Un giardino su misura
testo e foto di Elisa SeveriVi racconto un po' di storia del mio piccolo giardino, gli esperimenti, i lavori ed alcune esperienze che hanno costellato i suoi soli tre anni di vita dal 2004 ad oggi.
Quando io e mio marito Mauri decidemmo di cercare una casa, le priorità a cui pensavamo erano tre: ingresso indipendente, ampia cucina e piccolo giardino. L'ultima delle tre rappresentava per Mauri la possibilità di cenare all'aperto e la libertà di leggere con i piedi nudi sull'erba.
Per me la presenza di un terreno di fronte a casa era la condizione imprescindibile per essere completamente felice, e non lo era per capriccio, ma perché sentivo che il tempo che gli avrei dedicato l'avrei vissuto come un gioco molto affascinante e benefico per lo spirito, sebbene complicato, faticoso, ma che mi avrebbe ricambiato con bellezza, profumi e stimoli di cui tuttora continuo a meravigliarmi. Si trattava in ogni caso di sensazioni, perché in realtà in precedenza non avevo mai avuto alcuna possibilità di praticare il giardinaggio, a meno che per giardinaggio non si intenda anche la mera osservazione entusiasta della natura o dell'orto dei nonni con i suoi vasi di Pelargoni e Amaryllis sparsi qua e là.
Non fu facile trovare il compromesso che mettesse d'accordo i desideri con le possibilità economiche presenti e future, ma dopo un po' di ricerche, qualche delusione e tanti ragionamenti, decidemmo sulla carta di un progetto (estratto dall'agente immobiliare come un asso dalla manica) per quella che ora è la nostra casina... non so perché la chiamiamo così, dev'essere per distinguerla dalla 'casa dei suoi' e dalla 'casa dei miei', e ci piaceva perché le cose a cui difficilmente avremmo rinunciato, c'erano tutte.
Il rettangolo esterno di 70 mq, sviluppato su 14X5 mt (compreso il marciapiede), che ci fu consegnato nel 2004 con la casa, si presentava con uno dei lati lunghi costeggiato dalla facciata della casa, e con gli altri tre lati delimitati da un muro con la rete di confine. In realtà inizialmente si trattava di un ammasso di terra e detriti di costruzione in pendenza, dovuta alla posizione in collina. Questo non mi facilitò affatto i lavori, visto che l'unico scopo (allora) era quello di avere del prato pianeggiante circondato da una siepe mista per cenare all'aperto…
I lavori: anno zero
L'inizio
Con la primavera ebbe inizio la vita del mio giardino. Tutto quel che c'era da fare in quel momento era asportare dei gran quintali di terra in esubero tra le mura di confine e il marciapiede (circa ad 1 metro sotto il livello della strada), per ottenere quella tanto agognata superficie piana da seminare a prato.
Così feci, armata solo di vanga, carriola e forza bruta! La terra nascondeva i basamenti della mura sotto forma di sporgenze di cemento armato. Queste si protraevano in maniera molto irregolare anche per un metro, impedendomi così di livellare tutta la zona, e costringendomi a lasciare, lungo tutto il lato lungo di confine, una fascia di terra sopraelevata che ricoprisse i basamenti.
La siepe
Il passo successivo fu quello della piantumazione degli arbusti da siepe lungo i tre lati liberi, cioè non occupati dalla facciata della casa. Acquistati gli arbusti presso diversi vivai, in base ai prezzi e ad un mio inconsapevole giudizio da inesperta sulla loro qualità, sistemai con sequenze ripetute Pittosphori, Photinie, Allori, Cytisus e Rose chinensis mutabilis, rigorosamente di piccolissima taglia per ridurre la spesa e (ad eccezione delle rose) tutti sempreverdi per avere una schermatura continua verso l'esterno.
Il prato
L'ultima operazione di questo primo anno fu la semina del prato. Mi improvvisai in gesti del tutto nuovi, come l'aspersione dei semi, la pressione su di loro mediante un rudimentale rullo girevole creato con una bombola usata, la prima concimazione, ecc...
Al tempo, nonostante gli sforzi fisici, le continue fatiche e gli affanni, il mio sguardo sul giardino era già sorridente e sognante; ma proprio come in un sogno, non c'erano contorni ben definiti, nè dettagli in evidenza. Lavoravo, lavoravo, e quando ero in riposo lo pensavo, magari con un foglio e dei colori sotto mano con cui inventavo gli schemi e le alternanze tra gli arbusti, abbozzavo schizzi di piccole idee, e tra le immagini confuse della mia mente, l'unica costante era uno stato di profonda gioia per quel che c'era in prospettiva.
Anno primo
Le erbacee perenni
I primi progressi ed i veri motivi di soddisfazione arrivarono grazie all'incontro con la Compagnia del Giardinaggio, e proprio su questo forum feci forse la mia più bella scoperta da giardiniera dilettante: le Erbacee Perenni, una gamma sterminata di affascinanti pianticelle rustiche che, pur scomparendo durante i mesi freddi, si sarebbero ripresentate ad ogni primavera sempre più belle e forti.
Il desiderio del loro impiego si conciliò benissimo con quello di movimentare i secchi angoli retti di quell'anonimo rettangolo disponibile. Iniziai a pensare che pochi centimetri di prato avrei anche potuto sacrificarli, per stondare il lato corto a sud e ricavarne così una piccolissima bordura sotto gli arbusti da siepe.
