Pagina personale di Lidia

In questa pagina non troverete belle foto di piante e informazioni sui miei esperimenti orticolturali. Trovere solo una serie di riflessioni sul giardino e il giardinaggio, perciò se siete in cerca di tecniche, saltate pure quanto segue.

Io credo che il giardinaggio italiano soffra di grave malattia. In Italia, negli ultimi venti o trent'anni, il favore per il giardinaggio è molto aumentato, tanto che è al terzo posto nella classifica degli hobby degli italiani. Tuttavia a questo aumento di interesse non è corrisposto un pari aumento della cultura dell'arte del giardino, né delle tecniche orticolturali.

Questo stato di cose, accidioso e flaccido, si trascina ormai da molti anni, ed è perfettamente rivelato dalla mancanza di terminologia associata al giardinaggio. Basti pensare al temine “giardiniere”, che esiste solo al maschile, e che al femminile fa pensare alle carote sott'aceto. Non parliamo della totale assenza di traduzioni possibili per termini come garden designer, plantsman e plantswoman, garden maker, landscape designer e molti altri.

La conoscenza delle tecniche orticolturali è naturalmente la base per ogni tipo di buon giardinaggio. Non mi sembra azzardato fare un paragone tra il giardinaggio ed altre forme d'arte come la pittura o la scrittura. E' proprio nel momento in cui viene raggiunta la piena riproduzione (o rappresentazione scenica) della realtà, che questa diventa superflua e si inizia la sperimentazione.

Il giardinaggio italiano non è ancora pronto per questo, essendo ancora le conoscenze tecniche a livello pressoché elementare, ma per me il giardinaggio inizia proprio dove per altri è già bello che finito.

Sono stufa delle bordure inglesi traboccanti di colori in sfumature digradanti attraverso tutti i toni del tramonto, di prati lindi e ben tenuti, delle panchine bianche con i pergolati di rose, degli arbusti potati o potatini che siano, delle composizioni di vasi, delle collezioni di iris, aromatiche, orchidee e di palme, di tutte le inutili e insensate svenevolezze dolciastre che pervadono ogni descrizione di giardini.

Credo che sia giunta l'ora di emanciparsi da tutti questi orpelli che ci trasciniamo dietro da oltre un secolo, e cioè da quando Gertrude Jekyll partorì la bordura mista (altrove la nascita della bordura mista si fa risalire a Sir Lawrence Johnston) e il giardino è diventato medio-borghese, o meglio, piccolo-borghese.

Credo che il giardinaggio, come le altre arti, possa - e quindi debba- riuscire ad essere qualcosa di più che non un vacuo esaurirsi in tecniche orticolturali, per quanto impegnative e magistrali, anche geniali, o anonime dimostrazioni del proprio gusto (che spesso non significa “buon gusto”).

E' ora di iniziare a pensare a cosa il giardinaggio può esprimere in qualità di Arte, e come possiamo noi esprimerci attraverso il giardinaggio, il che non significa meramente a come si può esternare il proprio anonimo ego attraverso la disposizione delle piante nel proprio terreno, ma a come si possa fare Arte attraverso il giardinaggio.

E' ora di recuperare le vere categorie, filosoficamente intese, del giardinaggio come arte. E questo lo si può fare solo DOPO una fitta conoscenza con le piante e con gli esseri umani che le coltivano.

Spesso si sente dire, dagli appassionati, che il giardinaggio sia un arte in quanto contempla l'accostamento di colori, trame, superfici, l'organizzazione di linee, volumi. Queste sono sciocchezze, sciocchezze da beneducati. Il giardinaggio, inteso come arte, e non solo come hobby, non è solo tecnica, ma sentimento, pensiero, il pensiero che diventa sentimento e sentimento pensiero.


Personalmente mi interessa come la pratica del giardinaggio riesca a distinguere perfettamente e con molta fedeltà le più disparate categorie sociali, e come esse siano perfettamente riconoscibili, oserei dire al millimetro, dai loro giardini. Nessuno sfugge all'identificazione del proprio status culturale e sociale attraverso lo studio del proprio giardino. Questo in qualche modo ci accomuna tutti di volta in volta in almeno una porzione di società. E' un pensiero confortante.

Più spesso si dovrebbe pensare che non si dovrebbe condividere solo lo spazio fisico, ma l'intera nostra comunità. La solitudine dell'essere umano nella società liberista contemporanea era stata preconizzata da Marx. Il giardinaggio, come Arte, può fare anche questo: riuscire a farci sentire non più tanto soli.


Sul mio blog, “Giardinaggio Irregolare”, scrivo molte riflessioni non canoniche, forse radicali, spesso “maleducate” e non precisamente “corrette”. Uso tutte queste virgolette perché detesto il buonismo e le falsità, e inanità che derivano dall'ottusità del politicamente corretto.

GIARDINAGGIO IRREGOLARE



Discussioni preferite:

Il giardino del vicino

Ma cosa fa di un giardino un giardino?

E sui giardini "poveri"? Non ne parliamo mai

I giardini delle stazioni

Piante e figli impiccioni

Una forma di vita di chi realmente non vive?

Che rosa mandare in soffitta?


Tools personali