Intervista a Anne Wareham di Thinkingardens

Un ringraziamento a Maria Acquaria che ha tradotto da e verso l’inglese.

… England is a garden that is full of stately views,
Of borders, beds and shrubberies and lawns and avenues,
With statues on the terraces and peacocks strutting by;
But the Glory of the Garden lies in more than meets the eye…

 

 

Anne Wareham è giornalista e autrice del discusso libro The bad tempered gardener, di The deckchair gardner e di Outwitting squirrels: and other garden pests and nuisances, è nota ai giardinieri italiani per il suo sito Thinkingardens, nel quale descrive la sua attività quasi ventennale volta ad una seria rivisitazione critica dei giardini e del giardinaggio inglese.

 

 

 

Pizza garden: scegli il tuo gusto

Con sorpresa leggiamo sul tuo sito Thinkingardens domande analoghe a quelle che ci facciamo noi italiani, che consideriamo l’Inghilterra il santuario del giardinaggio. Ad esempio sul perché ci sono ancora tanti giardini brutti.
Come viene visto il giardino italiano dagli Inglesi, quello non storicizzato, perlomeno, e cosa –sempre nell’ambito dei giardini “comuni” attrae gli inglesi?

Mi dispiace ma non conosco I giardini “comuni” diffusi in Italia. Immagino che siano tristi, come la maggior parte di quelli inglesi…

 

 

 

 

La lingua italiana è povera per ciò che riguarda il giardino. Non abbiamo un verbo che definisca la pratica del giardinaggio. Il termine “giardiniere” è a volte dequalificante. Tu hai usato il termine “garden makers”.
Cosa serve, secondo te, a una nazione per prendere coscienza della propria arretratezza su un intero settore dell’Arte come è il giardino?

Questo è un bel problema anche qui nel Regno Unito, anche se siamo considerati una nazione di giardinieri.
Credo che molte pubblicazioni, stampate o più probabilmente online, che descrivono e commentano i giardini veramente di qualità che esistono nel mondo, potrebbero servire a questo scopo e aprire gli occhi alla gente.

 

 

L’Italia guarda alla bordura inglese come una sorta di totem giardinicolo con cui nulla regge il confronto. Alcuni invece (me compresa) ritengono che la bordura mista sia ormai una brutta copia di sé stessa. Tu cosa ne pensi?

Ah, la bordura mista all’inglese è ormai del tutto superata, è noiosa… Eppure ce ne sono ancora tante in giro. Ci vogliono anni e anni perché i giardinieri (e quelli che fanno i giardini) si mettano in pari con le mode che cambiano nei giardini.
 

 

Come hai accolto l’immediato successo della New Dutch Wave e la sua capillare diffusione, in molteplici versioni?

Non è che si sia diffuso così velocemente (vedi sopra) ma almeno ha aiutato a far rilassare un po’ i giardinieri inglesi, con meno enfasi sui prati e le bordure perfettine… Pian piano, ha fatto emergere un look più naturale.
 


 

Quale è la tua opinione riguardo ai giardini ben fatti, ben tenuti, con belle fioriture eppure anonimi, incapaci di andare oltre una buona competenza in fatto di cura delle piante? Ti dirò che molti giardini “da rivista” in Italia sono così.

Ce ne sono tanti anche qui in UK, mi fanno andare fuori di testa. Sono ammirati da tutti, adulati dai fotografi più esigenti.
Anche qui abbiamo bisogno di una valutazione più critica dei giardini per migliorare i nostri standard estetici.
Sfortunatamente, qui i giardini hanno cominciato ad essere collegati alle associazioni caritatevoli e con il mangiar torte, perciò fare una critica ad un giardino è visto quasi come un crimine.
Forse voi in Italia siete più liberi di dire quello che pensate in proposito?

 

 

Lo sapevi che “giardino” e “giardinaggio” per molti, in Italia, sono la stessa cosa? Che effetto ti fa?

In effetti è strano, ma anche qui in molti li considerano sinonimi. Questo spiega in parte perché queste persone non riescono veramente a “vedere” i giardini. Non riescono proprio a guardare oltre le piante e le erbacce, o controllare se è ordinato o no.

Oggi in Italia il giardino è considerato uno spazio multifunzionale, dedicato allo svago e alla convivialità. Pare che “San Relax” sia il patrono del giardinaggio italiano e ciò che molti desiderano è un “giardino chiavi in mano”. Il giardino diventa insomma tutto l’opposto di quello che aveva immaginato e descritto William Robinson (e che per molti giardinieri italiani è vangelo).

Non saprei, quelli con cui sono in contatto sono tutte persone veramente interessate al giardino.
Mi chiedo se la funzione cui è destinato un giardino debba necessariamente limitare le sue aspirazioni…

 


 

Che prospettive ipotizzi per il giardino a medio e lungo termine? Sei ottimista o pessimista?