Non avendo ancora una percezione matura (ammesso che lo diventi mai) dei colori e dei contrasti, nè una minima idea delle dimensioni da adulte di alcune piante, iniziai semplicemente con l'inserimento più casuale che consapevole di una Dhalia, una Salvia farinacea, un Lythrum salicaria, ed una Canna indica. Già dopo pochi mesi si palesò la necessità di drastici spostamenti...
Il laghetto
Il lavoro più importante di quest'anno fu la realizzazione di un minuscolo laghetto. L'ambiente che mi stavo creando intorno richiamava alla quiete. Quasi come simbolo di questa calma e beata lentezza con cui le piante si impossessavano della loro dimora, un laghetto con dei pesciolini fluttuanti avrebbe completato queste sensazioni.
Quando lessi delle varie esperienze sul forum, in particolare riguardo al laghetto di Luca e al secchio-lago di Maria Acquaria, questo desiderio che nella mia mente sembrava quasi irraggiungibile per difficoltà tecniche e mancanza di conoscenze, improvvisamente mi parve facile da concretizzare. Così, dedicai giorni di impazienti pensieri a immaginare dove e come realizzarlo...
Il progetto non era scritto, ma ormai sapevo quel che mi occorreva. Procuratomi del telo plastificato, la Nymphaea, la pianta ossigenante e dei pesciolini quali Carassius e Gambusie, iniziai lo scavo della buca con l'aiuto morale (e non solo...) dei miei nipotini.
La cosa più difficile del mio laghetto improvvisato era renderlo naturalizzato con il contesto, e la sistemazione dei bordi del telo ne rappresentava l'ostacolo implicito. Poi però la determinazione, le piante ed il tempo vennero in soccorso, e capii che persino in spazi ristrettissimi si può ottenere un microcosmo perfettamente funzionante, con acqua pulita ed elementi vitali in piena salute, senza congegni automatizzati per il ricircolo dell'acqua o del filtraggio, e senza dover apportare cibo perché tutto è in equilibrio ed in "autogestione".
Ci sono due errori che non rifarei, grazie proprio a quel che mi ha insegnato questa esperienza. Inizialmente, avendo collocato il laghetto a ridosso del pendio, creai la sponda libera, costituita da un terrapieno contenuto tra due file di legnetti, troppo alta. Questo mi creava un pò di insoddisfazione perché il "contenuto" rimaneva nascosto se non da una visione sovrastante. Così, in una assolata giornata di dicembre 2006, colsi al volo l'ispirazione di affossare tutto il bordo a colpi di martello per migliorarne l'estetica... in sostanza l'argine del laghetto deve essere bassissimo, per rendere visibili le piante emerse ed i riflessi sull'acqua anche da posizioni relativamente lontane o comunque laterali.
Il secondo errore fu quello di inserire del letame impellettato nel vaso della seconda piccola Nymphaea acquistata, rischiando l'avvelenamento dei pesci e la marcescenza della vegetazione a causa della sua fermentazione in acqua. Appena mi accorsi dei sintomi, ma senza avere un'idea ben precisa delle cause, fu l'addetto, molto appassionato in materia, di un negozio specializzato a suggerirmi di sostituire completamente il terriccio di quella Nymphaea e di almeno 2/3 d'acqua con acqua declorificata. Dopodiché tutto riprese il bell'aspetto di sempre... ma la scampai bella!
Anno secondo
La rigenerazione del prato
Il 2006 fu un anno densissimo di lavori, tra cui alcuni davvero pesanti. Innanzitutto un pò di manutenzione staordinaria al prato: era da tempo che l'erba non cresceva tanto bene, rada e a chiazze... Così, mi decisi per l'arieggiatura con un apposito attrezzo manuale che sortì l'effetto di estrarre una quantità enorme di feltro, mai avrei immaginato una tale mole.
Osservando che, in alcune zone ai piedi del dislivello, l'acqua di innaffiatura ristagnava a lungo, approfittai dei lavori in corso per effettuare un'operazione solo sentita nominare fino a quel momento: la carotatura, ovvero dei fori nella parte poco drenante (da riempire successivamente con sabbia di fiume), che effettuai con dei colpi di martello su un lungo ferro da muratori.
Fu anche questa un'operazione alquanto improvvisata, difficile e non priva di inconvenienti, come la foratura del tubo del gas di uno dei condomini, a causa del suo posizionamento non protetto, nè segnalato, nè a regola d'arte... Ma insomma, cose che capitano, e superato il panico e sistemato il danno con una chiamata d'emergenza all'idraulico, il terreno fu pronto per la rigenerazione del prato, eseguita distribuendo a spaglio un miscuglio di 30 gr di semi e 40 gr di concime per ogni metro quadro, ricoprendo il tutto con sabbia di fiume ben asciugata al sole, poi rastrellata uniformemente e battuta.
La conformazione del pendio
Mentre mi organizzavo per la rigenerazione del prato, decisi di realizzare un'idea che avevo in testa da tempo, ma solo il pensiero di ciò che mi aspettava mi scoraggiava ogni volta. Volevo sia allargare il prato calpestabile per aumentarne l'usufruibilità, sia movimentare un pò il lato destro del rettangolo in prossimità del dislivello, in modo da annullare quell'effetto geometrico alquanto monotono.
