I tappeti erbosi
di Luca Inzaina
Le essenze da tappeto erboso appartengono per la quasi totalità alla famiglia delle Graminaceae. Di questo grande gruppo sistematico, comprendente circa 7.500 specie, fanno parte alcune sottofamiglie che riuniscono piante caratterizzate da un “habitus” vegetativo prostrato, meristemi basali, germogli con internodi basali corti e attitudine all’emissione di stoloni e di rizomi per la propagazione laterale.
I parametri climatici che influenzano principalmente la distribuzione geografica delle specie da tappeto erboso sono le temperature e le precipitazioni; sono questi due elementi a definire la distinzione fra i due grandi raggruppamenti delle essenze utilizzate: le microterme e le macroterme.
Tutte le specie utilizzate appartengono comunque alle tre primarie sottofamiglie: Festucoideae, Panicoideae, ed Eragrostoideae.
Fra i parametri distintivi delle diverse specie quelli più importanti sono:
Tessitura
Rappresenta la larghezza della lamina fogliare. Le pratiche colturali che maggiormente influenzano la tessitura sono l’altezza di taglio e le concimazioni. Densità di impianto e tessitura sono spesso parametri correlati: maggiore è la densità di piante e fusti sulla superficie, più fine è la tessitura.
Habitus vegetativo
Rappresenta la tipologia di crescita dei germogli. I tre tipi principali di portamento sono:
- cespitoso, quando le piante si accrescono e si espandono principalmente per accestimento, formando folti gruppi di culmi eretti;
- rizomatoso, quando le piante si espandono in senso orizzontale attraverso i rizomi, fusti sotterranei che, crescendo lateralmente, danno luogo a nuovi individui lontani dalla pianta madre;
- stolonifero, quando la crescita orizzontale avviene tramite gli stoloni. L’attitudine stolonifera è tipica di Agrostis stolonifera tra le microterme e delle specie macroterme.
Vediamo ora una analisi particolareggiata delle diverse specie.
Le microterme
Le microterme sono rappresentate dalle specie di Graminaceae da tappeto erboso nelle quali le fasi di maggiore crescita attiva si verificano durante il periodo più fresco della stagione vegetativa, quando le temperature sono comprese tra i 15° ed i 23° C; durante la stagione calda possono entrare in dormienza e subire danneggiamenti.
Includono specie appartenenti alla sottofamiglia delle Festucoideae, per lo più piante longidiurne, nelle quali l’iniziazione fiorale deve essere preceduta da vernalizzazione ed accompagnata da notti fresche. Le infiorescenze sono solitamente panicoli ma, occasionalmente, racemi o spighe.
Le specie da tappeto erboso utilizzate in Italia appartengono, tradizionalmente, al gruppo delle microterme. Il loro utilizzo nel nostro paese è dovuto alla tipologia climatica alla quale è riconducibile la maggior parte del territorio. Le temperature invernali raggiungono e mantengono per lunghi periodi valori prossimi agli 0° C; le estati sono caratterizzate da temperature che raggiungono o superano anche i 35° C. Le precipitazioni medie sono di 900 mm/anno, distribuite prevalentemente nel periodo autunno-primaverile.
La situazione orografica della nostra penisola determina la presenza di situazioni estremamente diversificate tra loro: nell’ambito di un clima definito sub-tropicale, si riscontrano variazioni significative, da regione a regione, sia per quanto riguarda le precipitazioni medie annue, sia per i valori minimi e massimi delle temperature.
Questa variabilità non limita comunque l’utilizzo delle essenze microterme, fra le quali si trovano specie con esigenze climatiche talmente diversificate da offrire una copertura del territorio pressoché completa. La scelta delle essenze deve comunque essere guidata dalla valutazione attenta delle caratteristiche delle diverse specie e cultivar per parametri quali velocità di insediamento e dinamica della densità nel tempo.
Genere Festuca
Comprende circa 100 specie, fra le quali intercorrono numerose differenze di longevità, tessitura e habitus vegetativo. È suddiviso in due sottogruppi: le festuche a tessitura grossolana (F. elatior e F. arundinacea) e quelle a tessitura fine (F. rubra rubra, F. rubra commutata, F. rubra tricophilla e F. ovina).
