Un podere fra terra e cielo

progettiamo insieme i nostri spazi verdi

Messaggioda Effe mutabilis » domenica 7 novembre 2010, 18:53

Grazie tantissimo della risposta, Morris.
Oggi la situazione è questa (spero di essere riuscita a ridurre le foto dopo due tentavi falliti non ho capito perché).

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Il gruppo di piante che vorrei mettere a metà scarpata, non proprio a bordura, ma come una macchia selvatica, nelle mie intenzioni doveva rompere il pendio; un gruppo disordinato di rose miste a lavande, salvie nemorose ma anche officinali, malvoni contadini, tanta nepeta e nepitella, insomma tutte essenze che si rituffano nel prato-timo senza distaccarsi troppo. Più o meno a monte di quella fila di massi a metà. Mi proverò a fare un disegno.
controcampo: qui si capisce che c'è un altro pezzo di scala fatta solo di "pedata", come di dice, che va inerbita: ho seminato la gramigna, alla fine. Ma anche qui c'è da piantare arbusti, a destra, prima del muretto.
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Ma adesso tu mi dici che invece di rompere il pendìo si accentua il dislivello, e l’unica zona che ero riuscita a decidere mi va in confusione mentale perché avrai sicurissimamente ragione: io non so niente di pendii, sono solo una sfogliatrice di cataloghi, pigra e sognatrice come la stragrande maggioranza di noi.

Luca, sono andata a cercare la juta, c’è un altro tuo bel post sul sito: è veramente interessante, ma -forse sbagliando- mi sembra delicata. Forse non è molto adatta alla nostra campagna, piena di animali selvatici (oltre ai miei familiari, dico): cinghiali caprioli daini istrici volpi tassi donnole faine ghiri pare tre o quattro varietà di talpe e perfino i LUPI. Sono stati ripopolati sul Monte Cetona ma poi sono scesi fino ai boschi sopra San Casciano, dove stiamo noi: forse hanno sentito dire che il sonnolento paesino da quando ci sono delle terme di lusso si è sovraeccitato in modo un po' isterico, e che in piazza ogni tanto si vede perfino Totti.
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Messaggioda luca » lunedì 8 novembre 2010, 10:49

Meglio i lupi, di Totti :joke:

Sulla delicatezza dipende dal tipo, dalla trama e dalla grammatura. Le nuobve stuoie che utilizzano il cocco al posto della canapa hanno una resistenza meccanica ed una durabilità molto maggiore, le trovo molto adatte a sistemazioni così "rustiche" (non sono comunque eterne, il loro compito si esaurisce nell'arco di qualche anno, quando la naturalizzazione del terreno si è completata; in questo senso forniscono un grande aiuto, costituendo un supporto e una matrice sulla quale si fermano e si accumulano i detriti organici, su cui possono poi insediarsi gli organismi).
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Messaggioda alex66 » lunedì 8 novembre 2010, 14:32

mi scuso se è gia stato scritto e mi è sfuggito,volevo suggerire come muro di contenimento un soluzione veloce e bella ;realizzzarla cioè con pali di castagno facilmente reperibili conficcandone uno ogni metro e mezzo nella terra e ponendone altri perpendicolari mettendo frasche fresche tra i pali ed il terreno il gioco è fatto :)
aho lassamo perde totti che comunque sempre lupo è :lol: :mrgreen:
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Messaggioda koki » lunedì 8 novembre 2010, 15:21

Ciao Effe, io ti faccio una domanda antipatica. Tolta Isabella dalla Ragione, che ti sta dando una mano per il frutteto, ti stai rivolgendo a qualche professionista per la definizione del progetto, oppure stai operando in piena autonomia? Hai delle idee ben chiare, perché comunque sei una persona capace, o ti stai affidando ai consigli del forum?
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Messaggioda Effe mutabilis » martedì 9 novembre 2010, 0:26

Luca, grazie mille, mi guarderò queste stuoie più pesanti di cocco, perché anche stamattina il fango è arrivato quasi fino a casa. Hai da consigliarmi un tipo, una ditta?, magari MP, se è scorretto fare pubblicità? Ti sarei davvero enormemente grata, così mi informo un po'.

