infestanti: ne vogliamo parlare?

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infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda nigelladamascena » mercoledì 25 gennaio 2012, 14:15

E' da un po' che penso a questo argomento.Spero di essere nel forum giusto, mi sembra un problema di educazione,quindi credo di si. Parto da un piccolo episodio; cerca un mese fà vicino casa, a Roma, vedo un bel rampicante rigoglioso, con foglie succulente e bei fiorellini gialli -a dicembre-scendere da un muro; mi fermo, tiro fuori il coltellino che porto all'uopo, faccio delle talee che, tempo tre settimane, tirano fuori robuste radici e ora sono lì, ben radicate e rigogliose e già stanno fiorendo. Mi insospettisco, troppo facile! Faccio qualche ricerca e scopro che è il Senecio tamnoides o forse l'angulatus, ma credo di no. Trovo anche diverse vecchie discussioni sulla CcG, persino risalenti al 2004, e, girando ancora, quello che avevo temuto:infestante, può soffocare la vegetazione autoctona etc. In Nuova Zelanda ha fatto danni , ma anche in Italia si è naturalizzato in varie parti e,naturalmente, farà danni. Se decidessi di tenerlo in vaso a Roma il danno sarebbe limitato ma l'idea, quando l'ho visto, era quella di piantarlo in campagna e qui il danno sarebbe grave. Ovviamente ci ho già rinunciato,con qualche rimpianto avendo centinaia di metri di orrida rete da coprire.Però ho diverse volte notato che anche di piante 'vietate' in molti luoghi con climi simili a quelli di certe zone italiane, non si segnala la pericolosità per l'habitat. Vogliamo, visto che gli esperti non ci mancano, cominciare a segnalare- dividendo per zone- le piante seducenti ma pericolose? Naturalmente senza isterie, consapevoli che le piante hanno sempre viaggiato e viaggiano, ma allo scopo anche di sopperire alla latitanza di molti regioni, che non pubblicano elenchi di piante da evitare, almeno nei luoghi aperti, confinanti con habitat piò o meno 'naturali'. Grazie e scusate la prolissità.
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Messaggioda Lidia » mercoledì 25 gennaio 2012, 15:11

Un bel tema, molto complesso. avevo scritto un po' di cose ma poi mi sono sembrate banali. Se vuoi, ti rimando a un bellissimo libro. Elogio delle erbacce, di Richard Mabey.
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Messaggioda nigelladamascena » mercoledì 25 gennaio 2012, 16:02

L'ho letto,grazie; da lì si possono trarre buoni spunti per indirizzare la discussione, come dicevo senza isterie e nella consapevolezza che il concetto di pianta 'autoctona' è puramente storico; come già è stato detto anche qui in precedenti interventi, forse nessuna pianta lo è se andiamo sufficientemente indietro nel tempo. Pensavo ad una discussione un po' più mirata; zona per zona (climatiche), quali sono le specie di più o meno recente introduzione -ma potrebbe trattarsi anche di speci considerate autoctone ma divenute molto invasive in determinate situazioni, in ecosistemi resi più esposti da noi umani infestanti- che rischiano di minare i già precari equilibri attuali? E cosa possiamo fare, anche premendo sulle amministrazioni locali, per evitare di accelerare processi degenerativi in sistemi che sembrano importanti per la conservazione della biodiversità? L'idea sarebbe questa, confido nell'intervento di coloro che hanno conoscenze scientifiche o esperienze pratiche, o responsabilità politico-amministrative, in merito per dare una certa sostanza, non solo teorica, all'argomento. Intanto, visto che tu hai fatto già delle riflessioni, perché non ce le comunichi? Non credo che possano essere banali e potrebbero fungere da volano. ciao
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Messaggioda Lidia » giovedì 26 gennaio 2012, 16:07

