Myrtus communis
Coltivazione
La famiglia delle Myrtacee comprende circa 100 generi e 3000 specie diffuse nelle regioni temperate, tropicali e subtropicali. Il Mirto vegeta in tutto il mezzogiorno europeo, specialmente in Grecia, Italia, Spagna e nella Francia mediterranea. Generalmente resiste con difficoltà nelle regioni a nord delle Alpi ma lo troviamo nelle contee sud-occidentali dell'Inghilterra, lambite dalla corrente del Golfo, e persino dell'Irlanda.
La pianta del mirto si trova in forma cespugliosa con una altezza di 2/2,5 metri. È una pianta diffusissima in Sardegna: cresce spontanea insieme a varie altre essenze quali cisto, lentisco, ginepro, corbezzolo ecc. contribuendo a formare la macchia mediterranea caratteristica di questa regione.
Fioritura: mese di giugno con minuti fiori bianchi
Fruttificazione: le bacche maturano a partire dalla fine del mese di novembre fino a tutto gennaio.
Il mirto teme il freddo, d'inverno se è posizionato in terrazza (climi alpini) ricopritelo con i teli che vengono usati per le piante che trovate nei garden center.
Propagazione
Il mirto è una specie di facile propagazione. Può essere propagato per talea o per seme.
Il taleaggio è utile per clonare ecotipi o varietà di particolare pregio da utilizzare in mirteti intensivi. Come riferito dal Professor Mulas si ottengono piante vigorose e precoci, in grado di fruttificare già in fitocella. Per ottenere percentuali di radicazione accettabili è indispensabile ricorrere a tecniche che incrementano il potere rizogeno (riscaldamento basale e trattamento con fitoregolatori rizogeni) e rallentino l'appassimento delle talee (nebulizzazione).
La propagazione per seme è consigliata per un'attività amatoriale, da eseguire a casa o ad esempio in una scuola e ottenere piante autoprodotte. Le piante ottenute da seme sono meno vigorose e difficilmente entrano in produzione prima dei quattro anni. Il vantaggio sta naturalmente nel costo virtualmente nullo e nella semplicità di esecuzione. L'unico accorgimento da adottare è quello di utilizzare subito il seme del mirto dato che perde il potere germinativo in tempi brevi.
Malattie e parassiti
Le avversità potenzialmente più probabili allo stato attuale sono le maculature fogliari causate da agenti fungini del genere Cylindrocladium, che potrebbero diventare più incisive in condizioni di abbondante umidità ed eccessiva disponibilità d'azoto in una coltura intensiva. Il danno consiste in una riduzione dell'apparato assimilante che si ripercuote sulla produttività della pianta. L'avversità più temibile è però rappresentata da alcune specie di volatili (tordi, merli) per i quali le bacche di mirto rappresentano un componente fondamentale della dieta nel tardo autunno. Eventuali attacchi da parte degli uccelli possono comportare la distruzione totale del raccolto.
Riferimenti
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