Breve guida sulla coltura dei piselli odorosi

testo, foto e disegni di Lidia

Mi riesce difficile scrivere dei piselli odorosi
(Lathyrus odoratus) senza emozionarmi profondamente. Ogni volta devo cercare di contenere espressioni di esultanza nella descrizione della loro bellezza, o di passione per la loro mansuetudine, per i loro colori deliziosi e il profumo mielato.

Ma se siete arrivati a questa pagina vuol dire che piacciono anche a voi, oppure che ne avete comprata una bustina e non sapete bene cosa fare.
La coltura dei piselli odorosi non è difficile, ma è insidiosa, e richiede cure e attenzione durante tutto in corso dell’anno.


Coltivazione

Preparazione del terreno

Il terreno deve essere molto ben preparato. Questa è una conditio sine qua non, perciò fatevi pazienza ed armatevi di vanga e olio di gomito. Il terreno deve essere lavorato preferibilmente con un certo anticipo, incorporando letame maturo o stallatico pellettato, inoltre deve essere aggiunto un concime chimico a base di fosforo e potassio per favorire la fioritura.

Se volete avere dei buoni risultati non illudetevi di poter supplire con qualche irrigazione di fertilizzante in primavera.
Fondamentale è il drenaggio, che dovrà essere eccellente.

I piselli odorosi amano molto avere le radici ben umide, ma contemporaneamente odiano il ristagno d’acqua, che li condurrebbe a morte.
Se il vostro terreno è molto argilloso incorporate ghiaia e sabbia (lavate), argilla espansa sminuzzata o altro materiale inerte.
Al contrario se è sabbioso e sciolto, aggiungete terra di campo, letame e composta.

Esposizione

L’esposizione dovrà rigorosamente essere in pieno sole.
I piselli odorosi non amano troppo i climi caldi e siccitosi, dunque qualche eccezione si può fare per i litorali più caldi del meridione, dove è possibile collocarli in un punto dove non ricevano i cocenti raggi del sole di mezzogiorno.

Epoca di semina

I piselli odorosi vanno sempre seminati in autunno, appena declinano i fasti dell’estate.
I testi contemplano anche la semina primaverile, che dà buoni risultati, ma non equiparabili alla semina autunnale, e che comunque rimane consigliata solo per le zone a clima rigido.

Procedure per facilitare la germinazione

Piselli odorosi appena nati.

I piselli odorosi possono essere seminati così come sono, ma dato che il tegumento esterno è duro, si consiglia di ammollarli in acqua tiepida per non più di una notte, e di usare solo i semi che si sono gonfiati.

Alcuni testi però sconsigliano di ammollare i semi, che potrebbero facilmente marcire.
In alternativa è possibile passare i semi sulla carta vetrata, oppure inciderli con la lama di un cutter, avendo cura che l’incisione avvenga dalla parte opposta dell'”occhio”, cioè della minuscola escrescenza scura che si trova ad una delle estremità del punto in cui il seme era attaccato al baccello, visibile come una sottile fessura chiara.
Dopo l’incisione passare i semi in un fungicida.

Interrare i semi in contenitori alveolari o vasetti (in questo caso due o tre per vasetto), a mezzo centimetro di profondità. I semi scuri richiedono più acqua di quelli chiari, quindi annaffiateli un po’ più spesso, oppure ponete i vasi o i contenitori in un sottovaso, avendo però cura che il terreno non sia costantemente inzuppato, ma solo umido.

Svernamento e protezione dalle avversità

A germinazione avvenuta la prima cosa che dovrete offrire alle plantule è un sostegno per arrampicarsi, che va dato appena la pianta ha un’altezza di 5 cm, poiché altrimenti stenterebbe a crescere e si accascerebbe per terra diventando preda delle lumache.

Non sottovalutate il pericolo di chiocciole e limacce, sono terribili divoratrici di piantine appena nate e sono ghiotte di piselli odorosi. Se non vi piace d’idea del repellente o del lumachicida, ponete i vasi in punti difficili da raggiungere.

