Agapanti: come, quando e perché – la divisione

di Bee, foto di Margherita Minto

  • Parte prima – Introduzione
  • Parte seconda – La divisione

  • Parte terza – Il trapianto

Veniamo ora alla divisione degli agapanti, operazione che è bene fare quando la pianta è ormai così stretta nel vaso che le radici ‘scappano’: il periodo giusto è quando le radici sono, come dicono gli inglesi, ‘ancora in movimento’, cioè dopo la fioritura, e quindi in luglio – agosto. Se si prevede di dividere un agapanto è bene non concimare dopo la fioritura per non aumentare troppo la salinità del terreno e perché se si concimasse si stimolerebbe meno la formazione di radici avventizie, quelle che cercano il nutrimento.

Ecco l’agapanto “Stream Line”, il protagonista del nostro reportage sulle divisioni:

Ed ecco il terriccio che verrà usato:

60% di torba bionda a pH controllato (compreso tra 5.5 e 6), 20% di torba nera e 20% di sabbia non salina. In alternativa si può usare soltanto torba bionda grossa.

Quanto alla divisione vera e propria, la prima cosa da tener presente è che gli agapanti sono originari del Sudafrica, terra rude e vigorosa dove gli uomini sono veri uomini e gli agapanti sono veri agapanti, perciò l’operazione va fatta con decisione e senza star lì a pensare “Oddio, questa radichetta è troppo bellina, passo di qua così non la sciupo… E guarda qua quest’altra, anche questa non la voglio rovinare…” perché altrimenti è la volta che si sciupa davvero la pianta e la si danneggia. Si toglie perciò la pianta dal vaso (come vedete, era proprio tempo di dividerla…):

e con decisione e un coltello affilato si taglia a metà la massa delle radici nel senso della lunghezza:

si allarga e si apre in due:

poi si divide nuovamente a metà ciascuna delle due parti:

A questo punto, sempre con decisione e senza tentennamenti, si accorciano le radici di ciascuna delle quattro parti della pianta madre:

Non bisogna aver timore di tagliare le radici grosse in esubero:

dal momento che hanno funzioni di trasporto e di sostegno e perciò sono meno importanti di quelle piccole, le avventizie, che sono quelle che assorbono il nutrimento:

Ogni piantina viene poi messa, dopo aver allargato un po’ le radici, in un vaso che contiene già un po’ di terra:

Si riempie di terra pressando ai lati (se nel corso di questa operazione qualche pezzo delle radici tagliate va a finire dentro al vaso non fa certo male alla pianta):

lasciando un paio di centimetri di spazio dal bordo del vaso in modo che ci sia posto per l’acqua quando la si bagna:

Segue: Terza parte – il trapianto

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