Agapanti: come, quando e perché

di Bee, foto di Margherita Minto

    • Parte prima – Introduzione

 

  • Parte seconda – La divisione
  • Parte terza – Il trapianto

Eccomi finalmente col reportage sugli agapanti che vi avevo promesso, e per prima cosa mi occuperò del “perché” degli agapanti; è presto detto, basta guardare questa bella foto dello splendido agapanto “Senna” di Jake perché non occorra aggiungere altro:

Per il “come” e il “quando”, invece, inizio con una breve introduzione tratta da “Agapanthus – A revision of the genus” di Wim Snoeijer, libro che il signor Piero definisce ‘la Bibbia degli agapanti’.

Sono piante che vengono dal Sudafrica, sia dalle zone costiere che collinose; quelli che provengono dalle coste sono per lo più a foglia persistente, mentre quelli che provengono dalle zone collinose sono a foglia caduca e son più resistenti al freddo. Dalle 9 specie inizialmente scoperte provengono tutte le 625 varietà ibride registrate (e il numero è destinato ad aumentare!).

Tutte queste varietà vengono suddivise in gruppi utilizzando dei criteri di divisione, la prima divisione viene fatta in base alla forma dei fiori (che più precisamente sono delle infiorescenze): per esempio c’è il ‘funnel group’, con l’ovario (la zona dove si formano i semi) corto e il fiore che si apre molto, il ‘trumpet group’ con l’ovario lungo e i petali molto meno aperti, il ‘salver group’ coll’ovario corto e i petali apertissimi, il ‘tubular group’, coll’ovario lungo, i petali poco aperti e i fiori pendenti all’ingiù… All’interno di ciascun gruppo, poi, si dividono gli agapanti in base al colore del fiore, e per ciascun tipo di colore si può fare un’ulteriore suddivisione in base al colore del polline, che può essere nero, giallo o marrone.

Un’altra suddivisione importante è tra gli agapanti a foglia caduca e quelli a foglia persistente.

Le varietà a foglia caduca di solito hanno foglie strette e sottili che possono essere di lunghezze diverse, resistono meglio al gelo e possono arrivare fino a -8 °C, anzi se prendono un po’ di gelo prima d’esser ricoverati per l’inverno poi l’anno successivo fioriranno meglio. Le varietà a foglia persistente invece hanno di solito foglie più larghe, anche di molto, e ce la fanno a resistere fino a -5 °C, ma è meglio se non prendono il gelo.

Le cure: son piante che si accrescono molto attraverso le radici, quindi se si vuole una ricca fioritura è consigliabile tenerli in uno spazio ristretto altrimenti faranno tante foglie e pochi fiori, perciò se li si tiene in vaso è bene che non sia troppo grande; se li si può tenere in terra è meglio interrarli col vaso e tutto (come il signor Piero ha fatto fare con i 3000 agapanti di villa Hanbury). Se li si interra col vaso è meglio mettere il bordo del vaso a circa 3 centimetri sotto terra, in questo modo il nucleo centrale di radici è sempre stretto, ma la pianta potrà far uscire dal vaso le radici che formerà successivamente.

La posizione preferita è al sole o mezz’ombra, il sole del pomeriggio è preferibile. Poca acqua data quando la terra è ben asciutta.

Sarebbe bene togliere le capsule dei semi dopo la fioritura per non disperdere le sostanze nutritive (di solito io, anzichè tagliare tutta l’infiorescenza, tolgo i semi ad uno ad uno lasciando la ‘stellina’ dei piccioli, che non è sontuosa come i fiori ma è comunque abbastanza decorativa). Da metà-fine fioritura fino alla scomparsa delle foglie, o comunque all’inizio dell’inverno, è bene somministrare un buon concime ricco di fosforo e potassio (7:14:28 è il migliore, anche se è difficile da trovare in commercio), la concimazione viene fatta un anno per il successivo: in pratica l’agapanto fiorirà l’anno prossimo col nutrimento che gli si dà adesso.

In inverno chi, come me, vive in una zona in cui è necessario riparare i vasi di agapanti, li può anche riparare all’esterno mettendo tutti i vasi vicini, coprendoli con 15-20 centimetri di paglia o foglie secche e ricoprendo il tutto con un nylon. Durante il periodo di riposo vegetativo per le varietà a foglia caduca, e comunque per tutti gli agapanti in inverno fino all’inizio della primavera, maggiore è il tempo che passano tra +4 e +8 °C e maggiore è il numero di gemme da fiore che formeranno.

 

Segue: Seconda parte – la divisione

Lascia un commento