L'Orto Botanico del Palmetum di Santa Cruz

di Carlo Morici

Il Palmetum di Santa Cruz di Tenerife è un giardino botanico incompiuto di 120.000 metri quadri specializzato in palme (Arecaceae) e diviso in sezioni biogeografiche. È il più grande spazio verde del centro di Santa Cruz di Tenerife, la capitale delle Isole Canarie Occidentali. È stato creato su una collina artificiale tra la città e l'oceano, risultato dell'interramento di una discarica di rifiuti urbani chiusa nel 1983.

Il progetto fu avviato nel 1995 con fondi dell'Unione europea e della città di Santa Cruz. La collina venne modellata sotto la direzione degli agronomi Manuel Caballero e José Timón, il biologo Carlo Morici e l'architetto paesaggista Carlos Simón.

Il parco comprende un grande sistema di cascate, ruscelli e stagni, un Museo Etno-geografico della Palma (non finito) dedicato alle palme appunto, con più di mille oggetti di valore etno-geografico, oltre a uffici, laboratori ed un ombraio chiamato "l'Ottagono" in cui trovano posto le specie più delicate.

La collezione è cresciuta in modo rapido durante gli anni della intensa cooperazione con altri giardini botanici, nel 1996-1999, ma alla fine del 1999 il progetto incompleto fu congelato per mancanza di fondi. Il giardino non è mai stato aperto al pubblico. Da 2000 al 2007 i giardini hanno vissuto momenti di alti e bassi, con lunghi perodi di abbandono pressoché totale che hanno ridotto il numero di specie di palme in coltivazione da circa 460 nel 1999 a 296.

Gli amici del Palmetum hanno lottato per anni per far sopravvivere ai tempi più bui questa preziosa collezione. Nel 2007 una nuova ondata di interesse ed un maggiore afflusso di soldi ha permesso di riprendere a lavorare sul progetto. Il governo delle Isole Canarie ha finanziato alcune opere fondamentali e noi abbiamo potuto migliorare lo stato complessivo del parco e piantumare i pendii Meridionali della collina, sui quali non era stato mai piantato niente in precedenza.

Il giardino oggi comprende circa 800 specie di piante, per un numero totale di circa 2.600 esemplari. Approssimativamente 300 specie di palme costituiscono una collezione di riferimento, con molte specie rare e preziose. 72 dei taxa presenti sono specie in pericolo di estinzione incluse nell'elenco rosso della IUCN.

La collezione è incentrata sulle palme delle isole, di cui la sezione geografica dedicata ai Caraibi è la più grande, estesa su un'area di 50.000 metri quadri. Le collezioni dei generi Caraibici Thrinax, Coccothrinax e Hemithrinax sono fra le più complete del mondo.

Nei prossimi anni dovrebbe esserci un futuro migliore, perché a giugno 2007 è stata creata una fondazione pubblica che gestirà il Palmetum. Il nome completo è "Fundación Canaria del Jardín Botánico del Palmetum di Santa Cruz". Sarà controllata da alcune delle più importanti istituzioni politiche, ed anche dalla locale Università di Laguna.


Ubicazione e clima

Il Palmetum si trova sulla collina chiamata El Lazareto, alla punta SW della città di Santa Cruz, sull'oceano. Era una discarica, chiusa nel 1983. La superficie totale della collina è 120.000 metri quadri, la cima pianeggiante ha un'altezza di 42 m ed una superficie di circa 55.000 metri quadri, mentre i pendii della collina sono 65.000 metri quadri.

Il clima delle Isole Canarie è subtropicale oceanico, con un andamento delle precipitazioni di tipo Mediterraneo. La temperatura annuale media di Santa Cruz è 21 ºC, con la piovosità annuale media di 230 mm, concentrata principalmente in inverno. La minima in inverno è circa 15 ºC.

Il clima oceanico è estremamente bilanciato, ed i fronti freddi o caldi che arrivano all'isola dalla terraferma sono indeboliti dall'effetto del mare. I venti sono frequenti, soprattutto dal quadrante NE, specialmente in estate, e la breve stagione piovosa dura pochi mesi in inverno. Ci sono forti tempeste di vento ogni pochi anni, con le raffiche di vento più intense che toccano i 110 km/h (gennaio 1999) e perfino 147 km/h (novembre 2005). La grandine è caduta nel gennaio 1999.


