La casa di Martina, cronistoria di uno stagno

Vorrei condividere con voi l’esperienza del mio stagno, provare a raccontarvi con quale spirito era stato concepito all’inizio e cosa rappresenta ora.

Tutto è nato grazie ad una ‘Festa Oasi WWF Maggio 2007’ presso il ‘Centro la Bora’ di San Giovanni in Persiceto (BO) dove sono allestite alcune vasche per il recupero di specie autoctone e non di tartarughe acquatiche.

Quella domenica, io e mio marito, abbiamo conosciuto un tecnico del Centro, una giovane donna energica che …

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Un piccolo classico

Un piccolo classico, come da titolo: giardino frontale di una bifamiliare, utilizzato da una giovane coppia come stanza all’aperto.

P&A, gli amici che mi hanno chiamato per la “consulenza”, hanno acquistato a luglio la casa. Appassionati degli spazi all’aperto, hanno traslocato dal vecchio terrazzo gli arredi in legno e un paio di grossi vasi con alcune piante.

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L’autunno sui balconi, con stile

Beh, certo, uno vede le foto del giardino del Noor
(per non parlare degli aceri di Acerobis e del
giardino delle felci di Orazio) e poi torna a casa e trova le solite quattro piantine stente…verrebbe voglia di buttare tutto dalla finestra
(con grave rischio per i passanti).

Invece no!!! Perché scoraggiarsi ?
Con un po’ di fantasia e di autoconvinzione, si può andare molto lontano…
Ecco qui l’autunno sui balconi, semplice ma con stile.

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Una striscia di terrazzo

Dieci anni fa compravo un appartamento all’ultimo piano, con un terrazzo lungo e stretto esposto a nord. Nella sua sproporzione (1.5 m x 15 m), quel terrazzo sembrava un corridoio sospeso sui tetti. Con l’obiettivo di renderlo accogliente, mi avvicinavo così al mondo delle piante.

Accostandomi al giardinaggio, commettevo gli errori di tutti i principianti: lo shopping selvaggio nei vivai, la presunzione di coltivare ogni specie anche delicata, la disattenzione negli abbinamenti, la superficialità, la fretta.

Un episodio per tutti: pagai una cifra esagerata per un oleandro di
cui nemmeno conoscevo il colore dei fiori. Un oleandro sconosciuto,
esposto a nord e in vaso. Potete vederlo, stentato, in fondo a destra
nella foto…

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Un giardino su misura

Vi racconto un po’ di storia del mio piccolo giardino, gli
esperimenti, i lavori ed alcune esperienze che hanno costellato i suoi soli tre
anni di vita dal 2004 ad oggi.

Quando io e mio marito Mauri decidemmo di cercare una casa,
le priorità a cui pensavamo erano tre:
ingresso indipendente, ampia cucina e piccolo giardino.
L’ultima delle tre rappresentava per Mauri la possibilità di
cenare all’aperto e la libertà di leggere con i piedi nudi sull’erba.

Per me la presenza di un terreno di fronte a casa era
la condizione imprescindibile per essere completamente felice,
e non lo era per capriccio, ma perché
sentivo che il tempo che gli avrei dedicato l’avrei vissuto come un gioco molto affascinante e benefico per lo spirito, sebbene complicato, faticoso, ma che mi avrebbe ricambiato con bellezza,
profumi e stimoli di cui tuttora continuo a meravigliarmi…

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Dieci cose che ho imparato in giardino: consigli pratici per giardinieri inesperti

Premetto che di base io non ho una vasta cultura giardinicola: non faccio il “giardiniere teorico”, ho pochi libri di consultazione, so a malapena chi sia Russel Page, e Sissinghurst per me può anche essere in Australia.

Quattro anni fa ho comprato una casa con il giardino, e mi sono trasformata da serial killer di lavande (ne ho uccise sette prima di vederne fiorire una) in una giardiniera (sott’aceto) non dico provetta ma almeno dignitosa.

Come ho fatto?
Non è difficile, ho chiesto informazioni, ho sbagliato molto,
ed ho imparato dai miei errori.
Quindi vi faccio un compendio dei miei errori così voi non li ripeterete!

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Primavera di aceri giapponesi: scenari, effetti, movimenti.

Gli aceri giapponesi rappresentano una inesauribile fonte di
attrazione in qualsiasi giardino.
La primavera, assieme all’autunno, è la stagione migliore
per osservarne le fasi più spettacolari.

Sono innumerevoli le cultivar di acero giapponese dalla
colorazione primaverile interessante, così come le
caratteristiche secondarie sulle quali soffermarsi.
Le straordinarie macchie di colore create da queste piante sono
del tutto paragonabili alle fioriture di arbusti o piccoli alberi e la
durata dell’effetto spettacolare può superare
abbondantemente le 3–4 settimane.

Se invece un attento osservatore considera cultivar con caratteristiche meno appariscenti ma più visibili nel
dettaglio, può trovare curiosità molto interessanti e a volte stupefacenti…

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Una bordura al naturale

Nel mio giardino, il confine è segnato da un fossato di scolo
delle acque piovane. I fossi sono quasi sempre lasciati all’incuria, e
in essi le piante spontanee crescono sopraffacendo altre meno vigorose.
Il tutto è regolato dalla natura, spesso matrigna, dove vince il più
forte.

Quando sono venuto ad abitare qui, avevo in mente un giardino dove
regnasse – per quanto possibile – l’ordine, e fosse la mia mano a creare ogni cosa.
Così intendevo in assoluto il mio giardino, sicché anche con il
fossato, dove tutto cresce casualmente, mi sentii in dovere di intervenire sul naturale equilibrio.
Presi quindi la decisione di usarlo per produrre legna da ardere, piantando alcuni esemplari di Robinia pseudoacacia.
Il resto faceva i conti puntualmente con il decespugliatore,
che mi permetteva di mantenere la pulizia che desideravo.

Con gli anni il giardino è cresciuto, e con lui il tempo che gli
dedicavo per la creazione e la manutenzione, al punto che dovetti
trascurare l’argine del fossato, dove pian piano – quasi di nascosto
– rifecero comparsa le piante spontanee.
Osservandole, mi resi lentamente conto che, una volta liberate dalle specie più invadenti e vigorose che le opprimevano, non avevano nulla da
invidiare ad altre piante che avevo acquistato per comporre le aiuole del giardino…

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Bordura di rose e graminacee per l’autunno

Per avere una bordura con rose fiorite in autunno, c’è da considerare innanzitutto la questione della rifiorenza. Molte Rose rifioriscono costantemente ma in maniera spargola. Quelle a cui mi piace pensare per i nostri scopi sono le varietà capaci di dare una fioritura autunnale copiosa, pari per bellezza a quella primaverile, se non persino più bella. In questo modo l’accostamento con altre piante che hanno il loro apogeo durante l’autunno sarà più incisivo e d’effetto.

Da non sottovalutare anche l’aspetto complessivo del cespuglio: fogliame e portamento sono il naturale sfondo delle corolle, e
troppe Rose pur bellissime nei singoli fiori non sono granché (ahinoi!) come piante da giardino…

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