Festuca rubra rubra e Festuca rubra tricophilla formano un tappeto molto compatto, uniforme e con tessitura finissima, di colore variabile dal verde al verde scuro. Il tasso di crescita verticale è più basso di molte altre microterme. L’apparato epigeo è fibroso ed estremamente denso, formato anche da una certa quantità di rizomi.
La sua adattabilità agli ambienti ombreggiati è superiore a quella della maggior parte delle altre microterme, sebbene la qualità del manto erboso risulti comunque migliore in condizioni di piena insolazione. La sua persistenza nelle regioni caldo-umide è scarsa, a causa della bassa tolleranza alle alte temperature. Si adatta bene a suoli asciutti, sabbiosi e con pH compreso fra 5,5 e 6,5. Non tollera i terreni umidi, scarsamente drenati e salini. Le sue prestazioni nei tappeti erbosi sportivi sono piuttosto scarse, a causa del debole apparato epigeo e della bassa capacità di recupero.
Festuca arundinacea: è una pianta originariamente con fogliame a tessitura grossolana (selezioni recenti hanno prodotto cultivar molto fini) e, sebbene possieda corti rizomi, è a portamento prevalentemente cespitoso; è considerata una buona specie da tappeto erboso, ma può diventare infestante di prati a tessitura fine.
È una perennante a lunga persistenza quando la sua coltivazione avviene nelle zone di transizione fra le regioni temperato-umide e fresco-umide; nelle zone più fresche di queste ultime è soggetta, però, a danni da basse temperature e tende ad accorciare il suo ciclo vitale.
La F. arundinacea, fra le specie microterme, è la più resistente alla siccità, tanto da poter essere paragonata, per quanto riguarda questo carattere, ad alcune specie macroterme; questa sua caratteristica è dovuta ad un intenso e rapido approfondimento dell’apparato radicale. Durante i periodi di stress da elevate temperature, nonostante la crescita dell’apparato fogliare diminuisca, è comunque in grado di mantenere una buona qualità di colorazione.
Il portamento cespitoso e la tessitura grossolana, considerati caratteri negativi per gli usi ornamentali e sportivi, si esaltano quando la densità di semina è bassa o nelle consociazioni dove la percentuale in peso del seme di F. arundinacea sia minore del 70%. La sua resistenza al calpestio è molto elevata e la tolleranza all’ombra è buona.
Genere Lolium
Il genere Lolium comprende una decina di specie, distribuite principalmente nelle zone temperate; le due specie utilizzate per i tappeti erbosi sono il Lolium perenne e, in minor misura, Lolium multiflorum.
Lolium perenne (nome comune: loglio, loietto): caratterizzato da portamento cespitoso e tessitura piuttosto fine. Il suo ciclo biologico tende ad esaurirsi nell’arco di un anno quando l’ambiente è caratterizzato da inverni estremamente rigidi ed estati siccitose, mentre in condizioni climatiche intermedie, con inverni miti ed estati fresche ed umide, può protrarsi per alcuni anni. Il L. perenne è, fra tutte le microterme, la specie con minor resistenza alle basse temperature. L’adattabilità ad ombreggiamenti parziali è buona. La resistenza alla siccità è discreta in confronto ad altre microterme.
Sebbene la sua adattabilità a diversi tipi di substrato ne consenta la coltivazione su suoli di differente composizione, le sue qualità sono esaltate da terreni freschi, leggermente acidi e con fertilità medio-alta. L’utilizzo di L. perenne come componente dei miscugli è molto diffuso in tutte le situazioni nelle quali sia richiesto un tappeto erboso a rapido insediamento e un buon grado di stabilizzazione del terreno; per prati sportivi e sottoposti ad intenso traffico, viene spesso consociato a Poa pratensis; presenta infatti molte affinità con questa specie per quanto riguarda le caratteristiche di tessitura e colorazione, anche se il suo aspetto estetico dopo il taglio è inferiore.
