bruciare le sterpaglie...

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bruciare le sterpaglie...

Messaggioda Paola-Luna » mercoledì 20 gennaio 2010, 16:33

mi chiedevo se l'ordinanza vigente dalle mie parti che da alcuni anni vieta di bruciare sterpaglie e ramaglie nei campi e nei giardini fosse valida anche per il resto d'Italia... avete qualche documentazione cui potrei rifarmi? grazie
Paola-Luna
 
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Messaggioda Vitalba » mercoledì 20 gennaio 2010, 16:36

Credo di sapere che da noi (non so se in provincia o in regione) possano farlo solo i contadini (certificati come tali non so se dalla CCIA o da quale altro organismo)
Vitalba
 
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Messaggioda luca » mercoledì 20 gennaio 2010, 16:53

In genere l'autorità competente in materia è il corpo forestale dello stato, ti consiglio di contattarli telefonicamente.
luca
 
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Messaggioda angie » mercoledì 20 gennaio 2010, 17:07

Ecco una cosa che mi fa inferocire! :evil:
Mia suocera ha il vizio di bruciare le ramaglie ancora verdi (talvolta anche qualche rifiuto, tipo tappeti di gomma e pezzi di plastica) nel campo adicente, soltanto ad una decina di metri da casa, fregandosene che siamo magari a luglio, temperature 32°C, non un alito di vento, le colture di mais, e non ultimo, a pochi metri la MIA biancheria a stendere.
E non soltanto mia suocera, sono in diversi che lo fanno infischiandosene delle case accanto.
Cerca il regolamento di polizia rurale del tuo comune, questo qui sotto è l'articolo estratto da quello di un comune limitrofo al mio.

Art. 24
Accensione di fuochi
L’accensione di fuochi è ammessa solo ai fini agronomici di bonifica e/o disinfezione dei terreni o dei residui di coltura.
Dovrà essere pertanto rispettata una distanza minima, rispettivamente, di 25 metri dalle case, dagli edifici, dai boschi, dalle piantagioni, dalle siepi, e di 100 metri dai mucchi di paglia, fieno o foraggio o da qualsiasi altro deposito di materie infiammabili o combustibili.
Per quanto riguarda le distanze dalle strade si rinvia alle norme del Codice della Strada e del relativo Regolamento di esecuzione.
Le erbe residue potranno altresì essere decomposte dagli interessati in apposite fosse o concimaie, oppure depositate negli impianti di compostaggio pubblici o privati.
Le stoppie ed i residui della trebbiatura non possono essere bruciati. Dopo l’opportuno trituramento, possono essere sotterrati con l’aratura.
Il proprietario del fondo o chi ne gode dell’uso, è responsabile del rispetto delle succitate norme e deve assicurare la presenza di un numero di persone sufficienti durante tutte le operazioni di brucio, fino al completo spegnimento dei fuochi.
La combustione di teli, legacci, sacchi, imballaggi e rifiuti di qualsiasi natura, viene considerata smaltimento di rifiuti non autorizzato.
(Sanzione amministrativa da € 25,00 a € 150,00)
angie
 
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Messaggioda MorrisNoor » mercoledì 20 gennaio 2010, 18:00

La sanzione la farei come minimo da 2.500 a 5.000 €, altro che spiccioli! :evil: :evil:
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Messaggioda manidiforbice » mercoledì 20 gennaio 2010, 21:16

Penso che bisogna distinguere le questioni.
Un conto è il fastidio che si può arrecare al vicino di casa, e allora bisogna verificare se vi sono regolamenti comunali.
Un conto è se si vive in zone soggette ad incendi e allora bisogna rivolgersi alla forestale.
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Messaggioda milli » mercoledì 20 gennaio 2010, 21:34

cavoli! tua suocera è uguale a mia nonna ( l'unica soluzione= la fuga)
fine O.T
anche da noi è proibito, ciò nonostante i contadini lo fanno lo stesso...
milli
 
