Mango in centro Italia

il forum delle "delicate"

Mango in centro Italia

Messaggioda Pancrazio » domenica 17 ottobre 2010, 16:06

Salve a tutti.
Scrivo per cercare qualcuno con un po' di esperienza in merito alla coltivazione di questa esotica in centro italia.
In particolare vorrei provare a coltivarla in piena terra a Firenze. Il mio ragionamento è il seguente: se la coltivassi in serra riscaldata al 26° sarei sicuro di avere successo: se invece la coltivassi in pieno campo senza riparo invece andrei sicuramente incontro al fallimento. Tra questi due estremi vi è sicuramente un punto dove è ragionevole aspettarsi di poter coltivare con successo questa pianta, pur senza averne la certezza, e vorrei individuarlo.
Le informazioni che ho racimolato concordano su un punto: tra le varietà di mango non vi è differenza di rusticità in merito al freddo, e tutto sono danneggiate da temperature sotto le zero. Piante adulte tuttavia (parliamo di alberi) resistono a 4-5 gradi sotto lo zero, dove con "resistono" si intende che muoiono rami, anche grossi, ma non è detto che la pianta debba essere abbattuta e sostituita ad una nuova pianta.
Firenze d'inverno è abbastanza fredda, ma meno di città anche poco più a nord: la neve da noi è un fenomeno del tutto eccezionale (una nevicata ogni 5-10 anni). La media delle minime di gennaio (negli ultimi 30 anni) è di +1,8°C, e la temperatura media di gennaio è +6,5°. Occasionalmente, nelle notti più fredde, si possono sperimentare anche -3 o -4 gradi, mentre eccezionalmente (una notte ad inverno) si arriva a -7. Lo scorso anno, considerato un inverno molto freddo, dopo una abbondante nevicata siamo arrivati una notte a -11.
Indubbiamente con questi valori non mi aspetto di poter ovviare con solo uno strato di TNT. Pensavo di costruire intorno alla pianta una struttura smontabile, da togliere ad aprile e montare a novembre, diciamo di 2x2x2 metri, e di esporre la pianta a sud. Dispongo già di una serra fredda con ottima esposizione e negli ultimi 3 anni (anche quando fuori c'erano -11) la temperatura non è mai scesa sotto +1 gradi.
Mi interessavano esperienze di prima mano sui materiali da utilizzare per fornire alla serra un ottimo isolamento, eventuali forme di riscaldamento passivo (non voglio utilizzare elettricità per scaldare la struttura, salvo situazioni disperate: d'altronde per scaldare da -7 a 0 serve molto meno calore che per scaldare da -7 a +15 perché vi è molta meno dispersione) e sarei interessatissimo alle esperienze di chi coltiva già questa pianta, anche in vaso (visto che ne ho già un paio in vaso, di varietà Kensington e Gomera, e altre due ottenute da semi del supermercato la scorsa estate).
Il mio scopo è ottenere il frutto, se possibile, ma per quanto abbia girato su internet non ho trovato nessuno che ci abbia provato così a nord (ma da fonti attendibili so che a Roma è possibile ottenere la fruttificazione).
Pancrazio
 
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Messaggioda SHERWOOD » domenica 17 ottobre 2010, 20:06

I manghi purtroppo non sono consolati dal fatto che in un inverno ci sia solo una notte a -5 perche' quella notte gli sara' fatale :( . La serra fredda e' veramente fredda con temperature cosi' basse, per farti un esempio ricordo di aver dimenticato una bottiglietta di acqua minerale in macchina chiusa senza spifferi in una notte a -6 la mattina dopo era completamente ghiacciata (l'acqua intendo) quindi credo che a Firenze senza riscaldamento non si possa fare. Ciao
SHERWOOD
 
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Messaggioda caprettetibetane » domenica 17 ottobre 2010, 20:40

Concordo con quanto dice Sherwood, basta una sola notte, anche -3 se la pianta è giovane.

