Riassunto
Sul forum della Compagnia del Giardinaggio scrivo un diario del mio giardino:
Il mio giardino (aprile → novembre '07)
Secondo anno in giardino! (gennaio → maggio '08)
Secondo anno in giardino - II parte (maggio → luglio '08)
Secondo anno in giardino III parte (luglio→ settembre '08)
Secondo anno in giardino: IV parte (novembre '08)
Estate '08 !
A fine giugno fiorivano i papaveri e le iberis seminati ad aprile tra le cipolle dell'Allium sphaerocephalon, i cui boccioli ci hanno tenuto a lungo sulle spine prima di aprirsi. Gli steli rigidi dell'aglio fungevano anche da tutori per i papaveri:
Agrostemma githago, annuale rustica assai facile che avevo seminato ad aprile:
I fiordalisi, diventati così alti forse perché seminati l'autunno precedente, e la Clematis 'Ville de Lyon' fare capolino tra gli arbusti:
A luglio protagonista è ancora lo stesso Allium. Ai suoi piedi ho un po' giocato con fogliami diversi. La luce è così forte all'ora di pranzo che tutto sembra scolorire, e i grigi diventano abbaglianti. L'aiuola credo abbia un aspetto migliore quando è raggiunta dall'ombra della casa.
Una spontanea nel prato che mi ha colpito molto, forse è Prunella, e lo splendido azzurro del cinoglosso:
Ecco in luglio fiorire festosamente le Rudbeckie, le Liatris e la Nicotiana:
Non è così difficile dopotutto mantenere un'orto se si acquistano le piantine già pronte al trapianto nei garden center, tutto ciò che si deve fare è bagnare regolarmente. Mi servo di questo spruzzatore a pioggia anche per dare un po di sollievo alle verdure nelle ore più calde: non ho mai bruciato nulla. Questo sistema, però, temo che sia inadatto ai pomodori. E questi gerani? Mi sono innamorata dei loro colori!
L'Agrostemma githago in versione bianca in compagnia dell'Anaphalis margaritacea nell'aiuola grigia. Poi l'angolo di casa con le prime minute spighe della Physostegia, la cui forma ricorda quelle della Liatris più grandi, della Linaria sullo sfondo e i germogli del rosmarino. Assieme le verbene alte e basse (V. hybrida e V. bonariensis) ed il fogliame arrotondato del Pittosporo nano.
Nonostante la calura di luglio, questi verdi trasmettevano una sensazione di freschezza:
Qui in agosto la Clematis alpina fioriva ancora, anche se sempre in maniera scarsa:
Al sole fioriva l'Anaphalis triplinervis di bianco, mentre le macchie bianche accanto sono dell' Eschscholzia californica, di cui vi mostro il dettaglio del fiore di una varietà rosata:
La lunga fioritura della gaura e sul terrazzo degli amaranti 'Hot Biscuit', Tulbaghia, gerani e Lagurus 'Bunny Tails':
All'epoca fiorivano anche la Physostegia virginiana e questo piccolo, delizioso quanto vigoroso Geranium:
Lo stesso Geranium che a settembre continuava a scalare la Pyracantha 'Soleil d'Or', le cui bacche nonostante ciò che si legge in giro sono arancioni, e non gialle. Nell'orto, intanto fioriva la Clematis tangutica, subito dopo si sarebbe adornata di morbidi piumini, simili a capelli:
Alcune perenni sulla cui fioritura si può contare a lungo: la Verbena rigida e la Crocosmia da un lato, dall'altro dalia e Verbena bonariensis:
Intanto era ora di raccogliere nell'orto porri, scarole, radicchi, cavoli, rape e zucchini…
Primavera '08!
La ciotolona con viole e bulbi, a fine marzo è un'esplosione di colore:
Ad inizio aprile i crochi spuntano tra l'eliantemo:
Aprile significa tu-li-pa-ni!