Se vivete in zone a clima mite non sarà necessaria alcuna protezione invernale, al massimo una copertura provvisoria durante le burrasche di maestrale.

In zone a clima freddo le piante vanno tenute riparate, in cassone non riscaldato o in serra fredda.
Porre i vasi nel cassone e lasciare ventilare quanto più possibile.
Chiudere solo in caso di gelate, pioggia forte o grandine.


  
Un supporto rustico di rami e rafia naturale. Appena i piselli odorosi hanno messo due
paia di foglie vere vanno cimati (prendere le fogliline tra le unghie
del pollice e dell’indice e strapparle via). Fatta questa operazione si
possono eseguire le legature con la rafia come supporto.

Cura e mantenimento

Eliminare tutti i fiori appassiti ed i baccelli, che sottrarrebbero vigore alla pianta.
Per far scorta per l’anno dopo basteranno solo due o tre baccelli.
Se il terreno è stato ben preparato non è necessaria concimazione, altrimenti somministrate concime liquido una volta a settimana.
Le irrigazioni dovranno essere quotidiane ed abbondanti.

Ad un certo punto vedrete la parte bassa delle piante ingiallire impietosamente: non allarmatevi, non c’è rimedio.
Per arginare questo problema ci sono solo due sistemi: la semina autunnale e un alto strato di pacciamatura che diminuisca l’evaporazione dell’acqua.

Questo problema è più marcato al sud.
Quando si coltiva la pianta a cespuglio o come rampicante si possono sciogliere alcuni tralci e farli ricadere morbidamente, in modo da coprire i fusti ingialliti.

Occasionalmente possono comparire dei fiori con variegature e striature.
È il virus del mosaico che portano gli afidi, e non c’è nulla da fare, se non controllare gli afidi (che comunque sono più attratti dai fiori chiari).


Impostazione della pianta

Un wigwam costruito con pochi pezzi di
canne: in poco tempo il supporto sarè completamente ricoperto.

Quando le vostre piantine avranno raggiunto un’altezza di 10 cm, bisogna scegliere in che modo coltivarle, se a cespuglio o in filari.

Nel primo caso dovrete lasciare i tre fusticini più robusti e cimarli per favorire l’accestimento.
Questa è un’operazione fondamentale, non dimenticatela!.

Nel secondo caso invece dovrete scegliere un solo fusticino,
il più robusto, che non sempre è il più bello o il più lungo, e tagliare via tutti gli altri.

Coltivazione a cespuglio

È quella che si sceglie più frequentemente.
Se ben fatta offre la possibilità di avere cespi di piselli odorosi in aiuola, a mo’ di arbusto fiorito.
Questa procedura va seguita anche nel caso si vogliano crescere i piselli odorosi come rampicanti su staccionate, recinzioni, cancelletti e pergolati.

È necessario predisporre dei tutori per farli arrampicare.
Si possono fare in casa con quello che ci si trova sottomano (reti metalliche o di plastica, canne, bambù, manici di scopa, spago, ramaglie secche, ecc.) oppure comprarli già fatti.

In commercio ne esistono di molto belli, fatti in legno di salice intrecciato, di ogni forma e dimensione, ma quelli più conosciuti sono a spalliera, ad archetto ed a capanna indiana.

Chi avesse un po’ di soldini in più potrebbe pensare di regalare ai propri piselli odorosi dei supporti metallici permanenti, con volute e ghirigori.
In Inghilterra si usano molto i bastoni di nocciolo, a cui vengono lasciati i getti laterali, conficcati nel terreno in modo da ottenere un cono con una base molto larga.

Le piantine vanno interrate presto, appena sarà passato il pericolo del gelo, e comunque il prima possibile, alla distanza di 20 cm l’una dall’altra.
Vanno incoraggiate ad aggrapparsi quanto più possibile al supporto, e qualora fosse necessario per tenerle in forma, vanno legate e sostenute con paletti ed anelli metallici, che poi saranno coperti dalla vegetazione.

