Tempera

Si dice del terreno, quando ha il giusto grado di umidità per essere lavorato: né troppo bagnato, né troppo asciutto.

Ogni terreno ha la sua tempera, uno stato intermedio fra quello in cui le particelle costituenti il terreno, per mezzo dell'acqua in esso contenuto, tendono ad essere coese o separate fra di loro.
Nel limite superiore di questa condizione l'eccesso di acqua determina la “plasticità” del terreno; nel limite inferiore, quello di “coesione”, la carenza di acqua non consente alle particelle di stare aggregate fra loro, ed il terreno si sgretola.

Sebbene la forbice fra il punto inferiore e quello superiore sia, ovviamente, determinata dalla tessitura del terreno, si può generalizzare dicendo che occorrono da 2 a 10 giorni dopo una pioggia abbondante prima di lavorarlo per ottenere buoni risultati.

  • I terreni sabbiosi sono quelli più facilmente lavorabili in un punto qualsiasi della “forbice”.
  • I terreni argillosi andrebbero lavorati fra lo stato di tempera e quello di coesione.
  • I terreni limosi solo ed esclusivamente in tempera.


Foto: terreno arilloso dopo una vangatura allo stato di tempera.


Foto: lo stesso terreno al momento della sarchiatura, sempre in stato di tempera.


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