Io posso dirti la mia esperienza, io sono sulla costa ligure, col mare 100 mt. sotto, terreno terrazzato protetto a nord ed esposto a sud, qui crescono senza problemi carrubi, Aloe ed Agave delicate come l'attenuata.

D'inverno può capitare che arrivi neve portata dal vento, ma si scioglie subito, le minima difficilmente scendono sotto lo zero, solo lo scorso inverno siamo scesi a -1,5° però è stato un anno eccezionalmente piovoso.

Ho piantato tre anni fa' due mango Kensington a riparo di un muro a secco in un nuovo terrazzamento, protetti in inverno con un sacco di tnt.

Per due inverni le piante non hanno subito danni, solo la punta delle foglie un po' secca, poi vegetavano benissimo e crescevano con due o tre vegetazioni ogni estate. Lo scorso anno le due piante erano cariche di fiori, hanno anche tenuto qualche frutticino ma mi avevano consigliato di toglierli per favorire la crescita delle piante. Comunque erano poi caduti col vento.

Questo inverno, dopo essere arrivati alla primavera con le solite punte secche sono seccati entrambi. Subito ho dato la colpa al freddo, poi mi sono invece accorto che la causa era stata il ristagno dell'acqua, il terreno argilloso attorno alle radici era diventato duro come un mattone, l'acqua ristagnava per giorni e giorni, ho anche capito perchò l'anno prima proprio accanto erano morti due Guava, pianta che da me sopporta bene l'inverno.

Così ne ho acquistati altri due, già abbastanza grandicelli, e li ho messi in un terreno migliore ben drenato. Da notare che nello stesso terrazzamento dove sono seccati mango e guava da tre anni crescono bene due Litchi, che però sono in un punto con terreno drenante e dalla parte opposta c'è un avocado da seme che cresce senza problemi.

Puoi vedere delle foto sul mio blog

Paolo
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Messaggioda PeppeSicilia » lunedì 18 ottobre 2010, 2:27

I manghi quando la pianta è giovane muoiono già a 0°C.
Man mano che crescono diventano sempre più rustici fino a sopportare anche una -4 o -5, ma per farli crescere fino a quello stadio credo che servano un bel pò di anni.
Persino io che non ricordo di aver misurato una temperatura sotto zero negli ultimi 5-6 anni (esclusa una -1 quando la piana di catania ha toccato i -5 nel febbraio 2008) li tengo in serra fredda.
Le mie piante hanno già toccato i 3 metri con 4-5 rami, per coltivarli in serra ripiego il ramo verso il basso ogni volta che tocca il tetto e lo spunto, il tronco è già grosso 6-7cm.
Eppure non è ancora tempo di togliere la protezione perchè un evento eccezionale potrebbe compromettere tanti anni di fatica per farli crescere.
Nella mia serra le minime notturne sono identiche a quelle di fuori, al massimo possono discostarsi di mezzo grado, la differenza è che all'interno non soffia il vento e non piove (non è una cosa da poco)..
Secondo me senza una serra riscaldata non riusciresti a portarli avanti, oppure dopo qualche anno li vedresti seccare per via di un evento eccezionale, che è peggio ancora.
Se ti costruisci una bella serra alta almeno 3 metri e poi gli aggiungi un termostato che accende una stufetta elletrica se si scende sotto lo zero spenderesti poco e vai sul sicuro.
Il trucco per farli crescere è farli fiorire e poi tagliare le infiorescenze, se devono portare avanti anche un solo frutto si bloccano e crescono pochissimo, bisogna avere pazienza e non fretta di assaggiare un frutto.
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Messaggioda ffeeddee » lunedì 18 ottobre 2010, 10:36

Il 12 gennaio 1985 a Firenze Peretola si raggiunsero i -23,2 °C, mentre l'Osservatorio Ximeniano nel centro cittadino registrò "soltanto" -10,6 °C grazie all'effetto isola di calore.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ondata_di_freddo_del_gennaio_1985
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Messaggioda Pancrazio » lunedì 18 ottobre 2010, 14:33

