Bordura di rose e graminacee per l’autunno

testo, foto e progetto di Maurizio Usai

Bloomfield Abundance

Per avere una bordura con rose fiorite in autunno, c’è da considerare innanzitutto la questione della rifiorenza. Perché una Rosa possa essere considerata davvero rifiorente e utile ai fini di un suo inserimento in uno schema d’impianto per l’autunno nel giardino, sarà utile
rivolgersi a quelle Classi che hanno una forte ascendenza di Chinensis, quindi in particolare le Cina, le Tè e le Noisette. Alcune Moschata derivanti da incroci con Rose di con queste Classi ne hanno mantenuto la
capacità di rifiorire con regolarità.
Ad esempio ‘Felicia’, ‘Cornelia’,’Moonlight’.

Occorre fare un ulteriore distinguo che riguarda la portata della rifiorenza. Molte Rose rifioriscono costantemente ma in maniera spargola. Quelle a cui mi piace pensare per i nostri scopi sono le varietà capaci di dare una fioritura autunnale copiosa, pari per bellezza a quella primaverile, se non persino più bella. In questo modo l’accostamento con altre piante che hanno il loro apogeo durante l’autunno sarà più incisivo e d’effetto.

Da non sottovalutare l’aspetto complessivo del cespuglio: fogliame e portamento sono il naturale sfondo delle corolle, e
troppe Rose pur bellissime nei singoli fiori non sono granché (ahinoi!) come piante da giardino.

Tra le Tè e le Cina, ottime varietà che soddisfano questi requisiti sono:
‘Safrano’, ‘Odorata’, ‘Anna Olivier’, ‘Mme Lombard’, ‘Archiduc Joseph’, tutte nei toni dal rosa incarnato al l’albicocca al rame-salmone, e poi ancora ‘Le Vésuve’, ‘Bloomfield Abundance’, ‘Hermosa’, ‘Old Blush’, ‘Mrs.
B.R. Cant’… nelle tonalità dei rosa.
Naturalmente sono eccellenti anche varietà più conosciute, intramontabili, quali ‘Mutabilis’ e ‘Sanguinea’, entrambe a fiore semplice e simili in tutto, tranne che nel colore. Mi piacerebbe però porre l’accento su varietà meno note, perché meritano maggior diffusione.


 
Clair Matin Mrs Oakley Fisher

‘Safrano’, una delle prime Tè, è un cespuglio di grandi dimensioni, raggiunge e supera con facilità il metro e mezzo d’altezza ed altrettanto in larghezza, con portamento ascendente molto ramificato. Il fogliame è grande, leggero, porpora da giovano come i rami, che danno un eccellente costrasto con i boccioli ed i fiori, appena più che semidoppi, in grandi mazzi aperti. Il colore è un albicocca rosato.

Mlle F. Kruger

‘Odorata’, una delle migliori della sua Classe, è come dice il nome stesso profumatissima e continuamente rifiorente, ed ogni volta si copre di corolle non troppo grandi, ma morbide, di un avorio incarnato con ombre ocra e rosa. Il portamento del cespuglio è arrotondato, molto pieno e ricco di foglie e rametti.
È capace di restare in fiore fin dentro l’inverno e a primavera è una delle prime a sbocciare, già a febbraio-marzo qui al Sud.

‘Mme Lombard’ e ‘Archiduc Joseph’ si somigliano nelle sfumature di colore, indefinibili mescolanze di rosa ciliegia, salmone, rame, che variano continuamente com’è tipico delle Rose di queste Classi, ma hanno corolle diverse nel carattere. Scarmigliate e stellate nel profilo quelle di ‘Mme Lombard’, a coppa in quarti, quelle di ‘Archiduc Joseph’.

Altre eccellenti scelte sono:
‘Irene Watts’, spesso classificata come Cinese, e ‘Gruss an Aachen’ di altrettanto incerta classificazione, ma solitamente inclusa tra le Floribunda.
Simili nell’aspetto del fiore, piatto ed in quarti, di stile antico, e del cespuglio, hanno entrambe crescita compatta ed ordinata, compresa entro gli 80 cm di altezza. La prima è di un rosa sfumato di salmone, con fogliame ramato, la seconda ha una ricca base avorio-crema con velature rosa e arancio pallido che si accentuano a seconda delle condizioni climatiche.
‘Mrs Oakley Fisher’, una HT degli anni ’20, insolita perché a fiore semplice, di una splendida tonalità di albicocca ramato perfetta per l’autunno: elegante nei bocci, nei fiori a cinque petali con stami lunghissimi rosso mogano, bello il cespuglio (caratteristica rara nella sua Classe) un poco intricato di rametti spinosi e purpurei così come le foglie
giovani.