Miscellanea nell'orto, si tratta delle rimanenze degli anni precedenti. I più graziosi per me sono gli 'Oxford', cioè quei tulipani rossi appena più piccoli degli 'Apeldoorn' (foto a destra):
L'orto a maggio, i tulipani ormai sfioriti risultano sommersi dai papaveri della California:
A maggio in giardino le viole sono ogni giorno più belle, formando ormai densi cuscini. Il fogliame dei bulbi sfioriti si rivela utile per sostenerle. Fioriscono anche gli eliantemi, le iris olandesi, allium, e numerose perenni.
La fotinia si tinge di rosso a maggio e le annuali rustiche seminate a inizio autunno hanno avuto tutto il tempo per svilupparsi bene, e sono diventate ormai enormi, allora succede che la siepe diventa bicolore. La Piracantha fiorisce sui rami dell'anno precedente, che si piegano sotto al peso dei fiori. Ai suoi piedi fiorisce la Campanula poscharskyana.
A giugno sbocciano i papaveri annuali:
La stessa aiuola fotografata ogni 7 giorni circa.
31 marzo e 7 aprile:
30 aprile e 6 maggio:
14 e 22 maggio:
30 maggio e 1 giugno:
Le foto che seguono mostrano l'evoluzione della parte centrale della bordura nel corso della stagione:
31 marzo e 7 aprile:
6 e 22 maggio:
14 maggio:
1 giugno
(22 maggio) Dall'alto si notano però ancora i vuoti e l'assenza di una struttura verde, che renderebbe più equilibrato l'insieme. Le lastre sono state appena posate, in seguito verranno nascoste dal verde:
Inverno 2007/2008
Avviso: la visione di tutta l'aiuolona è censurata per ovvi motivi, essendo il mio giardino ancora inguardabile durante l'inverno!!
(25 novembre) Per fortuna ci sono le viole…
(27 gennaio) Una delle poche perenni sempreverdi che ho è il Lamium galeobdolon :
(4 febbraio) Un giallo che anticipa la primavera quello dell'Iris danfordiae (a destra). E' confortante anche vedere le annuali rustiche seminate all'inizio dell'autunno continuare ancora a crescere, anche se in maniera impercettibile:
(14 febbraio) Un tocco di colore è dato dalla Photinia e dai Cornus (C.alba e il giallo C. stolonifera):
(8-9 febbraio) Il gelo ha reso il terreno duro come la pietra, per cui c'è poco o nulla da fare… Giro per i boschi lungo il torrente Cormor, cercando d'imparare dalla natura come poter rendere più allegro il giardino in questa stagione: un tappeto di foglie e ramoscelli marroncino chiaro su cui risaltano piccole bulbose dai colori accesi, con la fioritura dei noccioli e tutto attorno una struttura creata da un intrico di rami, tronchi ed edere infestanti.
(26 febbraio) La primavera si avvicina e finalmente mi posso dedicare ai primi acquisti, tenendo sempre tutto al riparo dal gelo, posso interrare persino le prime dalie!
Intanto fioriscono le violette odorose (qui la viola di Udine), mentre le altre viole riprendono coraggio tra i germogli dei bulbi e delle perenni; nell'ultima foto si vedono in alto a sinistra i germogli della Nepeta:
(21 novembre e 17 marzo) Anche la fioriera si accende di nuovi colori:
Primavera-estate 2007
In aprile il risveglio dell'aiuola con le piante più piccine: non immaginavo che tre viole messe lì a novembre potessero poi divenire così graziose! Fiorì a lungo anche l'Aubrezia deltoidea che avevo seminato in casa l'anno precedente, tenendo i semenzali persino sul davanzale della camera da letto! E' certamente una soddisfazione maggiore produrre da soli le proprie piante.
Ecco finalmente dare i suoi frutti il lavoro effettuato nei mesi autunnali: adoro l'attesa a primavera di vedere spuntare i primi germogli delle bulbose dalla terra!
