Scilla e le sue sorelle

di Angelo Porcelli

Scilla peruviana (foto da flickr)

La Scilla peruviana è una pianta bulbosa originaria dell’area mediterranea. Cresce in luoghi aridi, sassosi e intatti, poiché le bulbose, specie quelle a bulbo grande, rifuggono i terreni manipolati. Si può trovare anche nelle garighe o in prati vicino a vecchie masserie, o nei pascoli (più ovini che bovini). Fiorisce in tarda primavera con fiori color azzurro violaceo, disposti in ombrella che diventa piramidale con il progredire dell’antesi.

La pianta si trova spontanea in nord Africa, dalla Tunisia al Marocco, nel sud della Spagna e in Portogallo. In Italia si avvistano alcuni esemplari in sicilia, già descritti da Tineo come Scilla sicula, e poi a Capri, a Gerace (R.C.) e a Veglie (LE).

Le segnalazioni di Gerace sono riportate dal Pignatti, quindi potete giurarci che qualcuno l’ha vista, sebbene non sia una pianta spontanea di quella zona. È una pianta già piuttosto rara anche in Sicilia ma in ogni caso si può asserire con sicurezza che si tratti di piante naturalizzate.

A differenza di Gerace, Veglie si trova sul lato jonico, ed alcune tesi vedrebbero una parentela tra queste due popolazioni di scille, che sarebbero un residuo preistorico di una distribuzione jonica più ampia, anche se questa tesi non trova riscontri scientifici.

Scilla peruviana con la caratteristica "piramide" (foto da flickr)

La Scilla peruviana è coltivata da secoli per la sua bellezza ed è normale che si sia inselvatichita da qualche parte. In Puglia si trovano esmplari di Scilla hyacinthoides originaria del Medioriente, che molto probabilmente è arrivata in Italia a seguito dei crociati. (attenzione a non confondere Scilla hyacinthoides con Hyacinthoides italica che è un'altra cosa).

La Scilla peruviana fiorisce ad aprile. La fioritura è molto lunga, dato che l'infiorescenza porta anche 200 fiori e dura circa un mese. Quella che si trova spontanea nei boschi è la Scilla bifolia, che fiorisce presto, forse già a fine marzo.

La Scilla peruviana è sicuramente spontanea in Sicilia ed è forse da lì che è partita la coltivazione. Si trova più volte nei vecchi giardini, dei tempi in cui le piante ornamentali erano solo per i "signori" e comunque non si compravano. Quando si trova distribuita intorno ad una masseria è facile capirne l'origine non spontanea.

La Scilla peruviana ha un colore variabile dal bianco al blu scuro, solitamente blu pallido in quelle spontanee. Invece le piante in coltivazione sono sempre blu intenso. Questo è un altro indizio che ci porta a concludere che le piante in coltivazione sono tutte imparentate e discendenti da qualche clone particolarmente bello che è stato raccolto in natura e quindi coltivato.

La storia dell'aggettivo "peruviana" la sapete, no? Alcuni campioni furono portati a Linneo con una nave che si chiamava “Perù”. A causa delle incomprensioni linguistiche, quando fu chiesto da dove venissero, fu risposto che “erano state portate col Perù”, e quindi l'infelice nome gli fu affibbiato a vita. Sarebbe stato molto più bello Scilla coerulea o azurea, no?

Esiste anche una forma bianca, che pare si sia naturalizzata in un parco-giardino californiano. È successo che dopo alcune generazioni sono venuti fuori individui azzurro pallido, bianchi e blu scuro, ma nessuno aveva mai importato questi colori a parte il colore classico, blu scuro. Questo indurrebbe a pensare che le piante in coltivazione siano state per la maggior parte moltiplicate dai bulbilli e poco o niente da seme.

Poco note, anzi sconosciute, sono le due specie affini Scilla hughii e Scilla dimartinoi. La S. hughii si differenzia per le foglie più carnose, le brattee più sviluppate e di colore rossastro, i fiori di colore più intenso e bicolori, con una striscia mediana più scura e le dimensioni maggiori di tutta la pianta in genere. È endemica dell’isola di Marettimo.

Scilla dimartinoi

La S. dimartinoi è molto particolare, le foglie ciliate ossia dotate di un margine bianco peloso, la rendono immediatamente identificabile anche senza fiore. Le foglie crescono appiattite sul terreno, a forma di stella marina, quasi che ci fosse passata sopra un'auto! L’infiorescenza è identica alla S. peruviana, ma i fiori sono di un colore azzurro pallidissimo da sembrare grigi e portati da uno stelo molto corto che li lascia appena emergere dal terreno. Questa specie è endemica delle isole di Lampedusa e Malta.

La coltivazione di queste piante è molto semplice e nel clima mediterraneo non richiedono cure e annaffiature. I bulbi vanno piantati in normale terra da giardino, preferibilmente calcarea, in posizione soleggiata, con l’apice a livello del terreno.

Anche in vaso riescono bene, a condizione di concimare in autunno quando appaiono le foglie. Infatti, come tutte le geofite mediterranee, perdono le foglie in estate e vanno in riposo. Questo è anche il periodo migliore per dividere i cespi troppo folti, ma meglio lasciarle indisturbate per molti anni, perché le radici carnose risentono del trapianto.


Riferimenti


8 marzo 2007 in

Commenti

Lascia il tuo commento

(per domande e richieste di aiuto, consulta il nostro forum)