Un discorso a parte lo meritano le “rampicanti”. Non sono molte quelle che rifioriscono davvero con abbondanza durante l’autunno. ‘Clair Matin’, ‘New Dawn’ e ‘Mme Alfred Carrière’, ‘Gloire de Dijon’ di certo non deludono, ma con opportune cure colturali (vedre sotto) possono rifiorire con abbondanza anche varietà più restie a farlo, come ‘Mermaid’.


 
Rosa Odorata, in dettaglio e in bordura. Nella bordura sono presenti a destra in alto Miscanthus ‘Gracillimus’; a destra in basso Rhynchelythrum repens ; sul fondo al centro Melianthus comosus e a sinistra Solanum amygdaloides

Le compagne ideali per le Rose d’autunno sono tante. Un connubio forse insolito ma d’effetto è quello che vede le Rose unite alle Graminacee, che con le loro tessiture leggere e la diversità di colorazioni e portamenti si accordano perfettamente con le forme piene delle prime. L’accostamento è equilibrato a livello di volumi, ciò che lo rende particolarmente stimolante è il gioco delle consistenze e la differente modalità in cui le piante
rispondono alla luce.

Miscanthus ‘Graziella’ con le foglie di vite sullo sfondo

Miscanthus di diverse varietà si adattano con Rose arbustive di tutti i tipi. Io amo in special modo il Miscanthus sinensis ‘Gracillimus’ dal fogliame sottilissimo, verde, di grande sviluppo, e poi ‘Graziella’ e ‘Kleine Silberspinne’ dalle infiorescenze argentate, e una miniatura del gruppo, ‘Adagio’, alto non più di 80 cm e con un’eccellente colorazione autunnale. Le sagome slanciate delle spighe fiorite dei Miscanthus contrastano bene con le linee tondeggianti delle Rose arbustive, e così pure i cespi eretti dei Panicum , che

mostrano variazioni di colore tra le più interessanti. Varietà come ‘Squaw’, ‘Rothstrahlbusch’, ‘Shenandoah’ da verdi assumono tinte purpuree via via più intense con l’avanzare della stagione, mentre ‘Warrior’ si tinge di giallo.
Sia i Panicum che i Miscanthus hanno sviluppo notevole e sono adatti alle posizioni di sfondo.
I Pennisetum , di minore sviluppo e perfetti sul fronte, sono in fiore da luglio sino all’inverno con una grande varietà di forme di infiorescenza. Sia il Pennisetum orientale che P. setaceum ‘Rubrum’ sono piante d’effetto tra le Rose, ma la seconda non è rustica al Nord, e allora ci si può rivolgere con uguale fiducia al P. alopecuroides, indistruttibile.

Un’altra Graminacea molto poco conosciuta, da usare come annuale, è il Rhynchelytrum repens, eccellente per riempire i vuoti tra i cespugli. Le sue infiorescenze piumose di un rosa antico sono magnifiche, si agitano al
minimo soffio di vento e catturano la luce. In contesti in cui possa armonizzare le sue linee nitide e grafiche, anche i
Phormium vanno benissimo. Io prediligo gli ibridi di Phormium x coockianum, di taglia medio-piccola, con fogliame monocolore o variegature discrete. ‘Baby Bronze’, ‘Cream Delight’, ‘Yellow Wave’, ad
esempio.
Le corolle tondeggianti delle Rose si accompagnano perfettamente con tutte le infiorescenze a spiga, per contrasto, e con i piccoli fiori in grandi mazzi.

Ci sono due tipologie di piante che fanno esattamente al caso nostro,
e sono le Salvie e gli Astri. Moltissime Salvie sono all’apice della fioritura tra l’estate e l’autunno, e si accompagnano sempre perfettamente alle Rose. Grandi sub-arbustive come Salvia leucantha, S. ‘Indigo Spires’, S. ‘Waverly’, sono perfette nei gruppi misti sullo sfondo, mentre per i primi piani l’ideale sono le diverse cultivar di Salvia x jamensis e una delle mie favorite, S. lanceolata .

