Il giardino di Pennyblack

Per qualche ragione, Madre Natura ha voluto che il mio Pennì fosse tenuto completamente all’oscuro dell’esistenza di una cosa che si chiama “l’aggressività”. Non è fifoneria la sua. Mole e forza fisica non gli mancano di certo. Solo che lui è un gatto estremamente coccolone, timidissimo, un vero “for-ever-cucciolo”. Non gli piace scontrarsi e litigare, tutto qui.

Abbandonato in tenerissima età da qualche filosofo che evidentemente trovava riprovevole far sterilizzare la sua gatta, preferendo disseminare il mondo di gattini inermi, destinati il più delle volte ad una tristissima fine, ha frequentato nei primi anni della sua vita solo gatti inavvicinabili come Rouge, tiranni come Pittiella o con un vero caratteraccio, come Bandito. Dev’essere perciò arrivato alla conclusione che i suoi simili preferiscano la lotta alle effusioni; e siccome a lui lottare non piace neanche un po’, trascorre le sue pacifiche giornate in qualche nascondiglio segreto, dormendo tranquillamente e sognando, probabilmente, un mondo migliore. Solo Pittiella, che non perde occasione per tormentarlo, ha il potere di fargli perdere la pazienza, ma succede veramente di rado.

Per lui, niente di meglio di questo angolo lussureggiante, realizzato con una doppia fila di vasi, l’una di fronte all’altra. Dietro, a ridosso del muretto sormontato da una ringhiera che cinge tutto il terrazzo, sono collocati i soggetti più alti e robusti: da sinistra verso destra, Dodonea viscosa, Arbutus unedo, un Melograno (Punica granatum), una Nandina domestica; sul davanti, sempre da sinistra verso destra, una rosa (‘Pat Austin’) assieme a un ciuffo di Lemon grass, Osmarea burkwoodii, ancora una rosa (‘Mrs. Oackley Fisher’), Berberis. Completano il tutto un paio di ciotole basse, sul davanti, con qualche graminacea e perenni dal fogliame verde-oro.
Il posto preferito da Pennyblack è proprio alla base del melograno, nello spazio fra il tronco e il bordo del vaso. Niente di meglio che starsene lì sdraiati all’ombra, in estate, soprattutto quando e gocciolatori dell’impianto di irrigazione forniscono una provvidenziale e rinfrescante pioggerellina.

Tutto inizia da qui: C’è un gatto in giardino – parte I
I seguiti:
parte II
parte III
parte IV
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