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Messaggioda paco » giovedì 21 gennaio 2010, 10:37

che poi bruciare le sterpaglie e i residui vegetali delle colture non ha nessun vantaggio...
si, ottieni la cenere, ma il materiale organico se ne va nell'aria (carbonio e azoto) e in più sterilizzi il terreno sottostante uccidendo i preziosi microorganismi...

se uno ha un giardino o orto piccoli, non penso ci accenda un fuoco, e comunque essendo poca roba può tranquillamente spezzettare e buttare il tutto in una piccola compostiera senza troppa fatica...

se il terreno è grande, che gli costa fare una pila di scarti vegetali in un angolo e lasciarli compostare senza fretta un annetto o due?

cioè sta cosa di bruciare proprio non l'ho mai capita, è un residuato di agricoltura vecchia e superata :evil:
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Messaggioda BoomerX » giovedì 21 gennaio 2010, 15:38

bruciare tappeti di gomma e pezzi di plastica


L'incendio di materiale plastico sviluppa diossina !!!
di che tipo è difficile da dire, dato che dipende dalla combinazione dei prodotti bruciati.
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Messaggioda Paola-Luna » giovedì 21 gennaio 2010, 21:06

premettendo che io non brucio nulla bensì butto tutto l'ingombrante (ramaglie, erbacee secche, potature etc.) nei cassonetti dell'umido del mio comune (da me ci sono quelli grandi apposta), ora vi spiego il perchè di questa mia domanda: sull'ultimo numero di Gardenia, a pag. 148 ossia in chiusura di rivista, Pia Pera tiene la sua rubrica "Apprendista di felicità" dove ogni mese scrive un breve testo relativo al mese in corso. Ebbene, sul mese di gennaio la Pera si dileggia nel narrare le sue "emozioni" davanti ad un bel falò di frasche e ramaglie, acceso da lei a cielo aperto presumibilmente nella sua cascina...
Al termine della lettura del pezzo, sono rimasta allibita: "com'è possibile che una rivista del calibro di Gardenia si sia lasciata sfuggire una gaffe del genere? Nella mia provincia l'usanza rurale di bruciare le ramaglie è stata debellata da tempo ormai (anche se alcuni la praticano ancora!): possibile che nel resto d'Italia non sia così?".
Ecco il perchè della mia domanda iniziale. Ora a voi le conclusioni
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Messaggioda Vitalba » giovedì 21 gennaio 2010, 22:12

Credo che ci siano diversi regolamenti oltre che diverse scuole di pensiero... anch'io l'ho notato, Paola.
Del resto, ora che ci penso, nel suo primo libro anche Gabriella Buccioli del Casoncello dice che brucia le ramaglie...
Però io sono d'accordo con Paco: ho individuato due posti in cui le metto a compostare, quando non ho tempo di biotriturarle o quanto sono in quantità eccessiva.
Credo che avendo pazienza (un paio d'anni non bastano per mia esperienza) quello che si ottiene sia preferibile.
I contadini, comunque, dai noi possono e lo fanno anche se raramente.
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Messaggioda manidiforbice » venerdì 22 gennaio 2010, 10:02

Io lo faccio, capita raramente, ma lo faccio. Brucio tutto ciò che non va nel compost, come le infestanti o piante attaccate da malattie.

E' ovvio poi che prendo tutte le precauzioni del caso e comunque non sono mai falò che durano ore, ma fuochini che durano 10 minuti al massimo (l'erba brucia in un attimo). E' un punto preciso del giardino, lontano da tutti i confinanti, ha un piccolo fossato intorno, c'è a disposizione acqua e non viene mai lasciato finché non si è spento.
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Messaggioda MorrisNoor » venerdì 22 gennaio 2010, 11:14

In Sardegna, paradossalmente, si può :verybad: Persino le stoppie ed i residui cerealicoli in genere, tranne che in aree particolari individuate da appositi Piani.
Non è possibile accendere alcun tipo di fuoco a terra né bruciare ramaglie e simili da maggio ad ottobre nei giardini,mentre in terreni coltivati e/o irrigui si, sotto specifica autorizzazione. E così via.