Alex, ho visto gli aceri. Bel pasticcio hai combinato: li voglio TUTTI.

Rileggendo cento volte la risposta di Morris, la domanda non me la riesco più a tenere: tu cosa faresti, Maurizio?

Koki, no, perché antipatica? E' una domanda legittima.
Della parte orto-oliveto-frutteto-vigneto si occupa mio marito aiutato da Isabella e un altro agronomo della CIA (o del KGB?); abbiamo ristrutturato la casa a emissioni zero, con riscaldamento geotermico e impianto fotovoltaico, e lui si è occupato di tutto il progetto, un lavoro complicatissimo anche burocraticamente.
Io dovrei fare SOLO il giardino. Facile, no?
Mi chiedi quanto sono capace. Non so, capisco quando una pianta ha bisogno di potassio o soffre di ristagno d’acqua, sono una giardiniera mediamente esperta. Ma qui sento che sto attraversando una esperienza esistenziale, e più che sfoggio di capacità, mi sento chiamata a un grande impegno creativo.
So che dovrei rivolgermi a uno specialista, ma quando fai il giardino della vita trovare il progettista è più difficile che trovare il fidanzato. Ma non si sa mai, c’è sempre tempo. Non ho fretta.
Per i lavori pesanti sono aiutata da un pensionato della forestale, adorabile, con molta esperienza pratica, di humor toscano che spacca, però anzianetto e acciaccato: ormai fra di noi si è instaurato il rapporto che lui è la MENTE e io il BRACCIO. Faremo un pezzetto per volta, e mi ha comunicato che avrebbe bisogno di arrivare a centoquaranta anni, per fare tutti i progetti un po’ esaltati che ogni tanto elenco: viali alberati, laghetti, giardini delle farfalle, siepi per uccelli. ‘O non ti garba il Giardino dei Serpenti?, mi ha detto, indicando una pietraia piena di calcatreppole spinose.
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Messaggioda koki » martedì 9 novembre 2010, 9:56

Ti ho fatto questa domanda perché in una situazione simile, con tanto spazio, li dove siete, mi chiedo sempre se non sia il caso di ordinare qualche centinaio di piante in meno e considerare l'ipotesi di un professionista serio, ma non per decidere quanto concime dare alle piante o come piantarne alcune, ma dove piantarle, come dividerle, dove fare questo e dove fare quello. Io credo serva un progetto per strutturare lo spazio, credo che quel luogo ne gioverebbe maggiormente. Dico, ti stai inserendo in un paesaggio che è quel che è, già le voci 'Aceri' e 'graminacee' mi suonano strane; e poi gli alberi che ti è stato detto di piantare, sai già dove metterli?
Sono cose che secondo me o si è Poeti, oppure si è o si ha un professionista vero.
Ciao.
koki
 
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Messaggioda MorrisNoor » martedì 9 novembre 2010, 12:04

Effe mutabilis ha scritto:Rileggendo cento volte la risposta di Morris, la domanda non me la riesco più a tenere: tu cosa faresti, Maurizio?


Beh, non è facile risponderti, perché la composizione di quella scarpata, che apparentemente non è altro che un semplice intervento di piantumazione, in realtà è molto, ma molto di più. Serve, come ogni intervento paesaggistico, a strutturare lo spazio, "guidando" l'occhio a percepire una determinata impressione, e suggerendo che si passa di qui e non di lì.... che il percorso prosegue con un tracciato principale di qua e poi secondariamente di là, e poi con il posizionamento opportuno delle masse, si possono dare sensazioni notevolmente differenti: accentuare o smorzare il declivio, collegarlo o staccarlo dalla pavimentazione e/o dalla casa... e basta apparentemente poco per farlo, ma è un "poco" molto significativo.

