Il giardino di Merlot

di Maria Acquaria

Tutto inizia da qui: C’è un gatto in giardino – parte I
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Il giovane Merlot, penultimo arrivato della comunità, sprizza energia da tutti i pori. Il suo angolo prediletto è come lui, esuberante, coloratissimo. Sarà per questo che ama trascorrerci la maggior parte del suo tempo. Gioca a nascondersi fra i vasi, oppure si ingegna per rimirare, in equilibrio ben precario, le gambusie ospitate nel contenitore del loto nano. Insomma, si diverte. Le piante sono tutte piuttosto delicate e lui non esita a compiere in mezzo al fogliame esercizi spericolatissimi. Eppure, non s’è mai rovinato nemmeno un rametto. Miracolo di una felinità felpatissima.
Come negli altri casi, anche qui paletti per le unghie e vasche da scavo potranno facilmente essere occultati tra o dietro gli altri contenitori.
Le piante del gruppo sono piuttosto particolari, di ispirazione un po’ “esotica” ma hardy, come dicono gli inglesi. L’esposizione è soleggiata (vanno bene anche sud-ovest o sud-est), ma una parziale ombreggiatura è dovuta alla presenza della pianta alta sul fondo.
Dietro, nel vaso più grande, c’è una bellissima Eugenia (Eugenia myrtifolia); accanto, in un contenitore quadrato, una eclettica Abelia, che abbiamo usato a piene mani per la sua generosità, convive con una Chamaedorea. Davanti, una piccola Musa e ai suoi due lati un vaso azzurro con un loto nano e una ciotola bassa con un’ Agave geminifolia, bellissima con la sua forma zampillante. Si intravede anche un’anfora di terracotta che ospita un semplice e generoso geranio parigino.

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