Agapanti: come, quando e perché – il trapianto

di Bee, foto di Margherita Minto

  • Parte prima – Introduzione
  • Parte seconda – La divisione
  • Parte terza – Il trapianto

Passiamo ora a descrivere il trapianto senza divisione di un agapanto, operazione da effettuare quando si vuole trasferire una pianta che ha già riempito di radici il suo vaso in uno più grande:

Si toglie l’agapanto dal vaso tirando con delicatezza la pianta (se non si riesce a toglierla in questo modo bisogna tagliare il vaso):

poi si tagliano le radici sul fondo:

facendo un taglio a croce, e si aprono bene i tagli:

Si mette un po’ di terra sul fondo del vaso e si posiziona la pianta con le radici già rivolte verso l’esterno:

e, se proprio son troppe, si tagliano quelle in esubero:

Infine si riempie di terra come s’è fatto prima, sempre lasciando un paio di centimetri di spazio dal bordo del vaso:

e poi si abbevera in modo da far assestare la terra.

Guardate quante radici ha già fatto una pianta che è stata trapiantata all’inizio dell’anno, e quindi in un periodo non ottimale:

E questa è una pianta che è stata trapiantata l’estate precedente (nel periodo più adatto) e che è già a fiore:

In pratica, se s’interviene su un agapanto nel periodo più adatto per il trapianto o per la divisione si avranno i migliori risultati, ma se per qualche motivo si fanno questi lavori in periodi diversi, comunque queste piante robuste e generose riusciranno a dare molte soddisfazioni: uno degli agapanti provenienti dalla divisione dello “Stream Line” (fatta alla fine di maggio) mi è stato affidato con la raccomandazione di tenerlo a mezz’ombra, e l’ammirevole pianta s’è riempita di boccioli e mi ha regalato una bella fioritura!

E per concludere nel modo migliore questo reportage eccovi la mia foto preferita dell’agapanto “Senna” di Jake:

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