Maresa Del Bufalo: se son rambler saliranno

Come far arrampicare le rose sugli alberi

di Alessandra Vindrola

(foto dal sito Rose Del Bufalo per gentile concessione della proprietaria)

Il Valleranello è considerato uno dei più bei roseti del mondo. La sua cifra distintiva sono le rose rampicanti che  scalano, si insinuano fra gli alberi e ne ricadono in masse voluttuose e delicate.
Maresa Del Bufalo, la proprietaria, architetto e designer di giardini, ha raccontato spesso che la sua passione per le rose è nata con il tempo: quando andò ad abitare  a Valleranello, alle porte di Roma, a metà degli anni Cinquanta, le rose –quelle che lei, come molti altri, conosceva, e cioè i rigidissimi ibridi di Tea- non le piacevano per nulla.
A quei tempi i 20mila metri di terreno del “giardino” altro non erano che un campo di stoppie dove prima cresceva un magnifico bosco di querce da sughero. Poi, all’inizio degli anni Settanta, Maresa Del Bufalo ha visitato il roseto Fineschi, ha scoperto le rose antiche ed è stato amore a prima vista.  Ne ha introdotte in giardino, con il tempo, fino a oltre mille varietà, di cui più della metà sono rose rambler. E soprattutto oggi il Valleranello ospita una bella collezione di “nate in casa”, ibridi che si sono riprodotti spontaneamente –a cominciare dalla famosa Luciano Del Bufalo, che porta il nome del marito di Maresa, e che è anche la regina incontrastata del Roseto di Roma- in prevalenza incroci di multiflora e moschata.

Rose sugli alberi: sì o no?

Nonostante il fascino di una fioritura a cascata sia un’attrazione a cui pochi sanno resistere, gestire una rosa rampicante in abbinata con un albero non è affatto facile.
I problemi cominciano dall’impianto: se è troppo vicina al tronco, la rosa deve vincere competizione radicale e ombra prima di guadagnarsi un posto al sole, e se viene piantata lontana è, spesso, una non bella visione di un rigido tronco spinoso che viaggia in diagonale verso l’albero, sempre che si sia inventato un metodo per farcela arrivare.
E quando arriva alle fronde, come se la caverà? Resterà ben ancorata?
Una volta cresciuta, le questioni “spinose” non sono finite: potare o non potare? E come cavarsela se l’albero “compagno” è un albero da frutta, e si vorrebbe metter mano alla sua produzione?

I segreti di una coppia felice

Maresa Del Bufalo spiana il campo su come far arrampicare le rose sugli alberi rivelando le sue semplici, ma perentorie regole.

No ai sempreverdi. “La prima norma è scegliere l’albero giusto” spiega decisa. “I sempreverdi non sono adatti. La rosa si deve poter insinuare nella chioma e appoggiarsi ai rami, ma se l’albero mantiene una chioma fitta e ombrosa, non sarà possibile”
“Io prediligo alberi della stessa famiglia delle rose, Rosacee per l’appunto, come i prunus.  Ma nel mio giardino vi sono alberi decidui di tutti i generi e su tutti ho fatto salire delle rose”.

Una scaletta per avvicinarle. “Le rose vanno piantate ad almeno un metro e mezzo di distanza, anche due. Per farle salire, costruisco delle scalette in diagonale con canne di bambù, che sono decorative e possono essere tolte quando la rosa ha  trovato la sua strada”.

Impianto a sud. “Le rose si posizionano a sud della pianta. Ma almeno da me, a Roma, quando salgono nella chioma le vedo regolarmente crescere sul lato a nord, più ombroso. Questo mi ha dato del filo da torcere per anni, non ne capivo il perché. Alla fine, la spiegazione si è rivelata semplice: il maggior accrescimento dei rami avviene dopo la fioritura, in giugno e luglio, quando fa molto caldo e anche le rose cercano un po’ di tregua. Però poi, d’inverno, hanno bisogno di quanto più sole possibile, e per questo è importante che gli alberi su cui salgono siano decidui, in modo da perdere le foglie quando le rose hanno più bisogno di luce e caldo”.

O il fiore o il frutto. “Le rose sugli alberi da frutta creano sofferenza all’albero: ai fichi per esempio, non giova tutta l’acqua che invece serve alle rose. Che arrivano a coprirne l’intera chioma e non lasciano maturare i frutti. Nel mio roseto, oggi gli alberi da frutta non ci sono più”.

Potare o non potare? Maresa Del Bufalo non ha dubbi: “Si fa e deve essere ben fatta. Io oggi poto con moderazione, ma ancora adesso passando davanti alle rose vedo i miei errori: ne ho fatti tanti! La potatura va fatta a fine inverno, è un errore potare quando fa freddo: perché se nel mezzo del gelo –e qui a Roma succede spesso- viene qualche giornata calda, la pianta potata è già pronta a fare le gemme, che poi si bruciano. Fra la fine della primavera e l’estate si fa invece una piccola manutenzione, per togliere lo sfiorito”.

Scegliere le rose. “Le rose adatte a salire sugli alberi sono rambler, devono avere rami flessuosi. Nel caso siano rifiorenti, meglio acquistarle in autunno, fiorite, per essere sicuri della loro capacità di rifiorenza. Mi è capitato di voler far crescere un’Alister Stella Gray su un Liriodendro tulipifera, e l’ho acquistata  in primavera: non era lei, ma la somigliantissima Claire Jacquier, che non rifiorisce ed è un mostro. Ma il guaio ormai era fatto!”

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