Coltivazione in filari

Questa è la tecnica usata per ottenere fiori da taglio per la casa e per le esposizioni, i concorsi ed i tornei.
Coltivando i piselli odorosi in filari si ottengono meno fiori, ma
più perfetti e più grandi.

Bisogna costruire un supporto tutto particolare, di cui potete vedere uno schema semplificato.
È semplice da costruire anche per chi ha poca pratica con il fai-da-te.

Costruite due pali a forma di “T” , alti un paio di metri, e distanziateli a seconda del numero delle piante che avete, considerando che queste andranno a 20 cm. l’una dall’altra.
Poi tendete dei robusti fili (quelli per stendere i panni vanno bene) alle estremità dei listelli orizzontali, e sistemate le canne
di sostegno, legandole ai fili.
Abbiate cura che le canne siano un po’ svasate verso il basso.

Sistemate le piantine e legatele alle canne.
Asportate tutti i getti laterali e togliete tutti i cirri che compaiono in cima ad ogni paio di foglioline.
Sono infatti i cirri a sottrarre energia alla pianta e a diminuirne la fioritura.

Tuttavia, così facendo, la pianta perderà la
capacità di aggrapparsi ed autosostenersi, sarà perciò necessario legarla durante la crescita.
Quando iniziano a comparire le gemme, asportare tutte quelle che hanno meno di quattro gemme.
Quattro è infatti il numero considerato migliore dai giudici
dei tornei e delle esposizioni internazionali.

Quando le piante avranno raggiunto la cima della canna occorre farle “scalare di un posto”, cioè cambiargli la canna di sostegno.

Occorre slegarle tutte insieme e adagiarle delicatamente per terra per tutta la loro lunghezza.
Fatelo in un giorno caldo e senza averle annaffiate, in modo che siano un po’ flosce e meno turgide, e dunque corrano meno rischi di spezzarsi.

Poi bisogna legare ogni pianta al sostegno successivo.
Non si tratta di una propaggine, semplicemente di un modo per permettere alla pianta di crescere ancora, pur mantenendo l’altezza dei fiori ad altezza d’uomo.

Le quattro piante delle ultime file andranno fatte girare attorno ai pali di sostegno e fissate all’inizio della fila opposta.
La nuova vegetazione porterà nuovi fiori.

Accostamenti consigliati

I piselli odorosi esistono in una ampissima gamma di colori,
l’unica tinta che ancora esita a saltar fuori è il giallo
dorato, anche se ne esistono varietà giallo crema e arancio.


Galleria fotografica

28 pensieri riguardo “Breve guida sulla coltura dei piselli odorosi

  • 16 dicembre 2006 in 4:11 PM
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    Ho sempre sognato di coltivare con successo i piselli odorosi. Li ho seminati per due volte e le piantine sono sempre morte. Ho un balcone con esposizione nord (quindi sole solo la mattina e il pomeriggio sui lati corti) e il davanzale di una veranda esposta a sud. Ho appena letto questo articolo e da questo debbo dedurre che non avendo un giardino debbo rinunciare a questi fiori che amo solo in teoria visto che non li ho mai visti?
    Se invece possono essere coltivati anche in contenitore dove posizionarli?

  • 27 febbraio 2007 in 7:23 PM
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    articolo molto interessante,esaustivo e piacevole nella presentazione.E’ una coltura che mi piace e sono stata stimolata a sperimentarla nel mio campo.grazie e buon lavoro a tutti.

  • 6 marzo 2007 in 2:09 PM
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    Complimenti per l’articolo, io adoro i piselli odorosi, mi ricordano la mia infanzia, il balcone profumato della mia cara nonna… quest’autunno ho finalmente trovato i semi in vendita e così li ho subito piantati, e adesso il mio sogno si è realizzato, il mio balcone è profumato e colorato!

