Scilla peruviana
Famiglia: Liliaceae
Genere: Scilla
Specie: S. peruviana
Nome comune: Scilla maggiore
Coltivazione
La S. peruviana è una pianta bulbosa originaria dell’area mediterranea, dove cresce nei luoghi aridi e sassosi, intatti da sempre, poiché le bulbose, specie quelle a bulbo grande, rifuggono i terreni manipolati. Altri posti dove cercare sono le garighe o i prati vicino a vecchie masserie, o i pascoli magri. Fiorisce in tarda primavera con fiori color azzurro violaceo, disposti in ombrella che diventa piramidale con il progredire dell’antesi.
L'areale è il nord Africa, dalla Tunisia al Marocco, sud della Spagna e Portogallo. In Italia, a parte la popolazione siciliana, già descritta da Tineo come S. sicula, le altre segnalazioni sono Capri, penisola sorrentina (dubbie), Gerace (RC) e Veglie (LE). Recentemente è stata segnalata la presenza nelle gravine intorno Matera. Le segnalazioni di Gerace sono riportate dal Pignatti, quindi potete giurarci che qualcuno l’abbia vista, sebbene non sia una pianta tipicamente spontanea di quella zona. È già piuttosto rara anche in Sicilia. In ogni caso non si può asserire con sicurezza che si tratti di piante naturalizzate o relitti di una distribuzione anticamente più estesa. Veglie e Matera si trovano sul lato jonico così come Gerace, ed alcune tesi vedrebbero una parentela tra queste popolazioni, che sarebbero un residuo di una distribuzione jonica più ampia. Questa tesi, benchè plausibile, appare abbastanza azzardata e non trova riscontri scientifici. La S. peruviana è coltivata da secoli per la sua bellezza ed è facile che si sia inselvatichita da qualche parte. Pensate che in Puglia ci sono popolazioni di Scilla hyacinthoides, originaria del Medioriente che molto probabilmente è arrivata in Italia a seguito dei crociati (attenzione a non confondere S. hyacinthoides con Hyacinthoides italica che è un'altra cosa). Quella che si trova spontanea nei boschi è la S. bifolia, che fiorisce presto, forse già a fine marzo, mentre la Scilla peruviana fiorisce almeno ad aprile. La fioritura è molto lunga, dato che l'infiorescenza porta anche 200 fiori e dura circa un mese.
La S. peruviana è sicuramente spontanea in Sicilia ed è forse da lì che è partita la coltivazione. Si trova spesso nei vecchi giardini, dei tempi in cui le piante ornamentali erano solo per i “signori” e comunque non si compravano. Quando si trova distribuita intorno ad una masseria è facile capirne l'origine non spontanea.
Una curiosità: la Scilla peruviana ha un colore variabile dal bianco al blu scuro, solitamente blu pallido in quelle spontanee. Invece le piante in coltivazione sono sempre blu intenso. Questo è un altro indizio che ci porta a concludere che le piante in coltivazione sono tutte imparentate e discendenti da qualche clone particolarmente bello che è stato raccolto in natura e quindi coltivato. La storia dell'aggettivo peruviana la sapete, no? Alcuni campioni furono mandati dalla Spagna a Linneo con una nave che si chiamava “Perù”. A causa di incomprensioni linguistiche, quando fu chiesto da dove provenissero, fu risposto che “erano state portate dal Perù”, e quindi l'infelice nome gli fu affibbiato a vita. Sarebbe stato molto più bello Scilla coerulea o azurea, no?
Esiste anche una rara forma bianca (S. peruviana f. alba), occasionalmente in coltivazione che si è naturalizzata in un parco-giardino californiano. È successo che dopo alcune generazioni sono venuti fuori individui azzurro pallido, bianchi e blu scuro, ma nessuno aveva mai importato questi colori a parte il colore classico azzurro. Questo indurrebbe a pensare che le piante in coltivazione siano state per la maggior parte moltiplicate dai bulbilli e poco o niente da seme.
La coltivazione di queste piante è molto semplice e nel clima mediterraneo non richiedono cure e annaffiature. I bulbi vanno piantati in normale terra da giardino, preferibilmente calcarea e drenata, in posizione soleggiata, con l’apice a livello del terreno. Anche in vaso riescono bene, a condizione di concimare in autunno quando appaiono le foglie. Infatti, come tutte le geofite mediterranee, perde le foglie in estate e va in riposo. Questo è anche il periodo giusto per dividere i cespi troppo folti, ma meglio lasciarle indisturbate per molti anni, perché le radici carnose risentono del trapianto.
Rusticità
Generalmente rustica.
Propagazione
Per divisione dei bulbi durante il periodo di riposo, facendo attenzione a non lacerare il disco basale, servirsi di un coltello affilato per separare i bulbi e far asciugare le parti tagliate prima di ripiantare. Questa specie produce anche dei piccoli bulbi sulle radici più superficiali (stoloni), che possono essere trapiantati anche durante il periodo vegetativo. Si può anche seminare in autunno, in vaso all'aperto, in un composto sciolto, coprendo i semi per 1cm. La prima fioritura avviene dopo 4-5 anni.
Malattie e parassiti
Può essere attaccata da cocciniglia cotonosa nelle tuniche all'apice del bulbo. Apparentemente non gradita dalle lumache.
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Riferimenti
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