Così, con del filo bianco opportunamente adagiato sul pendio, "disegnavo" varie idee e possibili soluzioni estetiche, fino a decidere per quella che ora è la conformazione attuale: una sorta di parentesi graffa, che è sempre più decorativa della classica parentesi quadra.
Tra la scelta immaginata e la sua concretizzazione, c'era solo una cosa: del duro lavoro, fatto di vanga e cariole colme di terra su e giù per la rampa del garage, in prossimità del quale la parcheggiavo in attesa di riempire le tre fioriere, anche queste ancora solamente visualizzate nella mia mente, per il momento.
Terminata l'estenuante asportazione di terra superflua, sistemai dei sassi e una staccionatina con funzione contenitiva, poi tinta con impregnanete color palissandro. Quindi iniziai timidamente la copertura del suolo soprastante, ai piedi della siepe, con dei gruppi omogenei di Cotoneaster dammeri 'Coral Beauty', Cotoneaster saliciflius repens e Verbena tapien.
Ero molto contenta al termine di queste operazioni, che avevo eseguite in completa solitudine fisica. L'appoggio morale e il supporto entusiastico di alcuni, fecero sì che potessi guardare a braccia conserte tutta soddisfatta, e con il cuore colmo di gioia, il risultato di quella piccola rivoluzione che aveva appena subito il mio spazio verde.
Le fioriere
Il lato del giardino congiunto alla facciata della casa (da un marciapiede di 1 metro di larghezza) presenta negli ultimi 4 metri una ringhiera a ridosso dello scivolo del garage sottostante, che offre una vista poco interessante – se non sgradevole. Così decisi di costruirmi tre fioriere in legno da affiancare l'una all'altra, che avrebbero garantito, una volta riempite con le piante, la schermatura di quella visuale, ed anche l'eliminazione di una moltitudine di vasi e vasetti sparsi ovunque senza criterio nè ordine.
La scelta di costruirmele da sola fu essenzialmente dettata da esigenze di tipo economico ed estetico; nelle dimensioni che mi servivano infatti, le avrei potute acquistare in orribile plastica al prezzo di circa 40 euro l'una, o in splendido cotto anticato o legno ad un prezzo superiore ai 100 euro l'una. Certo fui agevolata da una certa dimestichezza già sperimentata con il fai-da-te, ma anche qui fu essenziale una certa grinta, un po' di progettazione, ed i consigli degli amici del forum.
Terminato l'assemblaggio delle varie assi di legno precedentemente preparate, tinteggiato con catramina l'interno e con impregnante (sempre color palissandro) l'esterno, la parte più divertente fu decidere cosa metterci dentro, cercando di utilizzare le piante che prima soggiornavano in piccoli vasi e integrando l'insieme con qualche nuovo acquisto.
Scelsi un'impostazione che creasse un legame tra le tre fioriere, adottando uno schema simmetrico convergente verso il centro e privilegiando per le fioriture solo due colori: il blu (Convolvulus Sabatius e Torenia Fournieri) e il giallo (Bidens). Inoltre, per "legare" la Nandina Domestica della fioriera centrale con le due fioriere laterali, introdussi al centro di queste, tra il Pittosporo Tenuifolia Variegato e l'Aleagnus 'Gilt Edge', i Cornus sanguinea 'Midwinter Flame'. In quel preciso periodo, i colori dei loro fogliami erano davvero molto simili...
Nel giro di pochi mesi, anche qui però dovetti prendere coscienza di qualche errore. In particolare mi resi conto che i Cornus necessitavano di acqua in abbondanza, che veniva sottratta loro anche dalle altre piante. Così, in estate inoltrata decisi di toglierli, in modo da salvaguardarne la salute e rendere meno assidue le innaffiature.
Un altro errore fu quello di sistemare alla base delle fioriere, anziché quattro piedini separati ognuna, dei piedini formati da due listelli fissati trasversalmente per tutta la larghezza della fioriera. Questo causa tutt'ora degli intoppi nel deflusso dell'acqua di scolo che scorre lungo il marciapiede quando innaffio o lavo, cosicché dovrò quanto prima sostituirli, onde evitare il repentino infradiciamento e soprattutto l'accumulo di residui vegetali sotto la base.
Fu comunque anche questo un lavoro che, sia io sia Mauri, reputammo molto utile e di grande soddisfazione, idoneo a creare un tutt'uno con il resto del giardino e a garantire quella schermatura verso il garage, oltre che più privacy, di cui entrambi sentivamo il bisogno.
Le bulbose
La Compagnia del Giardinaggio, fu, è, e sarà sempre per me, una continua e costante fonte di informazioni da cui trarre ispirazione, insegnamenti e stimoli... fu grazie alla sua frequentazione che nel 2006 iniziai a superare il limite conoscitivo che avevo sulle bulbose, e ad allargare le possibilità di scelta tra le innumerevoli specie e varietà esistenti, auto-imponendomi di fare, per la prima volta, acquisti "pensati" e con il fine di creare accostamenti e successioni di fioriture sempre più gradevoli per il mio giardino.