Resta il fatto che, soprattutto il aree a clima caldo e secco, bruciare i residui vegetali (e non parlo di situazioni in cui è ragionevole farlo, vedi il caso di piante malate o simili) non è soltanto un pericolo, ma principalmente uno sperpero insostenibile di prezioso materiale organico.

Noi abbiamo da tempo attuato in giardino una politica di massimo riciclo, per la quale non solo non esce una foglia (nonostante la quantità impressionante di scarti vegetali prodotti) ma spesso e volentieri andiamo a recuperare quelle che i nostri vicini scialacquoni gettano fuori dalla nostra recinzione ( ... :evil: )

Lo schema è questo:
1 - Sfalcio di prato, erbacce anche a seme, scarti di potatura, scarti grossolani di pulizia del giardino: leggermente appezzati, finiscono tutti nel cumulo principale del compost con cenere di legna e scarti vegetali di cucina, e lì lasciati maturare per circa un anno. Compost che verrà utilizzato poi per la preparazione di buche di impianto e la concimazione di siepi e aree arbustive fitte (dove eventuali infestanti hanno scarsa possibilità di ripresentarsi).

2 - Scarti di potatura di arbusti e fronde di alberi con foglie, sia decidui che sempreverdi, foglie secche e residui derivanti dal riordino ("grooming") delle aiuole, taglio di perenni e tappezzanti, cime sfiorite e anche a seme* di piante ornamentali, taglio di graminacee ornamentali: vengono trinciate minutamente tramite un trinciaforaggi/biotrituratore e quindi immediatamente utilizzate come pacciamatura in aiuole e bordure.
*(tutte quelle di cui si desidera l'autosemina)

3 - Potatura degli olivi: tutte le ramaglie munite di foglie, con fusti sino a 2-3 cm di diametro vengono trinciate ed il materiale risultante utilizzato per la copertura di aree calpestate (sentieri, piccoli spiazzi, etc). Il materiale dell'anno precedente ormai deteriorato viene raccolto e gettato nelle aiuole prima di posizionare il nuovo.

4 - Potatura anche estiva di Rose e piante spinose (Carissa, Bougainvillea), potatura di viti ed alberi da frutta, tutti i rami legnosi privi di foglie più spessi di un pollice, ed ovviamente rami grossi e tronchi: selezionati ed accatastati in legnaia per essere bruciati (camino, barbecue, forno a legna).

Una quota parte degli scarti (privi di semi) di cui al punto 2 vengono posti in una piccola compostiera a parte, dove addizionati di cornunghia, terriccio esausto di vasi e seminiere, letame, danno il terriccio utilizzato per il rinvaso di talee e piante stabilmente in vaso.
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Messaggioda Manuelafragrans » venerdì 22 gennaio 2010, 11:38

Grazie Maurizio!
Questo schema sarà la base di partenza per il lavoro di "riciclo" che dovremo necessariamente fare in futuro.

Purtroppo, fino ad ora, vista l'ENORME quantità di materiale (tipo potatura di alloro proveniente da una siepe di quasi 4 metri e ridotta a 50 cm. :joke: ), e il pochissimo tempo per gestirla, senza contare l'impossibilità di acquistare un biotrituratore che, visto l'andazzo, sarebbe stato prontamente rubato.. insomma dicevo, che fino ad ora abbiamo dovuto bruciare anche noi. :verysad:
Volevo aggiungere dei piccoli suggerimenti:
-quando è necessario bruciare farlo, naturalmente, distante dalle case e dai boschi;
-non accendere fuochi in prossimità di prati non sfalciati;
-scavare una piccola trincea intorno al falò;
-sorvegliare le fiamme finchè queste non si sono completamente estinte;
-tenere vicino un tubo di gomma collegato ad una fonte d'acqua.
(oltre al rispetto delle suddette norme comunali, provinciali, ecc.)
Manuelafragrans
 
