Accostamenti: introduzione alla teoria dei colori

di Lidia

Jardin l'Angelique, Normandia (foto di Trem).

l colore non è una caratteristica assoluta della materia, ma relativa alla qualità dell’illuminazione sotto la quale lo percepiamo. In genere noi chiamiamo “luce” l’illuminazione proveniente dal sole o da una lampadina, ma in realtà queste non sono altro che una porzione dello spettro elettromagnetico che la razza umana può percepire attraverso gli occhi.

Se qualche giorno ci svegliamo un po’ prima dell’alba e ci mettiamo col naso incollato alla finestra ed una tazza di tè bollente in mano, potremo vedere come il mondo fuori sia nero. Nera l’erba del prato, nere le rose appena sbocciate, neri i cespugli di lavanda. Tutti i colori spariti, come rubati dallo Spirito della Notte di Maurice Maeterlinck. E’ solo poco più di una metafora poetica, sappiamo con certezza che al mattino, quando brillerà il sole, la lavanda tornerà ad essere grigio argento e l’erba verde, ma senza il sole, una lampada o un fiammifero che le illumini, i loro colori cessano di esistere.

Mano a mano che sorge il sole i colori riemergono, dapprima i rossi e poi via via tutti gli altri, passando attraverso mille, magnifiche, sfumature di grigio.

Tutti sappiamo come il colore delle pagine di un libro cambi se leggiamo alla luce delle comuni lampadine al tungsteno o a quella delle lampade al neon. Più gialla la prima, più bianca e fredda la seconda. Quante volte, disegnando, abbiamo deciso di rimandare al giorno successivo per non dover continuare con la luce artificiale che “falsa i colori”?

Se avete visto “The Abyss” ricorderete la scena in cui Ed Harris doveva tagliare il filo d’innesco di una bomba, ma aveva a disposizione solo una torcia da sommozzatore che emanava una luce giallastra, sicché il filo bianco e quello giallo erano identici l’uno all’altro.

Quindi, se cambia il colore della luce, cambia anche il colore dell’oggetto che ne è illuminato; è un’esperienza empirica che ci capita spesso di fare.

Tutti sappiamo anche che la luce bianca (la porzione di spettro elettromagnetico che va dall’infrarosso all’ultravioletto) è composta da molti altri colori; Newton ne individuò sette con il celeberrimo esperimento del prisma, ma in realtà sono infiniti, poiché in fisica i colori non sono altro che determinate frequenze dello spettro visibile... sembrerebbe quasi di offendere i malva, i cremisi, i turchesi, gli ocra, ma invece è un mondo molto affascinante quello dei colori, proprio per questa loro duplice veste di precisi ed algidi elementi della scienza e caldo e morbido mondo delle sensazioni, del piacere e dei ricordi.

Cerchio cromatico.

I colori primari per l’artista sono cinque: il magenta, il ciano, il giallo primario, il bianco ed il nero. Con questi cinque colori è possibile ottenere qualunque sfumatura cromatica. Molto spesso si fa una gran confusione su quello che è un colore primario, un secondario e un complementare. Se prendete un testo di fotografia o una dispensa di scuola di pittura potreste trovare che come colori primari vengono indicati il rosso, il verde ed il blu-violetto. E’ vero, questi sono i colori primari della luce, in fisica. Se prendiamo tre distinti fasci di luce, uno rosso, uno verde ed uno blu-violetto, e li facciamo convergere al centro, troveremo come la somma di tutti e tre dà bianco, mentre la somma tra il rosso e il verde dà il giallo, tra il verde e il blu-violetto dà il ciano, tra il blu-violetto e il rosso il magenta.

Rosso, verde e blu-violetto sono quindi i colori primari della sintesi che viene chiamata “additiva”, poiché la somma dei tre colori dà il bianco, mentre magenta, giallo e ciano ne sono i colori secondari.

Viceversa se prendiamo tre distinti fasci di luce, uno magenta, uno ciano ed uno giallo, la somma dei tre dà il nero, mentre sommati a due a due danno rosso, verde e blu-violetto (magenta + ciano=blu-violetto; ciano+giallo=verde; giallo+magenta=rosso). Magenta, ciano e giallo diventano quindi i colori primari della sintesi “sottrattiva”,così chiamata perché la somma dei tre dà il nero.

