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Ontano nero: come coltivare e prendersi cura di un albero amante dell’acqua

Ontano nero: come coltivare e prendersi cura di un albero amante dell’acqua
Photo by Willow – Wikimedia Commons
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Rustico, elegante e prezioso per gli ambienti umidi, l’ontano nero è un albero europeo dalla crescita piuttosto rapida. Scopriamo le sue caratteristiche e le cure necessarie per coltivarlo con successo.

Ontano nero: come coltivare e prendersi cura di un albero amante dell’acqua
Photo by Willow – Wikimedia Commons

L’ontano nero, il cui nome scientifico è Alnus glutinosa, è un albero deciduo appartenente alla famiglia delle Betulaceae. Diffuso spontaneamente in gran parte d’Europa, è facile incontrarlo lungo fiumi, ruscelli, laghi e in terreni paludosi. La sua capacità di vivere in suoli molto umidi lo rende particolarmente interessante per giardini con ristagni d’acqua, rive e aree naturalistiche. Inoltre, grazie alla simbiosi con microrganismi presenti nelle radici, contribuisce ad arricchire il terreno di azoto.

Caratteristiche dell’ontano nero

L’ontano nero è un albero vigoroso che, in condizioni favorevoli, può raggiungere circa 20-25 metri di altezza. Presenta una chioma generalmente conica o arrotondata, mentre la corteccia, inizialmente liscia, con il passare degli anni diventa scura e fessurata. Le foglie sono tondeggianti, con margine dentellato e una caratteristica estremità spesso smussata o leggermente incavata. I fiori compaiono sotto forma di amenti: quelli maschili sono allungati e penduli, mentre quelli femminili sono più piccoli. Dopo l’impollinazione si sviluppano infruttescenze legnose simili a piccole pigne, che rimangono a lungo sui rami.

Coltivazione

Coltivare l’ontano nero è relativamente semplice, purché gli venga garantito spazio sufficiente e soprattutto un terreno adatto. Predilige suoli freschi, profondi e costantemente umidi, ma riesce ad adattarsi a diverse condizioni. È una pianta molto resistente al freddo e indicata soprattutto per giardini ampi. Le sue dimensioni e il suo apparato radicale rendono invece poco pratica la coltivazione definitiva in piccoli spazi o in vaso.

Esposizione

La posizione ideale è in pieno sole, dove l’albero può svilupparsi in maniera vigorosa e armoniosa. L’ontano nero tollera comunque la mezz’ombra, soprattutto quando è giovane. Non teme particolarmente il vento e sopporta bene le basse temperature. In zone caratterizzate da estati molto calde e asciutte è importante, però, mantenere il terreno sufficientemente umido.

Ontano nero: come coltivare e prendersi cura di un albero amante dell’acqua
Photo by Agnieszka Kwiecień – Wikimedia Commons

Potatura

L’ontano nero non richiede potature frequenti. Durante i primi anni è possibile intervenire per favorire una struttura equilibrata della chioma, eliminando eventuali rami mal posizionati. Sugli alberi adulti è preferibile limitarsi alla rimozione dei rami secchi, danneggiati o malati. Gli interventi importanti dovrebbero essere evitati quando non necessari, perché possono alterare il portamento naturale della pianta.

Rinvaso

L’ontano nero può essere coltivato in contenitore soprattutto durante le prime fasi di crescita. Quando le radici occupano lo spazio disponibile, è opportuno trasferire la giovane pianta in un vaso più grande, scegliendo un substrato fertile capace di trattenere bene l’umidità. Con la crescita, la sistemazione in piena terra diventa la soluzione più adatta. Il rinvaso va quindi considerato principalmente una pratica temporanea per gli esemplari giovani.

Concimazione

In piena terra l’ontano nero generalmente non necessita di concimazioni abbondanti. La pianta instaura infatti una particolare simbiosi radicale con batteri capaci di fissare l’azoto atmosferico. Nei terreni molto poveri può essere utile distribuire del compost maturo o altra sostanza organica, soprattutto al momento della messa a dimora. È preferibile evitare eccessi di fertilizzanti ricchi di azoto.

Irrigazione

L’acqua rappresenta uno degli aspetti più importanti nella coltivazione dell’ontano nero. Questa specie predilige infatti terreni umidi e sopporta condizioni che risulterebbero problematiche per molti altri alberi. Gli esemplari giovani devono essere irrigati regolarmente, evitando che il terreno si asciughi completamente. Una volta ben radicato, l’albero è più autonomo, ma durante lunghi periodi caldi e siccitosi può comunque beneficiare di irrigazioni profonde.

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Photo by AnRo0002 – Wikimedia Commons

Parassiti e malattie

L’ontano nero è una specie piuttosto rustica, ma può essere attaccato da afidi, insetti defogliatori e altri parassiti. Piante sane e coltivate nelle condizioni corrette riescono generalmente a tollerare infestazioni limitate. Più importanti possono essere alcune malattie fungine e patogeni che interessano radici, tronco o chioma. Ingiallimenti insoliti, disseccamenti diffusi e lesioni della corteccia richiedono attenzione, soprattutto se il problema interessa rapidamente più parti della pianta.

Moltiplicazione

La propagazione dell’ontano nero può avvenire tramite seme. I piccoli semi vengono raccolti dalle infruttescenze mature e possono essere seminati in un substrato mantenuto costantemente umido. Un periodo di freddo può favorire una germinazione più regolare. Le giovani piantine vanno protette dalla disidratazione e coltivate in contenitore fino a quando sono abbastanza robuste per il trapianto. Una volta sistemate nel luogo definitivo, con terreno fresco e buona disponibilità d’acqua, possono svilupparsi rapidamente e trasformarsi in alberi longevi e di grande valore naturalistico.