Il tempo per fare tutto

È proprio vero che in giardino il tempo si ferma e che si perde la nozione del tempo. E allora, se capita di uscire senza orologio, poi ci si ritrova a fare delle corse pazze per andare a riprendere i figli a scuola o per accompagnarli da qualche parte.
Per chi ha i secondi contati, gli incastri di tempo sono fondamentali. E bisogna sfuttare le pause inaspettate per dedicarsi al giardino. Sarebbe bello avere piu’ tempo per fare tutto..

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Il giardiniere teorico

Dite la verità, anche voi ogni tanto avete provato lo stesso mio disagio quando, dopo aver visto sul forum foto bellissime dei giardini degli altri, sconsolati buttate un occhio al vostro spazio verde??
Ci si sente inadeguati… e sì che amici e parenti vi credono esperti, e anche voi per rari momenti ci avete creduto, ma poi ….è bastato un solo sguardo in un giardino d’altri e l’incanto si è rotto.
Rientrate in casa sconsolati e vedete la libreria zeppa dei “sacri testi” che avete letti e riletti, sfogliati e risfogliati: a che cosa sono serviti se fuori il vostro giardino è così…così….

Ricordate i tempi in cui ancora non frequentavate un forum di giardinaggio ? Quella sì che era bella vita!
Quando veniva a casa chessò… l’incaricato del gas ad esempio, usciva in terrazzo leggeva il contatore e poi diceva “Ah! Ma che bello !” e voi vi sentivate quasi una seria signora inglese, tanto che vi veniva voglia di rispondere “Oh thanks”…

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Dandelion Wine

Dato che sono stata malata per un sacco di tempo, ho finalmente terminato d
tradurre un brano tratto da un libro di Ray Bradbury del 1957, Dandelion Wine.

Ho scelto questo pezzo perchè la sua filosofia del taglio del prato mi fa sempre sorridere e pensare a tutti voi (noi). L’opera è un po’ una via di mezzo tra il romanzo e il libro di racconti, praticamente è una collezione di “ricordi di un’estate”, o forse di più estati ricordate e confuse insieme, in cui ogni capitolo è una piccola storia a parte. È un modo di scrivere abbastanza tipico di Bradbury. Questo tema autobiografico “campagnolo” nasce da quando era ragazzo e passava l’estate dai nonni nell’Illinois (intorno al 1928) ed è presente in
molti suoi libri, fantascienza a parte.

Il titolo originale si riferisce al vino di Dente di Leone, che il nonno del protagonista prepara tutte le estati, e a cui si fa spesso riferimento lungo il romanzo.

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