Vivaisti noi: la talea
di Massimo Bruatto e Luca Inzaina
È da un po' di tempo che pensavamo di inaugurare un filone di argomenti didattici nei quali illustrare un po' di tecnica "spicciola", condita da qualche nozione descrittiva. Molti di noi coltivano (è proprio il caso di dirlo...) la passione per il giardinaggio a livello hobbistico, qualcun'altro ha la fortuna (onerosa...) di essere invece "figlio d'arte", o di aver approfondito teoria e pratica per farne una professione.
Ad ogni modo, ciascuno ha acquisito, con lo studio o con la pratica, un po' di esperienza in alcune attività di base del vivaismo, e ci piacerebbe che si trovasse il tempo per condividerle. Iniziamo dunque illustrando la tecnica del taleaggio.
Con il termine talea si intende un metodo di riproduzione vegetativa che utilizza parti di una pianta, appositamente tagliate e preparate, per ottenere nuovi individui. Le parti utilizzate a questo scopo sono generalmente i rami, ma si possono eseguire talee anche di foglia e di radice. Dopo qualche tempo, variabile in funzione della specie, della stagione e del tipo di talea, sulla superficie del taglio compare il callo, cioè un ammasso di cellule in attiva crescita, non ancora differenziate, che, successivamente, genererà le radici vere e proprie che consentiranno lo sviluppo dell'apparato aereo della pianta.
Qualunque sia il materiale di partenza, il substrato di radicazione deve essere particolarmente soffice e leggero, in modo da consentire uno sviluppo senza ostacoli ed una buona aerazione alle giovani radichette, e capace di mantenere a lungo l'umidità. Un miscuglio in parti uguali di sabbia fine e torba soddisfa queste caratteristiche e rappresenta la soluzione più facile ed economica per questa tecnica.
Come contenitori si utilizzano generalmente dei vasi o delle cassette di plastica ma sulla loro scelta pesa molto il tipo e la dimensione della talea: talee di ramo lunghe 20-30 cm richiederanno, ovviamente, contenitori più profondi e spaziosi di piccole talee di foglia.
I vasi contenenti le talee devono essere mantenuti in luoghi freschi ed ombreggiati, protetti da pericolosi sbalzi termici ed idrici che bloccherebbero il procedere della radicazione. Ricordiamoci sempre che una talea è un pezzo di pianta in delicato equilibrio tra la vita, garantita dalla comparsa di nuove radici, e la morte per disseccamento; coperture e protezioni con reti ombreggianti, tessuto non tessuto o simili sono un sicuro ausilio per la buona riuscita del nostro lavoro.
Può essere utile un trattamento con fungicidi sistemici, attivi contro i principali patogeni radicali (Phytophtora, Pythium, Rhizoctonia). Non appena il nuovo apparato radicale sarà sufficientemente sviluppato, ovvero non appena si osservano i primi segni di crescita le talee radicate dovranno essere rinvasate in contenitori più grossi con un terriccio più ricco ed adatto a sostenerne lo sviluppo. Quando la pianta avrà prodotto un consistente pane di radici ed un rigoglioso apparato fogliare potrà, finalmente, essere collocata a dimora.
La talea di foglia
Questo metodo è adatto alla riproduzione di molte specie del genere Begonia, di piante appartenenti alla famiglia delle Gesneriaceae quali Saintpaulia sp. e Ramonda sp. e di numerose succulente appartenenti ai generi Haworthia, Sansevieria, Sedum ed altre Crassulaceae.
Si utilizzano quasi sempre foglie mature, intere, staccate dal fusto con l'intero picciolo; queste vengono inserite nel substrato per almeno 1/3 della loro lunghezza e la nuova piantina comparirà dalla base del picciolo. La stagione ideale varia da specie a specie e rimandiamo quindi a testi specifici per quanto riguarda le singole necessità.
La talea di radice
Le piante dotate di apparati radicali formati da un insieme di radici molto grosse e carnose possono spesso essere riprodotte con questo metodo. Si procede prelevando le radici più grosse ed esterne dell'intero fascio e tagliandole in pezzi lunghi alcuni centimetri. Questi saranno collocati verticalmente nei contenitori per la radicazione e le nuove foglioline appariranno dall'estremità apicale.
È importante rispettare e mantenere la corretta polarità della radice, collocando quindi le singole talee nella stessa direzione che avevano prima del taglio. Specie riproducibili con questa tecnica si trovano nei generi Acanthus, Geranium, Primula; la stagione più adatta cade generalmente a cavallo tra l'inverno e la primavera.
