Lago dell'Accesa

Testo e foto di Roberto Pellegrini


Alcuni giorni di vacanza sono stati l'occasione giusta per fare una breve gita in Maremma, territorio selvaggio quanto interessante, ricco di storia e di bellezze naturali. Tra le varie cose che volevo visitare nella zona di Massa Marittima ho inserito nel programma una escursione in una zona umida molto particolare: il Lago dell'Accesa.

Questo lago è stato da sempre oggetto di numerose leggende (di cui questa zona della Toscana è molto ricca), alcune prive di fondamenti, altre curiosamente verosimili; a questo si unisce anche la valenza paesaggistica e naturalistica dell'intera area. Insomma, tanti buoni motivi per raccontare e condividere con voi notizie, emozioni ed immagini di questo piccolo tesoro toscano.

La prima cosa che colpisce è il fatto che questo lago sia pressoché sconosciuto. I cartelli per arrivarci sono pochi, gli spazi circostanti sono selvaggi e scarsamente abitati e perfino molte persone del posto ignorano la sua presenza. Se da una parte questo isolamento non valorizza e non divulga limportanza del luogo, dall'altra ne garantisce lincolumità e la salvezza da alterazioni e modificazioni.

Geograficamente ci troviamo nella Toscana meridionale, precisamente nel comune di Massa Marittima (Grosseto). Il lago, che ha una superficie di 14 ha, si trova a 115 m s.l.m. e si è originato come conseguenza di fenomeni carsici: le acque più o meno superficiali della zona hanno eroso e scavato le rocce carbonatiche sottostanti, formando cavità sotterranee che, una volta crollate, hanno formato una depressione. Proprio per questo motivo il lago nasce quasi dal nulla, come una grande buca dai bordi scoscesi che si sviluppa in mezzo ai campi di grano. Per via della sua origine la profondità è molto elevata (intorno ai 35-40 metri nel punto più profondo), le sponde sono molto ripide e alcune sorgenti sotterranee probabilmente sulfuree - garantiscono una temperatura costante ed elevata durante tutto l'anno (sembra che il lago non ghiacci mai e che le sue acque siano sempre a 22°C).

  

Altra cosa che colpisce, soprattutto per chi è abituato ad aver a che fare con zone umide classiche è il colore delle acque ed il loro profumo: dalle sponde il fondo è visibile fino ad una profondità di 3 metri, la distesa acquista tonalità che vanno dal turchese al verde smeraldo e l'aria è intrisa da un odore particolare completamente diverso da quello dell'acqua stagnante.

Immaginiamoci, quindi, di passare in mezzo a campi dalla terra rossa ed arida, guardando in lontananza i boschi selvaggi di lecci e sughere intervallati da sporadici uliveti secolari, e di essere rapiti da un abbaglio lucente, da un pezzo di cielo incastonato nell' argilla. Alle sponde si accede attraverso una stradina sterrata, anchessa molto anonima, che si snoda fra prati e boschetti di grandi eucalipti. E finalmente riesco a raggiungere l'acqua

La profondità e la morfologia dello specchio dacqua non facilitano lo sviluppo delle elofite (le piante palustri che vivono con le radici in acqua) e delle idrofite radicate (le ninfee e le altre piante acquatiche sommerse), ma nei prati e sulle sponde vivono molte specie interessanti, perlopiù giunchi ed altre Cyperaceae da terreno umido.

  
Falasco (Cladium mariscus) Giunco-nero comune (Schoenus nigricans)

Tra quelle più rilevanti vale la pena di citare il falasco (Cladium mariscus), il giunco-nero comune (Schoenus nigricans), il giunchetto minore (Holoschoenus romanus) e la malvacea Althaea officinalis. Oltre a queste sono presenti le altre specie tipiche delle paludi italiane, nonché diverse carici (Carex sp.) e giunchi (Juncus sp.); in alcune zone si trovano degli isolati individui di salice e di frassino.

Per quanto riguarda la fauna il lago, in passato, è stato colonizzato con specie ittiche esotiche introdotte per i possibili risvolti legati alla pesca sportiva; io ho osservato le immancabili gambusie (Gambusia affinis) e qualche tuffo di grossi pesci. Sono rimasto colpito dalla grande presenza di insetti nei prati e lungo le sponde: attirate dalle fioriture dei cardi ho osservato decine di farfalle e sono riuscito a vedere le esuberanti evoluzioni aeree di almeno cinque specie diverse di libellule.

  
Altea (Althaea officinalis) e una farfalla (forse Cynthia cardui) che si nutre sul fiore di un cardo

Parliamo ora anche dell' animale chiamato uomo. Il lago e la fascia di rispetto appartengono al demanio, mentre i terreni circostanti sono di un coltivatore privato. Non è assolutamente unoasi protetta, si può pescare ma la caccia è vietata nelle zone circostanti.

I curiosi isolotti formati dai cespi di Schoenus nigricans

Particolare interessante è che le sue acque sono balneabili e la gente si reca al lago per abbronzarsi o per fare pic-nic: ho osservato alcune persone che prendevano il sole sulle sponde ma, a detta dei locali, non dobbiamo mai pensare alle calche domenicali di famiglie urlanti o di turisti di passaggio.

Come dicevo allinizio, sono numerose le leggende legate a questo posto e magari chi vorrà approfondire largomento potrà fare delle ricerche sul web. A me preme dire che molte di esse sono da collegarsi allorigine e alla modalità di formazione del lago stesso. Si dice, per esempio, che la sua parte più profonda sia collegata con il centro della terra e linferno; che la sua nascita sia dovuta allo sprofondamento verso gli inferi, come punizione per non aver rispettato il giorno di S. Anna, di un contadino e dei suoi buoi che lavoravano nei campi; si dice ancora che il lago sia abitato dagli spiriti degli Etruschi che ci vivevano in passato (e nelle vicinanze cè da visitare il parco archeologico etrusco) e che, sempre nel giorno di S. Anna, si possano sentire i lamenti di quei buoi sprofondati allinferno o si osservino le sue acque che si avvampano di rosso, giustificando persino il toponimo della zona (ossia il lago che si accende). Non da ultimo, qualche anno fa, fu pubblicizzato anche l'avvistamento di un coccodrillo, con tanto di foto sui giornali, cacce e notti di avvistamento. Tra leggenda e realtà, il Lago dell'Accesa rimane un luogo magico, inusuale e ricco di fascino.

  

Riferimenti



14 dicembre 2006 in

Commenti

  1. Alpnu, 27 dicembre 2006:

    Che meraviglia di posto… lo inseriro’ in uno dei miei itinerari toscani.
    Grazie!

  2. Fulvio Rotondi, 22 marzo 2007:

    E' un posto stupendo, e vorrei sapere due cose:
    1) Quanto e' profondo
    2) se il fondo e' sassoso o no

  3. kk, 20 ottobre 2007:

    Ho vissuto in Maremma diversi anni e conosco il Lago dell’ Accesa. Non ne ho mai parlato perchè tutte le volte che ci sono andato non c’ era nessuno ed era bellissimo. Perciò perchè pubblicizzarlo. Sempre da quelle parti (Parco della Maremma, Castiglione dlla Pescaia, etc. ) ci sono delle bellissime spiagge, una volta sconosciute e oggi depredate dal turismo di massa, distruttore, senza riguardo, chiassoso, inutile.

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