Talvolta la semina di L. perenne è effettuata in purezza, in particolare nelle occasioni in cui sia richiesta una copertura vegetale nei tempi più brevi possibili, ma per la quale non si preveda una lunga durata.
Genere Poa
Comprende più di duecento specie ampiamente distribuite nelle zone a clima fresco-umido.
Poa pratensis (nome comune: erba fienarola): si tratta di una specie rizomatosa, per la quale esistono differenze estreme fra cultivar diverse per le caratteristiche di densità, colore, tessitura e resistenza alle malattie.
In linea generale si tratta di una specie perenne con una moderata resistenza alle alte temperature ed allo stress idrico; da queste condizioni si difende, comunque, attraverso l’entrata in dormienza. La successiva ripresa vegetativa si attua mediante l’emissione di nuovi germogli dalle gemme presenti sui rizomi e dalla ripresa dell’attività dei meristemi basali, non appena l’umidità raggiunge livelli favorevoli. La resistenza alle basse temperature, la colorazione invernale e la ripresa vegetativa primaverile, sono piuttosto buone.
La sua adattabilità al substrato è limitata ai suoli umidi, ben drenati e con pH neutro-subacido. È largamente utilizzata nelle diverse tipologie di tappeti erbosi (eccetto i green), spesso in consociazione con L.perenne e F.rubra.
Le macroterme
Si definiscono macroterme le specie di graminacee da tappeto erboso che presentano un optimum di temperatura compreso fra i 27 ed i 35°C. Le temperature di base per l’accrescimento variano, secondo differenze inter ed intraspecifiche, fra gli 0° ed i 13°C, sebbene la maggior parte delle specie, al raggiungimento di queste temperature, metta in atto un meccanismo di sopravvivenza, detto “dormienza”, caratterizzato visivamente dalla perdita di clorofilla nei tessuti (le piante diventano gialle e/o marroni).
Le macroterme sono caratterizzate da un habitus vegetativo stolonifero e rizomatoso, che conferisce una aggressività nell’insediamento e nello sviluppo estremamente elevata; le conseguenze di questa attitudine sono rappresentate da una sostanziale maggiore tolleranza al traffico, da una grande aggressività verso le infestanti, da una maggiore capacità di recupero e alcune di esse (ad es. Cynodon spp.) dall’ottima adattabilità ad altezze di taglio ridotte.
Le macroterme utilizzate per i tappeti erbosi appartengono alle sottofamiglie delle Eragrostoideae e delle Panicoideae. Le principali specie utilizzabili in Italia sono:
Genere Cynodon
Questo genere, comprendente una decina di specie, è uno dei più importanti e diffusi fra le macroterme. La maggior parte delle specie appartenenti al genere Cynodon utilizzate per i prati hanno avuto origine nell’Africa orientale, distribuendosi successivamente in tutte le zone a clima tropicale e subtropicale. Nelle nostre regioni, alcune di queste specie sono infestanti delle colture erbacee a ciclo primaverile-estivo.
Cynodon dactylon (nome comune: gramigna, zizzania): si tratta di una specie estremamente variabile, all’interno della quale si possono individuare ecotipi e varietà che presentano notevoli differenze per quanto riguarda colore, tessitura, densità, vigore ed adattabilità all’ambiente . L’habitus vegetativo è prostrato, con un intrico di stoloni e rizomi a formare una cotica erbosa molto fitta.
Questa specie perenne, largamente diffusa nelle regioni temperato-umide e temperato-semiaride del globo, è caratterizzata da una eccezionale resistenza al caldo ed alla siccità; per contro, la sua tolleranza al freddo ed alle condizioni di scarsa insolazione è bassa. Per questo motivo, l’uso di C. dactylon è limitato nelle aree nelle quali alberi o altre barriere alla luce determinano la presenza di zone d’ombra; in queste situazioni la percentuale di copertura del terreno da parte delle piante diminuisce rapidamente.
I limiti estremi della sua diffusione coincidono con le zone nelle quali le temperature minime non scendono sotto i -3/-4 °C; fino a questi valori C. dactylon è in grado di mettere in atto un meccanismo di tolleranza al freddo, che consente la sopravvivenza dei tessuti meristematici.