Per citare alcuni esempi, sistemai un bulbo di Camassia leichtlinii caerulea a sinistra dell'Hydrangea serrata 'Blue Bird', entrambi in zona semi-ombreggiata, per ottenere una fioritua scaglionata nei toni del blu: ad aprile la Camassia e da giugno a ottobre l'Hydrangea.
Il bulbo di Allium 'His Excellency' lo interrai davanti all' Eragrostis trichoides (una graminacea col portamento eretto alla base che poi si apre verso l'alto con grosse infiorescenze leggere) insieme ad una composizione di bulbose a scalare in altezza, dal più alto Allium 'His Excellency', ai Tulipa 'Purple Prince', fino alla più bassa statura degli Anemone coronaria 'Sylphide', scelte tutte nelle sfumature del fucsia, così come la Dahlia 'Fascination' che avrebbe preso il loro posto nella fioritura da metà estate in poi.
Utilizzando diversi bulbetti di Freesia 'Blue', tentai di riempire la base un pò vuota della Rosa 'Teasing Georgia' in vaso, dato che con il suo color giallo pallido, arrampicata su un muro bianco, non si faceva notare come avrebbe meritato; con le Freesie blu alla base, speravo quindi di rendere più attraente la grossa anfora che la ospitava e che il profumo di entrambe si sarebbe sentito dall'ingresso di casa nelle immediate vicinanze.
Il lato più intrigante della messa a dimora delle bulbose acquistate, fu immaginare di far bene, insomma non è che avevo delle certezze o delle conoscenze tali da farmi fare scelte giuste senza dubbi... ma il bello, cioè ciò che mi divertiva, era proprio questo: il fatto che ogni volta che creavo delle piccole aree con i bulbi, provavo a visualizzarne la situazione fiorita inframmezzata dalle erbacee perenni e dagli arbusti che c'erano, e godevo già di quell'immagine, ridendomela poi da sola, un secondo dopo, per la buona possibilità di aver fatto ancora una volta qualche sciocchezza.
Anno terzo
L'ampliamento dell'aiuola-bordura
I primi mesi del 2007 furono dedicati all'ampliamento dell'aiuola-bordura sul lato corto a sud del giardino, cercando di soddisfare un crescente "bisogno" di varietà e accostamenti.
La mia intenzione era quella di togliere i sassi bianchi di fiume, da tempo sistemati a semicerchio in quella zona, per creare una bordura ricca e riempitiva sotto la siepe di Allori, Photinie e Rose mutabilis, utilizzando soprattutto delle Erbacee Perenni, magari un con una certa scalarità nelle altezze fino a delineare un confine ben netto con il prato.
L'ispirazione mi venne guardando una foto relativa ai giardini di Arabella Lennox-Boyd, ma fui anche stimolata dal fatto che in quel modo il mio giardino mi sembrava incompleto, mi mancavano le Euphorbie, le Hosta, gli Ellebori... insomma tante cose di cui sentivo parlare con antusiasmo dagli amici del giardinaggio, ma che non avevo ancora mai visto da vicino.
Inoltre, occorreva tenere conto che in quel lato c'è sole la mattina e ombra al pomeriggio, con suolo piuttosto umido, quindi dovevo orientarmi verso alcuni specifici tipi di piante di cui chiesi consiglio sul forum.
Ingrossando quella bordura avrei, a mio avviso, ottenuto anche delle proporzioni più armoniose del giardino, perché avrei "spezzato" ulteriormente quell'effetto a corridoio lungo e stretto che le misure originarie del terreno comportavano inevitabilmente, e che solo in parte ero riuscita a mascherare con la nuova conformazione del pendio.
Bastarono due ore di lavorazione del terreno, ribaltando con la vanga le zolle di prato adiacente, per rendermi conto che l'idea delle proprorzioni non era sbagliata, e ricavai così una fascia nuova tutta da "aiuolare". Ovviamente non si trattava di uno stravolgimento epocale, ma davvero, dopo due anni con la solita visuale davanti, a me sembrava già di aver compiuto una rinnovamento importante, liberatorio di qualsiasi schema precedentemente impostato nella mia mente.
Fu ancora una volta divertentissimo abbozzare un disegno che inglobasse quante più piante possibili, pur tenendo conto, almeno sulla carta e nella teoria, delle loro esigenze e delle loro caratteristiche peculiari.
La messa in opera dell'insieme fu di primo impatto agghiacciante – direi – visto che più che un'aiuola pareva piuttosto una sorta di esposizione di piccole piantine, che si perdevano in mezzo a quella distesa di terra marrone circostante. Furono poi le impazienti attese di marzo e aprile a rivelarsi propiziatorie per gli effetti ed i risultati della bella stagione seguente.
L'aiuola che ho ampliato quest'anno ha rappresentato per me una validissima scuola per imparare concretamente l'utilizzo di alcune Erbacee Perenni ed arbusti, e mi ha regalato tantissime visuali piacevoli su cui mi sono persa per ore. È stata un po' la prima volta di tante cose per me: le Hosta, l'Alchemilla mollis, la Verbena bonariensis, le fantastiche Digitalis, le Euphorbie, gli Hellebori e tantissime altre piante, che gioia se penso che ancora devo vedere l'Anemone hybrida 'Whirlwind' e l'Hydrangea serrata 'Blue Bird' nel loro momento topico!