Grazie a tutti delle risposte.
Come dicevo ovviamente però non è possibile prendere a misura le temperature *esterne* perché non ho intenzione di farlo svernare all'aperto, seppure in piena terra, bensì, di costruirgli intorno una struttura (e non semplice TNT) da smontare in estate. Al momento tuttavia mi sto chiedendo che tipo di struttura costruire: credo sia la scelta più difficile, e mi sono preso tutto l'inverno per dirimere la questione. Una serra a tunnel, piccola, parrebbe la cosa più pratica, ma credo che un nylon sia trasparente agli infrarossi e quindi irraggi molto, con l'effetto riportato da sherwood, di ottenere temperature uguali a quelle esterne. Il vetro è decisamente migliore, perché è opaco agli infrarossi, ma presenta maggiori difficoltà costruttive: non sono poi così esperto di bricolage. Sto anche accarezzando l'idea di costruire una parete a nord in adobe, che da quanto ho sentito dire è un materiale che trattiene molto il calore, e sicuramente è economico.
Dico con certezza, per esperienza personale, che una serra ben costruita fa guadagnare qualche grado. Parlo di serre abbastanza grosse, ovviamente, non di quelle da balcone, che guadagnano temperatura rispetto all'esterno solo in presenza di insolazione. Ho da qualche anno una serra di 3 metri x 4 fatta con vetro e ondulina, alta 2,5 m e base in cemento nella quale controllo da tre anni le temperature con termometro a massima e minima (ospita infatti le mie grasse, tra le quali qualcuna è delicata, come ad esempio l'aloe plicatilis, o le copiapoa, che muoiono a -3) e non sono mai andato sotto lo 0, anche quando fuori c'erano -11 (ma in questo caso devo ringraziare l'abbondante copertura nevosa del tetto che ha sicuramente ridotto la perdita di calore).
Dunque il problema per me si tratta di guadagnare quei 3-4 gradi col riparo, quel tanto che bastino a non far gelare il mango. Ho letto, suoi forum inglesi, che in florida, quando le temperature calano parecchio (ma parliamo di 2-3 sotto zero) semplicemente coprono con del nylon e mettono una lampadina da 60W per la notte: il calore della lampada basta ad impedire danni alla pianta. Ho sentito anche di chi metta semplicemente nel nylon, che copre la pianta fino a terra, un contenitore con acqua a 50 gradi che rilascia calore durante la notte e così via: truchetti di questi tipo, per intenderci, possono salvare la pianta. Se dovesse servire, e per la notte dessero una previsione di -9, potrei mettere anche una stufetta, perché no? Il problema per ora è che non trovo stufette *a gas* con termostato e funzione antigelo... anzi, se qualcuno avesse dei suggerimenti in merito gli sarei grato.
Le radici del mango mi sembrano permalose, come diceva Paolo: è una cosa che mi confermate?

@Peppe: ti confermo che da quanto ho letto la resistenza a -4 o -5 si ha su piante di più di 10 anni d'età. E comunque considera che i danni sono ingenti, anche a queste temperature, insomma, qualcosa che è meglio non sperimentare. Grazie dei suggerimenti di coltivazione!

ffeeddee ha scritto:Il 12 gennaio 1985 a Firenze Peretola si raggiunsero i -23,2 °C, mentre l'Osservatorio Ximeniano nel centro cittadino registrò "soltanto" -10,6 °C grazie all'effetto isola di calore.


Conosco l'ondata dell'85. :)
L'osservatorio di peretola è a un paio di chilometri da casa mia. Non credo tuttavia che la peggiore gelata degli ultimi tre secoli (e lo dico con sicurezza, visto che ulivi secolari sono stati cotti dal freddo in quell'occasione) possa essere presa a misura del clima medio di Firenze: a titolo d'esempio posso citare un mio amico che coltiva, dal 98, in piena terra, un avocado ottenuto da seme del supermercato con una semplice copertura di nylon invernale, ed una pessima esposizione. Se i -23 fossero anche minimanente abituali tale piantina non avrebbe certamente la dozzina d'anni che ha.
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Messaggioda miche » lunedì 18 ottobre 2010, 17:30

L'avocado dev'essere più rustico di quanto si dica. C'è un mio conoscente che ne coltiva una pianta nella Bassa Bergamasca, e si mangia pure i frutti, seppure più piccoli delle varietà commerciali.