A me sembra che questo percorso sia piuttosto importante perché è quello di avvicinamento alla casa, e questo percorso deve essere strutturato, deve possedere un senso, indicare qualcosa, anche in maniera subliminale. Il visitatore non deve accorgersi di essere indotto ad assumere un comportamento nel muoversi o nel percepire quello spazio, questo deve sembrargli spontaneamente l'unico possibile.
Questo al di là della scelta spicciola delle varietà o delle singole piante, che da quel che vedo è molto di là da venire per il tipo di lvoro che ti aspetta: stai ragionando ad una scala troppo piccola e intervieni con mano troppo timida.
In uno spazio come quello che hai, dove domina l'estensione e l'unitarietà, e dove sono presenti abbondanti e indispensabili pause, non puoi lavorare sulla scala della minutaglia, perché rischi di ottenere un risultato misero ed insoddisfacente.



... AUGH! Ho detto 8) :mrgreen:
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Messaggioda Effe mutabilis » martedì 9 novembre 2010, 13:34

Caro Morris,
grazie mille per la risposta.
E' interessantissimo quello che dici, e molto vero.
Diciamo che al momento non posso far altro che occuparmi di minutaglia, e di affrontare un problema per volta. Però cerco, disperatamente, di costruire dei pezzetti che siano dentro un macrodisegno che comunque spero di possedere, e non smarrirne il senso.
Nel frattempo, abbiamo anche finito i soldi che avevamo stanziato, cosa non trascurabile!
Quindi per questa stagione ho deciso di occuparmi solo dei frutti, con Isabella cerchiamo di conferire una impostazione paessaggistica, con le fioriture, la disposizione nei campi; e poi degli arbusti e delle erbacee, tralasciando per il momento la struttura. Ma non escludo affatto per l'anno prossimo di rivolgermi a un professionista: l'ho già fatto, ma sono rimasta delusa. Per il momento abbiamo picchettato il futuro, e le strisce bianche e rosse al vento sono la testimonianza della nostra aleatorietà perché cambiamo spesso idea!
Per esempio, nell'ingresso in casa, parto dall'esigenza opposta di quello che dici: l'unica frattura che vorrei creare "nell'estensione e unitarietà", già costituita comunque dalla presenza architettonica della casa, è proprio fra l'arrivo e l'aia, il prato davanti la facciata ovest, che è il cuore più privato e intimo della nostra vita. Siamo aperti a tutto, tutti, c'è un grande (e benvenuto) via vai, però si rischia anche di trovare qualche amico nudo e i cacciatori potrebbero anche sparargli!
Quindi so che una persona seria e creativa come te avrebbe bisogno di più elementi per riflettere.


Cara Koki,
è difficile capirsi su un forum, e mi rendo conto che alcuni fanno più fatica di altri.
Sono d'accordo con te sulle graminacee, infatti non ne ho mai parlato, anche perché le conosco poco, non le metterei (e se leggi con attenzione la prima risposta di Alevin, con molta grazia anche lei le mette in dubbio nel nostro contesto).
Però aceri sì, eccome: ne ho moltissimi campestri spontanei, qualche montano piantato dal vecchio contadino perché con il legno ci si facevano le pipe (il sicomoro, acer pseudoplatanus), e vicino al borro umido che delimita la proprietà ho un boschetto, nato fittissimo, di acero riccio (acer platanoides).
Certo bisogna avere sempre attenzione nell’inserire piante alloctone, ma considero troppo ideologico il divieto di farlo. Perfino Ovidio ne “I Fasti” considerava il cipresso una burinata da nuovi ricchi, e adesso è il simbolo della nostra regione.
Quindi, vedi, è sempre, come sempre, questione di punti di vista. Con tutta l'irritante ambizione del caso, sì, ci consideriamo dei Poeti. Siamo artisti, nella vita (non frustrati!) e stiamo trasferendo al giardino il nostro modo di stare al mondo, di sperimentatori, di dilettanti, amateurs dicevano gli illuministi.
Discorso lunghissimo e imbarazzantemente OT! Perdona la lunga e sicuramente noiosa risposta, ma mi sono sentita obbligata a –come dire- giustificarmi.
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Messaggioda MorrisNoor » martedì 9 novembre 2010, 14:00

E' esattamente così, Effe: per dare una risposta ponderata e sensata, ci sono una montagna di variabili da considerare, non ultimi i vostri desideri e/o necessità. E non ultima la necessità di "sentire" il luogo di persona.
Il progetto è di per se stesso sintesi. Quando la sintesi è corretta il risultato è fluido, efficace, quasi "ovvio", come dicevo prima.
Se la tua intenzione è creare una chiusura, questo è un ottimo punto di partenza per capire in che direzione muoversi.

