Naturale risveglio, spontanei sviluppi

A marzo, finito l’inverno, ci aggiriamo per il giardino, ci avviciniamo
alle aiuole, guardiamo bene i nostri vasi nel terrazzo.
Rimaniamo li fermi, magari seduti, o magari a guardare da certe angolazioni per immaginarci quello che sarà il risultato dei nostri lavori
fatti nelle stagioni precedenti, oppure cerchiamo di cogliere l’istante in
cui tutto ricomincia. Laddove invece ancora non abbiamo operato, ci
affrettiamo per realizzare quello che ancora ci balena nella mente.

È la passione di chi fa giardinaggio, questa.
E il fossato, che fare?
Ormai è una ‘bordura naturale’, può essere lasciata
totalmente al caso? Che fare, come muoversi?

Contina la lettura

Scilla e le sue sorelle

La Scilla peruviana è una pianta bulbosa originaria dell’area
mediterranea. Cresce in luoghi aridi, sassosi e intatti, poiché
le bulbose, specie quelle a bulbo grande, rifuggono i terreni
manipolati. Si può trovare anche nelle garighe o in prati
vicino a vecchie masserie, o nei pascoli (più ovini che
bovini). Fiorisce in tarda primavera con fiori color azzurro
violaceo, disposti in ombrella che diventa piramidale con il
progredire dell’antesi.

La pianta si trova spontanea in nord Africa, dalla Tunisia al Marocco,
nel sud della Spagna e in Portogallo. In Italia si avvistano alcuni
esemplari in sicilia, già descritti da Tineo come Scilla
sicula, e poi a Capri, a Gerace e a Veglie…

Contina la lettura

Gocce di sole

Quando si parla di bulbose, i più hanno in mente il grande exploit di primavera di narcisi, giacinti e tulipani, seguiti da gigli, dalie,
gladioli e canne in estate.

Pochi sanno che l’autunno e anche l’inverno possono regalare ancora
belle fioriture, oltre che foglie cangianti.
Così quando il sole comincia a girar basso sull’orizzonte è il momento delle Sternbergia, che al sole hanno carpito il colore.

Il genere Sternbergia, della famiglia delle Amaryllidacee è relativamente noto con la specie S. lutea,
diffusa in tutto il Mediterraneo.
In Italia è spontanea nel meridione e occasionalmente
naturalizzata anche al centro nord, tipica presenza dei terreni
calcarei della Murgia, dove i fiori giallo oro illuminano le riarse
pietraie alle prime piogge autunnali…

Contina la lettura

Con i piedi nell’acqua

Non so se c’è un inizio per certe cose o se tutto è già scritto nel nostro DNA. Fatto sta che fin dall’infanzia sono stato affascinato dal mondo acquatico e da tutte le creature ad esso collegate. Una passione che col tempo è aumentata sempre di più, che è stata sgrezzata ed affinata dagli eventi e che si è trasformata, tuttavia, in una vera e propria mania.

Molti di noi ne sono affetti: nella variante ‘giardinicola’ si chiama “Sindrome del coltivatore folle” ed è quella malattia che ti porta a riempire ogni spazio vitale della casa con vasi, vasini e vasetti pieni di piante, a compiere gesti inconsulti per reperire questo o quel vegetale rarissimo o che ti spinge, per esempio, alla spasmodica ricerca di informazioni, notizie e risposte per poter sedare quelle domande e quelle curiosità che non
ti fanno dormire la notte. Quanti di noi non hanno mai avuto almeno uno di questi sintomi? Benvenuti nel club allora…

Contina la lettura

Una bordura al naturale

Nel mio giardino, il confine è segnato da un fossato di scolo
delle acque piovane. I fossi sono quasi sempre lasciati all’incuria, e
in essi le piante spontanee crescono sopraffacendo altre meno vigorose.
Il tutto è regolato dalla natura, spesso matrigna, dove vince il più
forte.