A Firenze c'è un clima appenninico, per l'avocado è già un limite quasi invalicabile, per il mango il limite è già stato bypassato. C'è anche da considerare che la stagione calda potrebbe essere troppo breve per permettere di raccogliere i frutti, così come generalmente accade per la banana nell'Europa centrale.
La soluzione credo che sia solo una: serra calda con una varietà a portamento poco espanso. Fin quando non salterà fuori (forse) qualche varietà più rustica delle altre è probabile che il privilegio di gustarsi i manghi dell'orto sarà esclusivo dei pochi fortunati che vivono vicino al mare Tirreno.
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Messaggioda caronte_10 » domenica 24 ottobre 2010, 20:42

ciao pancrazio, io ne ho alcune piante qui a fi, se ti va contattami in privato, mi farebbe piacere, ciao :)
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Messaggioda giuseppe » venerdì 5 novembre 2010, 21:28

io circa 10 anni fà ho fatto alcuni manghi da seme sono morti al 1 inverno a 0°C.
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Messaggioda kiwoncello » sabato 6 novembre 2010, 19:15

miche ha scritto:L'avocado dev'essere più rustico di quanto si dica. C'è un mio conoscente che ne coltiva una pianta nella Bassa Bergamasca, e si mangia pure i frutti, seppure più piccoli delle varietà commerciali.

A Firenze c'è un clima appenninico, per l'avocado è già un limite quasi invalicabile, per il mango il limite è già stato bypassato. C'è anche da considerare che la stagione calda potrebbe essere troppo breve per permettere di raccogliere i frutti, così come generalmente accade per la banana nell'Europa centrale.
La soluzione credo che sia solo una: serra calda con una varietà a portamento poco espanso. Fin quando non salterà fuori (forse) qualche varietà più rustica delle altre è probabile che il privilegio di gustarsi i manghi dell'orto sarà esclusivo dei pochi fortunati che vivono vicino al mare Tirreno.


In effetti l'avocado non fa testo. Qui sono comuni alberi immensi d'avocado che fruttificano abbondantemente nelle due varietà a frutto verde e nero. Eppure non si vedono piante di mango.....
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Messaggioda PeppeSicilia » sabato 6 novembre 2010, 21:08

kiwoncello ha scritto:
miche ha scritto:L'avocado dev'essere più rustico di quanto si dica. C'è un mio conoscente che ne coltiva una pianta nella Bassa Bergamasca, e si mangia pure i frutti, seppure più piccoli delle varietà commerciali.

A Firenze c'è un clima appenninico, per l'avocado è già un limite quasi invalicabile, per il mango il limite è già stato bypassato. C'è anche da considerare che la stagione calda potrebbe essere troppo breve per permettere di raccogliere i frutti, così come generalmente accade per la banana nell'Europa centrale.
La soluzione credo che sia solo una: serra calda con una varietà a portamento poco espanso. Fin quando non salterà fuori (forse) qualche varietà più rustica delle altre è probabile che il privilegio di gustarsi i manghi dell'orto sarà esclusivo dei pochi fortunati che vivono vicino al mare Tirreno.




In effetti l'avocado non fa testo. Qui sono comuni alberi immensi d'avocado che fruttificano abbondantemente nelle due varietà a frutto verde e nero. Eppure non si vedono piante di mango.....


L'avocado secondo me è più rustico del limone..
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Messaggioda kiwoncello » domenica 7 novembre 2010, 11:32

In effetti lo considero come una specie pur bella di bestiaccia vegetale...
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Messaggioda tropical35 » martedì 9 novembre 2010, 15:57

PeppeSicilia ha scritto:
kiwoncello ha scritto:
miche ha scritto:L'avocado dev'essere più rustico di quanto si dica. C'è un mio conoscente che ne coltiva una pianta nella Bassa Bergamasca, e si mangia pure i frutti, seppure più piccoli delle varietà commerciali.