Il senecio angulatus è pre3sente anche da noi, non in forma invadente, e considerato una ornamentale. In campagna non ne ho mai visti, è trattato alla stregua di pianta "a riproduzione umana".
Credo che un rampicante non ancora pericoloso ma che potrebbe in un futuro diventarlo potrebbe essere l'Ipomoea indica, una pianta che per me significa la libertà dei grandi spazi aperti e del mondo selvatico. Non so cosa ne pensino i botanici di questa specie, ma è molto invadente, anche nelle campagne, e con il suo vigore è in grado di coprire antiche rovine (il che a volte è un bene, altre volte no).
Il problema maggiore da noi sono gli incendi estivi, di cui lo 0% è spontaneo (eresia matematica: zero è sempre zero, moltiplicato per cento, mille o un miliardo, era solo per una frase d'effetto). Gli allevatori danno fuoco ai campi per far germogliare l'erba più tenera. Oltre a ciò si aggiunge la mafia che decide quale terreno deve essere incendiato o meno, per depreziarne il valore dominicale.
La prateria, o meglio, la steppa a graminacee è molto affascinate, ma ci piacerebbe che anche arbusti e piccoli alberi partecipassero al paesaggio della coste calabre. Le carici in questo senso sono molto invadenti, a detrimento delle festuche.
Da un punto di vista amministrativo non c'è nulla da fare, tranne la ghigliottina in piazza.
Importati per rimboschire e per l'industria cartiera sono gli eucalipti, della famosa cultivar 'Highlander, l'ultimo immortale'. La loro diffusione massicia è uno degli elementi di maggior impatto negativo per l'occhio.
I gelsi, che fungerebbero altrettanto bene per ancorare i versanti franosi, non sono considerati, soprattutto dopo la diminuzione conseguente l'unificazione del Regno delle Due Sicilie al nascente stato italiano. In epoca postunitaria questo albero è diventato qui quasi uno sconosciuto, come l'ippocastano.
Tra le erbe spontaneee c'è una forte diminuzione di quelle più particolari, come le cinoglosse, i dipsacus, la vicia, i vari piccoli lathyrus, i lotus, le euphorbie marittime (sull'ambiente psammofilo andrebbe fatta una ricerca a parte), rimpiazzate sempre più spesso da cardi (Sylibium), inula e carota selvatica.
Un Polygonum coltivato da decenni da una famiglia, è sempre fermo lì, non è diventato invadente e non cresce di dieci metri l'anno.
C'è una fortissima avanzata dell'Ailanto, questo sì, soprattutto lungo i litorali, ma ho notato che qualche genio a siderno li ha anche usati come alberatura da viale.
Noto che lasciata incolta la Solandra tende a diventare molto invadente.
La zona in cui erano presenti le moree (piccole bulbose) si è contratta moltissimo. Sui versanti collinari è frequente l'asfodelo. Diminuiscono i ciclamini e gli ellebori, aumentano i ranuncoli tuberosi.
I roghi diminuiscono la popolazione di bellis e sternbergia.
Ovviamente, in questa stagione, l'infestante più diffusa è l'oxalis pes-caprae. Un mare giallo ovunque.
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda alessagro76 » martedì 17 aprile 2012, 20:15

Io credo che sia necessario per rispondere a questo stimolante argomento fare innanzitutto un chiarimento.
Mi sembra si sia partiti infatti dal cercare di definire quali possano essere delle infestanti, magari di recente introduzione, alla definizione di tutto ciò che può essere definito spontaneo.
Mi spiego meglio, una infestante secondo me, diventa tale nel momento in cui essa compare in un sito non preventivamente destinato ad essa. E questo è il concetto agronomico.
Tuttavia alcune specie hanno la caratteristica di essere soffocanti, e di determinare in poco tempo la morte di piante già insediate per farsi largo.
Altre ancora, rappresentano la cosiddetta flora di sostituzione, ovvero quello che cresce in seguito ad un evento (un incendio, un diserbo, una lavorazione del terreno).
Quindi direi che la prima categoria (1) non ci interessa, perchè può essere compresa nelle altre due.
La categoria (2) (piante soffocanti) è invece interessantissima ed è caratterizzata dalla manifestazione di fenomeni di tipo allelopatico (essudati radicali che inibiscono lo sviluppo radicale di altre specie) da un alta performance nell'intercettazione luminosa, dalla resistenza alle malattie etc.. e se ne potrebbe benissimo fare un elenco molto utile, sempre sulla base del fatto che tutto ciò che è "infestante" usato nel modo giusto può davvero tornare utilissimo.

La categoria (3) flora di sostituzione, mi sembra anchessa molto utile, anche se, la definizione di un elenco rischia di essere davverio molto accademico.

Che dite lo facciamo un elenco?
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda nigelladamascena » martedì 17 aprile 2012, 20:58

Magari! Differenziando a seconda dei climi. Credo, infatti, che quella che in certi climi è un'infestante in altri può non esserlo, o sbaglio? E forse certe piante sono invece 'infestanti universali', cioè hanno tali capacità di adattamento da essere pericolose ovunque. Non ho sufficiente cultura botanica ma, grossolanamente, intendevo con l'espressione infestante, quelle piante che sono in grado di modificare un ecosistema imponendosi sulle spontanee storicamente insediate, ovvero il tipo 2 secondo la più scientifica dizione di Alessagro. Alesssagro , vai con l'elenco!
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda alessagro76 » mercoledì 18 aprile 2012, 6:50

Una bella sfida! :blink:
Per fortuna però non siamo da soli perchè la EPPO pubblica regolarmene un elenco di piante "aliene" la cui diffusione potrebbe essere pericolosa.

