Discreto, resistente e amante degli angoli ombreggiati, il nardo selvatico è una pianta perenne ideale per creare eleganti tappeti verdi in giardino.

Il nardo selvatico, il cui nome scientifico è Asarum europaeum, è una pianta erbacea perenne apprezzata soprattutto per il suo fogliame ornamentale e la capacità di crescere in luoghi freschi e ombreggiati. Diffuso naturalmente in diverse zone d’Europa, trova il suo ambiente ideale nel sottobosco, dove forma piccoli tappeti di foglie lucide. Proprio questa caratteristica lo rende interessante per valorizzare gli angoli del giardino nei quali molte altre specie faticano a svilupparsi.
Caratteristiche del nardo selvatico
L’Asarum europaeum presenta un portamento basso e compatto. Le sue foglie, generalmente a forma di cuore o di rene, sono di colore verde intenso, lucide e sostenute da lunghi piccioli. La pianta si espande lentamente grazie ai rizomi sotterranei, formando nel tempo una copertura piuttosto fitta. I fiori sono piccoli, poco appariscenti e spesso nascosti sotto il fogliame. Hanno tonalità che variano dal bruno al porpora e compaiono generalmente in primavera. Il principale valore ornamentale della pianta rimane quindi il fogliame.
Coltivazione
Il nardo selvatico è indicato soprattutto per giardini dall’aspetto naturale, bordure ombreggiate e zone sotto alberi e arbusti. Predilige un terreno fertile, ricco di sostanza organica e capace di mantenere una certa freschezza senza creare ristagni d’acqua. Una buona pacciamatura con foglie o materiale organico aiuta a riprodurre le condizioni tipiche del sottobosco.
Esposizione
La posizione migliore è in ombra o mezz’ombra. Il sole diretto intenso, soprattutto durante le ore più calde, può danneggiare le foglie e far asciugare rapidamente il terreno. Una collocazione fresca e riparata favorisce invece una crescita regolare e mantiene il fogliame rigoglioso.

Potatura
Non necessita di vere e proprie potature. È sufficiente eliminare periodicamente le foglie secche, rovinate o danneggiate, utilizzando forbici pulite. Questa semplice operazione mantiene ordinata la pianta e permette al nuovo fogliame di svilupparsi senza ostacoli.
Rinvaso
Se coltivato in vaso, il nardo selvatico può essere rinvasato quando i rizomi hanno occupato gran parte dello spazio disponibile. L’operazione si effettua preferibilmente in primavera o all’inizio dell’autunno. È consigliabile scegliere un contenitore leggermente più grande e utilizzare un substrato ricco di humus e ben drenante.
Concimazione
Le esigenze nutritive sono moderate. In primavera si può distribuire alla base della pianta del compost maturo o un altro fertilizzante organico, incorporandolo delicatamente nello strato superficiale del terreno. Concimazioni eccessive non sono necessarie e possono risultare controproducenti.
Irrigazione
Il terreno dovrebbe rimanere moderatamente fresco, soprattutto durante i periodi caldi e asciutti. Le annaffiature devono essere regolari per gli esemplari giovani e per quelli coltivati in vaso. Le piante ben radicate in piena terra richiedono generalmente meno interventi, ma è importante evitare sia lunghi periodi di siccità sia ristagni idrici.

Parassiti e malattie
Il nardo selvatico è una pianta abbastanza resistente. In condizioni troppo umide e con scarso drenaggio possono comparire problemi legati a marciumi radicali. Lumache e chiocciole possono inoltre danneggiare le foglie più tenere. Una corretta gestione dell’umidità e controlli periodici sono normalmente sufficienti per mantenere la pianta in salute.
Moltiplicazione
Il metodo più semplice per moltiplicare il nardo selvatico è la divisione dei rizomi. In primavera o all’inizio dell’autunno si può estrarre delicatamente una pianta ben sviluppata e separarla in più porzioni, assicurandosi che ciascuna possieda radici e germogli. Le nuove piante vanno messe subito a dimora e mantenute leggermente umide finché non risultano ben attecchite.
