Giardini nell'ombra

di Paola Miotto

Narcisi Ice Wings. Foto di Maurizio Usai

Una siepe troppo cresciuta, il palazzo dei vicini, un’intera collina o un muro di confine, tanti sono i motivi per cui possiamo ritrovarci con un giardino ombreggiato. Se è vero che la luce è la fonte della vita, per fortuna non è vero che nell’ombra nulla possa crescere e prosperare.

Al contrario, l’ombra protegge dagli eccessivi sbalzi di temperatura, risparmia al giardiniere qualche annaffiatura d’estate e può offrire interessanti spunti di coltivazione. Bisogna, è chiaro, mettersi in una prospettiva diversa: i colori offerti dalle piante ombrofile sono più tenui, sfumati, rispetto alle squillanti tinte dei fiori al sole, inoltre all’ombra ancora più che nelle zona assolate, ogni foglia diventa un fiore, ossia è nell’alternanza di forme e tessiture che si creano gli effetti voluti.

È opportuno, prima di tutto, determinare con quale tipo di ombra abbiamo a che fare. L’ombra luminosa, offerta da un edificio alto, permette la crescita di molte piante che si accontentano, più che dei raggi diretti, di una luminosità diffusa.

Possiamo avere anche l’ombra parziale, limitata a poche ore al giorno, anch’essa favorevole ad un gran numero di piante a seconda che si tratti di ombra mattutina o pomeridiana.

L'ombra alla base di un muro di solito è abbastanza profonda, e in più siamo spesso in presenza di altre condizioni come il terreno arido, il riverbero di calore e le difficoltà legate alla presenza delle fondazioni del muro stesso, che ostacolano lo sviluppo delle radici.

Infine, l’ombra proiettata dagli alberi. Frequentemente è questo il guaio maggiore dei giardinieri di città, che si trovano ad avere a che fare con esemplari piantati troppo vicini a casa o comunque nel tempo cresciuti tanto da proiettare la loro silhouette su tutto lo spazio verde. Va distinta, in questo caso, l’ombra degli alberi a foglie caduche, che può essere anche abbastanza leggera e maculata, da quella dei sempreverdi, in particolare delle conifere, più densa e con la complicazione legata alla caduta degli aghi, che soffocano la crescita di quasi tutto quel che è piantato sotto.

Un discorso a parte meritano i terrazzi: l’ombra qui è cercata, con l’installazione di tende, pergolati o cannicciati, oppure subìta, quando il poggiolo è sovrastato dalla sporgenza del piano superiore. Vanno esaminate allora le condizioni di calore, umidità e ricambio d’aria, per esempio un parapetto chiuso, in cemento, può causare un ristagno d’aria tale da rendere le piante stentate e sofferenti, al contrario un opportuno schermo per il vento favorirà la coltivazione di piante più delicate.

Bene, dopo questa lunga introduzione, credo sia veramente il momento di passare al piano pratico, altrimenti che zappaterra siamo?


Il grande albero

Crocus tommasinianus. Foto di Maurizio Usai

Credo che sia di interesse generale provare a dare qualche consiglio per risolvere un problema molto frequente, almeno nelle città del Centro/Nord Italia.

Uno spazio, l’unico spazio che abbiamo disponibile è completamente occupato dall’ingombrante presenza di una conifera, di solito un grande abete. Sotto, l’erba stenta a crescere, gli aghi tappezzano tutto, in compenso il terreno si trasforma agevolmente in pantano quando piove, salvo essere prosciugato dalle radici dell’albero negli altri momenti dell’anno… In pratica, uno spazio inutilizzabile e certo non piacevole a vedersi.