Scegliere tra le Salvie erbacee è imbarazzante, tante sono! Per l’autunno le migliori tra le Rose sono azzurre, Salvia uliginosa e S. azurea. Per una sfumatura calda ci si può rivolgere ad un’altra Labiata, l’Agastache rupestris, interessante anche per il fogliame grigio.
Gli Aster possono accompagnarsi alle Salvie nel completare il quadro: penso in particolare a tutte le varietà di Aster ericoides e simili, caratterizzate da nuvole di fiorellini minuscoli nelle tonalità dal bianco (‘Montecassino’) al rosa (‘Pink Veil’) e persino con accenni di porpora nel fogliame e negli steli (Aster lateriflorus ‘Horizontalis’ e ‘Lady in Black’).

A sinistra Eragrostis trichoides, al centro il Chrysanthemum rubellum ‘Lady Anne Brockett’ rosa albicocca con Rhynchelythrum repens e Miscanthus ‘Morris Form’ sul fondo. A
destra l’azzurro Solanum amygdaloides.


Il progetto

disegni di Massimo Demma (cliccare per ingrandire)

  • 0: Miscanthus sinensis ‘Gracillimus’
  • 1: Elaeagnus x ebbingei
  • 2: Rosa ‘Safrano’
  • 3: Miscanthus sinensis ‘Graziella’
  • 4: Rosa ‘Odorata’
  • 5: Rosa ‘Gruss an Aachen’ a dx e Rosa ‘Irene Watts’ a sx
  • 6: Agastache rupestris
  • 7: Salvia x jamensis ‘La Luna’ o ‘Navaho’
  • 8: Plantago major ‘Purpurascens’
  • 9: Euphorbia x martinii
  • 10: Pennisetum orientale
  • 11: Panicum virgatum ‘Rubrum’ o ‘Squaw’
  • 12: Nicotiana langsdorffii

Un tratto interessante delle Rose che derivano dalle Chinensis è che spesso il fogliame è sfumato di porpora, rame, bronzo, e che i colori nei fiori sono altamente mutevoli dal boccio alla corolla aperta ed a seconda delle condizioni climatiche. Nel costruire una scena in giardino questo può essere un interessante tema di partenza per ottenere schemi di colore armonici senza la pedanteria del monocromo a tutti i costi. Specialmente quando si entra in una stagione come l’autunno, in cui l’aria si fa limpida e la luce tipicamente morbida e calda, che sembra vivere di sfumature.

Mi piace pensare di sviluppare una simile gamma di colori nel creare la nostra bordura con le Rose per l’autunno. Le tonalità saranno pertanto quelle calde dal rosa all’arancio, rafforzate dai bronzo, porpora, e rischiarate da un tocco appena argentato. Preferisco articolare un poco questa bordura ed estenderla, in modo tale che sia facile poi potervi attingere con libertà per interventi su scala decisamente più piccola o associazioni anche di due-tre piante, persino in vaso.

La base della composizione la danno degli Elaeagnus x ebbingei in morbide sfere, sempreverdi e facili da tenere in forma, con una fioritura profumatissima in ottobre, richiamati nella sagoma, sul fronte, dall’Euphorbia x martinii dal fogliame sfumato di rosso e bronzo, bello poi per tutto l’inverno. Le Rose: sullo sfondo grandi cespugli di
‘Safrano’ e ‘Odorata’, sul fronte gruppi di tre delle piccole ‘Gruss an Aachen’ e ‘Irene Watts’. Tra le Rose più grandi e gli Elaeagnus, Miscanthus sinensis ‘Gracillimus’, M. s. ‘Nippon’ e Panicum virgatum ‘Squaw’, sul fronte invece cespi di Pennisetum orientale.

Lo spazio in primo piano ospita Salvia x jamensis ‘Navajo’, Agastache rupestris e Plantago major ‘Purpurascens’ le cui grandi foglie sfumate di porpora contrastano con i Pennisetum e riprendono le sfumature dei fogliami nelle Rose. Gli eventuali vuoti nella parte mediana possono essere riempiti con la Nicotiana langsdorffii, perenne di breve durata o annuale che si risemina liberamente, dai fiori verde cedro.