Qui in UK il futuro del giardinaggio non costituisce un problema, anche se ci si preoccupa dell’effettivo interesse dei giovani, visto che sembra essere più qualcosa più attrattiva per le persone anziane.
Ma questo non significa che avremo sempre buoni giardini.
Cerco di essere ottimista ma mi sono resa impopolare con l’establishment del giardino in UK, sollevando la questione del miglioramento dei giardini inglesi, e questo alla fine ha limitato la discussione.
Ma internet favorisce le discussionii dibattiti su queste cose, parlarne è ora più facile e il discorso può essere ampliato al mondo intero, come dimostra quello che stiamo dicendo.
Forse l’Italia può fare anche meglio del Regno Unito: siete circondati da giardini storici meravigliosi che rappresentano un ottimo punto di partenza.
E allora fatelo!

 

https://it.wikipedia.org/wiki/File:CasertaReale.jpg

 

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ENGLISH VERSION

We have always considered England as the true Gardening Sanctuary. So, what a surprise when I read on your website the same questions we wonder about. For instance: why do we still have so many ugly gardens… (http://thinkingardens.co.uk/articles/so-why-do-we-have-so-many-ugly-gardens/).
Here in Italy, gardening is considered, basically, just as a hobby. Great gardens (Reggia di Caserta, Gamberaia, Boboli) are defined as masterpieces, that’s true, but only from an architectural point of view. In most cases, the garden is just an add-on, it’s not even taken into consideration.
Only in few cases the garden can fall within a cultural debate.
What do you think about “common” (not historical, I mean) Italian gardens? Do you find them attractive, and, if so, why?

I’m afraid I’m not familiar at all with common Italian gardens. I imagine they will be as grim as most British ones.

Italian language is rich of words for cuisine, but poor for the garden.
We don’t even have a verb defining gardening.
The expression “gardener” is sometimes used in a disparaging way. You used the expression “garden makers” (http://thinkingardens.co.uk/articles/gardeners-designers-or-garden-makers-by-anne-wareham/).
We don’t have an adjective to define garden designers or makers, with or without a specific degree. But still, insignificant “artistic exhibitions” prosper. We can argue that the problem is not related to money. What do we need, in your opinion, to became aware of our backwardness on an entire artistic sector, i.e. the garden?

This is enough of a problem in the uk, where we are described as a nation of gardeners. Though it may be possible that you are starting from a better base, less preoccupied with plants and the process of gardening. Perhaps some publication, in print or more likely online, featuring and critiquing gardens of real quality from around the world could help. That might open people’s eyes?

We look at the English border as a sort of sacred object. Nothing will ever compare.
But some, including myself, think that mixed border is now just a “wannabe”. So, I was wondering what’s your opinion in this regard.

The English mixed border is totally passé and boring. However, there are plenty of them about for all that. It takes years and years for most gardeners (or even garden makers) to catch up with changing fashion in gardens.

How did you receive the New Dutch Wave immediate success and its broad, heterogeneous dissemination?

It has hardly been an immediate success (see above) but it has helped to relax UK gardens, with less emphasis on pristine lawns and edging and a more ‘natural’ look emerging. (slowly).

May I ask you what do you think about nicely done, well run, full of flowers and yet “bland” gardens?
I have to say that many cover gardens in Italy are exactly that. They don’t go beyond a good level of expertise on plants care.

The UK is full of them too and it drives me mad – they are universally described as ‘lovely’ and flattered by highly selective photography. In the UK too we need a more critical appraisal of gardens to improve our aesthetic standards. Unfortunately gardens here have become associated with charity and eating cake, so it is seen as a crime to be critical of a garden. Perhaps in Italy you may be freer to criticise?

Did you know that in Italy “garden” and “gardening” are usually considered as if they were synonyms?
Don’t you think it’s weird?

It is weird, but the two are synonymous here to for many people. It’s part of why they cannot ‘see’ gardens – they can’t get beyond seeing just plants, weeds and whether it is tidy.

At the moment, in Italy the most common questions about garden concern its use for leisure purposes.
By now, it seems that Relax has become the Holy Patron of the garden and what people really want is a turn-key garden. Exactly the opposite of what William Robinson imagined and described (and that’s a gospel truth for many Italian gardeners).
Do you think there is a global change, starting from U.S.A.? Has the contagion already affected other Countries?

I find it hard to judge since my international contacts all seem to be with other garden interested people. But the function of a garden need not limit its aspirations?

In your opinion, what are the prospects for gardening in the long term? Are you optimistic about it?

In the UK there is no problem about the future of gardening, although there is a lot of fuss about whether young people are interested, whereas in fact it tends to be something which older people move towards. But that doesn’t mean we will have good gardens. I try to be optimistic but I have made myself very unpopular with the garden establishment in the UK by raising the issue of improving British gardens, and that has naturally limited the discussion. But the internet helps – discussion about these issues is now easier and world wide – as this discussion demonstrates. Maybe Italy can do better than the UK – you are surrounded by brilliant historic gardens as a stepping off point.
Go for it!

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