Ficus benjamina

Famiglia: Moraceae

Genere: Ficus

Specie: F. benjamina

Nome comune: Beniamino

Coltivazione

Rusticità

Il Ficus benjamina resiste a temperature appena al di sotto dello zero. Già a -1° le foglie cominciano a soffrire, a -2°/-3° partono anche i rami. All'esterno, può avere qualche speranza se coperto con tnt e posto in luogo riparatissimo.

Propagazione

Per talea apicale semilegnosa. È possibile farla radicare in acqua: in poche settimane inizia a radicare, e appena le radici sono diventano un pò spesse (tipo spaghetto sottile) si trasferiscono in singoli vasi da 15 cm, con terriccio e sabbia di fiume al 50% mischiati a un pò di cenere di legna. Nel periodo più freddo, ricoprire la piantina con un sacchetto di plastica trasparente, da togliere ogni tanto per irrigare (pochissimo). Le piantine si possono tenere in esterno al riparo da pioggia, e non esposte alla luce diretta.

In Italia nessun Ficus (escluso il carica) produce semi. I fichetti di retusa, benjamina, macrophyllum, australis che sono comuni da te sembrano maturare ma difatto dentro semi non ce ne sono. Manca l'insetto specifico, anche se abbiamo la Blastophaga tra fico e caprifico.

Malattie e parassiti

Domande frequenti

Perché il mio Ficus perde le foglie?

Mica solo il tuo.

D'estate stanno tutti bene: all'ombra, anche su un terrazzino di infime dimensioni. Addirittura, se l'estate è piovosa il giusto, tendono a diventare enormi e a non rientrare più nell'angolo domestico loro deputato. Poi una volta dentro, languono e perdono le foglie!

Gli appartamenti cittadini sono un disastro per il povero benjamin. Per prima cosa è opportuno ritirarlo quando ancora i caloriferi sono spenti, anche se le giornate sono ancora tiepide, se sembra che l'estate non debba finire più, meglio portarlo in casa, quando settembre si inoltra. Il passaggio dall'esterno freddino-umido all'interno già secco e riscaldato è micidiale.

Secondo, la luce. Il benjamin ne vuole tanta, spesso è collocato nel punto più favorevole dal punto di vista dell'arredamento, ma non è un'abat-jour. Ci vuole una posizione luminosa. E senza correnti d'aria.

Ecco il terzo: mica facile, luce e niente correnti.

Il quarto è anche peggio: lontano dai caloriferi. Abbiamo tutti finestre, che desidereremmo talora aprire, con sotto il calorifero! Ecco, quello non è il posto giusto. Il problema non è il caldo, ma il caldo secco. Le piante di origine tropicale gradiscono che caldo e umidità vadano di pari passo: bisogna sopperire alla mancanza di quest'ultima. Umidificatori sui caloriferi, quindi sottovaso con argilla espansa che traspiri lentamente, e anche vaporizzazioni settimanali con acqua tiepida e non calcarea, se le cose vanno proprio male. Il mio benjamin sverna nel bagno: per fortuna è luminoso ma anche torrido. Le docce quotidiane di due persone però gli giungono a puntino, non perde una foglia e sembra perfino gradire gli spruzzi di shampoo.

In ultimo le irrigazioni: che ami l'umidità non significa che gradisca essere affogato. È difficile stabilire una cadenza, basta affondare bene un dito nel terriccio e assicurarsi che sia asciutto o solo leggermente umido, prima di somministrare altra acqua. E svuotare il sottovaso dopo averlo fatto. Il segno caratteristico dell'eccesso di irrigazioni è l'ingiallimento delle foglie, seguito dalla loro caduta.

Se poi tutto quanto scritto sopra è a posto e il benjamin perde le foglie lo stesso, prima di sconfortarti del tutto, dai un'occhiata alla pagina inferiore delle foglie, guarda bene, potrebbero esserci cocciniglie a scudetto, di quelle marroncine e del tutto mimetiche. Saggia ogni macchiolina con l'unghia, se si stacca è cocciniglia: passaci sopra pazientemente un batuffolo di cotone imbevuto in alcool.

L'ultima cosa a proposito dei sottovasi riempiti con argilla espansa: sono utili per mantenere un microclima umido attorno alle piante, ma attenzione che la base del vaso non rimanga a mollo! Se il vaso è appoggiato direttamente sull'argilla, risulta poco stabile: la tentazione è quella di poggiare il vaso sul fondo e aggiungere argilla attorno. Questo significa creare un ristagno, non fornire umidità. Il vaso deve rimanere sollevato in modo da permettere il defluire dell'acqua di irrigazione in eccesso: io metto come rialzo alcune mollette, di quelle per i panni.

Il mio Ficus non ha più foglie: sarà morto ?

Non è detto. A me è successo svariate volte. È difficile che un Ficus muoia di punto in bianco. Riescono a vivere in condizioni estreme, magari senza manco una foglia. Eccesso di acqua, di calore (se sta in un ambiente riscaldato, magari con correnti d'aria), ristagno… O magari è stato spostato, e quando vengono spostati se la prendono a male. Aspettare la primavera (aprile o anche marzo se fa abbastanza caldo) dopo di che dovrebbe riprendere da solo, magari rinvasandolo o mettendogli un po' di concime. Anche per la potatura aspettare la primavera, ya meno che non abbia dei rami palesemente secchiIn inverno, essendo la pianta in stato di riposo, non si ottiene l'effetto immediato di vederla riprendersi, perchè non reagisce alla potatura.

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Riferimenti


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