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Messaggioda Vitalba » venerdì 22 gennaio 2010, 11:58

Manuela, dato che anche tu hai a disposizione un luogo grande, ti consiglio di individuare un posto defilato in cui accatasti tutti il materiale, comprese grosse ramaglie non triturate.
Lo lasci lì e te lo dimentichi (tranne quando hai qualcos'altro da accatastarci).
Meglio se trovi un posto che ha un avvallamento (così il cumulo non viene troppo alto).
Per aiutare il compostaggio ogni tanto ci butti sopra anche sfalcio o cose del genere.
Dopo un paio d'anni hai un compost molto leggero, poco nutriente ma adattissimo per ammendare.
I rami più grossi non si saranno compostati: puoi rimetterli da un lato e ributtarci sopra "fresco" o recuperarli per bruciare. Tutto avviene come in natura nel sottobosco... e non sprechi niente.
Vitalba
 
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Messaggioda Manuelafragrans » venerdì 22 gennaio 2010, 12:14

D'ora in avanti sì, faremo le cose "per benino" (o almeno ci proveremo :wink: ).
Grazie Sofia!
Ma ora sorge una domanda:
le foglie delle rose colpite da macchia nera e oidio, s'han da bruciare?
Anzi, 2 domande:
le potature di ramaglie "consistenti" di olivo "attraggono" animaletti indesiderati, che poi magari possono esser ben contenti di trasferirsi sulle piante limitrofe?
Manuelafragrans
 
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Messaggioda Paola-Luna » venerdì 22 gennaio 2010, 13:27

dalla potatura dei miei fruttiferi (in genere i rami dello spessore di un pollice dell'anno prima) ricavo legnetti "fini" che metto ben sistemati ad asciugare per tutta l'estate: in autunno sono pronti per l'accensione della stufa e non vi dico quanto sono comodi!

dalla potatura delle mie rose, ricavo talee a non finire;

la pulizia delle erbacee perenni ed annuali, foglie secche di pacciamatura e altro, finisce tutto nei miei due composter...
Paola-Luna
 
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Messaggioda Traudi » domenica 24 gennaio 2010, 12:22

Dalle mie parti è usanza ( non so se tollerata o lecita ) bruciare al mattino presto o la sera tardi.
E lo faccio anch'io, naturalmente senza alcun pezzo di plastica, solo rami ed erba. A volte trituro dei rametti, ma la maggior parte la brucio.
Traudi
 
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Messaggioda manidiforbice » domenica 24 gennaio 2010, 13:14

Usanza... rispetto al tuo quesito iniziale Paola, mi è venuto in mente che in romagna è tradizione fare i fallò la notte di San Giuseppe. Credo non esista un romagnolo che vi abbia partecipato almeno una volta nella sua vita, quindi ho il dubbio che qui non ci siano regolamenti che li vietino.

Anticamente si bruciavano tutte le potature e si dava il benvenuto alla primavera.
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Messaggioda MyrtusTS » domenica 24 gennaio 2010, 14:53

Buongiorno a tutti.
A Trieste è possibile bruciare resti vegetali se si possiede un permesso rilasciato dal comune. Io l'ho richiesto e ottenuto per bruciare i resti delle potature di alberi da frutta, viti e arbusti vari.
Si paga una piccola tassa; per ricevere il permesso arriva un funzionario comunale e accerta la disponibilità di acqua per spegnere il fuoco e la debita distanza da edifici abitati.
Al momento di accendere il fuoco poi, bisogna avvisare i pompieri e lo stesso si fa quando il fuoco viene spento.
Due anni fa un confinante ha acceso un fuoco da niente per bruciare un po di ramaglie...il (poco) fumo sviluppato ha indotto un inquilino di una palazzina vicina a chiamare i vigili, subito accorsi. Si è beccato 1.000€ di multa!!
Non male per un fuocherello...