Questo meccanimo, detto dormienza, inizia in autunno, non appena le temperature calano, per continuare nei mesi successivi e giungere al culmine in corrispondenza della prima gelata, dopo la quale i fusti e le foglie diventano giallo-marrone. C. dactylon si sviluppa in maniera ottimale in terreni fertili, ben drenati e di tessitura relativamente fine, con pH compresi fra 5,5 e 7,5. La sua crescita in suoli asfittici è ridotta; la tolleranza alla salinità è discreta.
Cynodon transvaalensis: è la specie a tessitura più fine e densità maggiore fra tutte le gramigne; si propaga attraverso stoloni molto sottili con internodi brevi e rizomi corti e carnosi.
Cynodon dactylon x transvaalensis: questi ibridi interspecifici naturali, dei quali esistono attualmente numerose varietà, sono stati sottoposti a lunghi lavori di selezione per ottenere genotipi con una maggiore adattabilità alle zone climatiche di transizione e con un buon grado di finezza fogliare. La loro propagazione avviene esclusivamente per via vegetativa.
Genere Paspalum
Questo genere comprende circa 400 specie, delle quali esclusivamente due sono utilizzate per i tappeti erbosi, Paspalum notatum e Paspalum vaginatum.
Paspalum notatum: è una specie nativa delle coste orientali del Sud America; la tessitura fogliare è grossolana, il portamento eretto e forma coperture molto fitte. Si propaga attraverso rizomi e stoloni corti e schiacciati; l’apparato radicale è molto esteso e profondo. La propagazione avviene principalmente per via gamica, grazie alla sua abbondante produzione di seme. Ha buona tolleranza all’ombra, alla siccità ed al calpestio. Si adatta perfettamente ai suoli aridi, sabbiosi e poveri di sostanza organica.
Paspalum vaginatum: questa specie, nativa delle coste occidentali dell’America centrale, è attualmente diffusa in tutto il mondo. Il suo habitat naturale è rappresentato dalle dune sabbiose e dalle spiagge, dove è sottoposto all’azione dell’acqua marina, dell’aerosol e dalle periodiche inondazioni durante le tempeste. P.vaginatum è particolarmente interessante per le sue doti di straordinaria adattabilità al substrato: questa specie è infatti in grado di svilupparsi bene su terreni sabbiosi o argillosi, con pH da 4,0 a 9,8. La tessitura fogliare è variabile nei diversi ecotipi, da grossolana a fine; gli ecotipi a tessitura più fine possono essere utilizzati per la realizzazione dei green nei campi da golf, allevati ad altezze di taglio variabili fra i 3 ed i 6 mm. La sua adattabilità all’ombra è scarsa (si riduce notevolmente la densità) e la resistenza al freddo è discreta. La propagazione avviene esclusivamente per via vegetativa.
Genere Zoysia
Tre fra le cinque specie appartenenti a questo genere sono utilizzate per la realizzazione di tappeti erbosi nelle regioni a clima caldo-umido e temperato. Si tratta di specie native delle regioni dell’Asia orientale, diffuse successivamente, tramite l’intervento antropico, in tutta la fascia tropicale e subtropicale.
Le Zoysie sono caratterizzate da:
- formazione di un manto erboso estremamente denso e compatto e da crescita molto lenta. Il folto intreccio di stoloni e rizomi forma una coltre praticamente impenetrabile dai semi delle infestanti.
- bassa velocità di insediamento e capacità di recupero dei danni, a causa del basso tasso di crescita dei germogli e degli stoloni.
- eccellente tolleranza alla siccità e al caldo. Sebbene siano relativamente resistenti alle basse temperature, le Zoysie non prosperano bene nelle regioni con estati brevi o fredde.
- buona tolleranza all’ombra quando la loro coltivazione è effettuata nelle regioni caldo-umide.
- tolleranza al freddo. Grazie alla loro tolleranza al freddo, possono essere coltivate con successo anche nelle regioni temperate. Nelle condizioni ambientali dell’Italia centrale, le Zoysie trattengono più a lungo il colore durante l’inverno di tutte le altre macroterme .
