Russell Page

di Alessandra Vinciguerra

Thunbergia mysorensis.

Russell Page è stato uno dei più grandi architetti paesaggisti inglesi del '900. Nato nel Lincoshire nel 1906, iniziò a dedicarsi al giardinaggio fin da piccolo (raccontava di aver iniziato con un vasetto di campanule), e da adolescente lavorò in diversi giardini durante le vacanze estive.

Si iscrisse ad una scuola d’arte, ricevendo una istruzione da pittore che in futuro gli sarebbe tornata molto utile, e in seguito si trasferì a Parigi per completare i suoi studi di arte. Qui conobbe André de Vilmorin, la cui famiglia da 200 anni commerciava in semi e piante, ed in collaborazione con questi riprese a dedicarsi ai giardini.

Tornato in Inghilterra, ricevette il primo prestigioso incarico dal conte di Bath, che voleva arricchire il parco della sua dimora, Longleat House. Da allora (1932) Page si dedicò completamente alla progettazione dei giardini; per un certo periodo collaborò con Jeoffrey Jellicoe, altro noto paesaggista inglese (più teorico, meno inventivo di Page, noto in Italia per aver pubblicato un libro con le piante dei giardini storici italiani, di cui fece il rilievo durante un famoso viaggio agli inizi del ‘900).

Page ha disegnato letteralmente centinaia di giardini, in Inghilterra, Francia, Belgio, Svizzera, Olanda, Spagna, Italia, Sudamerica, Stati Uniti. Sarebbe difficile trovare in questi un motivo comune, uno stile facilmente rintracciabile: anche se forse Page è più noto per i disegni formali e simmetrici, e le piante potate, in realtà ha sempre adattato i propri giardini al sito, al carattere dell’edificio, all’ambiente.

Molte le influenze nel suo lavoro: egli stesso ammetteva di essere stato ispirato dal giardino di Hidcote, conosciuto da ragazzo (elementi geometrici e ben disegnati che inquadrano e danno solidità alla profusione delle fioriture si ritrovano in molti giardini di Page, quali Varaville o la Landriana), dai suoi viaggi in oriente (come non ricordare i rivoletti di acqua che introduce ad Ischia, a Majorca, perfino a Washington, tutti echi dello splendido Generalife), dalla tradizione francese.

  
Il "Bog Garden" con la fontana disegnata da Page.

L’unico libro che ha scritto, "The education of a gardener" ("L’educazione di un giardiniere", pubblicato in Italia da Allemandi), è un tesoro di idee, informazioni, consigli pratici, che dovrebbe leggere chiunque si interessi al disegno dei giardini. In Italia, i più noti giardini disegnati da Page sono Villar Perosa e Frescot, i giardini della famiglia Agnelli; la deliziosa Villa Silvio Pellico (anche questa a Torino), Vistorta (in Friuli), San Liberato (a Bracciano, vicino Roma), il piccolo giardino dei Sanminiatelli, La Landriana (vicino Roma), della famiglia Taverna, e La Mortella (a Ischia) dei Walton. In Inghilterra è ancora ben curato e visitabile il Culepeper garden a Leeds Castle, mentre in America è molto noto il piccolo giardino della Frick Collection, a New York, ed il grande parco di sculture del quartier generale della Pepsi Co., il suo ultimo lavoro.

Tutti i disegni, gli appunti per nuovi libri, le trascrizioni da registrazioni radiofoniche, insomma tutte le carte della sua lunga carriera si trovano oggi in Belgio, custoditi un po’ alla buona nell’Arboretum di Kalmthout. Meriterebbero un archivio degno di questo nome, e maggiore attenzione. Stranamente, in Inghilterra Page non è molto conosciuto, la sua fama sopravvive di più all’estero.

Oltre al suo libro, altamente consigliato, si può leggere il bel libro di Gabrielle van Zuylen, con foto di Marina Schinz, “The gardens of Russell Page” pubblicato da Stuart, Tabori and Chang, New York, 1991, ed il catalogo della mostra “Russell Page-Ritratti di giardini italiani”, a cura dell’American Academy in Rome, 1998, pubblicato da Electa.

Quando chiedevano a Page se si considerasse di più un architetto o un plantsman, rispondeva sempre di conoscere più piante di un normale designer, ma di saperne più di design rispetto ad un appassionato di piante. In realtà, egli amava definirsi semplicemente un giardiniere: e ci piace ricordarlo così, come uno di noi.

  
Un'enorme cascata di Russelia juncea e spighe fiorite di Puya.

Riferimenti


30 giugno 2006 in Oltre il giardino