Trascorsi alcuni mesi, all’approssimarsi della primavera, piano piano senza farmi troppo notare, ma dopo aver preparato l’ambiente all’idea del verde e invogliato anche i colleghi, portando ogni tanto mazzi di fiori raccolti nel mio giardino per abbellire gli uffici, ho cominciato, durante la pausa pranzo, a lavorare il terreno del giardino utilizzando una semplice paletta. Ho impiegato qualche settimana per ‘zappettare’ pochi metri quadrati, ma intanto il poco lavoro fatto è stato subito apprezzato perché, se non altro, la terra lavorata crea un certo senso di ordine.
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Infatti ben presto il responsabile del nostro gruppo di lavoro, gradendo quel poco fatto, mi propone se necessario di spendere qualche soldino ma non troppo.
La zona dove ho lavorato inizialmente è quella vicina alla porta di accesso al giardino, abbastanza ombrosa perché rivolta a nord, il terreno purtroppo è per lo più occupato dalle radici di una enorme betulla la cui chioma accentua l’ombreggiatura, ma la piante è veramente molto bella e grazie all’irrigazione costante effettuata questa estate è rimasta veramente in forma senza perdere foglie.
Altra nota negativa di questa zona del giardino è un enorme pianta di edera a fianco della porta di accesso al giardino che è stata lasciata crescere indisturbata per tanti anni ed ha già praticamente coperto un vasto tratto di muro, è arrivata sul tetto incuneandosi fra la doccia e il cornicione, secondo me creando anche molto pericolo col rischio di far cadere delle tegole. Da vedere è molto bella ma ho fatto presente la situazione di pericolo suggerendo di farla togliere o morire tagliandola alla base, però al momento nessuno si è presa la responsabilità di decider: penso che comincerò a tagliare un po’ alla volta qualche ramo, credo che far cadere le foglie (gradualmente senza troppo clamore) sarebbe già sufficiente per evitare pericoli, anche perché staccare tutta la ramaglia fino al soffitto diventerebbe un impresa ardua.
Dimenticavo di dire che ‘spallettando’ il terreno come ho detto inizialmente, ho trovato poche piante infestanti, solo la presenza in massa di piccoli bulbilli di ‘Ranuncolus Ficaria’ , il lavorare il terreno con una semplice paletta mi ha permesso di effettuare un’ottima bonifica di questa pianta.
Nota positiva, la presenza di un vecchio impianto di irrigazione, la centralina è molto vecchia di quelle della Toro con selettori meccanici (cavalieri) e non sono riuscito ancora a farla funzionare automaticamente perché probabilmente sono le elettrovalvole che sono inchiodate, funzionano solo se le utilizzo manualmente girando le ghiere per l’apertura del flusso dell’acqua. Questa estate sono riuscito ad irrigare il terreno impiantato e superare il periodo di caldo senza difficoltà.
Le radici della betulla sono una grossa difficoltà perché assorbono tutta l’acqua d’irrigazione, l’acquisto di un taglia erba era improponibile, quindi cosa mettere in tutto quello spazio lavorato inizialmente? Soprattutto senza spendere niente visto i pochi soldini disponibili mi basteranno appena per comprare del terriccio per i trapianti?
Ecco entra in campo l’esperienza nell’uso delle tappezzanti e nella loro propagazione, la loro disponibilità nel giardino di casa e in quello di mio babbo. Ho cominciato a fare incetta di:
Sedum ‘Boh’ (non sono mai riuscito a classificarlo, è una varietà con foglie carnose e sottili di colore
grigio/verde a fiore piccolo bianco stellato, che si propaga velocemente ma come tutti
i sedum non è calpestabile)
Sedum Makinoi ‘Ogon’ (che ben conosciamo, con foglie carnose e rotonde di colore verde acido o
Giallo a seconda dell’esposizione, si propaga meno velocemente del
precedente ma crea un bel contrasto e si abbina molto bene con le Hosta,
ha una fioritura poco appariscente che tende a rovinare l’aspetto della
pianta per un breve periodo)
Ajuga Reptans ‘Catlin’s Giant’ (con foglie verde scuro/porpora molto grandi che si propaga
velocemente, fioritura alta blu/azzurro)
Ajuga Reptans ‘Chip Chocolate’ (con foglie porpora scuro insolitamente strette ottime in
abbinamento con altre tappezzanti, sempre fioritura blu bassa)
Ajuga Reptans ‘Burgundy Glow’ (a foglia grigio/verde variegata di bianco e di rosa, veramente
molto bella e luminosa)
Dicondra o ‘Orecchiette di topo’ (da seminare tassativamente al sole, calpestabile)