A Firenze c'è un clima appenninico, per l'avocado è già un limite quasi invalicabile, per il mango il limite è già stato bypassato. C'è anche da considerare che la stagione calda potrebbe essere troppo breve per permettere di raccogliere i frutti, così come generalmente accade per la banana nell'Europa centrale.
La soluzione credo che sia solo una: serra calda con una varietà a portamento poco espanso. Fin quando non salterà fuori (forse) qualche varietà più rustica delle altre è probabile che il privilegio di gustarsi i manghi dell'orto sarà esclusivo dei pochi fortunati che vivono vicino al mare Tirreno.



In effetti l'avocado non fa testo. Qui sono comuni alberi immensi d'avocado che fruttificano abbondantemente nelle due varietà a frutto verde e nero. Eppure non si vedono piante di mango.....


L'avocado secondo me è più rustico del limone..


Ora non mi trovo la foto che gli feci, ma quest'estate ho casualmente scovato una bella pianta di Avocado in un paese dell'Ogliastra a oltre 700 mt sul mare, mi pare fosse Arzana...cresceva ai bordi di una casa abbastanza protetta.
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Re: Mango in centro Italia

Messaggioda Pancrazio » domenica 11 marzo 2012, 23:04

Beh, dato che sono un capoccione ho fatto comunque di testa mia e c'ho provato lo stesso.
L'impresa s'é risolta in un successo parziale: parziale perché la pianta è stata bene fino a febbraio, ma a febbraio...
Ma andiamo per gradi.

Dato che la pianta doveva vivere a Firenze senza il lusso di un riscaldamento la progettazione e la scelta del punto in cui piantarla erano essenziali.
Non sto a descrivere tutti i dettagli costruttivi della copertura perché sono moltissimi: dai foratini riempiti di terra per aumentare l'isolamento, e la massa termica, ai calcoli fatti col sito dell'univesita dell'oregon per avere la posizione e le ore di illuminazione solare durante l'anno ( http://solardat.uoregon.edu/SunChartProgram.html ) ai 200 litri di sabbia che mi sono dovuto mettere a mischiare al terriccio per migliorare il drenaggio etc.
Posso specificare se a qualcuno interessano.
Comunque a Febbraio del 2011 le fondamenta erano pronte. C'ho messo un bel po' a trovare la pianta adatta; secondo le mie ricerche la migliore era una cultivar di mango di nome Glenn; lo stranoto Kensington Pride va benissimo per la Sicilia, ma credo che per chi sta più a nord sia troppo tardivo. Glenn invece è una varietà precoce: leggasi: forse ce la fa a maturare i frutti appena prima dell'inverno. L'unico che è stato in grado di procurarmelo è stato il vivaio Limara. Intorno a maggio sono entrato in possesso del mio mango e l'ho piantato nella sua nicchia già preparata.

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Dato che la pianta stava fiorendo al momento dell'impianto ho deciso di non togliere i frutti come consigliano di fare per verificare se arrivassero a maturazione a Firenze. Questo ha completamente compromesso la crescita per l'anno 2011.
Comunque i frutti sono stati portati avanti abbastanza a lungo:

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Anche se non sono mai cresciuti molto: ma questo francamente mi è parso normale, considerato che la pianta era appena stata piantata e praticamente non ha avuto neppure tempo di insediarsi che è già stata costretta a portare avanti dei frutti (cosa generalmente sconsigliatissima).
Il luglio, per chi lo ricorda, fu molto freddo l'anno scorso: ci furono 3 settimane di stampo decisamente autunnale. Ricordo una sera in cui andai a passeggiare in in maglietta e risultarono 14 gradi di minima. Un freddo bestiale. I frutti si sono accresciuti poco e praticamente per tutto agosto non si sono più accresciuti. Poi, l'ultima settimana d'agosto, hanno cominciato ad emettere un profumo dolcissimo, molto molto intenso fino a che, il 28 agosto...

