Autunno a Boboli

Boboli, Boboli il giardino, Boboli il museo all’aperto, Boboli l’oasi imprevista chiusa dentro la città, dal nome di origine oscura, nasce con la costruzione della prima parte di Palazzo Pitti all’inizio del Quattrocento; ma finché non viene acquisito dai Medici (ormai Granduchi) a metà del Cinquecento, non è altro che un semplice parco privato.

Con l’acquisto da parte della famiglia granducale inizia la sua sistemazione vera e propria, che comprenderà non solo il terreno originale, ma altri poderi confinanti, estendendosi fino a quel tratto delle mura cittadine che ne costituiva – e ne costituisce tuttora – il confine obbligato.

Boboli nasce ed è già pubblico: non come spazio aperto a tutti (scrive Cosimo I all’Ammannati nel 1563: “(nel giardino)…non si lassi entrare canaglia, ma solamente gentiluomo, altrimenti ci dorremo di voi”) ma come “palazzo verde” della famiglia più importante di Firenze, che governa ormai stabilmente la Toscana. Simbolo di potere in quanto ornamento della reggia granducale, luogo di svago per i signori della città, architettura accuratamente progettata e abbellita e insieme orto e frutteto, riserva di caccia, vivaio…

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La Banca dei Semi

La Banca dei Semi (affettuosamente chiamata anche “Banca del Seme”…) è un grande scambio di semi che organizzo tutti gli anni alla fine dell’autunno, a cui partecipano utenti di vari forum di giardinaggio, italiani e non.

Lo scambio comprende tutti e soli i semi dell’anno ed è assolutamente gratuito: l’unica spesa sono i francobolli per le buste (una per spedire i semi e una per riceverli). Ho scelto l’autunno come periodo perché molte piante finiscono di far maturare i semi proprio alla fine dell’estate e anche perché ricevere le buste sotto Natale è sempre un regalo gradito.

Ogni anno i partecipanti mi mandano semi da tutta italia e a volte anche dall’estero e il numero delle buste che mi arrivano è impressionante. Ogni volta il mio salotto si riempie di scatole e scatoloni; il mio portiere fa su e giù incredulo carico di pacchi; mia figlia è invidiosa che io ho tanti pacchi da aprire e lei no; mia madre in visita prova inutilmente a mordersi la lingua sullo stato del mio salotto; la mia casella di posta trabocca; gli amici mi guardano con preoccupazione e cercano di fregarsi qualche bustina…

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L’importanza dell’angolo

L’hobby del giardinaggio, pur rappresentando una fonte certa di gratificazione, nasconde a volte delle strane insidie: capita spesso, infatti, che l’hobbista si trasformi in un tempo relativamente breve in giardiniere appassionato e allora… allora può accadere che non riesca proprio a resistere, di fronte alla possibilità di fare incetta di rarissime cultivar nel primo giorno di apertura dell’ennesima mostra di giardinaggio o di procurarsi quella minuscola, quasi invisibile erbacea perenne che sì, sarà pure la miliardesima aggiunta quest’anno ma proprio deve, deve stare vicino alla sua rosa preferita.

Raggiunto questo stadio, nel desiderare (e raccogliere) piante il giardiniere tenderà a non tenere assolutamente conto della quantità di spazio a sua disposizione. Nemmeno se questo è solo un balcone due metri per tre, già da tempo sottratto alle comuni attività quali stendere la biancheria o prendere il sole…

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Rosa ‘Florence Delattre’

Se si compra ‘Florence Delattre’ è certamente per il suo
colore che viene spesso definito “blu”.
Dato per scontato che rose blu non ne esistono, credo che questa
sia una delle “rose blu” meglio riuscite, perché di blu ha
poco o niente.

In verità sarebbe sciocco sbrodololarsi in descrizioni
più o meno minuziose, fantasiose, romantiche e
sdilinquenti del suo colore inafferrabile, perché è
fatto noto che queste tinte sono estremamente variabili in rapporto
alla qualità del suolo, al suo PH, all’insolazione e al clima.

Chi la possiede vi potrebbe dire “blu celeste”, ma un altro
“malva ciclamino”, e alla via così per ogni
‘Florence Delattre’ ed ogni giardiniere che c’è sulla terra.

