Il secchio-lago (equilibrismi possibili tra cuore, foglie e vibrisse, parte VI)

di Maria Acquaria

Tutto inizia da qui: C’è un gatto in giardino – parte I
I seguiti:
parte II
parte III
parte IV
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Cura dei dettagli: il laghetto in vaso

L’angolo che abbiamo creato per il gatto sarà perfetto se lo completeremo con un tocco particolare: ad esempio, un piccolo laghetto in vaso.
Ecco come procedere per realizzare il nostro “secchio-lago”.
Leggi l’articolo del sito per l’allestimento del contenitore. Considerato che la collocazione sarà all’aperto, occorre evitare la possibilità che piogge o innaffiature troppo consistenti facciano tracimare il nostro bacino. Perciò, ad alcuni centimetri dal bordo, dovrà essere praticato un foro, c.d. del “troppo pieno”. Attraverso questo foro, l’acqua in eccesso si potrà riversare in un contenitore più piccolo, che avremo cura di collocare proprio al di sotto di esso e che potrà servire ai gatti come abbeveratoio. I mici gradiranno molto il sapore di quell’acqua, praticamente priva di cloro.

La ciotola dovrà essere trattata come un qualsiasi altro vaso quanto a irrigazione: sarà perciò dotata di uno dei gocciolatori normalmente utilizzati per l’impianto automatico del terrazzo. Se non si dispone di un impianto simile, si dovrà aver cura di rabboccare costantemente l’acqua evaporata.

Piante utilizzabili:
Sagittaria graminea e Myriophyllum aquaticum, la sagittaria è stata inserita nella vasca direttamente con il suo piccolo contenitore. Si è poi allargata da sola ancorandosi al fondo.
Myriophyllum aquaticum ha rami lunghi, dall’aspetto leggero, ed è facilissimo da riprodurre per talea.
Equisetum japonicum, inserito fondamentalmente allo scopo di purificare l’acqua, ha una forma svettante molto decorativa. Anche lui è stato lasciato nel vaso originale, semplicemente appoggiato sul fondo della ciotola.
Aponogeton distachyum, ha graziose foglie galleggianti e una bella fioritura bianca; ancora più decorativo il fogliame delle ninfee, tra le quali dovranno per ovvi motivi essere preferite le varietà nane. Le piante galleggianti dovrebbero ricoprire la superficie dell’acqua, per ombreggiarla, per circa 1/3 del totale.
Eichhornia crassipes o giacinto d’acqua, è una pianta galleggiante, con ottime proprietà filtranti (è usata anche come filtro biologico). Quest’ultima pianta è particolarmente delicata e per non correre il rischio di perderla ad ogni inverno, quando le temperature iniziano ad abbassarsi si potrà riparare in grosse bottiglie di plastica, tagliate e trasformate per l’occasione in piccole serre, con un po’ d’acqua sul fondo, da tenere in posizione riparata dal gelo.

Ho ottenuto un effetto molto interessante piantando nei pressi del laghetto una versatile Muehlenbeckia complexa, dall’aria solo apparentemente fragile e delicata. Si tratta di un rampicante dai rami sottilissimi e le foglie piccole, tondeggianti. Potrà essere utilizzata per colmare antiestetici spazi vuoti oltre l’orlo della ciotola o fra i vasi che metteremo intorno, ma soprattutto offrirà ai nostri amici pelosi un comodo giaciglio, una sorta di cuscino sul quale rilassarsi mentre si osserva meditando il guizzare dei pesci.

È importante che la cura delle piante attorno al secchio lago ma anche per tutto il resto del giardino dedicato al gatto si eviti l’uso di qualsiasi pesticida, anticrittogamico o altra sostanza chimica. I pesci sono poi sensibilissimi. L’acqua potrà essere anche torbida e verde per via delle alghe, ma non avvelenata.
E nel nostro giardino per gatti vedremo giocare, assieme ai nostri amici pelosi, farfalle, bombi, cetonie (più o meno gradite) e altri minuscoli esseri, tutte espressioni di quella meravigliosa realtà che è la natura.

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