Questa base, adatta sia al Nord che al Sud, può essere variata in relazione alle condizioni climatiche locali.
Al Nord, basta sostituire la Nicotiana con degli Aster ‘Lady in Black’ e alcune delle piante in primo piano con dei Sedum, col classico ‘Autumn Joy’ a guadagnare la palma del prediletto, ed inserire qua e là il Chrysanthemum rubellum ‘Lady Ann Brockett’, dalla calda sfumatura albicocca.

Dietro a sinistra Miscanthus sinensis ‘Gracillimus’; sul fronte Miscanthus sinensis ‘Adagio’, con Panicum ‘Warrior’ a destra in fondo e Rhynchelythrum repens (per gli amici “piumosone rosa”!) nel mezzo. Salvia discolor sul fronte in basso

A Sud le possibilità sono ancora maggiori, e forse si può osare un poco di più, sostituendo alle Nicotiana l’australiano Anigozanthos flavidus, inserendo alcuni Phygelius x rectus Funfair ‘Apricot’ sul davanti, e persino, per i più temerari, sostituendo il Pennisetum orientale con il Pennisetum setaceum ‘Rubrum’.

L’esposizione più adatta è quella in cui la bordura è illuminata di lato durante il pomeriggio e al tramonto, così che la luce radente faccia brillare le Graminacee e sottolinei le sagome delle diverse piante, oltre a rendere più ricchi i colori utilizzati. Quindi un’esposizione del fronte tra Sud ed Est è l’ideale.

Un’ultima annotazione di carattere colturale.
La migliore rifiorenza autunnale in assoluto, nelle rose, si ha quando alla pianta è stato dato modo di riposare per un certo periodo durante l’estate. Il forte irraggiamente solare spesso brucia i petali, ed il calore inibisce lo sviluppo, inducendo la pianta ad andare in quiescenza. Nei giardini troppo spesso si continua a concimare ed innaffiare durante questo periodo: spesso ne risulta una rifiorenza insoddisfacente sia in temini di quantità che di qualità. Meglio lasciare che le piante vadano naturalmente a riposo tra luglio ed agosto (a seconda del clima). Probabilmente qualche foglia basale inggiallirà e cadrà, ma è del tutto normale.

Non appena i primi temporali estivi portano un poco di refrigerio, l’abbassamento delle temperature innesca immediatamente la ripresa vegetativa.
È questo il momento di sostentare la pianta con una concimazione completa e abbondanti innaffiature se la pioggia dovesse comunque scarseggiare, come spesso avviene al Sud. In poche settimane le
piante saranno di nuovo completamente in fiore.
Si arriva persino al caso limite di Rose teoricamente non rifiorenti, come alcune Damasco, e persino Rambler quali ‘Albéric Barbier’ e ‘Paul Transon’, che lasciate completamente a secco durante l’estate, al Sud, e trattate in
questo modo, spesso rifioriscono nel tardo autunno sin dentro l’inverno mite del Mediterraneo.


Riferimenti

4 pensieri riguardo “Bordura di rose e graminacee per l’autunno

  • 26 gennaio 2007 in 9:20 AM
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    In effetti l’articolo completo rende giustizia alla sintesi pubblicata sulla rivista che comunque non era male… complimenti Mauri!

  • 26 gennaio 2007 in 1:48 PM
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    complimenti sì!
    se fosse questo il livello medio degli articoli che si leggono sulle riviste di giardinaggio
    noi ‘verdomani’ saremmo tutti molto ma molto felici e, con ogni probabilità, fare giardinaggio sarebbe molto più facile per tutti.
    Gianni

  • 1 febbraio 2007 in 3:37 PM
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    Grazie Maurizio
    Io avevo comprato il numero di ottobre proprio per il tuo articolo (non la compro sempre). Qui lo ritrovo ancora più ampio. Si tratta di “una perla” che custodirò con cura.

  • 4 febbraio 2007 in 5:35 PM
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    Porpora, rame ,bronzo. Che sinfonia ! Bravissimo Maurizio che è riuscito a creare una bordura nuova e classica insieme

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