Il primo passo dovrebbe prevedere l’intervento di un esperto, che valuti la salute e la stabilità della pianta (vedi link a legislazione, potatura). In secondo luogo, si può pensare di eliminare i rami più bassi, che di solito nelle conifere sono morti, in modo da dare più luce alla zona sottostante. È opportuno cercare di eliminare quanto più possibile gli aghi caduti, che contribuiscono sì ad acidificare il terreno ma si decompongono molto lentamente e con i loro tannini. Una bella vangatura, aggiunta di compost maturo e soffice, e il terreno è pronto ad accogliere le nuove piante.

Dobbiamo rassegnarci: niente prato, qualcuno ha avuto buone esperienze con le miscele specifiche per l’ombra, altri con la dichondra repens, ma in generale i risultati sono pessimi. Un prato richiede di solito una certa combinazione di luce e umidità, comunque abbastanza difficile da ottenere anche in altre condizioni ambientali.

Dunque, è opportuno pensare a coprire il terreno con piante tappezzanti, che abbiano oltre al valore ornamentale anche il pregio di impedire il proliferare di erbacce, una volta coperto tutto il terreno.

La più facile, comune, robusta, versatile è senza dubbio l’edera. Ne esistono molte varietà, che si differenziano per la dimensione e la forma delle foglie, l’eventuale variegatura. L’ edera ha comunque un aspetto piuttosto “scapigliato”, inoltre le varietà a foglie marezzate, che potrebbero aiutare con sprazzi di luce qui e là, tendono a regredire emettendo foglie completamente verdi quando non ricevono abbastanza luce.

Un’ottima scelta è la pachysandra terminalis, sempre più utilizzata: robusta, dalle foglie lucide e dal bel verde intenso, fiorisce in bianco crema in primavera. In alternativa, una pianta con un “valore aggiunto”, ajuga reptans: poche pretese, crescita compatta, la disponibilità di varietà a foglie variegata, anche nei toni porpora, e una bellissima fioritura in blu o rosa sempre in primavera.

Potrebbe essere piacevole aggiungere dei gruppi di bulbi da naturalizzare ai piedi dell’albero, da scegliere tra quelli a fioritura precoce, rustici, come galanthus nivalis, o bucaneve, crocus in varietà, chionodoxa luciliae dai bellissimi fiori stellati azzurro cielo (l’ho piantata anche io, non vedo l’ora che spunti), se l’ombra non è proprio fitta si pùò provare anche con i narcisi, i muscari armeniacum anche in versione album (bianchi).



Una realizzazione: il giardino di Gianni

di Gianni.Ravenna

Shopora japonica 'Pendula', Hosta 'Halcyon', Parrotia persica e Carex elata 'Aurea' .

Ci troviamo in pianura padana in pieno clima continentale, a circa venti chilometri dal mare, e questo significa inverni molto freddi e piovosi ed estati torride che possono essere veramente avare di precipitazioni. Il giardino riceve interamente la luce del sole nelle prime ore del mattino ed in seguito la casa lo ripara, come lo ripara nel tardo pomeriggio la villetta adiacente alla mia.

Coltivare all'ombra in presenza di umidità, ed è il mio caso, può essere esperienza di molta soddisfazione poiché la scelta delle piante è tutt’altro che limitata. Ho creato ulteriori zone d'ombra piantando, ai lati della scala in cotto che dalla strada sale al portico, una Sophora japonica 'Pendula’ ed una Parrotia persica.

Come si vede nella prima foto, a sinistra della Parrotia persica il fogliame grigio-azzurro della Hosta ‘Halcyon’ e, più in lontananza, un cespo di Carex elata ‘Aurea’ dalle foglie gialle, rompono la monotonia del verde. Più in là, un Cedrus deodara 'Pendula'. A ridosso dell'abitazione, in posizione centrale, un piccolo Acer palmatum crea ancora un'ombra leggera.