Quando sono venuto ad abitare qui, avevo in mente un giardino dove
regnasse – per quanto possibile – l’ordine, e fosse la mia mano a creare ogni cosa.
Così intendevo in assoluto il mio giardino, sicché anche con il
fossato, dove tutto cresce casualmente, mi sentii in dovere di intervenire sul naturale equilibrio.
Presi quindi la decisione di usarlo per produrre legna da ardere, piantando alcuni esemplari di Robinia pseudoacacia.
Il resto faceva i conti puntualmente con il decespugliatore,
che mi permetteva di mantenere la pulizia che desideravo.

Con gli anni il giardino è cresciuto, e con lui il tempo che gli
dedicavo per la creazione e la manutenzione, al punto che dovetti
trascurare l’argine del fossato, dove pian piano – quasi di nascosto
– rifecero comparsa le piante spontanee.
Osservandole, mi resi lentamente conto che, una volta liberate dalle specie più invadenti e vigorose che le opprimevano, non avevano nulla da
invidiare ad altre piante che avevo acquistato per comporre le aiuole del giardino…

Contina la lettura

Endemismi vegetali sulle Alpi occidentali

No, non è il Ruwenzori, né tantomeno l’Annapurna,
bensì Rocca La Meja, una splendida lama di roccia calcarea alta poco
più di 2800 m slm che si trova tra la Valle Maira e la Valle Grana, in
provincia di Cuneo.
Per inciso la parola “meja” si trova, variamente trasformata, nei dialetti
delle Alpi Occidentali e poi in là attraverso la Provenza
fino alla Galizia ad indicare la strega (siam tutti figli dei Celti…)

Siamo prossimi al confine tra le Alpi Cozie e le Alpi
Marittime, e qui inizia una delle zone italiane più ricche
d’endemismi. Per la loro posizione più meridionale le Marittime
rimasero in gran parte fuori dalle glaciazioni, fungendo così da zone
di rifugio per i vegetali. In più, nei periodi interglaciali dal vicino
Mediterraneo diverse specie risalirono verso Nord, trovando habitat adatti
dove proliferare e differenziarsi.

Il paesaggio dell’alta Val Maira reca i segni di tutto ciò: al disopra
dei 2000 m si aprono immensi valloni con la tipica forma a U data
dall’erosione glaciale, ma questi ghiacciai non scesero più di tanto,
sicché la parte più bassa è segnata da profonde valli
fluviali dai versanti ripidissimi, nonché da forre e orridi scavati
dall’acqua nel calcare tipico di queste parti.
La fine di agosto non è il momento migliore per andare in montagna a
cercar fioriture, ma le piante ci sono sempre, fiorite o no e qualcosa d’interessante….basta cercarlo e lo si trova!

Contina la lettura

Lago dell’Accesa

Alcuni giorni di vacanza sono stati l’occasione giusta per fare una breve gita in Maremma, territorio selvaggio quanto interessante, ricco di storia e di bellezze naturali.
Tra le varie cose che volevo visitare nella zona di Massa Marittima ho inserito nel programma un’escursione in una zona umida molto particolare: il Lago dell’Accesa.

Questo lago è stato da sempre oggetto di numerose leggende (di cui questa zona della Toscana è molto ricca), alcune prive di fondamenti, altre curiosamente verosimili; a questo si unisce anche la valenza paesaggistica e naturalistica dell’intera area.
Insomma, tanti buoni motivi per raccontare e condividere con voi notizie, emozioni ed immagini di questo piccolo tesoro toscano…

Contina la lettura

Breve introduzione alla flora spontanea italiana

Questa introduzione è
volutamente semplificata per essere letta anche da chi abbia scarse
o nulle cognizioni di botanica, inoltre tocca gli effetti
dell’intervento dell’uomo sulla natura solo laddove sia
strettamente indispensabile, poiché esso è talmente
invasivo da obbligare ad una trattazione più articolata e
necessariamente più lunga e complessa.

Prima di ogni altra considerazione è necessario distinguere tra il significato che i botanici danno ai termini vegetazione e flora.

In prima istanza si potrebbe dire che la vegetazione è una conseguenza necessaria del suolo e del clima, e che non può essere considerata come un elemento da essi avulso. Una minima modificazione di questi conduce infatti ad un tipo di vegetazione differente, ed al contempo l’evolversi della vegetazione comporta delle modifiche nel suolo e nel clima…

Contina la lettura