Riflessioni e considerazioni
La prima cosa che mi viene in mente, riflettendoci, riguarda la presenza di basamenti in cemento adiacenti alla mura di confine sulla destra. Per ricoprirli, mi avevano costretto a lasciare un dislivello di terra – che detestavo, soprattutto per la mia incapacità di valorizzarlo adeguatamente.
Avevo provato a seminarci il prato, ma era molto complicato effettuare una rasatura a regola d'arte, e comunque non era gradevole. Ora invece proprio quel dislivello mi sembra un elemento caratterizzante piuttosto attraente, con la sua distesa di Verbena tapien a punteggiarlo completamente di lilla per lunghi mesi. Questo mi ha insegnato che a volte alcuni imprevisti o limiti possono far sì che la fantasia e le conoscenze acquisite diano vita a qualcosa di ancor più interessante delle stesse aspettative iniziali.
Ho notato che gli errori più frequenti sono dovuti al fatto che tutto ciò che si sa di una pianta non sempre risponde nella pratica ai dati previsti dalla teoria… e questo perché la stessa pianta può avere portamento, tempi di fioritura, ciclo vitale diversi a seconda del tipo di terreno d'impianto, del clima tipico, ma anche delle condizioni atmosferiche diverse da un anno all'altro, e poi ancora a seconda delle irrigazioni e concimazioni apportate.
Quindi, può succedere che la previsione teorica di un dato effetto poi non si verifichi nella pratica. A me è successo quest'anno con le bulbose: ad esempio, il tentativo di avere una certa rotazione di fioriture in abbinamento tra loro ed anche con altri tipi di piante non ha prodotto risultati buonissimi su tutti i casi sperimentati. Speravo di avere una contemporaneità di fioriture tra le Freesie blu e la Rosa 'Teasing Georgia' nella stessa grossa anfora, ma la seconda è arrivata di gran lunga in ritardo. Pensavo che di fronte all'Eragrostis trichoides (ipotetico sfondo) ci sarebbe stata una bella successione monocolore nel rosa intenso tra Anemone Coronaria 'Sylphide', Allium 'His Excellency' e Dhalia 'Fascination'. In realtà, l'Eragrostis è fermo a 20 cm di altezza da mesi, l’Allium non è fiorito e la Dhalia sta ancora sviluppando le prime foglie. Poi tanti altri difetti, alcuni tutt'ora bene in vista. Ma, in fondo, ci sono stati comunque dei momenti così belli nel corso di questi mesi, che poco importa se il mio disegno immaginario non sì è compiuto alla perfezione.
Entrando nel mio giardino, dopo aver varcato l'ingresso, ornato da un Rhyncospermum jasminoides appeso al cancellino in ferro e da una Rosa gialla arrampicata sull'archetto, respiro un'aria di accoglienza, di armonia. Sebbene un rapido sguardo d'insieme dia l'impressione di aver visto subito tutto, il suo aspetto mi invita comunque ad un contatto ravvicinato di mani e di occhi, e a perlustrare con attenzione le minuscole porzioni che, a poco a poco, cerco di valorizzare con accostamenti il più possibile attraenti... ma sto ancora imparando!
I limiti fisici di questo spazio verde mi costringono ormai a pochi margini di intervento, ma il suo costante bisogno di cure da un lato, e il suo essere crogiolo di sperimentazioni dall'altro, fanno sì che io lo viva come uno spazio in movimento, dove spesso mi fermo e ammiro. Trovo incredibile che ci siano ancora giorni in cui, dopo aver dato per scontate alcune soluzioni finora adottate, mi si aprano improvvisamente occhi e mente su nuove più interessanti prospettive. Ed ecco che dalla fase di manutenzione (ripetitiva ma molto rilassante) mi ritrovo in un attimo nella fase di ricerca e rinnovamento, che è sempre foriera di appassionanti valutazioni, nonchè di forte entusiasmo.
Un giorno mi sono chiesta se c'era stato un momento in cui quel piccolo spazio verde l'avevo sentito diventare Giardino… e la risposta era chiarissima dentro di me. Fu quando in quell'angolo semiombroso sotto il Cytisus, la Rosa mutabilis e gli altri arbusti della siepe, per la prima volta preparai il terreno per l'impianto di una Dhalia, una Salvia farinacea e un Lythrum salicaria. Ecco, se fino ad allora mi sembrava di avere solo un prato perimetrato da siepe, da quel momento in poi, da quando la fantasia si è espressa in un'interazione vera e propria tra la terra e le mie mani, ed ho iniziato a giocare con i fiori e con i colori, poi con le foglie, gli accostamenti, ecc… beh… da lì ho sentito che quello era un giardino, o meglio il mio giardinetto, ed ora per me è proprio come un bel vestito comodo, me lo sento bene addosso, mi mette a mio agio e mi consente di avere piacevolissimi esuberi di pensieri positivi.