Vi basti sapere che il colore di ‘Florence Delattre’ non è piatto e monocorde, ma sfumato e carezzevole.
Più o meno tutti concordano nel ravvisare una sfumatura
giallognola, o forse color camoscio, che conferisce a questa rosa
un pregio cromatico incommensurabile…

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Con i piedi nell’acqua

Non so se c’è un inizio per certe cose o se tutto è già scritto nel nostro DNA. Fatto sta che fin dall’infanzia sono stato affascinato dal mondo acquatico e da tutte le creature ad esso collegate. Una passione che col tempo è aumentata sempre di più, che è stata sgrezzata ed affinata dagli eventi e che si è trasformata, tuttavia, in una vera e propria mania.

Molti di noi ne sono affetti: nella variante ‘giardinicola’ si chiama “Sindrome del coltivatore folle” ed è quella malattia che ti porta a riempire ogni spazio vitale della casa con vasi, vasini e vasetti pieni di piante, a compiere gesti inconsulti per reperire questo o quel vegetale rarissimo o che ti spinge, per esempio, alla spasmodica ricerca di informazioni, notizie e risposte per poter sedare quelle domande e quelle curiosità che non
ti fanno dormire la notte. Quanti di noi non hanno mai avuto almeno uno di questi sintomi? Benvenuti nel club allora…

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Il tempo per fare tutto

È proprio vero che in giardino il tempo si ferma e che si perde la nozione del tempo. E allora, se capita di uscire senza orologio, poi ci si ritrova a fare delle corse pazze per andare a riprendere i figli a scuola o per accompagnarli da qualche parte.
Per chi ha i secondi contati, gli incastri di tempo sono fondamentali. E bisogna sfuttare le pause inaspettate per dedicarsi al giardino. Sarebbe bello avere piu’ tempo per fare tutto..

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Bulbose a fioritura primaverile: coltivazione

Le combinazioni possibili con l’accostamento di vari generi di bulbose (o di varie specie anche dello stesso genere) tra di loro, sono quasi infinite, e se si presta attenzione alle tonalità di colore, ai tempi di fioritura (cercando di farle susseguire in una sorta di rotazione il piu’ a lungo possibile), e alle altezze massime raggiungibili, si può arrivare ad ottenere grandi risultati in piccoli spazi.

Utilizzando alcuni tipi di erbacee perenni tappezzanti si possono offrire alle bulbose di taglia più piccola dei graziosi tappetini coprisuolo da cui emergere in piena fioritura.
Oppure si si possono utilizzare erbaceee medio-alte per nascondere con nuovi fiori le foglie ormai ingiallite dei bulbi quando arrivano alla fine del loro ciclo vegetativo. In questo modo si prolungherà l’effetto ornamentale di quello spazio, creando dei veri e propri palcoscenici di grande effetto…

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Bordura di rose e graminacee per l’autunno

Per avere una bordura con rose fiorite in autunno, c’è da considerare innanzitutto la questione della rifiorenza. Molte Rose rifioriscono costantemente ma in maniera spargola. Quelle a cui mi piace pensare per i nostri scopi sono le varietà capaci di dare una fioritura autunnale copiosa, pari per bellezza a quella primaverile, se non persino più bella. In questo modo l’accostamento con altre piante che hanno il loro apogeo durante l’autunno sarà più incisivo e d’effetto.

Da non sottovalutare anche l’aspetto complessivo del cespuglio: fogliame e portamento sono il naturale sfondo delle corolle, e
troppe Rose pur bellissime nei singoli fiori non sono granché (ahinoi!) come piante da giardino…

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Il nostro 2006 giardinicolo (e non)

Ciao a tutti e buon anno nuovo!

Quest’anno che abbiamo passato insieme è stato davvero denso di eventi emozionanti!
Tanto per cominciare, ad aprile c’è stato il memorabile passaggio al nuovo forum, seguito dall’apertura del nuovo sito a settembre.

Poi l’incontro annuale a Murabilia e la creazione del Calendario CdG 2007 e dei biglietti da visita .
Senza dimenticare l’annuale appuntamento con la Banca dei Semi organizzata da Rita.

Ecco, in pillole, cosa succedeva l’anno scorso…

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