Vedete perciò che dire “colore primario” non è modo univoco di far capire di che tipo di colore primario stiamo parlando. Ad esempio bianco e nero sono colori primari per l’artista, poiché non possono essere ottenuti attraverso nessuna combinazione degli altri colori (magenta, giallo e ciano), ma in fisica non esistono perché il bianco è la somma di tutti i colori, mentre il nero è l’assenza di luce e quindi di colore.

Sintesi additiva.
  
Sintesi sottrattiva.

Limitandoci alla sintesi cromatica “sottrattiva”, che è la sola utile ai nostri scopi, possiamo individuare dei colori secondari ottenuti attraverso una adeguata miscelazione dei tre primari.

Come vedete dallo schema qui raffigurato, dalla somma di magenta e giallo si ottiene il rosso vermiglione, dalla somma di giallo e ciano il verde pisello, e dalla somma di ciano e magenta il violetto. In base alle quantità di ognuno dei colori primari avremo dei colori più o meno vicini al primario. Così un verde a cui sia aggiunto meno ciano darà il colore dei limoni ancora acerbi, o dei teneri germogli dei gelsi. Un rosso a cui sia aggiunto molto magenta darà il colore della rosa “Lady Mitchell”, o della “Elfhorn”. Se al contrario aggiungiamo più giallo avremo il colore della “Pat Austin”. E così via.

Le sfumature che vanno dal magenta al giallo vengono chiamate “calde”, mentre le tinte tra il verde e il violetto vengono chiamate “fredde”, sebbene sia importante sottolineare come anche un azzurro, che generalmente è sempre considerato “freddo”, possa esserlo più o meno a seconda della percentuale di magenta che vi è mescolata, così anche un giallo, colore caldo per eccellenza, può tendere leggermente al verde od al grigio e risultare più freddo della controparte cui sia aggiunto un po’ di magenta.

I colori che si trovano agli opposti del cerchio vengono chiamati “complementari” l’uno dell’altro e non contengono alcun pigmento in comune. I colori complementari accostati danno una impressione ottica quasi sempre considerata molto gradevole, inoltre danno un’idea di completezza poiché contengono tutti e tre i pigmenti primari, seppur separati.

Giardino a Great Dixter (foto di Trem).

Accostando un colore al suo complementare otterremo il risultato di rafforzarlo, di esaltarlo. Ad esempio un arancio apparirà più vivace, più squillante, più “giallo”, se accostato ad un blu cobalto o ad un oltremare, ma certamente più pallido e meno carico se accostato ad un rosso pomodoro. E’ bene tenere presente questi contrasti in giardino. Se vorremo esaltare il colore di una macchia di narcisi, non certo vi pianteremo vicino dei tulipani rossi! Purtroppo è un errore piuttosto comune pensare che per evidenziare un colore bisogni accompagnarlo con una tinta della stessa tonalità ma più forte. Invece è l’esatto contrario.

Pensate agli esempi estremi: bianco e nero. Nero su nero o bianco su bianco hanno valore di contrasto nullo, ma nero su bianco o bianco su nero hanno il massimo valore di contrasto.

Usare il colore in giardino è una faccenda tutt’altro che semplice e richiede pazienza ed esperienza, non solo buon gusto e un po’ di conoscenza della teoria dei colori. Questo accade perché i fiori hanno delle tinte impure, contenenti percentuali variabili di bianco e nero, spesso sono variegati o sfumati, oppure cambiano colore a seconda dell’esposizione e dell’epoca di fioritura.

Tuttavia conoscere la teoria dei colori è un buon aiuto per partire col piede giusto e può essere un valido supporto nel momento in cui ci troveremo in panne senza sapere bene cosa fare.

Poniamo ad esempio di avere un muro di mattoni rossi, benché qui in Italia siano piuttosto difficili da trovare. Se vogliamo addossarvi un rampicante è assolutamente da evitare qualsiasi cosa che sia rossa o arancione, poiché godrebbe di poco contrasto. Invece un fiore bianco o rosa pallido spiccherebbe assai maggiormente. Così un geranio color fucsia vicino ad un Coleus a foglia dorata, o una Iresine a foglia porpora vicino ad una lavanda color grigio azzurro.

Monarda e Clematis nel giardino di Sissinghurst Castle (foto di Trem).