Galleria fotografica
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Riferimenti
- Il giardinetto dell'Ely (Luglio 2005)
- Un laghetto appena nato (Agosto 2005)
- Lavori di aprile nel mio giardino (Aprile 2006)
- Angoli e colori di inizio estate (Giugno 2006)
- Amplierò l'aiuola/bordura a scapito di un po' di prato (Agosto 2006)
- Ora anch'io vedo la riva del mio laghetto (Dicembre 2006)
- Sbirciatina d'aprile (Aprile 2007)
- Fate un salto da me?...il cancello è aperto (Luglio 2007)
- Bulbose a fioritura primaverile: quali scegliere? e coltivazione
- Il fascino delle Clematis, tra grazia e versatilità e Le Clematis nella pratica





























Vitalba, 20 settembre 2007:
Bellissimo articolo e bellissimo giardino, Ely
... finalmente :-)
elisabetta, 20 settembre 2007:
sono rimasta molto impressionata è il giardino dei miei desideri…. complimenti
acerobis, 20 settembre 2007:
Brava Elisa, complimenti oltre che per l’articolo e il lavoro svolto nel tuo giardino, per la minuziosa archiviazione fotografica che documenta tutti i passaggi effettuati nel corso degli anni. Solo così oltre che con le visite si può realmente comprendere un giardino!
didi, 20 settembre 2007:
grazie Elisa , per aver condiviso la storia di te nel tuo giardino, dai tempi eroici al colore e alla fresca grazia del presente. Questo racconto mi ha coinvolta e riempita di entusiasmo e ammirazione: brava
Rock&Roses, 20 settembre 2007:
Ely grazie mi hai insegnato molto con questo articolo e anche ad avere più fiducia nelle mie possibilità. Comunque per una bella donna come te ci vuole un bel vestito/giardino e tu sei una bravissima sarta/giardiniera!
Lidia, 20 settembre 2007:
Complimenti, il tuo lavoro testimonia un’appassionata dedizione ed una costanza invidiabili. Traspare un amore per la natura, per le cose belle della vita, anche se piccole, private, e forse per questo più piene e gradite a chi ne gioisce e a chi è invitato a gioirne.
Inoltre hai davvero molto buon gusto ed una eleganza che con il tempo si è davvero portata ad un livello molto elevato.
Aspettiamo con ansia di vedere gli sviluppi futuri del tuo giardino!
Bravissima!
Gianni, 20 settembre 2007:
Mi vien da ridere pensando al commento di Lidia che parla di “sviluppi futuri del tuo giardino” ,
perchè, a mio avviso, se ci saranno altri sviluppi a te verrà un’ulcera…o no?
Gianni
silviavissani, 20 settembre 2007:
Brava Elisa ti sei veramente meritata il premio che ti hanno dato a Murabilia, dal nulla hai creato veramente un giardino bello e armonioso.
Betta, 20 settembre 2007:
E' veramente come sognerei il mio giardino: sei stata bravissima: il tuo giardino è una poesia – GRAZIE.betta
pallina, 20 settembre 2007:
Elisa, per quanto mi riguarda hai scritto un poema, con grazia ed infinita dolcezza sei riuscita a descrivere la realizzazione del vostro magnifico giardino. Grazie per averci fatto conoscere tutti i passaggi del tuo, anche duro, lavoro; se ne apprezza molto di più il risultato, sapendo come ci si è arrivati.
Bravissima.
Maria Rita, 20 settembre 2007:
Tanta dedizione e tanto amore mi hanno commossa, il tuo innato buon gusto mi ha deliziata, è quasi banale ora fare dei complimenti anche se davvero sentiti. Il tuo articolo sarà un piacere per tutti quelli che lo leggeranno ma anche una importante lezione di giardinaggio.
eliss, 21 settembre 2007:
Che bell’articolo ely! Mi unisco ai commenti di tutti (tranne a quello di gianni perchè secondo me l’ulcera viene a chi NON ha la fortuna di poter fare un giardino!) e trovo che tu abbia le doti, oltre che di giardiniera anche di grande e gioiosa scrittrice. Complimenti!
Freya, 21 settembre 2007:
Bellissimo articolo, e molto utile. Il risultato è splendido.
maria acquaria, 21 settembre 2007:
L’articolo è davvero interessante e tu sei stata bravissima a raccontare la tua esperienza.. oltre che a fare un giardino così bello, naturalmente. “Fare un giardino”. Trovo che sia una cosa fantastica!
alberto, 21 settembre 2007:
veramente complimenti per la mole di lavoro ,sia nella realizzazione del giardino, sia nello stupendo articolo pieno di dettagli e spunti interessanti.Sono rimasto inoltre colpito dalle foto e dal progetto dell’aiuola…si vede oltre alla grande passione una notevole conoscenza tecnica
manu60, 22 settembre 2007:
Molto brava Ely, grazie per averci raccontato e mostrato cosi’ minuziosamente la creazione del tuo giardino,compresi gli errori (cosi utili per noi). Il tuo giardino esprime gioia,serenita’,precisione
e tanta ..tanta passione.
Margot, 22 settembre 2007:
Ely! mi era sfuggito l’articolo e oggi non ti ho nemmeno detto niente!
Ma che meraviglia. Hai dimostrato che con la pratica, la fatica e l’impegno si possono ottenere splendidi risultati in tempi non geologici. E hai dato uno spiraglio di speranza anche a chi come me è decisamente inesperto.