La talea di ramo
Questa è sicuramente la tecnica riproduttiva più usata, diffusa e conosciuta; moltissime piante erbacee ed arbustive, succulente, rampicanti ed anche numerosi alberi possono infatti essere facilmente riprodotte con questo metodo.
Generalmente si distinguono i seguenti tre tipi di talea di ramo, in funzione della diversa maturazione della porzione utilizzata. Le talee erbacee, eseguite generalmente in primavera utilizzando i giovani ricacci delle erbacee perenni; le talee semilegnose (le più utilizzate), da prepararsi nella stagione estiva con le sommità apicali degli arbusti e dei suffrutici, e le talee legnose, fatte nel periodo invernale e spesso poste a radicare in piena terra, per le quali si utilizzano rami giovani di alberi ed arbusti.
In effetti la stagione ideale per eseguire il taleaggio varia da specie a specie ed il calendario precedente deve essere considerato come puramente indicativo; un criterio orientativo generale prevede comunque di eseguire la riproduzione per talea semilegnosa non appena terminata la fioritura.
La lunghezza delle porzioni di ramo da utilizzare come talee varia da pochi centimetri fino a due – tre decimetri, in funzione della dimensione complessiva della pianta e della lunghezza degli internodi. Un metodo per decidere la lunghezza finale della talea può essere quello di contare i nodi, ovvero i punti di inserzione delle foglie sul ramo, assicurandosi che ce ne siano almeno tre o quattro.
Dopo aver tagliato il ramo della lunghezza giusta, occorre asportare completamente le foglie nei due terzi basali e ridurre la superficie delle foglie apicali, eliminandone almeno la metà; questa pratica è fondamentale per consentirci di inserire correttamente la talea nel substrato di radicazione e per diminuirne la superficie traspirante, contenendone quindi le perdite idriche.
La talea così preparata deve quindi essere posta a radicare nel giusto substrato inserendola verticalmente per almeno i due terzi della sua lunghezza. Bisogna porre molta attenzione a rispettare la polarità del ramo piantandolo quindi con la parte basale in basso; in mancanza di altre indicazioni possiamo osservare la direzione delle gemme, sempre rivolte verso la parte apicale del ramo.
È importante pressare bene la terra nel vaso e, dopo aver insrito il ramo, non smuoverlo piú. Le nuove radici sono molto deboli e i movimenti potrebbero troncarle, vanificando i vostri sforzi. Non fatevi prendere dall'impazienza e non "tirate" le talee per vedere se hanno radicato: se proprio non ptoete aspettare, utilizzate recipienti trasparenti che vi permetteranno di controllare l'andamento della radicazione senza interferire.
La pratica del taleaggio
Veniamo ora alla parte pratica, con alcune immagini esplicative.
La pianta in questione è Eleagnus angustifolia, estremamente vigorosa e che si presta molto bene alla propagazione vegetativa attraverso talee legnose. Il materiale di base (i rami derivanti dalla recente potatura) me li ha forniti un amico che ne coltiva diverse piante.
Dopo averli accuratamente preparati, suddividendoli in porzioni di circa 20 cm, eliminando tutte le ramificazioni laterali e le spine (ahi!), li ho lasciati nelle mani della mia fida collaboratrice, che li ha riuniti in mazzi, fasciati alla base con carta umida, racchiusi in un sacchetto di nylon, e posti in frigo, in attesa del momento giusto per procedere alla preparazione.
Ciascuna porzione di ramo si presenta quindi così, con un numero variabile di gemme a seconda dell'età del ramo e della sua posizione sulla pianta:
I materiali che ho utilizzato per le operazioni sono stati:
- terriccio torboso per semine miscelato con sabbia di lapillo vulcanica,
- un fungicida preventivo,
- ormoni radicanti in polvere,
- vasi di plastica "antispiralizzazione" (si chiamano così perchè quelle scanalature longitudinali sulle pareti servono a indirizzare le radici verso il basso, evitando che "girino in tondo" nel vaso),
- un piano di lavoro per preservare la schiena.
Per preparare il substrato ho agito così: ho rovesciato sul pavimento della baracca il terriccio e la sabbia di lapillo, dopodichè ho iniziato a miscelarli con una pala, come si preparerebbe un impasto per cemento, spostando il cumulo da un punto all'altro. Ogni tanto "aprivo" il cumulo e lo irroravo con un po' della soluzione di acqua e fungicida (45 ml di Previcur – il cui principio attivo è Propamocarb – in 3 litri di acqua, per circa 200 litri di substrato).