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I frutti erano molto piccoli, ma il sapore era ottimo, molto ricco e intenso, col consueto forte profumo tropicale.
Tuttavia i frutti non presentavano embrione, un fatto che mi ha un po' inquietato (problemi di allegagione? morte dell'embrione per il luglio insolitamente freddo? pianta che semplicemente "nun ce la faceva più" a tirarli avanti?) ma non preoccupato eccessivamente, dato che secondo le proiezioni che ho fatto, il Glenn a Firenze dovrebbe comunque maturare tra fine agosto e metà settembre (in sicilia a luglio, per rendere l'idea), come poi in effetti si è verificato.
Arrivato ottobre, oltre al pensiero della "posizione" dove piantare il mango si è posto il problema della copertura. Ho realizzato una struttura in legno smontabile, asimmetrica, con gli angoli pensati in base alla mia latitudine in maniera da massimizzare l'input termico durante il mese di gennaio.

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La serra è alta due metri e dieci al colmo, completamente isolata al lato nord (che è solo dispersione termica) e completamente smontabile. All'interno oltre al mango vi ho messo, in taniche di varie dimensioni, circa 500 lt d'acqua per fare massa termica. Poi ho inserito un termometro di massima e minima (all'ombra, sul punto d'innesto) ed ecco i report delle temperature minime registrate su base settimanale (quelle esterne sono prese qui: http://www.tutiempo.net ; anzi, se qualcuno conosce un buon sito italiano con lo storico delle temperature di ogni mese gliene sarei grato), le interne sono state fatte da letture settimanali - più o meno:

fino alla 3a settimana di dicembre:
Interna: +4,5 Esterna: -5,4
4a Dicembre
Interna: +6 Esterna: -3,1
1a Gennaio
Interna: +7 Esterna: -3
2a Gennaio
Interna: +5 Esterna: -4,2
3a Gennaio
Interna: +6 Esterna: -5,9
4a Gennaio
1-2a Febbraio - non valide
Interna: +3 Esterna: -5
Fino al 26 Febbraio:
Interna: +7 Esterna: -6,5
Dal 26 Febbraio al 4 Marzo
Interna: +10,5 Esterna: ? (non dispongo ancora dei dati per marzo)

Come si può vedere la copertura, addossata ad un muro, esposta a sud, coperta sulla falda a nord da dell'isolante e con una buona massa termica, tiene circa 10 gradi più della minima esterna (anche in dipendenza dell'insolazione, ovviamente).

Purtroppo il fallimento dell'esperimento è stato dettato dal fatto che udendo della terribile perturbazione artica in arrivo per le prime due settimane di febbraio ho provveduto a munire la serra di uno scaldino regolato in funzione antigelo. La pianta ha comunque riportato qualche minuscola bruciatura sulle foglie, ma ha superato indenne quel periodo anche se i dati sull temperature per quei giorni (le prime due settimane di febbraio) non sono ovviamente validi. Resta la consolazione di pensare che quella ondata sia stata un qualcosa che si vede ogni tanto e quindi in un inverno normale non ci sia bisogno affatto di un extra aiuto per la pianta. Le stesse minime di gennaio quest'anno a Firenze hanno chiuso quasi 3 gradi sotto la media, quindi posso ritenermi soddisfatto.
Il lungo freddo continuato ha anche danneggiato alcune gemme, ma questo non ha impedito alla pianta di...