Naturamente la EPPO pubblicando per vari paesi non fa altro che identificare tutte quelle piante non particolarmenti presenti nel suo areale di pertinenza e che sono note per essere molto aggressive, di seguito in lista:
Visto che la lista è piuttosto lunga e che in essa compaiono nomi alquanto interessanti e che l'argomento è interessantissimo io direi che si potrebbe aprire una discussione per tutte quelle specie che possiamo trovare nelle nostre campagne ( e così ad un velocissimo esame non sembrano poche).
Si potrebbe partire in ordine alfabetico oppure facendo uso dei nostri rispettivi bollettini regionali e dalla nostra osservazione da quelle più pericolose. Da canto mio prima ancora di procedere allo sxcreening mi dichiaro preoccupato soprattutto per le graminacee e le temibili cyperus. Comunque non appena ne avrò il tempo preparo qualcosa per la mia zona. Lazio, provincia di Latina, intanto ecco la EPPO ilst (consultabile sul loro sito, insieme ad un sacco di materiale interessante).


Acacia dealbata
Acroptilon repens
Ailanthus altissima
Ambrosia artemisiifolia
Amelanchier spicata
Amorpha fruticosa
Azolla filiculoides
Bacharis halimifolia
Bidens frondosa
Buddleja davidii
Cabomba caroliniana
Carpobrotus acinaciformis
Carpobrotus edulis
Cenchrus incertus
Cortaderia selloana
Cyperus esculentus
Egeria densa
Elodea nuttallii
Helianthus tuberosus
Heracleum mantegazzianum
Impatiens glandulifera
Lagarosiphon major
Lupinus polyphyllus
Lysichiton americanus (A2 in 2005 - deleted in 2009)
Myriophyllum aquaticum
Oxalis pes-caprae
Paspalum distichum
Prunus serotina
Reynoutria (Fallopia) japonica
Reynoutria sachalinensis
Reynoutria x bohemica
Rhododendron ponticum
Senecio inaequidens
Solidago canadensis
Solidago gigantea

Invece figurano in alert list:

Akebia quinata
Alternanthera philoxeroides
Andropogon virginicus
Asparagus asparagoides
Araujia sericifera
Cornus sericea
Delairea odorata
Eriochloa villosa
Fallopia baldschuanica
Gymnocoronis spilanthoides
Hakea sericea
Humulus japonicus
Hydrilla verticillata
Hygrophila polysperma
Limnophila sessiliflora
Microstegium vimineum
Miscanthus sinensis
Myriophyllum heterophyllum
Parthenium hysterophorus
Pennisetum setaceum
Pistia stratiotes
Salvinia molesta
Sesbania punicea
Stipa trichotoma, S. neesiana and S. tenuissima mini-ds
Solidago nemoralis
Verbesina encelioides
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda alessagro76 » venerdì 20 aprile 2012, 19:23

alessagro76 ha scritto:Acacia dealbata

Ebbene la bella mimosa una pianta aliena? Io non lo avrei mai detto. Premesso che in questo caso non si tratta proprio di una soffocante. Vero è che cercando in rete ho trovato alcune foto interessanti di piante di mimosa in rapida sostituzione alla flora locale. Nel mio areale è comunque una pianta che va molto bene,ma non ho mai osservato insediamenti naturalizzati. Sembra che la sua diffusione sia prevalentemente dovuta alla semplicità di diffusione per seme. E' specie acidofila o leggermente acidofila, pur leguminosa e quindi .. chissà, magari se nel nostro areale non ci sono terreni adatti un po di spensieratezza si può pur concedere, in favore delle donne, e di quei bellissimi fiori contrastanti sul verde.
Non sono sulla lista EPPO ma sembra che in Toscana, non ho modo di verificare, siano un problema anche le specie:
Acacia picnantha
Acacia saligna
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda alessagro76 » venerdì 20 aprile 2012, 19:39

alessagro76 ha scritto:Ailanthus altissima

Albero del Paradiso da non consigliare neanche al peggior nemico. Allelopatico per via radicale, irritante e maleodorante a livello epigeo, pollonante anche da ceppaia. Un prooblema un po in tutto lo stivale, da nord a sud.
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda alessagro76 » domenica 22 aprile 2012, 18:20

Ambrosia artemisiifolia


Celebre allergenica, è segnalata soprattutto al nord. Non è argentata come l'artemisia e non odora come questa.