- ottima resistenza al calpestio. La consistenza dura e rigida delle foglie e degli steli conferisce alle Zoysie, in piena attività vegetativa, la maggiore resistenza al calpestio tra tutte le macroterme.
- buona tolleranza alla salinità.
Le Zoysie si sviluppano in maniera ottimale su terreni ben drenati e con pH compreso fra 6 e 7. La loro propagazione avviene prevalentemente per via vegetativa. Zoysia japonica: è la specie più resistente alle basse temperature; la tessitura fogliare è media e la densità è inferiore rispetto alle altre specie di Zoysia.
Zoysia tenuifolia: è la specie a tessitura più fine, densità maggiore e crescita più lenta di tutte le Zoysie. Quando è usata in zone tropicali e subtropicali, solitamente non viene sottoposta a tagli di manutenzione e forma superfici dal caratteristico aspetto irregolare.
Zoysia japonica x tenuifolia: questo ibrido interspecifico (una cultivar molto diffusa è “Emerald”), ha tessitura fine, colorazione scura ed ottimo aspetto estetico, ma la sua resistenza al freddo è inferiore a quella di Z. japonica.
Stenotaphrum secundatum, Pennisetum clandestinum, Axonopus affinis e Buchlöe dactyloides sono altre specie interessanti che troveranno però difficilmente spazio nel nostro paese. Fra di esse particolare menzione la merita Stenotaphrum secundatum, una pianta dall'aggressività e dalla resistenza spaventosa, il cui aspetto estetico estremamente grossolano ne causa le relegazione a contesti assolutamente particolari, quali quelli delle naturalizzazioni e dei recuperi ambientali.
Microterme e macroterme a confronto
La realizzazione dei tappeti erbosi in Italia avviene quasi esclusivamente con essenze graminacee microterme; questa condizione si verifica e si mantiene da lungo tempo principalmente grazie alla buona adattabilità di queste specie alle condizioni ambientali del nostro paese, ma risulta limitante se si considera l’opportunità di inserire, perlomeno in alcune zone, le essenze macroterme. Fra di esse Zoysia spp., Paspalum vaginatum, Cynodon dactylon e Cynodon dactylon x transvaalensis si adattano ottimamente alla coltivazione in Italia centrale, sebbene durante il periodo invernale l’aspetto estetico si riduca notevolmente a causa della perdita di colore verde.
La possibilità di utilizzare nuove specie, con caratteristiche essenzialmente differenti da quelle delle microterme, non solo amplia l’orizzonte delle possibilità di scelta, ma, grazie alle caratteristiche proprie di queste specie, conferisce l’opportunità di introdurre la cultura del prato ornamentale in situazioni ambientali ed economiche più svantaggiate. Una accurata selezione delle specie per le aree con problematiche ambientali è una strategia da adottare il prima possibile: specie con tolleranza a molteplici condizioni di stress diventano la chiave per il successo delle tecniche di gestione compatibile.
Principali differenze fra micro- e macroterme:
Consumi idrici
La resistenza alla siccità è uno dei fattori maggiormente limitanti lo sviluppo dei tappeti erbosi, in particolar modo nelle aree urbane, dove la disponibilità di acqua per l’irrigazione è sempre piuttosto limitata. Una strategia attuabile per ridurre la necessità di irrigare consiste nell’utilizzare specie e cultivar resistenti alla siccità. Iil quantitativo di acqua di cui le macroterme hanno bisogno è inferiore rispetto a quello delle microterme in percentuali variabili dal 20 al 45. Questa differenza è data, oltre che dal differente meccanismo fisiologico, dalla morfologia delle piante (angolo di inserzione fogliare, larghezza della lamina, presenza di peli e cuticole, tipologia di apparato radicale).
Resistenza alla salinita'
Nel caso in cui, invece, la disponibilità idrica sia quantitativamente sufficiente ma qualitativamente scarsa, le macroterme offrono ulteriori garanzie di buoni risultati. Per quanto concerne, ad esempio, la resistenza alla salinità (sia dell’acqua che del terreno), le specie di questo gruppo superano tutte le microterme, grazie a meccanismi che consentono loro di tollerare elevate pressioni osmotiche . Attenzione particolare merita Paspalum vaginatum, per la cui irrigazione è possibile utilizzare acque a contenuto di sale elevatissimo (tollera l’acqua marina) o parzialmente inquinate, incluse quelle contenenti metalli pesanti.