  • 19 marzo 2007 in 4:15 PM
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    Adoro i “sweet peas”! Mi ricordano il giardino e il salotto di mia nonna, vicino a Londra. Ho provato a seminarli a marzo ma con scarsi risultati. E invece questa volta li ho piantati a a ottobre e, complice un inverno più che mite, c’è una marea di boccioli in attesa di fiorire!!! E ho già raccolto 5 profumatissimi fiori: una rivista di giardinaggio inglese, dice che più fiori si raccolgono più ne crescono!

  • 24 marzo 2007 in 8:31 PM
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    Ottimo articolo. Seguirò i consigli anche se spero non sia troppo tardi per piantarli!

  • 23 luglio 2007 in 1:54 PM
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    Ottimo ed esauriente articolo! Grazie! Prurtroppo l’ho letto troppo tardi: ho seminato i miei Lathyrus a primavera inoltrata e stanno facendo solo foglie…. ma l’anno prossimo ci riprovo!

  • 30 gennaio 2008 in 4:36 PM
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    complimenti finalmente ho trovato un articolo totalmente chiarificatore adesso provero’ di nuovo anche io grazie

  • 3 febbraio 2008 in 8:56 PM
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    minchia, davvero un bun articolo

    io li ho seminati ora (3 feb), speriamo che crescano

    certo stupisce, minchia, che nessuno si sia rammentato che (caspita!) il pisello odoroso è stato usato da G. Mendel per elaborare le sue teorie (“leggi di mendel”) sulla ereditarietà – Mendel è oggi considerato il “padre” della genetica, eh!

    • 16 gennaio 2017 in 12:33 AM
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      Minchia, era il Pisum sativum, non il Lathyrus odoratus, minchia. E studia, però.

  • 20 febbraio 2008 in 5:20 PM
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    è la prima volta che mi ritrovo con semi di pisello odoroso e il l’aiuto che mi fornite mi pare ottimo…complimenti per il sito e …buona semina a me!

  • 23 febbraio 2008 in 1:18 PM
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    ho seminato i piselli odorosi in serra fredda e dopo due settimane (oggi) ho visto spuntare le plantule. Ringrazio Lidia per avermi di nuovo incoraggiata.

  • 23 febbraio 2008 in 6:44 PM
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    Cavolo! La scorsa settimana ho seminato in piena terra i piselli odorosi e solo oggi leggo il tuo articolo. Non ho preparato il terreno che è argilloso, non ho fatto rinvenire i semi. Solo la posizione soleggiata mi sembra indovinata…speriamo che riesca finalmente a vederli questi “romantici” piselli odorosi. Comunque grazie! La prossima volta seguirò i tuoi consigli.

  • 26 febbraio 2008 in 4:11 PM
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    Ma scusa Franco, non sono velenosi i semi? Io li ho piantati oggi in semensaio, non sapevo però che non resistono quasi mai al trapianto. Li ho tenuti a bagno nell’H2O per un giorno e mezzo e poi li ho piantati in un terriccio leggerissimo e per annaffiarli li spruzzo con lo spruzzino. Sopra ho sistemato una plastica che metto solo la sera quando si abbassa la T. Abitando a Roma il clima inizia ad essere mite a febbraio, ieri che c’era il sole faceva 22 gradi sul mio balcone. L’idea era quella di trapiantarli poi in vasi con lo stesso terriccio leggero e concimato un po da tenere, alcuni da regalare.. Ormai però non ci rimetto le mani.
    Qualcuno sa dirmi se sono velenosi i semi? Io sapevo di si. Vedremo che riuscita faranno. Cmq bellissimo articolo, complimenti.

  • 4 maggio 2008 in 11:19 AM
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    ho seminato senza alcuna esperienza e prima di aver letto questo bell’articolo… nella mia totale ignoranza ho disposto i semi nella terra vuota alla base del rincosperno e del limone (oltre che in diversi vasetti singoli).
    dopo nemmeno 15 gg sono spuntati tutti i germoglini e i tutori sono stati già ‘scoperti’ dalle puntine orizzontali, che si stanno avvolgendo a mò di serpentina e mi hanno letteralmente commossa.
    la mia domanda è: “ho sbagliato a disporli alla base di altre piante? posso farli crescere “a cestino” e dunque a spirale orizzontale piuttosto che in verticale?”
    se qualcuno può aiutarmi… grazie!!!

