Aspidistra elatior fiorita
Coltivazione
Luoghi luminosi ma non la luce diretta del sole perchè le brucia le foglie. La caratteristica dell'Aspidistra è di crescere là dove altre piante non potrebbero sopravvivere per mancanza di luce o per scarsa umidità. Infatti questa pianta per quanto trascurata o dimenticata, sopravvive. Ovviamente non si consiglia di maltrattarla in questo modo perchè se vengono dedicate un minimo di cure colturali, sarà una pianta che ci farà compagna per tanti e tanti anni. Infatti non si sa con certezza quanto viva ma sicuramente più di 100 anni.
Rusticità
Propagazione
L'Aspidistra si rinvasa all'incirca ogni 2-3 anni, a marzo-aprile, quando le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione. L'Aspidistra di riproduce per divisione dei rizomi. Tale moltiplicazione si effettua in genere al momento del rinvaso. In primavera, si dividono delicatamente i rizomi utilizzando un coltello pulito, disinfettato (possibilmente alla fiamma) ed affilato (in modo da evitare la sfilacciatura dei tessuti) e si divide il rizoma in più porzioni ognuna provvista di almeno 2-3 foglie e radici ben sviluppate.
Malattie e parassiti
Teme l'attacco della cocciniglia e la bruciatura delle foglie a causa del sole
Curiosità
Il nome Aspidistra deriva dal greco “Aspidos = scudo” per alludere alla forma dello stigma.;
L'Aspidistra è diventata famosa grazie al libro di Orwell “Fiorirà l'Aspidistra” (“Keep the Aspidistra Flying”, 1936) dove “l'Aspidistra, per la sua capacità di resistere al caldo e al freddo, alla polvere, alla mancanza di luce, è la pianta più diffusa nelle abitazioni della piccola borghesia inglese (…) costituiva dunque il simbolo che detestava: l'opaca rispettabilità borghese, il conformismo, la meschina aspirazione al benessere materiale come fine ultimo della vita.” (tratto dal retro di copertina edito Mondadori.
Galleria di immagini
Riferimenti
Traccia: » aspidistra_elatior