  
Il Cedrus qui si vede sul fondo, al centro di una aiuola rotonda, con peonie erbacee ‘Santa Fe’ (conosciuta anche come ‘Gay Paree’) e ‘Krinkled White’. In primo piano in evidenza una vecchia pianta di astilbe che in piena fioritura produce più di cinquanta candide spighe fiorali. Lungo il tronco dell'acero la Clematis ‘Multi Blue’, al piede felci in varietà, astilbe a fiore rosa. In basso a destra, le grandi foglie di Hosta ‘Frances Williams’ e sul fondo, a chiudere la visuale, un gruppo di ortensie macrophylla ‘Picta’.
Hydrangea macrophylla 'Picta' .

Il terreno è pesante, argilloso, molto fertile e la sua struttura è stata decisamente modificata, nelle sole aree non tenute a prato, con l'aggiunta di letame prevalentemente bovino ed altro materiale organico. Ci sono zone del giardino che ricevono il pieno sole per molte ore e negli anni più recenti ho aggiunto qualche Agapanthus 'Headbourne Hybrid', peonie erbacee ed arbustive, nuovi ibridi di Hemerocallis.

Ogni albero, alberello, arbusto, siepe, recinzione funge da sostegno a clematidi o, come nel caso della Parrotia persica, alla famosa rosa 'Mermaid' che proprio quest'anno allunga i suoi tralci fino a circa cinque metri di altezza, in mezzo alle sue fronde. Accanto al cancello, verso la strada, una giovane Actinidia kolomikta si intreccia alla rosa 'Pierre de Ronsard', un Viburnum x burkwoodii sostiene una Clematis montana f. grandiflora. Un altro viburno, stavolta il bianco rosato V. x carlcephalum è pervaso da una Clematis 'Miss Bateman', bianca, e una 'Pink Fantasy', rosa, che fanno rifiorire l'arbusto con i suoi stessi colori.

Sulla strada, oltre la recinzione, spiovono Cotonaester dammeri e clematidi; ‘Golden Tiara’, dai piccoli fiori gialli, è un “mostro” ingovernabile che non teme il sole.

  
Clematis 'Nelly Moser' - Clematis 'Miss Bateman' su Viburnum x carlcephalum, l' hosta che si intravede in basso a sinistra è ‘Golden Tiara".
Myosotis.

Non lascio mai zone prive di vegetazione. Come riempitivi in primavera uso il Myosotis azzurro ed Impatiens ibrida a fiore bianco per l'estate.Entrambe le piante si autodisseminano per l'anno successivo ed è necessario solamente eliminare gli esemplari in eccesso.

Il giardino non è stato assolutamente 'progettato' ed è il risultato di innumerevoli errori e ripensamenti legati per la massima parte alla scelta delle piante: tanto per fare un esempio, ho perso numerose clematidi a causa del fungo Ascochyta clematidina (che produce il famigerato “clematis wilt”), prima di imparare a piantarle correttamente con almeno un internodo interrato, ed il piede giustamente ombreggiato da qualche erbacea annuale o perenne. Ho involontariamente 'ucciso' due splendide peonie arbustive (una era la bellissima bicolore ‘Shima-Nishiki’ ) coprendone il piede con corteccia che, credo, ha portato una malattia fungina….e potrei proseguire ad oltranza.

In definitiva le immagini valgono più di mille parole ed il mio lavoro è più o meno riassunto in quelle che seguono.

  
Agnocasto, Cedro, Hosta.

Quanto all’irrigazione è in funzione un impianto a pioggia e a goccia, e di conseguenza ho potuto facilmente inserire delle piante amanti dei suoli umidi, come Hosta (circa cinquanta varietà, diverse ancora in vaso), Heuchera, Heucherella, Tiarella, delle felci che hanno colonizzato anche dei muri in cemento, ed ancora Astilbe, Epimedium, Geranium, qualche Carex di piccola taglia ed altre perenni da ombra, prediligendo le piante a fogliame variegato di bianco.

  
Clematis su Lagerstroemia, Hosta - Ortensia, Hosta 'Striptease' .


Riferimenti


13 settembre 2006 in Garden design