Mario
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Messaggioda Maria Rita » domenica 24 gennaio 2010, 18:52

anche il mio vicino fa come la suocera di Angie, strainfischiandosene diella direzione del vento e bruciando praticamente di tutto. So che qui è proibito e che le ammende sono anche salate: 900 euro mi diceva un giardiniere che conosco. Però non ho mai avuto il coraggio di chiamare i vigili anche se a volte la tentazione è forte, mi sentirei la solita vicina intransigente. Da quest'anno ho cominciato il compostaggio ma seleziono i materiali perchè temo anche di diffondere alcune "magagne" che spesso mi ritrovo e cioè macchia nera, ruggini, cocciniglia, acari. Gli scarti verdi sospetti li conferisco alla raccolta del verde operata dal comune che poi li composta. Voi come vi regolate quando c'è qualche malattia o parassita?
Maria Rita
 
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Messaggioda kiwoncello » lunedì 25 gennaio 2010, 18:50

In Liguria è lecito bruciare materiale di potatura salvo che quando vige il rischio incendi con divieto assoluto. Nel corso della potatura annuale degli oliveti risultano montagne di materiale che sarebbe praticamente impossibile ammucchiare (con pericolo di incendi) o smaltire. D'altronde le potature d'olivo anche se verdi bruciano in un attimo e con poca produzione di fumo.
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Antico dubbio...

Messaggioda marif » lunedì 25 gennaio 2010, 23:06

Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo?



Anche il mio nuovo vicino (villetta costruita in ex zona agricola) si preoccupa quando brucio i bambù che sostenevano i pomodri.

L'ultima volta che me l'ha ricordato l'ho invitato a fare una visita al vicino forno inceneritore che brucia 100.000 tonnellate l'anno trasportate su camion anonimi e coperti da teli scuri.

Spero se ne ricordi alle prossime elezioni regionali.
marif
 
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Messaggioda angie » martedì 26 gennaio 2010, 0:26

Ma marif, se c'è un regolamento perchè non rispettarlo?
Non sarebbe un atteggiamento più in linea con la citazione cristiana che hai fatto, cercare di venire un po' incontro ai vicini, di non esser fonte di disagio per chi ci sta accanto?
Pensi che il fatto del vicino inceneritore sia una giustificazione a tutto?
Pensa se tutti facessero così ogni qual volta ci fosse qualcosa da gettare via dal giardino!
Che cosa costa passare per l'ecopiazzola? Se non è troppo lavoro si possono spezzare o tagliare con le forbici le canne in 3 o in 4 e metterle nel sacco dell'immondizia secca non riciclabile, con buona pace di tutti: non sarebbe meglio?
Ma a che serve poi bruciare i tutori dell'orto, tu non li conservi per riutilizzarli l'anno dopo?
Scusami se ho esagerato un po' con le domande! :wink:
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Messaggioda manidiforbice » martedì 26 gennaio 2010, 9:16

Scusate ma... nessuno di voi ha un camino? Se io lo avessi scarti di legna, come ha già scritto qualcuno, li brucerei lì, non mi sognerei proprio di portarli all'area ecologica o metterli nel cassonetto.
Ripeto un conto è il fastidio al vicino, un conto sono le norme antincendio. Se si rispettano quest'ultime e si cerca di fare meno fumo possibile e in luoghi defilati, mi spiegate che male c'è?

Le canne dei pomodori poi... ma quante piante di pomodori avrà mai marif a casa sua? poi suppongo anche che non le bruci tutte ma solo le più malandate.. quindi di cosa stiamo parlando... di 10 canne una volta all'anno? In campagna è consentito in tutta Italia sbruciare gli scarti, occorre solo rispettare il come.
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Messaggioda sandrini » martedì 26 gennaio 2010, 10:44

Sono d'accordo con Mani, anche se ultimamente noi non bruciamo più niente.
All'inizio si bruciava la potatura dell'olivo che come dice Kiwoncello è, in termini di fumo e tempo, un niente. Adesso separiamo il legno grosso che viene recuperato per il camino, mentre la parte più fine con tutte le foglie viene lasciata per terra e trinciata da un piccolo trattore.
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Messaggioda angie » martedì 26 gennaio 2010, 12:23

manidiforbice ha scritto:In campagna è consentito in tutta Italia sbruciare gli scarti, occorre solo rispettare il come.


