C’è un gatto in giardino. Equilibrismi possibili tra cuore, foglie e vibrisse -parte II

Segue dalla prima parte

Metodi dissuasori per gatti. Come fare in modo che micio non scavi tra le piante?

Che un gatto vi appartenga o meno, se ha deciso che il vostro giardino gli aggrada difficilmente se ne allontanerà di sua spontanea volontà.
Questa tendenza tutta felina ad impossessarsi di spazi non propri, godendone sfacciatamente, non manca di creare qualche problema se micio decide ad esempio di scalare i rami delicati della vostra crassula più bella o di assaggiare le fronde leggerissime di un papiro appena spuntato, brucandole con gusto (per vomitare il tutto poco dopo, giusto sul tappeto del salone). O di combinare uno di quegli infiniti piccoli guai che chi ha la fortuna di possedere un gatto ben conosce.
Ho sperimentato personalmente varie tecniche, tutte volte a dissuadere i felini di casa da un certo tipo di comportamento. Qualcuna ha avuto successo: ad esempio, quasi certamente il vostro piccolo amico smetterà di scavare in un certo vaso se coprirete il terriccio con una rete metallica a maglia piccola, o pianterete a breve distanza dei piccoli bastoncini, oppure occuperete gli spazi liberi con piccole piante tappezzanti, ciottoli pesanti, pigne o grossi pezzi di corteccia. Ma il risultato di queste operazioni, va detto, non è sempre brillante dal punto di vista estetico.

Scarsa anche l’efficacia di altri sistemi di prevenzione/inibizione normalmente in uso fra gli umani (anche se devo ammettere che i risultati dei test da me condotti sono, diciamo così, “relativamente attendibili”. Io ho il cuore troppo tenero e i gatti hanno gioco molto facile con me).

Il rimprovero
Rimproverare il nostro animale quando ha ormai già portato a termine la sua prodezza è cosa, ad avviso di chi scrive, praticamente inutile.
Il fatto è che noi umani facciamo spesso l’errore di voler imporre doveri anche agli animali, aspettandoci da loro una risposta “normale”. Niente di più sbagliato. Un gatto è un gatto, come può arrivare a capire che una certa pianta ha per noi un valore estetico e che quindi lui non la deve neanche guardare?
Anche perché il gatto, di suo, probabilmente dà per scontato che il mondo e tutte le cose che vi abitano siano state create per lui, perché possa godersele come più gli aggrada.
Come fargli accettare che anche noi viviamo nella stessa identica illusione e che, siccome siamo più grossi e prepotenti, sarà lui a dover cedere?

L’interruzione inaspettata
C’è il ben noto sistema dell’interruzione inaspettata, che serve per far desistere il gatto da una certa azione proprio mentre la sta portando a termine, ad esempio spruzzandogli addosso un po’ d’acqua oppure facendogli risuonare accanto un suono improvviso e fastidioso: un forte battito di mani, il rumore di un mazzo di chiavi agitato. L’animale avrà un piccolo spavento e ricollegherà la situazione ad una conseguenza negativa.
Ma a parte il fatto che se io fossi interrotta così di botto mentre sto facendo qualcosa di coinvolgente e impegnativo – raramente i felini fanno qualcosa che non sia coinvolgente e impegnativo – m’arrabbierei e anche tanto, è difficilissimo che un animale tanto sensibile si faccia cogliere sul fatto senza che vi abbia sentito arrivare e quindi sia già sull’avviso. Se poi dovesse pensare che voi ogni tanto vi “divertite” a spaventarlo (non riuscendo a collegare quello che fa con il vostro intervento) rischiereste di perdere la sua stima.
Per non dire che certi gatti sono dispettosi: magari non scaveranno nei vasi mentre siete nei paraggi, ma appena vi allontanerete troveranno il modo di divertirsi…

La raccomandazione
Inutili anche preghiere e raccomandazioni preventive: provate a dire a un gatto: “mi raccomando, non farlo!” … quasi sicuramente, avrete il serio dubbio che lui abbia perfettamente capito il senso della frase, decidendo di ignorarla.