I tulipani 'Oxford', 'Abba' e 'Jackpot'
Narciso dei poeti 'Actea':
Bordura di tulipani nell'orto:
Queen of Night a macchie tra i Cornus::
Tulipani 'Purissima' (sinistra), giacinti e narcisi 'Jetfire' (destra):
Tulipani 'White Triumphator', 'Purissima' e 'Negrita':
Maggio, giugno e luglio furono splendidi. Lavorai soprattutto aprile e maggio e potei avere qualche soddisfazione. Modificai la struttura del giardino realizzando una siepe sempreverde di sfondo, con allori e Pyracantha. Allargai l'aiuola mini con 6 piante di Veronica spicata, altre 3 di Salvia nemorosa, Nepeta fassenii, Delphinium, Santoline e Stachys lanata. Poi aggiunsi ancora della Salvia farinacea argentea, qualche papavero e petunie.
Ecco le viole assieme alla Nepeta fassenii ai piedi del rosaio, e la Salvia nemorosa davanti alle corolle bianchissime della rosa 'Glamis Castle':
L'aiuola 'mini' a cui avevo lavorato, diventò per caso l'aiuola delle spighe':
Una delle mie prime semine, quando si dice la fortuna del principiante: 
Vicino casa piantai Oenotera speciosa, Cistus purpureus (che non fiorì mai), e diverse annuali e perenni, tra cui la Cleome spinosa, l'Alcea rosea 'Nigra' ed una stradoppia color rosa salmone della serie Chater's Double. Purtroppo devo ancora imparare a sostenere come si deve queste perenni alte, che d'estate sono destinate ad essere spazzate via dalla violenza dei temporali. Qua e là misi anche dei Lilium orientali, che fiorirono poco perdendosi, alcuni non fiorirono affatto: il prossimo anno non ripeterò l'errore e sceglierò piuttosto le dalie, che durano fino all'arrivo dei primi geli.
L'Alcea rosea tutta nera e un'immagine della rosa Tchaikovski e Nepeta fassenii:
Per la tarda estate purtroppo non ero riuscita a programmare che poche fioriture, tranne la Salvia farinacea, l'Eschscholzia californica, ed altre annuali che avevo seminato in luglio. Fu sufficiente uscire per mezz'oretta con alcune bustine di semi ed un cucchiaio, in una giornata umida, quando le previsioni promettevano pioggia, e divertirsi ad immaginare qua e là cosmee, nasturzi, girasoli, e zinnie rosa. Un mese e mezzo dopo mi ritrovai tanti nuovi fiori pronti a sbocciare, poi però a metà settembre arrivò l'oidio a togliermi qualcosa. Intanto il pratino da verde che era a maggio, a settembre era diventato giallo e secco…
Lungo questa bordura, per esempio, ci sarebbe voluto qualche tocco di colore in più, che magari avrei potuto ottenere unendo delle dalie, come questa 'Arabian Night'(destra):
La Veronica spicata regalava una seconda fioritura a settembre, infine l'orto con un'ampia gamma dei verdi:
L'orto giardino
(Inverno 2007)
Salve a tutti!
Per incominciare inserisco alcune immagini del mio piccolo orto. E' un po' confusionario, ma lo coltivo solo da un anno, per cui all'inizio ho commesso svariati errori, come quelle canne di bambù che si proponevano di farcela a sostenere i pomodori:
Qui volevo ricoprire il sentiero con la corteccia di pino, ma era finito! La piantina in alto a destra, dalle foglioline verde acido è l'origano 'Aureum'.
Quei papaveri sarebbero stata la cornice ideale al mio orticello…
Infine, la striscia di giardino lunga e stretta, situata tra lo scivolo del garage e la rete di recinzione. Ho deciso di destinarla durante l'estate a fiori e ortaggi.
Primi passi in giardino...
In effetti somiglia più ad un'aiuola spartitraffico che a un giardino. Difatti, è la sua funzione principale quella di consentire il parcheggio e il transito delle auto ai garage, attraverso uno scivolo di cemento che lo divide a metà. C'è anche poca intimità ed il campo d'azione è limitato, dal momento che lo divido con mia suocera, che non manca mai di sottolineare che è lei la proprietaria… Utilizzo questo piccolo spazio per imparare e fare esperienza, sapendo che tutto ciò mi sarà utile un giorno, quando avrò un giardino tutto mio, più grande. Nonostante tutto, mi consente di dare sfogo alla mia più grande passione, perciò ritengo sia stato forse uno dei regali più belli che mio marito potesse farmi.