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Mi godrò la fine della fioritura, poi taglierò tutti i fiori e gli eventuali frutticini, perché quest'anno la pianta deve essere sottoposta ad una bella potatura di formazione. Se non muore d'inverno questo vuol dire che devo trovare il sistema per riuscire a farla stare dentro quella serra! Fortuna che la Glenn reagisce ottimamente alle potature e mantiene una produttività elevatissima anche se viene potata pesantemente. Beh, questo è più o meno tutto. Per ora sono molto soddisfatto dei risultati.
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Re: Mango in centro Italia

Messaggioda WisteriaLane » domenica 11 marzo 2012, 23:31

Bravo! eventualmente potresti alzare la costruzione...
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Re: Mango in centro Italia

Messaggioda Delvi83 » lunedì 12 marzo 2012, 12:47

Le sfide sono belle...bisogna mettere nel conto la non riuscita !!
La mia Feijoa è stata coperta (molto più grossolanamente rispetto al tuo mango), ma non ha neppure le foglie bruciate dopo l'inverno più freddo dall'85....speriamo di farla acclimatare, forse non sarà una sfida grande come la tua, ma sicuramente da me è al limite.
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Re: Mango in centro Italia

Messaggioda ffeeddee » lunedì 12 marzo 2012, 13:16

complimenti Pancrazio! ti servirebbe una di quelle varietà nane che fruttificano con frutti abbastanza grandi.

la feijoa invece non ha bisogno di protezioni, visto che resiste a -10 ed anche oltre senza problema, se non per i rami che possono spezzarsi sotto la neve
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Re: Mango in centro Italia

Messaggioda Delvi83 » lunedì 12 marzo 2012, 15:20

Appunto...io non abito nel centro Italia, da me scende sotto i -10° quasi ogni inverno...quest'anno -15° ed è durata 2 settimane quell'ondata, davvero un evento eccezionale che speriamo non capiti per un bel po' :wink:
Delvi83
 
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Re: Mango in centro Italia

Messaggioda Pancrazio » lunedì 12 marzo 2012, 15:31

WisteriaLane ha scritto:Bravo! eventualmente potresti alzare la costruzione...


E' assolutamente impossibile: il rapporto tra altezza del colmo, lunghezza del lato esposto a sud, etc. è regolato in maniera da massimizzare l'irraggiamento. Se alzo la serra, riduco l'efficienza. No, è la pianta che si deve adattare a potature severe. Del resto, non posso pretendere anche di avere un albero grade di mango: se ottengo un cespuglio, sono più che contento.

Delvi83 ha scritto:Le sfide sono belle...bisogna mettere nel conto la non riuscita !!


Naturalmente: d'altra parte non è giusto neppure precludersi il successo se la logica dice che qualche possibilità c'é. Son poche cose quelle impossibili: molti vincoli sono dettati da quanto impegno uno può/vuole mettere in una cosa. E da quante volte è disposto a ricominciare da capo dopo un fallimento.

ffeeddee ha scritto:complimenti Pancrazio! ti servirebbe una di quelle varietà nane che fruttificano con frutti abbastanza grandi.


Ho valutato questa ipotesi ma mi sono risolto per escludere queste cultivar.
Primo: queste piante in italia non si trovano. Ed è un peccato perché sarebbero adatte anche alla coltura in vaso.
Secondo: una pianta fuori dal suo limite, come la mia, è bene che sia vigorosa, per riprendersi in fretta dagli shock. Ci sono mango che starebbero sotto questa copertura anche dopo 15 anni di crescita ai tropici: ma se un anno viene una gelata forte e me li distrugge per metà, poi non posso aspettare 5 anni prima che recuperino, perché in 5 anni fa in tempo a venire una seconda gelata forte e uccidermeli: preferisco potare pesantemente io una cultiuvar a media vigoria.
Terzo: non tutte le varietà ad accrescimento ridotto (non sono vere nane, in fondo) sono precoci o ultra-precoci. Se riesce a entrare in serra ma non fruttifica... beh, come pianta il mango è bellissima, il colore delle foglie è verde intenso, ma diciamoci la verità: il punto di forza sono i frutti. :)
Pancrazio
 
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Re: Mango in centro Italia

Messaggioda ffeeddee » lunedì 12 marzo 2012, 19:30

Si possono ordinare alla canarie i manghi nani, arrivano per posta, i frutti sono sui 600 gr. l'uno a palermo
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