  • 4 agosto 2008 in 9:28 AM
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    Io ho piantato dei semi di pisello odoroso senza sapere di alcuna preparazione del terreno e affini, in un normalissimo vaso con normalissima terra, senza concime e al lato nord-ovest della casa e… Ne è venuta fuori una pianta stupenda, rigogliosissima e sanissima!

  • 8 agosto 2008 in 5:12 PM
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    In tarda primavera ho seminato in giardino a ridosso di una ringhiera molti semi di pisello odoroso,nasturzio,thumbergia e ipomea.Le piante si sono sviluppate moltissimo con foglie enormi e un estensione di quasi 2 metri, ma solo l’ipomea e la thumbergia hanno fiorito.Da quello che leggo su questo bel articolo sembra che la fioritura non dipenda essenzialmente dal periodo di semina.Volevo chiedere a qualcuno di voi se occorre aspettare l’autunno per una fioritura del pisello odoroso o occorre trattare con concime a base di potassio e fosforo che però dubito che in piena estate sarebbe molto salutare per le piante.

  • 20 agosto 2008 in 9:31 PM
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    Evidentemente il terriccio era buono e l’esposizione comunque aperta. La casualità non esiste in giardino. Non incoraggiamo il pensare che tutto sia facile e “dovuto”.

  • 28 febbraio 2009 in 5:33 PM
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    Ho letto sarebbe possibile coltivarli come “ricadenti” in vaso anziche’ rampicanti. Sara’ vero?

  • 24 aprile 2009 in 4:52 PM
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    Con i pensieri in quei colori nell’orto di mia mamma, tanti anni fa, ogni tanto, sempre più spesso, cerco questi fiori, i fiori dei piselli odorosi, nei vivai e nei negozi attinenti ma non sono stata capace di trovare dove acquistare i semi. E’ possibile avere qualche informazione su dove e a chi rivolgermi? Grazie

  • 29 maggio 2009 in 8:34 PM
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    complimenti per l’articolo! ora posso riprovarci! dite che fine maggio è troppo tardi per piantare i semi??? abito a Pavia…

  • 20 giugno 2009 in 3:09 AM
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    io li ho piantati questo aprile. non avevo letto nulla prima infatti poche piante sono sopravvissute fino ad ora. ma adesso provo a fare un po’ delle cose scritte qui. e vi dirò.

  • 12 marzo 2010 in 10:01 AM
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    grazie x le esaustive informazioni, le rileggerò spesso(perchè ho 1 cattiva memoria). Quest’anno provo a seminarle adesso,l’anno prossimo in autunno,anche se abito a Monza. Farò anche 1 prova a Rapallo.ciao

  • 20 marzo 2010 in 9:53 PM
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    interessante! avevo bisogno di qualche indicazione. l’estate scorsa ho comprato un paio di piante ma non hanno fatto molti fiori. ho raccolto i semi e ora proverò a seguire la procedura. grazie

  • 6 aprile 2010 in 1:29 AM
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    consigli eccellenti ,ho trovato questi fiori in un vaso a Cesenatico e mi sono piaciuti molto e ho provato a seminarli ora sono nate le piantine ,quindi seguirò i vostri preziosi consigli,grazie.

  • 21 aprile 2010 in 8:51 PM
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    io ho piantato il pisello odoroso a gennaio e ancora nn spuntano i fiori verso quando potrebbero fiorire?

  • 10 maggio 2010 in 11:44 AM
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    complimenti per la spiegazione esauriente e precisa, è bello vedere che c‘è chi condivide la passione per queste fantastiche piante! Io ho piantato un’ottantina di semi l’autunno scorso ma purtroppo sono morte tutte nel corso delll’inverno pur tenendole al riparo. Qualcuno saprebbe dirmi dove ho sbagliato?

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