L’abete ed altre piante nella mitologia del Natale

In questi giorni festeggiamo il Natale senza più domandarci cosa facciamo e perché, come degli zombi che si aggirano incoscienti tra ipermercati e centri commerciali.
Per molti – indipendentemente dalla loro religiosità
– tutto questo movimento generato dal consumismo supino, è diventato ormai inaccettabile.

Potrà allora essere interessante andare a spulciare qualcosa attorno alle più remote origini del Natale, e come queste si colleghino direttamente ai culti della Natura, pre-cristiani e pre-ellenici, cioè a quell’infanzia dell’Uomo, quando questo non dimenticava di provenire dalla terra e ad essa di ritornare, perlomeno nel corpo…

Contina la lettura

Paesaggio e letteratura

Il concetto di paesaggio è di codificazione talmente recente che se ne
sono date diverse definizioni, senza riuscire a abbracciarne tutte le
caratteristiche naturali, antropiche e cronologiche. In un modo o
nell’altro sembra che qualcosa venga lasciata fuori, trascurata o
minimizzata.

Questo accade per l’aspetto letterario del paesaggio più che per ogni
altra sua caratteristica. In Italia, seppure le descrizioni di
paesaggi siano tra le più belle e celebrate di tutta la letteratura,
non si è mai dato molto peso ad una storia del paesaggio letterario,
che è un settore di interesse spesso del tutto estraneo al giardiniere
e all’architetto, anche se certamente molto più familiare al poeta e
al narratore…

Contina la lettura

Ippolito Pizzetti: un poeta, un artista, un giardiniere

Nella sua postfazione al volume di Marie Luise Gothein
Storia dell’Arte dei Giardini,
Mario Bencivenni definisce
Russell Page un
giardiniere “irregolare”, formatosi cioè al di fuori del
percorso di ufficiale studi.

Tale era anche Ippolito Pizzetti, scomparso il 15 di agosto di quest’anno.
Solo a chi non è vero giardiniere, giardiniere di mano e di
petto, può sembrare strano, insolito e rimarchevole che si
possa diventare giardinieri e progettisti di giardini senza una
laurea in Architettura o in Agronomia.

In realtà chi questo ambiente lo frequenta sa che
è invece così il più delle volte, che molto
spesso i migliori giardinieri hanno percorsi di studio e di lavoro
completamente diversi, così che non è raro
trovare giardinieri laureati in Economia, o con un diploma di
Scuola d’Arte, o che prima facevano i pizzaioli.
Perché l’amore per il giardinaggio nasce sin da piccoli, ma
si concretizza con lentezza e impiega tempo a prendere corpo, non diversamente da come un pittore impiega molti anni ad
apprendere le tecniche e capire quale sia la più adatta ad esprimere se stesso…

Contina la lettura

Gli orti urbani

Il ritorno alla coltivazione dell’orto anche in città è un fenomeno recentissimo: sino a pochi anni fa, era l’ultima moda delle
feste dei divi di Hollywood invitare gli ospiti a cena ed offrire le primizie
coltivate sulla propria terrazza o veranda, tanto che nel 2005
un’inchiesta del settimanale “L’Express” ha incluso l’orticoltura tra
le settanta pratiche dell’odierno snobismo.
Nel nostro piccolo, anche noi di CdG siamo stati influenzati da questo
orientamento, infatti alla Banca del Seme di quest’anno, le richieste di semenze da orto sono state le più numerose.

Per capire il perché di questo rinnovato interesse per la coltivazione dell’orto, bisogna tornare un po’ indietro con gli anni,
all’epoca pre-industriale.
Fino a tale periodo, campagna e città hanno
convissuto bene insieme, anzi, si può dire che nella storia
occidentale ad ogni fase di crescita urbana si sia accompagnata una
proporzionata crescita del patrimonio verde e dei campi a coltura.
Pensiamo alle ville venete del Settecento, che si trasformavano in
cuori di prospere aziende agricole…

Contina la lettura

Russell Page

Russell Page è stato uno dei più grandi architetti paesaggisti inglesi del 900.
Nato nel Lincoshire nel 1906, iniziò a dedicarsi al giardinaggio fin da piccolo.

Page ha disegnato letteralmente centinaia di giardini, in Inghilterra, Francia, Belgio, Svizzera, Olanda, Spagna, Italia, Sudamerica, Stati Uniti.
Sarebbe difficile trovare in questi un motivo comune, uno stile facilmente rintracciabile: anche se forse Page è più noto per i disegni formali e simmetrici, e le piante potate, in realtà ha sempre adattato i propri giardini al sito, al carattere dell’edificio, all’ambiente.

Quando chiedevano a Page se si considerasse di più un architetto o un plantsman, rispondeva sempre di conoscere più piante di un normale designer, ma di saperne più di design rispetto ad un appassionato di piante.
In realtà, egli amava definirsi semplicemente un giardiniere: e ci piace ricordarlo così, come uno di noi…

Contina la lettura