Rosa ‘Alchymist’

Rosa ‘Alchymist’
La tavolozza del sole

di Maddalena Piccinini

 

La famiglia tedesca Kordes è ritenuta a buon diritto fra le più feconde nel campo della ibridazione di rose, e la stessa Royal Horticultural Society ammette apertamente che la sua enciclopedia generale delle rose annovera più varietà create dai Kordes che da qualsiasi altro ibridatore.
La ditta venne fondata verso il 1887 ma la prima spinta allo studio approfondito dell’ibridazione si ebbe negli anni ’20 del ʼ900 con Wilhem Kordes, il quale, in un lungo periodo di prigionia durante la Prima Guerra Mondiale aveva letto tutti i testi disponibili sull’ibridazione.
A lui si devono molte rose indimenticabili fra cui ‘Raubritter’ e la rossa ‘Crimson Glory’, tuttora molto apprezzate nei giardini e nelle collezioni. Al figlio Reimer spetta invece il merito di aver selezionato la rosa bianca più utilizzata fino ai giorni nostri, ‘Iceberg’, dal nome tedesco difficile a scriversi, e una serie di rose rampicanti molto colorate tra cui ‘Alchymist’, oggetto di questa scheda.

 

 

Alchymist vide la luce nel 1956 dall’incrocio fra ‘Golden Glow’, una rampicante gialla americana della fine degli anni ’30, e una Rosa eglanteria, varietà botanica a fiore semplice e foglie profumate di mela.
È una rampicante potente e vigorosa, dai rami robusti e ben arcuati con spine rade e forti ed è capace di raggiungere i 4-5 metri.
Il fogliame è folto, e le foglie scure, grandi e semilucide fanno da cornice a fiori fra i più sontuosi che si possano immaginare, tondi, spessi, grandi e quartati, che richiamano quelli delle rose antiche ed hanno un diametro che raggiunge i 10 cm.

 

 

 

 

La nuova creatura non ereditò dalla sua progenitrice botanica la delicatezza e il profumo del fogliame, né il giallo puro e un po’ statico della varietà rampicante utilizzata nell’incrocio, ma quel matrimonio diede origine a una rosa dai fiori profumati e di una tinta difficile a descriversi. Il colore dei fiori di ‘Alchymist’ , declinato in tutti i toni solari, dal giallo oro al giallo pallido fino all’arancio, dal rosa all’albicocca per finire in sfumature crema velate di lilla, è talmente variabile che definirlo solo “giallo” a mio avviso è riduttivo.
Questa rosa dalle poche attrattive collaterali – non rifiorisce, è piuttosto rigida, ha un fogliame comune e non produce bacche – quando è in piena fioritura è in grado di monopolizzare l’attenzione in qualsiasi roseto solamente attraverso i colori dei suoi fiori che hanno una tavolozza cromatica che varia in ragione del clima, dell’esposizione e soprattutto del grado di maturità dei fiori stessi.
È l’unica rosa o una delle poche che, nella sua unica fioritura, rimane bella anche durante la fase della sfioritura fino all’appassimento, quando i fiori acquistano quei toni languidi e un po’ fanée che richiamano alla mente le vecchie rose di seta. Il fiore di ‘Alchymist’ è bello fino alla fine, anche nel momento peggiore del periodo vegetativo, quando molte rose diventano poco attraenti e alcune addirittura inguardabili.

 

 

 

 

Questa caratteristica, unita al fatto che fosse firmata Kordes, un marchio fra i miei preferiti nell’ambito delle rose moderne , ha fatto sì che nel mio giardino ‘Alchymist’ sia presente in quattro esemplari ai lati di una pergola.
Come tutte le rose di Kordes è molto resistente al freddo ma si adatta altrettanto bene alle nostre estati infuocate.

 

 

 

 

Concludo qui il mio pensiero e lascio parlare le foto , scelte nei vari momenti della fioritura e della sfioritura. Aggiungo soltanto che va collocata al sole e che, una volta caduto l’ultimo petalo, questa rosa può soffrire di una leggera ticchiolatura ma questo non deve preoccuparci, perché l’anno successivo a maggio tornerà splendente e solare a rallegrare i nostri occhi e i nostri giardini .

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