Il giardino di Pittiella

di Maria Acquaria

Pittiella è la classica gatta “strana”. Dolce e affettuosa quando ha voglia di coccole, scontrosa e insofferente se vuole restare da sola. Manifesta una genuina antipatia per tutti gli altri rappresentanti del mondo felino, escluso Rouge, del quale si innamorò a prima vista, purtroppo mai ricambiata. Quando qualche altro gatto cerca di avvicinarsi a lei, si mette sulla difensiva e può diventare addirittura aggressiva (se la taglia dell’altro gatto non le sembra particolarmente minacciosa), oppure si allontana sdegnata.
Se poi si sente minacciata urla come un’ossessa qualcosa sul genere “vattene via che qui ci sto io, altrimenti non so cosa ti farò, brutto!” – e se proprio il nemico non si decide ad arretrare, allora mima tentativi di assalto o assume la posizione del “combattimento totale”: pancia all’aria, schiena a terra, tutti gli artigli disponibili ben sfoderati, zanne in mostra e ruggito aggressivissimo. Resta in questa posizione fino a che l’altro gatto, che nel frattempo si è stancato di star lì a sentirla e comunque non aveva alcuna intenzione di combattere, si volta e se ne va. Il tutto può durare parecchi minuti. A volte nel fare le loro cose i gatti sono di una lentezza esasperante.

Per poter meglio controllare il suo territorio, Pittiella ha bisogno di sostare in posizioni rialzate, su una sedia o una panchina. Non qualcosa di più alto, perché il tempo aggiunge saggezza alla vita di un gatto ma sottrae agilità. Deve avere sempre a sua disposizione una via di fuga. Uno dei suoi posti preferiti è proprio quello ritratto nel disegno, molto facile da realizzare su un terrazzo soleggiato.
È collocato in un angolo: così le spalle e uno dei fianchi risultano sempre protetti, evitando la sorpresa di arrivi improvvisi. Pittiella non sopporta gli ospiti inattesi.
Il grande arbusto sullo sfondo è un Osmanthus: servirà ad ombreggiare la panchina, sulla quale, in estate, dei cuscini appositamente preparati offriranno all’ospite felino un punto per osservare e controllare comodamente, in completo relax, lo spazio circostante.
Non si dovrà permettere ad altri animali di accedere a questo spazio e soprattutto di usare i cuscini. Pittiella non tollera l’odore degli altri gatti.
Accanto all’Osmanthus si potrà collocare un altro contenitore con arbusti a fioritura primaverile, coma ad esempio una Spiraea, un lillà o una Kolkwitzia amabilis.
Nei vasi a sinistra, alcuni arbusti: Osmarea burkwoodii, anch’essa con fioritura profumata, sempreverde, un Carex bronze o una Stipa tenuissima (o altra graminacea), per alleggerire l’insieme, una rosa arbustiva (ottima, ad esempio, ‘Mrs. Oakley Fisher’ o altre a fiore semplice).
Lysimachia nummularia o Helichrysum petiolaris o altre piccole perenni saranno utili per riempire eventuali vuoti la base degli arbusti.
La ciotolona da riservare allo scavo potrà essere collocata immediatamente dietro i tre vasi, assieme a qualche contenitore vuoto, lasciando una sorta di piccolo corridoio fra i vasi e il muro, da usare in caso di fughe improvvise in alternativa al lato lasciato sgombro.

Un piccolo e paffuto ariete di terracotta (ma andrà benissimo un qualsiasi altro soggetto) servirà come elemento decorativo.
L’amico umano sarà ammesso volentieri in questo spazio, magari per lavorare o leggere. La micia lo starà a guardare dalla sua panchina, vigilando sorniona sulla sua sicurezza. Pittiella è una gatta con un gran senso di responsabilità.

Ciao, Pittiella, sei stata una brava amica.

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