Anche Alberto ha letto l’articolo e ha sgranato tanto d’occhi per il lavoro che hai fatto da sola. Tantissimi complimenti da entrambi.
muscosa, 23 settembre 2007:
Non c’è dubbio,una concretizzazione del motto “volere è potere”.
Complimentissimi Ely!
Genepy, 23 settembre 2007:
caspita ely, siam arrivati pressochè in maniera contemporanea qui sulla cdg, ma tu hai fatto passi da gigante. e mi ricordo ancora lo scalone di terra, ecc…
continua così che il nanetto è stato supermeritato!
Ciauuuz
Andres, 23 settembre 2007:
...sei un genio!!!!
lo sapevo di avere una sorellina super, ma non di avere un’artista del giardinaggio e un’ottima scrittrice.
Complimenti davvero, penso che nei prossimi giorni verrò a vedere il tuo lavoro, perchè dopo quello che hai scritto, voglio toccare con mano il magnifico risultato….
Un Bacio ;-)
Carlotta, 24 settembre 2007:
Allora si possono fare meraviglie in 70 mq! Questo giardino è una emozione. Vorrei riuscire a copiarti sul mio terrazzo. E’ diverso, lo so, ma invidio lo spirito e la capacità di fantasticare e poi realizzare… vuoi aiutarmi?
roserosse, 24 settembre 2007:
Bè, che dire? Senza fiato dalla meraviglia. Il tuo racconto è delizioso e il tuo giardino è proprio un angolo di paradiso.
fiamma, 24 settembre 2007:
Ely che meraviglia, si vede che la classe non e’ acqua! Penso che ti sia veramente meritata il premio di “Morris in gonnella”! Secondo me e’ innata l’abilita’ per realizzare abbinamenti con le piante e saperle disporre in un certo modo, e tu cara mia sei nata con questo dono. Complimenti!
Fiamma
Ely, 24 settembre 2007:
Ragazzi… ho guardato tutti giorni con crescente stupore il susseguirsi dei vostri apprezzamenti e delle vostre meraviglie, al punto che mi sono bloccata tanto ero sbalordita; mi avete gratificato, mi avete acceso mille volte il sorriso e mi avete confermato che condividere un’esperienza vissuta con allegria e passione è proprio bello!
Il merito lo voglio spartire, oltre che con la CDG tutta, senza la quale non avrei ottenuto neanche il 10% del risultato attuale, con i nostri ineccepibili esperti di web: Tazzina, per gli innumerevoli suggerimenti sull’impostazione e sui contenuti da approfondire per l’articolo; Gino il contadino, per la splendida impaginazione, non facile visti gli 80 mega di foto che avevo inoltrato!
GRAZIE con tutto il cuore a tutti voi che avete letto e tratto qualche spunto dal mio giardino…siete gentilissimi :-)
E io sono molto felice!
ciao a tutti
Ely
abelia, 26 settembre 2007:
Ely, sei veramente bravissima!
Bravissima nella realizzazione del tuo giardino e altrettanto brava nel raccontarcelo. Grazie.
gabri, 27 settembre 2007:
Veramente brava, in tre anni hai fatto nascere un vero giardino da un anonimo prato. Brava anche per il coraggio di continuare a rivoluzionare il lavoro già fatto, cercando sempre migliori risultati.
Visto che ti piace il blu, hai già provato la Scilla peruviana? Se non ce l’hai questo è il momento giusto per acquistarla. Complimenti e buon giardinaggio!
carla., 27 settembre 2007:
molto brava per la velocità di realizzaaione. io sto lavorando da 10 anni e non trovo mai una sistemazione definitiva
EMILIANO, 30 settembre 2007:
Complimenti per l’articolo: ottimo che, nonostante tutto il lavoro che
richiede il tuo giardino, tu abbia anche trovato il tempo di stendere un
così curato e appassionato resoconto. Estremamente piacevoli e
istruttive inoltre, forma e contenuto di questa storia. Si vede che
ci hai messo un camion di passione nel tuo “angolo” verde (io ho solo
2 balconi “TRABORDANTI” e qualche finestra “pure trabordante” ...), e continua a vivere così bene che l’hai voluta raccontare a tutti.
PS: mi fa piacere che non sono evidentemente l’unico che ha sempre
3000 dubbi, spesso fa nascere esseri “sconosciuti”, ma a volte ci
prende IN PIENO !
Emiliano.
lucia riccardi, 1 ottobre 2007:
Brava Eli, che lavoro hai fatto in questi anni!
Grazie per questo bel racconto, e per le foto, bellissime.
La tua esperienza mi servirà.
Alpnu, 4 ottobre 2007:
Sei stata meravigliosamente bravissima, Ely!
Monica Liguori, 5 ottobre 2007:
salve Elisa, il tuo racconto e le foto del magnifico giardino mi hanno commossa. Come te abito in una casa con ingresso indipendente, con un giardino lungo e stretto, delimitato dalla roccia e da un muro. Come te ho lavorato duramente per trasformare una discarica in uno spazio verde vivibile e pieno di verde e di fiori….ma il mio rifugio verde non risponde ancora al gardino dei miei sogni..spero che presto e con ancora tanto lavoro lo diventerà. Di nuovo COMPLIMENTI!
franca.maruca, 7 ottobre 2007:
ciao Ely,
complimenti, e brava per tutto il lavoro dedicato, al tuo giardino!