Dopo aver riempito i vasetti, pressandovi il substrato con due dita e poi dando un paio di colpetti per assestare, ho proceduto a intingere le talee nella polvere, scrollandola per eliminare gli eccessi.
È molto importante che, nella preparazione, si abbia l'accortezza di effettuare il taglio del ramo immediatamente al di sotto di un nodo, perchè è su questo punto che si formerà il callo cicatrizziale, ed è dai tessuti presenti sul nodo che si differenzieranno le nuove cellule radicali.
Dopo averle infisso le talee manualmente, semplicemente premendole all'interno del vasetto (il substrato deve essere ben compatto, non troppo soffice ma nemmeno "duro" impenetrabile), ho proceduto a regolarizzare i tagli sugli apici delle talee, con lo stesso identico principio con il quale si effettua una potatura corretta. Tutte le porzioni al di sopra dell'ultima gemma sono inutili, soggette prima a disseccamento e poi a possibili marciumi, ragion per cui vanno eliminate.
Il lavoro, semplicissimo, è terminato. Le talee sono pronte per essere innaffiate e poi spostate nel luogo in cui dovranno affrontare la prova più difficile della loro esistenza. In bocca al lupo!
Riferimenti
- La moltiplicazione per talea, di Stefano Sogni
- Le talee di Luca
marinella, 29 marzo 2007:
Grazie: ottimo articolo didattico. Una curiosità: l’uso dei fondi di bottiglie di plastica può sostituire i vasetti antispiralizzazione visto che hanno anche loro le scanalature?
Il mio più grande piacere è far nascere piante: da talee o da semi non importa. E non importa se poi mi trovo tanti vasetti tanto disordine nei miei due balconi. La gioia più grande è vedere spuntare un “ciccetto” verde da un rametto o i teneri gambi e le due foglioline da un semino.
L’ho archiviato per studiarlo con calma e usarlo nei miei lavoretti.
Francesco, 29 marzo 2007:
Grazie grazie grazie!...
Su questo sito, con la massima umiltà e disponibilità, ma anche grandissima competenza si fa vera cultura verde!...
emaymon, 29 marzo 2007:
Luca con le talee sono proprio un disastro, ma voi fate venire talmente tanta voglia di provarci ancora…bravissimi…
betelgeuse, 29 marzo 2007:
BELLA IDEA GRAZIE!!!!!!!!!!!!!
Con le talee sono un disastro. Spero ora di far radicare i rametti che colgo ovunque
sandra, 26 aprile 2007:
grazie per questi consigli sulle talee era da tempo che non leggevo un consiglio importante per far venire fuor le radici da una rosa solo una volta sono riuscita ma forse la fortuna dei principianti speriamo.
Alfreda, 21 luglio 2007:
Ho trovato il link a questo sito in una mail del forum di “giardinaggio” e ritengo molto utile metterlo nei miei Preferiti. Nel vostro forum chiederò altre informazioni.
Marco, 22 luglio 2007:
Io pratico molte talee durante tutto l’anno ed ho ultimamente provato ad alleggerire la classica miscela lapillo-organico così: pomice – lapillo – organico, e devo ammettere che la pomice è molto più leggera e microporosa del lapillo. Anche la capacità di resa è molto aumentata. Ciao a tutti
natalia, 17 febbraio 2008:
il mio lo chiamo ormai vizio, quello di fare talee,quest’anno ho talee pronte di ,,chorisia,plomis,ibisco,chalicanto,berberis,iperico,callicarpa,piccoli bossi,un tasso ,carriole di emerocallis ibridi ,tantissime hosta di tutti i tipi, e poi altre piante ,e non so dove metterle perchè ormai non ho piu’ posto, posso regalarle ma ci sono poche persone che sanno mantenerle bene,alle volte qualche amica mi fa vedere le sue rose ,e mi cadono le braccia ,acqua mai concime neanche potature a raso terra il secco è sempre presente comunque,ti piacciono’ si sono belle ciao natalia
emanuela, 21 aprile 2008:
Bravi e grazie.
LadyV, 15 maggio 2008:
dovrei fare un paio di talee: camelie e aceri giapponesi, verranno?
con questi consigli, proverò sicuramente!