Resistenza alle basse temperature
Prima dell’arrivo della stagione fredda le graminacee da tappeto erboso avviano una serie di processi fisiologici fondamentali; questi sono rappresentati da rallentamento della crescita, aumento delle riserve di carboidrati e riduzione del contenuto idrico dei tessuti. Mentre nelle microterme questi processi non causano mai un arresto completo della crescita, nelle macroterme si instaura un vero e proprio meccanismo di dormienza/stasi vegetativa che comporta la cessazione delle funzioni metaboliche (compresa la produzione di clorofilla), determinante l’arresto della crescita e la perdita di colore.
Le condizioni ambientali che aumentano i rischi di danni da freddo sono:
- terreno umido o bagnato
- superficie della coltura ombreggiata
- abbassamento repentino della temperatura
- gelate tardive
- tempi prolungati di esposizione alle basse temperature
I fattori colturali che influenzano la suscettibilità alle basse temperature sono:
- drenaggio insufficiente della superficie coltivata
- altezze di taglio ridotte
- basso livello di potassio
- eccesso di azoto
- accumulo di feltro
Resistenza alle malattie
I principali problemi patologici che interessano le specie da tappeto erboso sono causati da funghi fitopatogeni; questi possono essere gli agenti causali di malattie che si sviluppano causando:
- distruzione del contenuto delle cellule ospiti
- interruzione dei processi metabolici, di fotosintesi e di respirazione delle cellule ospiti, attraverso la secrezione di tossine, enzimi o regolatori di crescita
- blocco dei sistemi di trasporto dei carboidrati, delle sostanze minerali e dell’acqua nei tessuti conduttori
Nei casi in cui l’attacco fungino porti ad un deterioramento della qualità della superficie inerbita e, soprattutto negli ambiti dove le risorse economiche lo consentono, si rivela spesso necessaria l’adozione di misure di lotta dirette. Un approccio alternativo all’uso di prodotti anticrittogamici è rappresentato dall’impiego di specie e varietà più resistenti alle malattie. Anche per quanto riguarda questo aspetto, le macroterme risultano, complessivamente, migliori delle microterme.
Fabbisogno nutrizionale
Il prelievo di elementi nutritivi dal terreno è determinato dalle caratteristiche e dalle condizioni dell’apparato radicale e del suolo; per quanto riguarda l’apparato ipogeo, i fattori più importanti sono rappresentati dalla profondità e dall’estensione laterale delle radici, in particolare per l’intercettazione di elementi poco mobili nel suolo, come il fosforo. Un secondo fattore è l’energia ottenibile dalla respirazione radicale; un’adeguata quota di respirazione si mantiene assicurando una riserva sufficiente di ossigeno nel suolo ed un optimum di temperatura per l’attività radicale.
Nell’ambito delle macroterme, soggette ad un periodo più o meno prolungato di dormienza invernale, risulta che azoto, fosforo e potassio giocano un ruolo fondamentale nella resistenza al freddo, quando combinati nelle giuste proporzioni. Piante che ricevono fertilizzazioni autunnali a base di solo azoto sono meno resistenti alle basse temperature, mentre la resistenza aumenta quando vengono somministrati fosforo e potassio. Concimazioni effettuate in tarda estate - inizio autunno, oltre a ridurre la probabilità di danni da freddo, inducono una velocità maggiore nella ripresa vegetativa primaverile, probabilmente grazie all’accumulo di sostanze nutritive che si rendono immediatamente disponibili non appena le temperature si innalzano.
Resistenza al calpestio
Le macroterme, grazie alla tipologia di habitus vegetativo, alla rigidità fogliare e alla maggiore densità, sono più resistenti al calpestio della maggior parte delle microterme.
Riferimenti
- Dichondra repens
- La manutenzione estiva del prato
- Prato prato delle mie brame
- Il mago forex
- Prato ok o sto sbagliando qualcosa?