Scopi e finalità del progetto

L'obiettivo era trasformare una delle aree di più degradate dell'isola, una vecchia ed enorme discarica abbandonata, confinante con il mare, alla periferia di questa città. Era una collina di detriti fetidi, con nessuna forma di vita, a parte la flora e fauna tipica delle aree aride e degradate dell'arcipelago, come Mesembriantemi e lucertole (Gallotia). Noi dovevamo convertire questo paesaggio infernale in un paradiso, raccogliendo una grande collezione di palme in quella parte d'Europa dove le piante più tropicali possono prosperare all'aperto.

Il Palmetum doveva anche essere un nuovo spazio di verde ricreativo per gli abitanti del nuovo quartiere che sarebbe stato costruito presto. Il centro urbano era destinato ad espandersi verso sud arrivando alla collina abbandonata. La città di Santa Cruz aveva bisogno di un'istituzione nuova dedicata alla scienza e alla cultura, ed aveva anche bisogno di una attrazione turistica capace di concentrare interesse e prestigio su una delle isole di più visitate del mondo. Il Palmetum avrebbe dovuto sostenere la ricerca botanica su specie di palme nuove, per alimentare le necessità del florido comparto vivaistico delle isole specializzato in palme ornamentali. Avrebbe dovuto creare una scuola di giardinaggio e paesaggismo, ed un museo etnografico sulle palme. Il Palmetum doveva anche diffondere la conoscenza della flora spontanea, visto che una sezione è dedicata alla Phoenix canariensis ed alla vegetazione del bosco termofilo Canario. L'obiettivo era veramente ambizioso e la collina artificiale doveva essere completamente ridisegnata.


Criteri adottati per il progetto del giardino

Venne scelto di privilegiare uno stile di progetto naturale, con il proposito di creare su una delle colline più artificiali del mondo il paesaggio più informale ed apparentemente naturale possible.

Le piante nel giardino sono raggruppate in base alle zone geografiche di provenienza, per rappresentare la flora delle regioni distinte del mondo. La maggioranza della zona pianeggiante in cima alla collina è stata destinata a ricostruire i vari ambienti naturali. La sezione del Madagascar è coperta parzialmente con prato. I pendii che guardano verso la città sono stati piantati con piante native delle Isole Canarie per creare un paesaggio tipicamente locale, in vista della città. Questa zona, di 11.500 metri quadri, ospita la più completa raccolta di piante endemiche di Santa Cruz.

Un grande insieme di cascate, fiumi e laghi, decorati con pietre naturali, divide nettamente le aree tematiche. Una fascia di alberi misti, piantati sull'orlo dell'altopiano, tiene a bada il vento e crescendo creerà un ambiente ancora più protetto per gli alberi.

I tecnici responsabile per il progetto del paesaggio sono stati Carlos Simón, che ha disegnato molte cascate costruite con immense pietre naturali ed anche Carlo Morici, autore di questo articolo. Carlos Simón ha disegnato le sezioni dedicate a Madagascar, le Isole Mascarene, Australia, America Meridionale, Africa, parte della sezione Caraibica, Indocina, ed l'Ottagono (l'ombraio per le pame). Carlo Morici ha disegnato le sezioni hawaiane, Melanesia, Nuova Caledonia, Nuova Guinea, Borneo, Canarie, parte dei Caraibi, dell'Indocina, e la maggioranza dei pendii. Elías del Castillo, collega del compianto Cesar Manrique, ha collaborato nel disegno della grande cascata di roccia calcarea che domina la sezione Caraibica.


Criteri per la selezione delle specie

La collezione si focalizza sulla famiglia delle palme (Palmae o Arecaceae) che comprende approssimativamente 2.400 specie. Nel 1996 furono selezionate 500 specie che potressero prosperare al meglio nel clima di Santa Cruz. Fu deciso di dare particolare enfasi alle palme originarie dagli ecosistemi isolani del mondo ed alla flora dei Caraibi, perché le palme delle Indie occidentali vivono bene in questo clima ed anche a causa dei numerosi legami culturali che esistono tra le Canarie e le isole Caraibiche spagnole, che sono state popolate in parte da immigranti delle Canarie. Alcune piante furono escluse intenzionalmente dalla raccolta: quelle palme che avrebbero potuto produrre ibridi con l'unica palma natia, Phoenix canariensis e quelle specie che avrebbero potuto sfuggire alla coltivazione per divenire erbacce invadenti.


Segue: Storia e futuro del progetto

17 gennaio 2008 in