Mani dipende 1) da cosa intendi per 'scarti' e 2) dove si fa il rogo e 3) il tuo Comune di appartenenza. Se fossi in te cancellerei quell' "in tutta Italia" che hai messo.
Qui da me a distanze inferiori da quelle consentite dalle abitazioni non si brucia. Stop.
Lo sancisce il regolamento vigente che ho riportato a pag. 1:
"La combustione di teli, legacci, sacchi, imballaggi e rifiuti di qualsiasi natura, viene considerata smaltimento di rifiuti non autorizzato".
Faccio notare che dei tutori per l'orto non sono residui colturali.
Evito di citarvi i regolamenti o le ordinanze dei comuni di tutta Italia. :joke:
Chi legge, ciascuno di noi, dovrebbe informarsi sul regolamento in vigore nel proprio comune di appartenenza, fare riferimento ad esso e lasciar perdere dicerie, supposizioni e antiche usanze! :wink:

Non capisco perché poi si preferisca bruciare in cortile i rifiuti, procurando disagio nel vicinato, anziché smaltirli come viene suggerito di solito dai volantini che diffonde il Comune: farne compost o legna da ardere nel camino o conferirli all'ecopiazzola.
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Messaggioda paco » martedì 26 gennaio 2010, 12:30

ho molti conoscenti che bruciano tutti gli scarti o addirittura li buttano nelle scarpate o negli incolti vicini... ho provato anche a spiegarglielo, ma nulla da fare, non vogliono vedere cumuli nei loro terreni o giardini...

è un po' come avere un pollaio e dare alle galline solo il mangime, buttando il pane secco, pasta avanzata, scarti di ortaggi ecc nella spazzatura...

controsensi :joke:
paco
 
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Messaggioda manidiforbice » martedì 26 gennaio 2010, 12:38

Angie guarda che ho detto esattamente il contrario.

Non ho parlato né di teli, né di imballi, ecc... sappiamo tutti che sono rifiuti e quelli non li bruceremmo nemmeno nel camino di casa, presumo.
Quando dico "in campagna" e rispettando "il come" penso di aver già fatto notare che vi sono delle regole :wink:
Chi ha così tanti scarti da farne un falò, solitamente ha anche abbastanza spazio per farlo lontano dalle abitazioni.

Quello che ho detto è che una volta che si rispettano le regole, personalmente non la trovo una pratica così barbara.
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Messaggioda angie » martedì 26 gennaio 2010, 12:51

Non vedo l'ora di poter acquistare un biotrituratore per ottenere da me il cippato da usare come pacciamatura. Per ora mi rifornisce mia mamma di questo prezioso materiale che è migliore della corteccia che vendono.
Un vivaista che è venuto a tenere una lezione al nostro circolo di giardinaggio mi ha fatto capire la sua importanza.
In particolare al piede di alberi e siepi, dove è importante, soprattutto i primi anni, lasciare il terreno sgombro dal prato e da infestanti e creare una conchetta detta anche 'ciotola' su cui evitare il calpestio. Questa ciotola andrebbe pacciamata con cippato (quello ottenuto triturando gli scarti verdi, come i residui di potatura, o con gli sfalci d'erba, o le foglie secche), che è ben areato, stendendone uno strato di almeno 25 cm (già dopo un mese si sarà abbassato a 15 cm). Esso apporterà nuova sostanza organica necessaria allo sviluppo, oltre a mantenere l'umidità.
Insisteva dicendo che niente deve lasciare il giardino, come ho già sentito dire.

Mani, diventa una pratica barbara se crea disturbo al vicinato come, mi è parso di capire, fa marif.
angie
 
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