- Prato senza macchia e senza paura
- Se uno non se la sente di fare un prato?
- Prato in terrazza
- Il giardino di Luca a primavera
- Lavorini di aprile nel mio giardino
giovanni, 14 ottobre 2006:
Vorrei sapere dove si può trovare il seme della zoysia, se qualcuno la commercializza.Grazie
luca, 19 ottobre 2006:
Devi rivolgerti ad un commerciante di sementi che sia specializzato in prodotti per i tappeti erbosi e che effettui importazioni dagli U.S.A.
In Toscana c’è “Marovelli Sementi” a Vicarello (LI).
Sebastiano, 21 ottobre 2006:
Vorrei sapere dove si puo trovare il seme di paspalum vaginatum.
Un piccolo commento:da noi in Sicilia lo Stenotaphrum secundatum, detto gramignone, è molto diffuso. Credo che la sua caratteristica fondamentale come macroterma è l’ottima tolleranza all’ombra. Comunque per avere un buon tappeto erboso di Stenotaphrum secundatum occorre una manutenzione adeguata (gli americani insegnano)
Clara, 22 ottobre 2006:
Finalmente un articolo che entra nel dettaglio!!! Grazie, sito stupendo.
Anche io sono interessata a reperire la Zoysia o la Paspalum ma abito, ahimé, a Milano. potreste indicarmi eventuali imporatori in zona?
Grazie ancora.
luca, 23 ottobre 2006:
Il Paspalum fino all’anno scorso era riproducibile solo per via vegetativa. Ora la Turf Seed, recentemente acquistata dalla Scotts, ha messo in catalogo il “Sea Spray”, varietà di Paspalum vaginatum che sembra avere ottime caratteristiche. Credo, comunque, che per averlo in Italia bisognerà asettare ancora un po’.
@ Sebastiano: grazie per la testimonianza.
@ Clara: mi dispiace, non conosco nessuno. Fai una ricerca sulle pagine gialle, oppure prova a contattare Marovelli e chiedigli un suggerimento.
giovanni, 2 novembre 2006:
Come altri amici ho letto questo articolo, davvero esauriente, sono interessato alle zoysie ed il Paspalum vaginatum, Vi sarei grato se mi indicaste dove reperirle. Dalle mie parti, la Puglia, il clima è sempre più siccitoso d’estate con altissimi tassi di umidità, potrebbe andar bene per il nostro clima ? Da noi questa specie dovrebbe essere colorita per quasi tutto l’anno ?
Anna, 14 novembre 2006:
Pensavo al cynodon dactylon x tranvaalensis per un prato vicino al mare. Quanto seme occorre per mq e dove si acquista in Puglia?
Sopporterà acqua di irrigazione salmastra?
damiano ballarini, 16 novembre 2006:
sementi di paspalum vaginatum (Sea Spray) si possono trovare da Greenservice Italia.
luca, 20 novembre 2006:
Ad Anna e Giovanni, e a tutti coloro che necessitano di chiarimenti ed approfondimenti, suggerisco di postare i quesiti sul nostro forum. Questa sezione è dedicata solo ai commenti relativi agli articoli.
capoccia angelo, 27 gennaio 2007:
la scorsa estate ho piantato un tappeto di prato inglese. Siccome, purtroppo, il risultato non è stato di mio gradimento, vorrei sapere se nel seminare la zoysia sia preferibile fresare il tutto o prima eliminare il tappeto già esistente .
Altra domanda: dove si può trovare il seme della zoysia japonica ? Io sto a brindisi (puglia). Grazie.
gamolero, 18 gennaio 2008:
Ho visto stupefacenti prati di paspalum viaggiando in sud america, in particolare in Brasile; mi domando se qui da noi abbia la stessa riuscita considerando la diversità climatica (inverni rigidi conto inverno mite o inesistente)
alberto, 5 giugno 2008:
grazie mille per il vostro sito ,devo dire che ho trovato le risposte alle mie domande, non me lo dimenticherò
dappetutto, 16 giugno 2008:
esposizione chiara ed esaurientemente concisa: in un minuto ho saputo quel che volevo conoscere