Primavera 2005 Inizio finalmente a dedicarmi al giardino di casa. Era interamente occupato da un grande abete rosso. I rami più bassi erano stati via via tagliati, lasciando tanti moncherini, su ciascuno dei quali erano stati appesi tubi di plastica e fili di ferro, fascine di legna, ecc. Ai piedi dell'abete vi era un deposito per la betoniera e mattoni vari, il mucchio della sabbia, pannelli, lamiere, vetri, bombole di ferro, pentole, chiodi arrugginiti, ecc. La zona era anche adibita al parcheggio e quando pioveva si trasformava in un vero acquitrino. Mio marito ed io decidemmo che la situazione andava migliorata, ed iniziai a ripulire e a portare in discarica tutto ciò che potevo gettare e trasportare con l'auto, un pezzo alla volta.
Estate 2005 Faccio le mie prime esperienze in una piccola zona antistante casa, nell'orto di mia suocera. Coltivai principalmente fiori annuali da seme, sapendo che comunque era una situazione temporanea. I primi acquisti furono un Caprifoglio, una Clematis alpina e la rosa Tchaikovsky, con cui fu amore a prima vista, nonostante quando la acquistai versasse in gravi condizioni, perché colpita dalla macchia nera. Le soddisfazioni maggiori le ebbi dalle semine che avevo effettuato in casa alla fine dell'inverno, tra i doppi vetri delle finestre e in un carrellino in cucina: in particolare la Nicotiana che raggiunse il metro di altezza, i Phlox stellati e i convolvoli coloratissimi, i Delphinium perenni (nati a marzo in un piattino da tè) che regalarono le prime spighe già a settembre-ottobre, i nasturzi che ricoprirono la rete del pollaio fiorendo fino a novembre, la dalia cactus bianca 'White Perfection' e la Kniphofia.
Autunno 2005
Finalmente riuscimmo a liberare completamente il cortile, e mio marito tagliò il vecchio abete. Ci dispiacque veramente però perché era come il simbolo, la sentinella di casa. Era bello spiare dalla finestra gli uccellini che vi trovavano riparo. Però era anche pericoloso, dato che in zona cadono molti fulmini. Ai suoi piedi non cresceva nulla, la pece colava sulle nostre auto e gli aghi otturavano le grondaie, e, non ultimo, toglieva luce alla casa. Da allora posso sedermi ad ammirare l'alba e il profilo dei monti dal balcone e non rinuncerei mai a tale spettacolo.
Primavera 2006 Il 24-25 aprile 2006 arriva Massimo da Trieste con scavatorino e camion e con mio marito si mettono al lavoro, per eliminare il ceppo dell'abete, asportare uno strato di 30 cm di terreno e riempirlo con pietrisco. Io intanto corro a comprare la staccionata in legno per realizzare il bordo del mio pezzetto di giardino. Non scorderò mai quei due giorni che hanno visto la nascita del mio primo giardino! Terminato questo lavoro il cortile appariva molto più luminoso e asciutto di com'era prima. Ecco qualche immagine che avevo scattato con il telefonino, prima e dopo i lavori:
In seguito lo lavorai in profondità, aggiungendo stallatico e sabbia più che potevo. Raccolsi ancora molte radici dell'abete e pietre. Non conoscevo nulla di piante e progettazione. Pensai che avrei dovuto schermare i muri di casa e di cinta, la grondaia, e lo scivolo, da cui arrivano i venti da nord. Piantai dei Cornus alba a foglia variegata, luminosissimi, e per schermare misi degli allori grandi e piccoli che mi regalò mia madre. Davanti aggiunsi due arbusti di Viburnum plicatum Mariesii, che tolsi a malincuore l'autunno seguente per via dell'esposizione che allora giudicai troppo assolata per essi. Piantai la rosa Tchaikovski che subito acquistò splendore, per cui ne aggiunsi altre due, assieme a tanta Nepeta fassenii (troppa!) e al Cerastium tomentosum. Sul muro in fondo al cortile lasciammo una fascia lunga e stretta 90 cm, (sempre per consentire l'ingresso ai garage), optai per una siepe di Photinia. I Delphinium seminati l'anno precedente iniziarono a fiorire senza smettere mai, proprio davanti ai Cornus. Feci anche un'aiuola con Rudbekia ed Echinacea sul bordo dell'orto, di cui allora si occupava solo mia suocera, e misi alcuni eleagni per schermare l'orto.
