ciao pasquale e benvenuto!
per quanto riguarda le albicocche, almeno qui inprovincia di Cuneo, si può dire che da seme vengono su come se niente fosse: le cassette di frutta tenute fuori d'estate sono per me come il polline per le api e non avendo voglia di tornare in casa a buttare i noccioli, beh, alla fine finiscono sempre nei vasi, con conseguente crescita di molte piantine nella primavera successiva!!
quindi, se hai un buon numero di noccioli, metti in terra ed aspetta: albicocche, pesche, ciliege, prugne e susine, essendo drupacee di climi temperati-mediterranei, hanno bisogno di un certo numero di ore di freddo per poter degradare l'ascido abscistico e potersi così sviluppare, questo procedimento si può velocizzare e controllare un po' tramite la vernalizzazione dei semi. inoltre come hai detto già tu, togliere il nocciolo legnoso, abbrevia anche il periodo di imbibizione dello stesso e quindi una più rapida germinazione.
in linea di massima il pesco ha bisogno di meno ore di freddo dell'albicocco, che ha sua volta ha un fabbisogno in freddo inferiore al ciliegio. infatti l'emilia romagna eil basso piemonte, salvo casi particolari di microclima sono le fasce più estreme per il pesco. l'albicocco, inteso come Prunus armeniacus è anch'esso grosso modo simile come fascia di coltura al pesco, salvo poi casi di albicocchi, appartenenti in realtà ad altre specie, che sono coltivati in trentino (P. sibirica) e sulle montagne francesi al di la del frejus (il P. brigantiaca)
il ciliegio invece sopporta molto meglio il freddo infatti il prunus avium (o ciliegio dolce) è parte integrante dei boschi di montagna.
questo per le rosaceae.
passando alle rutaveae, ovvero gli agrumi.
il genere citrus a cui asseriscono limoni, limette, chinotti, arance, pummeli, e tutti i loro ibridi, sono di origine prettamente tropicale, pertanto i semi non hanno bisogno di un periodo di freddo per germinare, ma possono essere seminati subito... continua..)