Quando, il mese di agosto,approdavo da inesperta di forum, e anche di verde e fiori in generale, sul forum della Compagnia del Giardinaggio,uno dei primi topic che ho mangiato praticamente con gli occhi, è stato il tuo.
Dopodichè però,ho semplicemente pensato:che fortunata questa Ely, adesso leggendo e guardando la tua minuziosa esposizione dei lavori, ho capito, che la fortuna, non è tale, ma è semplice volontà e lavoro!
Brava, e grazie per aver esposto tutto con amore e precisione.
antonella, 10 ottobre 2007:
ciao Elisa,
il tuo articolo con tutta la documentazione fotografica mi ha molto entusiasmato, l’ho letto e guardato piu’ di una volta, diciamo che l’ho studiato; ha risvegliato in me la passione per il giardinaggio che in questi anni si era assopita, grazie e complimenti.
AntonellaNon vedo l’ora di mettermi all’opera…..!
matteo, 13 ottobre 2007:
notevole sia il giardino che l’articolo, mi ha colpito ed emozionato, davvero complimenti,ciao e grazie.
Ps proverò a copiare qualcosa.
Patrizia, 16 ottobre 2007:
Grazie! Lavoro stupendo! Sabato inizio i lavori per il mio futuro giardino. Ho un cane, per cui devo fare la recinzione con la rete. poi devo preparare il terreno per seminare il prato… questi lavori mi sembrano duri e difficili ma grazie al tuo articolo ho capito che con un po’ di buona volontà, un po’ di fatica e tanta fantasia tutto è possibile. Il tuo insegnamento a non demoralizzarsi difronte agli errori è veramente prezioso! Grazie ancora! Patrizia
Enzo, 28 ottobre 2007:
....Senza parole, anzi una sola: POESIA!
maggie, 18 novembre 2007:
si riconosce la passione oltretutto espressa con una scrittura molto gradevole!
GraziaU, 29 gennaio 2008:
Salve, grazie al tuo contributo “web” forse riuscirò a convincere mio marito che un giardino si può progettare anche senza essere dei super esperti ma dei buoni appassionati pronti anche a sbagliare!
donatella dri, 15 febbraio 2008:
Complimenti vivissimi per l’incantevole giardino …
betelgeuse, 3 marzo 2008:
Elisa,in questo bellissimo articolo non c’è solo l’evoluzione del tuo giardino, ma c’è la tua vita con i sogni ,le speranze ,le delusioni, le felici intuizioni ,le realizzazioni , i nipotini e la presenza di uno splendido Mauri che ti accompagna
tatablues, 4 marzo 2008:
Fantastico !
Grazie per le mille idee che mi hai dato
wigglywoo, 11 marzo 2008:
hai la bacchetta magica nascosta tra le mani ,se hai saputo fare tutto questo in cosi poco tempo.ha la naturalezza e l armonia ‘’ casuale’’ che sogno nel mio giardino
grazia, 19 marzo 2008:
Mi sono innamorata del tuo giardino
Assomiglia molto a come vorrei diventasse il mio.Ho stampato le foto e cercherò di prendere spunti.Ho chiesto aiuto al forum.Saluti Grazia
ilenia, 28 marzo 2008:
anche io lo sogno così,....brava è un sogno!
gatty6o, 16 aprile 2008:
Queste foto le ho guardate e ammirate più e più volte… non c’è che dire: è bellissimo! E’ il percorso che vorrei tanto essere capace di compiere anch’io.
Guenda, 20 aprile 2008:
Non ho parole, uno scoppio di natura che toglie il fiato. Complimenti, hai saputo creare un angolo di paradiso con le tue mani. Il fatto di donare agli altri preziosi consigli ti fa onore. Io cercherò di prendere spunto almeno dal tuo impegno.
angelo, 26 agosto 2008:
Ho letto il racconto della realizzazione del tuo “spazio verde” e mi sono depresso. Innanzi tutto i miei più vivi complimenti, ma la mia riflessione è questa com‘è che una completa inesperta come te riesce a realizzare questo meraviglioso angolo di paradiso botanico in totale autonomia quindi senza farsi “spennare” da vivaisti sanguisughe, mentre io nelle tue stesse condizioni di partenza sto litigando ancora e solo con il prato che ogni anno nonostante tutte le amorevoli cure continua ad ammalarsi di funghi ogni anno di specie diversa, Sarà sicuramente la diversità di mq io 300 contro i 75 tuoi ma nn è solo quello e nn capisco cosa sbaglio. Tu attraverso il sito io cercando di farmi dare consigli da vivaisti chiamati come tutor per fare i lavori necessari. Sono alla conclusione che certe capacità sono nascoste dentro ad alcuni di noi mentre altri nn le hanno per cui o le hai o non le hai, tu si io no, me ne farò una ragione ed asfalterò 300 mq di verde che nella mia mente doveva essere un magico posto, ma che nella realtà si è trasformato in fonte di angoscia.
Complimenti ancora, e speriamo che non sia come la canzone 1 su 1000 ce la fa.
Angelo
P.S. : Ma non ti sei proprio mai fatta aiutare da addetti ai lavori?