Estate/Autunno 2006 Seguirono tre mesi di stop, a causa della operazione alle mani. Durante quel caldissimo luglio nonostante la mia assenza, e quindi l'impossibilità ad irrigare, la pacciamatura con la composta funzionò alla grande. Feci, però, l'errore clamoroso di riparare i gerani in garage, un luogo troppo buio per essi: quell'anno ne avevo di bellissimi, assieme alle verbene ricadenti ed alla Lavanda stocheas, e quando una settimana dopo ebbi il coraggio di tornare in cantina con entrambe le mani fasciate, impossibilitata a lavorare, avrei voluto piangere, nel vedere che tutto ormai era completamente secco ed io non potevo ormai fare più niente per salvarli. Quell'autunno ebbi il tempo per pasticciare con altri arbusti in giardino, in particolare con rose, forsizie (tolte la primavera seguente), un ligustro, Cotoneaster lacteus (donati alla mamma), e il melo ornamentale Adirondack, che invece è rimasto al suo posto. Iniziai a fare i primi ordini di bulbose primaverili tramite Internet, per alcune non riuscii a terminare l'impianto a causa di questo:
Alcuni bulbi non feci in tempo a piantarli anche a causa delle piogge, per cui a novembre li misi in vasetti, coprii di terra e li portai all'aperto ma al riparo, pensando di trapiantare alla fine dell'inverno. Purtroppo, sbagliai i miei calcoli: non so se a causa del clima mite, o per il fatto che stavano in vaso, ma l'anno seguente lo sviluppo e la fioritura di questi tulipani furono piuttosto piuttosto scarsi. I tulipani che avevo fatto in tempo a mettere in terra, invece, furono magnifici.
Dall'autunno 2006 ebbi la possibilità di coltivare anche il pezzo di orto, grande 3 x 7 metri, più che sufficienti per sfamare due persone. Iniziai da ottobre a togliere i residui delle colture estive precedenti e a lavorarlo grossolanamente con la forca a 4 denti. Non potete immaginare quanto sia stato laborioso eliminare tutte le radici di Solidago messo lì da mia suocera!
Decisi di recintare l'orto interamente con altri Eleagnus ebbingei, per proteggerlo dai venti da nord-est e soprattutto alla vista di certe persone troppo impiccione.
A primavera era anche carino a vedersi, ordinato, rigoglioso, poi alcuni ortaggi sono diventati troppo grandi e l'orto ben presto divenne una giungla. Questo perché utilizzai sostegni troppo fragili ed instabili per i pomodori, che dopo un temporale estivo precipitarono a terra.
Perciò quest'autunno l'ho diviso in 3 aiuole larghe 1 metro circa, facilmente raggiungibili da ambo i lati e lungo un percorso lastricato.
Si rivelò anche più agevole raccogliere le zucchine che avevo sistemato in una fila unica lungo lo scivolo, di quelle che si trovavano raggruppate nell'orto.
(continua…)
Traccia: » pacciamatura » talea » humus » agamia » angie






















































































































