Potrete utilizzare i contrasti “al contrario” se invece volete smorzare una tinta. Se avete una verbena il cui violetto non vi piace più come quando l’avete comprata, potrete attutirne la tinta accostandovi un Senecio cineraria. Sarà una tonalità fredda e neutra vicino ad una sempre appartenente alla fascia dei colori freddi, ma con una non indifferente percentuale di magenta (le verbene si sa che non sono mai abbastanza azzurre), quindi più calda; con il risultato che questi colori tenderanno ad incontrarsi al centro e fondersi. Se invece vi accostiamo del Coreopsis non ci sarà più un “centro” ottico verso cui dirigersi, ed ognuno dei due colori tenderà ad andare per conto suo.

Tutti abbiamo presente il famoso giardino bianco di Sissinghurst Castle, in cui Vita Sackville-West mise fiori prevalentemente bianchi. Prevalentemente, ma non esclusivamente. Come abbiamo già detto, il bianco sul bianco non ha alcun valore di contrasto, per cui ella, con molta sapienza ed abilità, inserì dei fiori dalle tinte leggermente rosate proprio per far risaltare il bianco.

In fondo non dobbiamo pensare al giardino a qualcosa di molto differente dalla nostra casa. Un divano color ruggine ha bisogno di un cuscino turchese per essere esaltato, così come una tappezzeria verde giallastro di un accento di carmino chiaro.




Riferimenti

6 dicembre 2006 in Garden design

Commenti

  1. Maria Rita, 5 gennaio 2007:

    Bravissima Lidia! Spero che il tuo articolo abbia un seguito e contribuisca a diffondere la conoscenza della teoria del colore applicata al giardino, quando mi guardo intorno constato che ce n’è un gran bisogno.

  2. nino, 14 gennaio 2008:

    Ho letto con grande piacere il tuo post sulla composizione e la struttura del colore e i suoi riflessi sul giardino.Mi sono ricordato di una mostra diWassily Kandinski visitata lo scorso anno attorno all’uso del colore in pittura.Ti voglio accennare a un libro dello stesso artista su ‘lo spirituale nell’arte’in cui afferma che vi è nell’osservatore un effetto puramente fisico,di senso di appagamento e di gioia e un effetto psichico che fa emozionare l’anima .

  3. natalia, 6 giugno 2008:

    l ‘accostamento dei colori nel giardino è anche un fatto di buon gusto,di sensibilita’,io nel mio cerco di eccedere nelle tinnte soprattutto se sono troppo vistose ,tuttavianon sempre ci riesco.,comunque basterebbe per me che il colore in contrasto fosse posto in distanza ma con piccolssimi punti, per esempio io ho tanti narcisi che fioriscono in primavera a gruppi nel prato e dei piccoli tulipani rossi pero’ uno solo per volta e distanziati dai narcisi come fossero nati spontaneamente qua e la’ ma in tutto 7 o 8 in uno spazio abbastanza ampio , il brutto sarebbese come dice il commento lidia il giallo il rosso insieme., infatti le salvie splendide rosse associate ai tagete stridono parecchio. divagando dal commento dal commento principale,la pioggia intermittente di questi giorni ha stapazzato le corolle delle rose e quindi alcune di loro sonospoglie,un bella riuscita è stata quella di piantarle vicino2 o3 speronelle blu’ annuali ., sono alte leggiadre e svettano sugli arbusti, ho inventato l ‘acqua calda. p.s. non eccedo con le tinte forti ciao natalia

  4. natalia, 19 luglio 2008:

    un’altra considerazione che ho fatto osservando i vari colori delle rose in giardino discorrendo di gialli e rossi è la tonalita’ che fa la differenza. il colore giallo ocra della graham thomas associato alla braithwate rosso cremisi secondo me non stona , al contrario si valorizzano a vicenda l’una e l’ altra. ci sono rose e fiori monocolori con queste tinnte gialle e rosse fatte anche dagli ibridatori che pero’ a volte sembrano ordinarie … i rossi troppo rossi e i gialli gialli. natalia

  5. natalia, 21 luglio 2008:

    rileggendo il commento sui fiori bicolori ho esagerati nel definirli ordinari, semmai possono non piacere certi accostamenti di colore .leggendo articoli su fiori e piante si apprende quanti esperimenti fanno gli ibridatori prima di commerciare un prodotto e sanno valutare se è ordinario o no. percio’ su questo argomento cambio opinione anche perchè ci sono rose come la mutabilis e altre che a volte evolvono in giallo e rosso e sono ammirate per questo. ciao natalia

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