Una precisazione, perché non si cada in un diffuso malinteso: quando parlo di "unitarietà ed estensione" mi riferisco non ad una qualità fisica effettiva (ovvero non ti sto dicendo che lo spazio debba restare vuoto!) ma ad un carattere spaziale, che è qualcosa di più sottile e meno facilmente definibile, il risultato di una molteplicità di fattori morfologici, vegetazionali, espositivi.... In questo la casa non costituisce nessuna "frattura" perché è in grado di confrontarsi con questo carattere in un modo molto preciso, facilmente identificabile e "decodificabile" dall'osservatore (l'insieme crea quella che viene definita figura identitaria)

Spero di essere stato sufficientemente chiaro :wink:
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Messaggioda luca » martedì 9 novembre 2010, 19:00

Effe, questa è una stuoia in cocco da 500 gr/mq che ho usato di recente su un lavoro a Todi, ti mando i riferimenti in mp.

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Messaggioda Effe mutabilis » martedì 9 novembre 2010, 20:02

Morris, Luca, la macchina del fango vi ringrazia

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da quando le ho detto che siete interessati a lei, si è sciolta ancora di più.
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Messaggioda alex66 » martedì 9 novembre 2010, 20:17

non ha retto!!!l'emozione :mrgreen:
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Messaggioda CorniolaIntrovabile » martedì 9 novembre 2010, 20:57

Effe seguo questo post sempre più ammirata del modo positivo in cui affronti impegni grandissimi!
Anch'io ho da poco realizzato un sogno, magari meno impegnativo del tuo, se non altro per l'estensione ed ora, dovendo progettare un ambiente molto più piccolo del tuo ma non facile, probabilmente con molta meno esperienza pratica della tua, e sicuramente con un carattere meno ottimista, oscillo tra l'entusiasmo ed il pessimismo. Probabilmente il fatto è che si tratta di un sogno realizzato, quindi di un impegno grande, molto impegnativo psicologicamente ed in termini di tempo e di risorse economiche, nel mio caso non aiuta. Mi sento persa davanti al compito, sopraffatta sia dal punto di vista teorico che dalla mole di lavoro.

Io non so se la scelta di non interpellare un progettista nel tuo caso sia voluta o meno. Nel mio caso, se avessi potuto, avrei cercato non di affidare a scatola chiusa la progettazione del mio difficile giardino ad un progettista (come d'altronde nessuno che abbia l'interesse di frequentare questo bellissimo forum e l'amore per il luogo su cui lavorare farebbe mai), ma di cercarne uno disposto a collaborare, così come ho collaborato con l'architetto per la mia difficile casa.
Nel mio caso il "fai da te" non è quindi del tutto voluto, anche per noi i soldi stanziati sono finiti e, oltretutto, qualche mese fa' non avrei saputo neanche a chi rivolgermi. Scegliere le piante in sè, per noi frequentatrici di cataloghi, non è poi così difficile, ma progettare? Tutt'altra faccenda. Leggendo i messaggi di Morris, a citarne uno a caso :lol: , mi rendo conto di quante siano le sfumature, quante le tavolozze, quanto inadeguato un semplice appassionato.