L’ordine imperioso
Difficilmente il nostro amico gatto si mostrerà incline ad obbedire agli ordini che gli vengano impartiti.
Un piccolo test vi permetterà di verificarlo: guardate intensamente il vostro gatto e poi impartitegli un comando, con voce imperiosa.

Alla luce di tutte queste riflessioni, ho cominciato a pensare a possibili soluzioni alternative, arrivando ad una conclusione: perché non cercare di invogliare il micio a frequentare solo una certa parte del giardino, o almeno a praticare solo in quest’ultima gli esercizi che considera più divertenti?
Naturalmente, l’obiettivo non è quello di “attirare” come in un parco giochi tutti i gatti della zona in cui abitate, ma solo quello di mettere a disposizione del gatto di casa e magari di qualche suo compagno abituale una piccola area riservata. Come ad esempio una piccola porzione di prato, delimitata da una bassa staccionata di legno che i bambini potrebbero divertirsi a decorare, o un angolo un po’ nascosto del terrazzo. O meglio ancora, una zona in bella vista, da presentare, perché no, come “Giardino tematico”. Il tema, ovviamente, sarebbe il gatto.

Questo spazio, opportunamente allestito, potrà offrire al nostro amico tante occasioni di svago; qualche piccolo accorgimento servirà a renderlo persino esteticamente gradevole.
Come fare? Il trucco c’è: conoscendo i giochi e le abitudini connesse all’igiene e alla cura del corpo in cui il piccolo felino ama tanto indulgere, basterà assecondare certe debolezze, facendo in modo, diciamo così, di incanalare correttamente le sue energie.

Per fargli ricollegare il sito a sensazioni piacevoli, invogliandolo alla permanenza, si può ricorrere anche a qualche esercizio, una sorta di training esclusivamente in positivo. Da applicare al gatto, ma anche all’umano di buona volontà:

I complimenti e i croccantini
Qualche complimento (i gatti sono tanto, tanto vanitosi. Un “beeeeello, che braaaaaaavo” pronunciato con voce suadente viene grandemente apprezzato), una carezza o un grattino dietro le orecchie o sotto il mento (ma attenzione, questi verranno accettati solo dal vostro gatto o da uno che vi conosce bene), qualche croccantino o una piccola leccornia sono accolti con piacere. Il cibo rappresenta l’attrattiva principale per gatti poco propensi a concedere certe confidenze; stiamo parlando comunque di piccoli assaggi, di bocconcini. Non vanno usati in quantità e mai lasciati in giro incustoditi, perché attirerebbero inevitabilmente i randagi di passaggio (a meno che non ne gradiate le visite, voi ma soprattutto i gatti che abitano già la vostra casa).
Agendo al momento giusto, si può sperare che il gatto apprenda, magari dopo un po’ di tempo, che quando si trova in un certo luogo riceve un premio. Verrà lì solo per questo, sia chiaro, non certo per fare piacere a voi, ma l’importante è che lo faccia, no?
Insistete e soprattutto non interrompete improvvisamente l’addestramento. I gatti sono tanto abitudinari e tollerano male i cambiamenti repentini.

Gli incontri ravvicinati di tipo felino
Sempre allo scopo di comunicare al gatto approvazione e lasciare che si tranquillizzi nel luogo in cui si trova, ho avuto modo di osservare che spesso è sufficiente fare in modo che resti da solo, evitando di avvicinarsi troppo a lui.

L’esercizio della pazienza

In fondo, non è difficile allestire un giardino gattosostenibile. Ma c’è una cosa, un requisito indispensabile, di cui si dovrà tenere conto ancor prima di iniziare a lavorare: tanta, tanta pazienza. Preparatevi a lunghe attese, a pause che vi sembreranno senza fine e a interruzioni impreviste

N.B. Se avete dubbi sulle malattie feline e sulle possibilità di trasmissione all’uomo, oppure vi preoccupano in modo particolare certi comportamenti anomali del vostro gatto, vi raccomando di porre tutte le domande che ritenete utili e opportune ad un veterinario di vostra fiducia.

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