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Dichondra

Famiglia: Convolvolaceae

Genere: Dichondra

Specie: repens

Nome comune: “dicondra”

Dichondra repens 'Argentea'

Dichondra repens 'Argentea'

Coltivazione

Dichondra repens è un’erbacea a portamento strisciante, appartenente alla famiglia delle Convolvolacee. I fusti prostrati, sui quali si inseriscono le tenere foglioline tondeggianti, ramificano molto velocemente e permettono alla pianta di propagarsi con estrema rapidità conferendole, in condizioni climatiche favorevoli, le caratteristiche di una vera e propria pianta infestante. Si può coltivare pressapoco in tutte le fasce climatiche del nostro territorio, sebbene prediliga le alte temperature, alle quali vegeta continuamente per 12 mesi all’ anno, su suoli acidi o alcalini, ma preferibilmente freschi e poco compatti.

È una specie molto richiesta per la formazione di tappeti erbosi a bassa manutenzione, grazie alle sue peculiarità morfologiche (non raggiunge mai altezze superiori a 4-5 cm) ed alle esigenze idriche e nutrizionali relativamente contenute. Forma cuscini soffici ed uniformi, particolarmente compatti quando esposti al sole, mentre tende a diradarsi e a “filare” verso l’alto nei luoghi ombrosi. Nel primo caso gli internodi tendono a raccorciarsi, i piccioli fogliari sono più brevi e le foglie sono più piccole e coriacee formando un tappeto che, a differenza di quanto comunemente creduto, non solo è in grado di sopportare un frequente ed intenso calpestio, ma è anche in grado di “autoriparare” eventuali danni inflitti.

Rusticità

Nei climi freddi interrompe l’attività vegetativa troppo a lungo, subendo bruciature e diradamenti e nelle posizioni ombreggiate forma superfici fragili e poco compatte.

Propagazione

La Dichondra si moltiplica principalmente per seme (ma attualmente in commercio sono molto diffuse le zolle precoltivate), e la realizzazione di un buon tappeto non è semplicissima; occorre, anzitutto, seguire attentamente alcune regole generali:

Il terreno deve essere preparato adeguatamente mediante una lavorazione preliminare profonda (vangatura) e, se necessario, effettuando una correzione dei terreni troppo compatti con sabbia e/o sostanza organica. Alla vangatura devono seguire le opere di affinamento del terreno, di rastrellatura e di spianamento, e quelle di assestamento naturale o di rullatura. Il seme (peraltro piuttosto costoso) deve essere distribuito a spaglio sul terreno, in ragione di circa 40-50 gr/mq, avendo cura di ricoprirlo con uno strato di qualche millimetro di terriccio fine o di sabbia e torba e di rullare bene dopo la semina, per favorire il contatto del seme col terreno. La superficie deve essere mantenuta costantemente umida fino alla germinazione, dopodiché occorrerà diminuire gradatamente le irrigazioni, senza lasciare mai asciugare completamente il terreno fino a quando le piante non ne avranno effettuato la copertura totale. Successivamente, ad insediamento completato, la Dichondra gradirà anche periodi di relativa siccità, giovandone in particolar modo l’aspetto sanitario, che vede questa pianta piuttosto sensibile alle patologie fungine.

Domande frequenti

La Dicondra va tagliata?

Per sfatare un’altra credenza diffusa è buona norma effettuare tagli periodici, anche piuttosto bassi, con un normale tosaerba; la Dichondra se ne giova, sostituendo le foglie più vecchie e di dimensioni maggiori con nuovi germogli e aumentando la compattezza del manto.

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