Ho messo 2 mesi solo a decidere cosa piantare nella mia scarpata un po' con l'aiuto di qualcuno del forum, un po' con quello di una vivaista intelligente, un po' da sola ho buttato giù un progettino ma non riesco a eliminare la sensazione di inadeguatezza e di casualità delle disposizioni e la sicurezza che, prima o poi, toccherà buttare tutto in aria e ricominciare.
Mi domando spesso se non avrei fatto meglio a coprire in qualche modo dove necessario, come nel caso della scarpata, ed aspettare tempi migliori, piuttosto che affrettarmi a piantare in preda all'orrore verso la terra scoperta e al tempo che passa.
Poi mi consolo dicendo che, tutto sommato, non è impossibile: armati di passione e di pazienza, con un po' di fortuna e consci che molte cose andranno aggiustate e rifatte, è possibile creare giardini bellissimi senza essere un progettista, esempi ce ne sono tanti anche qui E quindi: in bocca al lupo

NB anche noi abbiamo dovuto coprire la scarpata con una stuoia di canapa e ciò nonostante con gli acquazzoni di questi giorni ancora un po' di terra è andata in giro, non so proprio che sarebbe successo senza. Probabilmente non è il meglio, ma ci siamo dovuti affrettare: abbiamo usato una canapa di quella che si una per inzollare, fissata col fil di ferro grosso. Adesso ci stiamo piantumando sopra. Nel tuo caso però la situazione mi sembra più disperata non so se potrebbe bastare il nostro sistema. Se ti interessa vederla è qui: http://img214.imageshack.us/img214/3189 ... idotta.jpg
CorniolaIntrovabile
 
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Messaggioda Effe mutabilis » mercoledì 10 novembre 2010, 15:48

Cara sorella di scarpata (Corniola),
tu però hai già l'agognato muretto.
Sua maestà Mauro il Muratore, il re del muro vecchio, mi sta facendo sospirare, e senza il suo intervento, la mia macchina del fango è pronta per andare a scrivere su Libero.
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Messaggioda CorniolaIntrovabile » giovedì 11 novembre 2010, 8:29

:mrgreen:
Per questo ho detto che la tua situazione è più disperata! Sua Maestà è in grado di costruirti un muretto (in sasso? in cemento rivestito di sasso?) con questo tempo? Altrimenti non puoi mettici provvisoriamente i pali di legno? Si tratta di un lavoro da mezza giornata
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Messaggioda occhiazzurri » giovedì 11 novembre 2010, 18:01

Ma sua Maestà, Mauro il Muratore, non può essere sostituito,momentaneamente?
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Messaggioda Effe mutabilis » domenica 14 novembre 2010, 12:14

Ciao Occhiazzurri. Mauro mi dispiace sostituirlo perchè ci ha già fatto lavoretti eccellenti dentro e fuori, è onesto, gli piace venire quassù a chiacchierare con noi, e in più emette fattura senza bisogno di chiedergliela: un eroe dei nostri tempi, direbbe Lermontov.
Ho utilizzato la tecnica della lagna, e mi ha promesso che viene entro la fine del mese. Alla domanda: quale mese? è stato meravigliosamente sibillino: chi mura in inverno mura in eterno.

