Le trappole si basano su un feromone di aggregazione: (4S,5S)-4-methyl-5 nonanol, nome comune
ferruginol. Quello della Intrachem è prodotto da una ditta tedesca, la Trifolio- M GmbH.
L'ormone di aggregazione viene emesso dai maschi del RPW (Red Palm Weevil), e si chiama così perchè serve per aggregare altri adulti, maschi e femmine, quando trovano una buona fonte di cibo (purtroppo per noi la palma). Sono stati condotti anche studi comparativi sull'efficacia di vari preparati a base di tal tipo di feromone.
Al feromone viene soltitamente aggiunta una sostanza di tipo alimentare per migliorarne le capacità attrattive.
La trappola non è altro che un secchiello dentro cui si appende il feromone-esca e sul fondo si mette acqua saponata in modo da far annegare il rincoforo. Quello della Intrachem è rosso (si ritiene che questo colore sia attrattivo per il punteruolo), viene infilato in una rete di plastica in modo che l'insetto ci si possa arrampicare, e posto ad altezza d'uomo appeso alla palma o ad un palo. Nei Paesi orientali solitamente seminterrano il secchio, che viene mimetizzato e sul cui bordo, che rimane a livello del terreno, vengono preventivamente praticati dei fori per l'ingresso degli adulti (vd. foto in calce).
Forse al convegno p.v di Sanremo ne mostreranno: in tal caso documenterò.
Sulla tecnica del
mass trapping ci sono risultanze discordanti; da noi le trappole vengono impiegate per il monitoraggio (la cattura di cui vi avevo riferito a Bordighera è avvenuta appunto a mezzo trappole, e per inciso temo, ahimé, che anche la Riviera dei Fiori e avanti ad ovest la Costa Azzurra si apprestino a vivere le deprimenti esperienze delle altre zone d'Italia colpite).
Sono in corso ricerche sull'impiego di organismi per la lotta biologica, del tipo per capirci di funghi entomoparassiti (storicamente il primo scoperto, nei primi decenni dell'800, fu quello che causava il 'mal calcino' del baco da seta, che in onore del suo scopritore, Agostino Bassi, fu chiamato
Beauveria bassiana; un altro impiegato in lotta biologica è il
B. thuringiensis, che ha diverse varietà, una adatta anche contro le zanzare); una alternativa forse ancor più promettente sono ì nematodi entomopatogeni (a esemplificazione si possono citare quelli che trovano impiego contro le larve di oziorrinco). Non ci sono invece evidenze di limitatori naturali, almeno efficaci, mentre purtroppo si sa che le piante ospiti non sono solo le palme ma potenzialmente anche altre, come le agavi e simili (giusto a titolo di incoraggiamento collettivo).
Ciao a tutti
Alessandro
