiori” è certamente una delle opere più pregevoli che siano mai state pubblicate in Italia, non ha nulla da invidiare a libri più blasonati e quasi venerati nel mondo del giardinaggio, come quelli della Sackville-West, a cui perartro è molto vicina.
      E’ da sottolineare come un’opera che implica una conoscenza delle piante veramente enciclopedica sia stata curata da una sola persona.
      Molti si sorprendono di come un volume di tipo analitico come sono le “garzantine” possa contenere quelle che tu hai ottimamente definito “dichiarazioni di sincera simpatia o antipatia”. Per me questo è il pregio più grande, poichè l’arte e la vita implicano un continuo giudizio (volente o nolente, attivo o passivo che sia), e rifuggire dal darlo, o far finta di non averne da esprimere non è ignoranza, ma solo viltà.
      Pizzetti era un giardiniere molto coraggioso, ed i veri giardinieri, come i veri artisti, sostengono sempre le proprie idee.

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