Aggiornamento dal giardino dei serpenti. Ieri, con il piccone, abbiamo piantato la Banksiae Purezza. In un posto diverso dalla possente roverella alla quale l’avevo destinata. Per il cambio d’idea repentino, la buca è purtroppo fresca, ma profonda almeno sessanta centimentri e anche più larga, pensando al mostro che questo stentato filino diventerà. Dentro c’è un banchetto di nozze. Devo ancora pacciamare, ma il punto d’innesto è ben coperto.
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Scenderà giù per questo greppio spoglio con una bella responsabilità: starà lì, prima del cancello, a promettere un giardino, con una chioma speriamo fanatica.
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Il cancello per altro non lo volevamo, come non volevamo la recinzione. Ma il nostro vicino allevatore ha voluto chiudere i suoi pascoli, è comprensibile anche se triste, per la campagna. L’abbiamo fatto così, nudo, con un vecchio cancello di recupero. Pensavo di farci correre due Mermaid, a destra e sinistra, che nonostante le 150 rose non ho ordinato, e andrò a comprare in vaso, affinché facciano un po' prima!
Ma questa Pink Mermaid? Se fosse davvero una Mermaid, non sarebbe la stella assoluta dei nostri giardini? Ho chiesto notizie via mail alle Rose di Posillipo, che l'hanno in catalogo, e mi hanno detto che è molto bella, è una Mermaid, ma meno vigorosa. Qualcuno ce l'ha, la conosce come si comporta in giardino?
Poi vorrei mettere una fila di giaggioli, l’iris pallida, una cultivar della florentina classica più violazzurro chiaro, profumatissima, rizomi pieni di proprietà che non vi sto a dire, molto usata nel chianti da dove provengo. Dovrebbe seguire la curva del greppio. I produttori dai quali pensavo di prenderla mi hanno detto che è tardi, che va piantata fino a ottobre. Vi risulta? Tutti i cataloghi, tipo Raziel, dicono cose diverse.
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Ieri abbiamo picchettato ancora con Isabella, appena tornata dal Vermont, dove c’è stato un incontro al vertice fra mele Muso di Bue e Sheep Nose Apples.
Insomma, non riesco a pensare altro che ad alberi da frutto anche fuori dal frutteto. Non so se si vedono i picchetti: ci saranno meli, susini e peri che accompagneranno, un pò disordinati, la strada verso casa, solo sulla sinistra.
Invece a destra della stradina ci sarà un sorbo isolato (s.domestica). Quel cilindro di cemento in fondo è la bocca della cisterna interrata: dovremo a malincuore fingerlo pozzo rivestendolo di pietra. Sto cercando la vera di recupero da metterci sopra. Non ci farò abbarbicare sul ferro glicini liberty, lo giuro. Ci metterò accanto un fico dottato.
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Questi picchetti intorno alla scala (che sarà inerbita, anzi sarà inerbita? prima o poi?) sono per due piccoli cotogni
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e dall'altra parte un mandorlo e due ciliegi (c’è l’ombra purtroppo la posizione dei picchetti si vede male).
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A sinistra dell’ulivo comincia la scarpata, per capirci (veramente non si vede nemmeno l’ulivo, la prossima volta posto braille).
Abbiamo picchettato anche altri angoli, ma mi fermo qui per non annoiare, grazie anzi per l’attenzione.
Insomma, la paura di piantare, di rovinare, di sciupare, mi passa se penso ad alberi da frutto anche nel giardino cosiddetto ornamentale. Ma cosa ci sarebbe di più ornamentale, adesso, che avere davanti casa un cachi (diospyros kaki) dai pomi fosforescenti? Solo, nitido, pulito?
Ho la sensazione che devo seguire questo istinto.
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Messaggioda alex66 » domenica 14 novembre 2010, 12:54

uhm quei blocchi di pietra!!mi inviti per una session di scultura?? :) ,chi mura in inverno mura in eterno !questo è dire da specializzati!! sto mauro è in gamba (fattura a parte) si capisce dal fatto che è impegnato molto :) il cancello è un must ...bellisimo
in posto cosi cè poco da aggiungere veramente bastano pochi tocchi d'artista
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Messaggioda pemberton » domenica 14 novembre 2010, 19:29

Mi piace l'idea dei cotogni, fa molto Vita Sackville West che assai li amava. Li sto cercando anch'io per un punto focale nel mio giardino ( dato che mi sento molto Vita S.W. in questo periodo), ma sai che non li trovo ? Tu da che li prendi, sempre dalla tua esperta fruttologa antica ?
pemberton
 
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Messaggioda Effe mutabilis » domenica 14 novembre 2010, 20:33

Ti senti Vita?
Virginia Woolf la descriveva alta, pallidissima, con un vocione, un nasone, i piedoni, perfino con i baffi, però timida e facile ad arrossire, come se lady Chatterley e il guardiacaccia suo amante del romanzo di D.H. Lawrence si fossero riuniti nella stessa persona.
Ti senti ancora Vita?


ti mando mp il numero di Isabella, ma non spedisce. Comunque anche i vivai Belfiore sicuramente li hanno, e spediscono.


opps scusa alex, grazie! Per le sculture ho quanti menhir vuoi ma come Isabella non spedisco...
Ultima modifica di Effe mutabilis il lunedì 15 novembre 2010, 0:40, modificato 1 volta in totale.
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