La presenza di colture antagoniste limita lo svilupo dell'infestante. Infatti le esigenze di crescita dell’Ambrosia sono tali da non sopportare la concorrenza di vegetazione fitta. Fra le varie colture è preferibile la semina di panico e di leguminose (ad esempio erba medica o trifoglio), specie nelle vaste aree agricole lasciate incolte o coltivate per pochi mesi all'anno. La semina di colture antagoniste è prevista nel piano agricolo triennale della Provincia di Milano come metodo per limitare la diffusione dell'Ambrosia e alcuni comuni hanno attuato programmi per incentivare tale pratica.
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda alessagro76 » domenica 22 aprile 2012, 18:33

Amelanchier spicata

Una pianta alquanto interessante mi sembra, particolarmente adatta a resistere a temperature rigidissime, fino ai -50. Il problema di invasione sembra essersi manifestato soprattutto in nord europa dove la specie si è naturalizzata (è anche quest aproveniente dal nord america) invadendo e sostituendosi a boschi di conifere.
E' stata largamente utilizzata in passato non solo per le alberature stradali e per la commestibilità dei frutti, ma anche come frangivento.

Sembra essere una specie con esigenze ecologiche davvero minime, in grado di modificare la natura del suolo e di riprodursi sia per seme che per rizomi (Lange et Al. 1978)
I frutti e con essi i semi sono facilmente diffusi dall'aviofauna.
Non sembra essere presente in maniera diffusa sul territorio italiano, credo che in questo caso sia proprio una delle piante a cui è opportuno prestare attenzione.
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda Manuelafragrans » martedì 24 aprile 2012, 9:24

Ecco, svelato l'arcano!

Tra due allori, nella mia siepe lunga una 70ina di metri, c'è una sconosciuta che in primavera fa dei graziosissimi fiorellini bianchi e in autunno le foglie acquistano dei meravigliosi toni rosso-arancio. Sospettavo si potesse trattare di amelanchier.... ma non ho mai indagato ulteriormente. Per adesso non mi pare "infestante": son 4 anni che è lì e non v'è traccia di progenie in giro.
Qualcuno ha dei suggerimenti per procedere ad un'identificazione certa (criteri di esclusione o particolari che possano "certificare" la varietà)?

Bella idea questo post!

Confermo l'alto livello di pericolosità d'infestazione dell'Ailanthus e, visto il clima, dell'Acacia dealbata in toscana (quando ho comprato casa ce ne erano 5 piante, le abbiamo tagliate e loro, per tutta risposta, han cominciato a pollonare come disperate :evil: . Mio marito irrora la zona con diserbante ogni primavera per stroncare i giovani virgulti.... a distanza di 4 anni, qualcuno ha ancora il coraggio di rispuntare :verysad: )
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda alessagro76 » martedì 24 aprile 2012, 14:40

Si è un tema davvero interessante ma date le dimensioni non so davvero se continuare o aprire un wiki..
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda nigelladamascena » martedì 24 aprile 2012, 19:34

Grazie ad alessagro per le interessanti informazioni. L'idea, quando ho lanciato questo tema era quella di andare nello specifico dei diversi territori, come ha fatto Lidia nel suo intervento analiticamente centrato sulla Calabria e sugli interessi umani che spesso ci mettono una manina non casualmente; così rilancio: qualcun altro, anche alessagro che è un esperto, può dire cosa sta avvenendo dalle sue parti e quali sono le piante che si fanno un po' troppo avanti o vengono inopinatamente piantate per la loro facilità e poi fagocitano tutto il resto? Come dicevo credo di aver capito che quel che può essere rischioso a Cagliari magari non lo è a Cuneo e viceversa, perciò mi sembra importante affrontare l'argomento in un'ottica non generale ma locale. Ciao
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda alessagro76 » mercoledì 25 aprile 2012, 11:50

In verità io non sono esperto. :( ma nenache un pò :confused: , non essendo ne un botanico ne un naturalista.
:D
La mia difficoltà è proprio che di solito mi trovo in ambienti fortemente antropizzati come quelli agricoli, avendo poco tempo di passeggiare nel bosco (se non per l'autunnale appuntamento con i funghi).
Cercherò anche io di dare il mio contributo, ma prima completerò il mio elenco sul mio PC, in modo da avere una base dalla quale partire.
Mi propongo di fare, nei prossimi giorni una lunga passeggiata lungo il percorso dell'Appia antica, dalle mie parti. Se ne emergerà qualcosa di interessante non mancherò di postarlo.
Complimenti ancora per l'ootimo argomento.
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda enotime » giovedì 26 aprile 2012, 19:35

Parecchio tempo fa, forse un paio d'anni, avevamo già affrontato il problema...
Forse non sarebbe un'idea malvagia riesumare quel thread. Credo si titolasse la Robinia ed altre aliene.
:thinking:
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Re: infestanti: ne vogliamo parlare?

Messaggioda Lidia » venerdì 27 aprile 2012, 13:27

Prontamente il post è stato trovato: eccolo
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